“Non parevano inconsapevoli”

Il 14 aprile scorso, la Filca Cisl nella persona del segretario generale Ottavio De Luca è stata insignita del titolo di “ambasciatrice di legalità”.

Nei giorni scorsi, sono state pubblicate le motivazioni del processo per l’inchiesta Factotum che ha visto condannato un ex dirigente di primo piano della Filca torinese in quanto legato alla ‘ndrangheta, mentre è stato negato il risarcimento che la Filca aveva chiesto costituendosi parte civile.

A quel che si può leggere sul Corriere della Sera, le motivazioni riportano espressioni poco lusinghiere nei confronti della dirigenza della Filca e in particolare di persone che pure non erano state oggetto di indagine.

Ad esempio, scrive il giudice che i vertici della Filca Cisl «non parevano inconsapevoli» della contiguità del dirigente torinese condannato. Il quale ha ricevuto, oltre allo stipendio, una lunga lista «di utilità e favori del tutto anomali» e «non giustificati dall’ordinaria attività di “operatore sindacale”, utilità decise e “gestite” dai vertici De Luca Ottavio (segretario nazionale) e De Lellis Mario (segretario provinciale di Torino), in costanti e intimi rapporti con l’odierno imputato».

In un altro passo si parla di De Lellis (uno che, appena uscita la notizia dell’indagine sulla Filca di Torino che lui guidava, è stato promosso a segretario regionale) richiamando un episodio che, così è scritto e noi lo riportiamo, «suscita interrogativi allarmanti e getta una pesante ombra sulla buona fede di alcuni soggetti operanti all’interno della Filca Cisl».

A questo punto la domanda è: chi ha sbagliato? Quelli che hanno premiato la Filca o il giudice che ha scritto quel che ha scritto?

Secondo me, più di tutti hanno sbagliato quelli che, dopo aver commissariato la Fai per non aver accettato l’incorporazione nella Filca, hanno cercato di alimentare la storia che noi saremmo stati la federazione del malaffare …

Ex Fai per il9marzo.it

TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi e ha dovuto pagare le spese.

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