“Facciamo come la Germania”. Prima o poi lo dicono un po’ tutti: riforme alla tedesca, contratti alla tedesca, partecipazione alla tedesca … ma pochi lo fanno.
Fra questi pochi c’è il nostro commissario. Che oggi chiameremo quindi “Der Kommissar”.
Intervistato da una tv locale in occasione della sua partecipazione al consiglio generale della Fai di Basilicata del 16 giugno, “Der Kommissar” ha detto che la Germania sì che ha risolto il problema dello squilibrio est-ovest, mentre in Italia il divario nord-sud è aperto “da più di 160 anni” (cioè da prima dell’unità d’Italia, che risale a 154 anni fa).
E come ha fatto la Germania? Ha favorito la “coesione”, cioè, fa capire “Der Kommissar”, ha spostato risorse da ovest a est. Un po’ come ha fatto lui, che ha spostato le risorse interna alla Fai favorendo il sud (ma non alla cieca, scegliendo bene…) e lasciando parecchi malumori al nord (ma senza grandi proteste perché, come diceva il lombardo don Abbondio, “il coraggio uno non se lo può dare”; soprattutto quando il tuo interlocutore ti sorride ma ha dimostrato con un paio di esempi di poter assumere anche un “atteggiamento o comportamento deciso, risoluto o anche aggressivo, interpretato favorevolmente come espressione di forza e personalità”).
Non c’è che dire, “Der Kommissar” difetta di tante cose ma non di coerenza con quello che ha in testa.
E soprattutto, sa come si preparano i congressi: con le politiche di “coesione”.