Segnali di vita

Qualche traccia di vita arriva dalla periferia del pianeta Cisl.

Mentre a Via Po 21 tutto è fermo, in attesa che “domani” si faccia “trasparenza” stendendo però un velo (non trasparente)  di oblio sul passato, qua e là alcuni documenti approvati dagli organismi democratici delle strutture (quelli che nella Fai sono chiusi da un anno, causa illegittimo commissariamento) pongono qualche problema sulle recenti vicende e soprattutto su come sono state gestite (male) dalla dirigenza della confederazione. Ed avanzano proposte interessanti.

Così la Ust di Verona (la città di Giulietta, di Romeo e di Scandola), anziché unirsi al coretto del “grazie Furlan che ci prometti la trasparenza”, ricorda che il regolamento della Cisl già indica da anni “limiti retributivi chiari”, lamenta la “frettolosa archiviazione” della vicenda Bonanni, e chiede che sia fatta chiarezza “immediatamente” (qualcosa di più stringente del “subito” di Franca Porto) su eventuali “generosi compensi” ai dirigenti attuali.

Ancora più esplicitamente, l’esecutivo della Sgb Cisl di Bolzano osserva che il rinnovamento dell’organizzazione richiede anche una “tutela retroattiva” (quindi non da domani, ma da ieri) dell’autorevolezza e della credibilità della Cisl. Per questo, oltre ad auspicare chiarezza sui redditi dei dirigenti, indica anche il modo migliore per farla: ossia

“la pubblicazione del quadro ‘C’ delle dichiarazioni dei redditi” per tutti i componenti il Consiglio generale “a decorrere dall’anno d’imposta 2013“. “…und zwar ab dem Steuerjahr 2013“.

Sehr gut, molto bene! Perché, commentiamo noi, se non si parte da ieri, la trasparenza è solo un ‘Witz’, una barzelletta. E nemmeno troppo divertente.

Ma la conclusione bolzanina è ancora più importante: si chiede, sia in italiano che in tedesco (così capisce meglio anche “der Kommissar“), che

“la denuncia di eventuali irregolarità o lesioni, anche etico-morali, di norme statutarie e regolamentari sia considerata libertà di espressione e di critica e non costituisca motivo di espulsione dall’organizzazione“.

Cioè, traduciamo noi, l’espulsione di Scandola è stata una cosa grave perché è andata a colpire l’esercizio di alcune libertà fondamentali della persona, quella di espressione e di critica. Libertà senza le quali ad essere una barzelletta, un Witz, è l’affermazione dello statuto che la Cisl si fonda sulla centralità della persona.

Se chi sta al centro non può parlare, allora non è una persona ma la pecora di un gregge che può solo belare e fare il coretto per il pastore. E gli iscritti sono solo un parco buoi per i giochi di chi sta in alto.

Ma il nostro documento preferito, una bella sorpresa che abbiamo avuto cercando nella rete, è quello della Filca di Belluno-Treviso.

Non solo perché chiede chiarezza; non solo perché specifica che questa, con le eventuali conseguenze disciplinari, deve valere per tutti, “siano essi operatori sul territorio, segretari nazionali di categoria o confederali” (o anche qualcosa in più, ci permettiamo di aggiungere, sulla scorta di quella che il documento definisce “la bruttissima vicenda dell’ex segretario generale della Cisl”). Non solo perché il documento sottolinea, giustamente, che senza fare chiarezza, si fa il gioco di “populisti e qualinquisti” contro il sindacato (anche di quelli, ci permettiamo di aggiungere ai vertici di organi dello stato ed enti previdenziali). Ma soprattutto perché ci piace pensare che se la Fai non fosse stata commissariata, oggi ci sarebbe qualcuno anche da noi che avrebbe potuto dire liberamente quel che pensa della situazione.

La Filca non è commissariata, quindi da quelle parti qualche libera opinione può circolare ancora. Beati loro!

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Un Commento - Scrivi un commento

  1. Purtroppo è così, gli amici di Bonanni ieri oggi sono gli amici della Furlan, i cosiddetti voltagabbana, ed in CISL sono tanti, hanno già creato il terrore presso i dirigenti, il messaggio è : o sei in linea con la Furlan oppure preparati ad andare, e mi raccomando che alle conferenze organizzative tutti devono essere in linea con la segretaria Furlan, non si tollerano contrari, questo è il messaggio che sta arrivando da parte dell’alto gruppo dirigente, i famosi voltagabbana o meglio imboscati che voglia di lavorare proprio non sanno cosa sia, brutto a dirsi quello che sta succedendo ma almeno ammettiamolo tra di noi

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