The dots

“Non siamo, formalmente, di fronte a un vero e proprio piano di azione come previsto dalla direttiva europea sui salari minimi adeguati del 2022, ma se si uniscono the dots (i puntini) tra loro, la direzione appare chiaramente delineata”.

Lo scrivono il presidente del Cnel Renato Brunetta e il suo collaboratore Michele Tiraboschi nella loro ultima articolessa per il giornale dei padroni (tutti i giornali sono dei padroni, tranne qualche cooperativa, ma Il Sole 24 Ore lo è anche ufficialmente) dedicato a descrivere prospettive mirabolanti aperte dal decreto del primo maggio che, così recita il titolo sul quotidiano, crea “le condizioni per una nuova stagione di relazioni industriali“. Si tratta dello stesso titolo che sul giornale dei padroni ricorre da almeno trent’anni (come ha ben detto la mia amica Grazia La Terza, sembra di essere in un eterno ritorno al passato), ad esempio per gli articoli del Cnel a sostegno della legge sulla partecipazione; il tempo passa, la “nuova stagione” non si vede e loro passano a parlare d’altro.

Sullo stesso giornale, lo stesso argomento è trattato in altri due articoli: a pagina 11 ne parla Vincenzo Caridi, capo dipartimento del ministero del lavoro, che fa come l’oste che giudica buono il vino che ti sta mescendo, mentre a pagina 36 la giornalista Barbara Massara cerca di capirci e spiegarci qualcosa in concreto, al di là delle petizioni di principio e delle soluzioni nominalistiche (il “salario giusto”).

Tre articoli in tre pagine diverse del giornale dei padroni sono come tre puntini (certo, scrivere dots è più fico!); e dalla scuola media ci viene il ricordo della formula di geometria per cui fra tre punti non allineati passa una ed una sola circonferenza.

Proviamo allora a unire questi tre puntini e vediamo che circonferenza ne esce.

Per Caridi, il decreto lascia “spazio alla contrattazione” perché nel decidere qual è il “salario giusto” (decidere senza definire, aumentando così l’incertezza del diritto, ndr) si rifà al “trattamento economico complessivo definito dai Ccnl stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative“. Cioè, mi permetto di osservare, si rifà a una cosa come la rappresentatività che non è definita per legge (e forse non è definibile all’atto pratico, altrimenti l’avrebbero definita da tempo) e si prosegue sulla stessa strada di fatto seguita finora: con i risultati in termini di fallimento che conosciamo perché il problema salariale non nasce dalla concorrenza al ribasso, nasce dentro ai “contratti leader” dei sindacati più “rappresentativi”. E forse ai padroni miopi (che sono tanti…) e al loro giornale la cosa va bene perché hanno l’illusione di risparmiare sul lavoro mentre in realtà stanno impoverendo tutto il sistema.

La stessa filosofia emerge dall’articolessa della coppia Brunetta-Tiraboschi: che vende la conferma dello status quo da parte del decreto come se fosse l’introduzione di “ulteriori elementi di forte innovazione“. Ad esempio, il provvedimento del governo “non impone un salario per legge – scrive Brunetta, uno che il compenso da presidente ce l’ha fissato dal Cenl in cifra chiara, senza rinvii a nientema orienta le scelte verso i livelli retributivi più elevati“. Detto in italiano semplice, si prendono i salari bassi previsti dai contratti attuali e li si battezza come “più elevati” di altri: i sedicenti riformisti qui andrebbero chiamati semmai nominalisti. Ma quel che conta, secondo loro, non è il quanto della busta paga, è “il pieno riconoscimento della autonomia e delle responsabilità delle parti sociali nelle materie della rappresentanza, della produttività e delle retribuzioni“.

Fin qui le chiacchiere: venendo al sodo, l’articolo di Barbara Massara spiega che, per capire cosa sia il salario “giusto” (e quindi non contestabile? Né in giudizio né con il conflito industriale? ndr) e quindi come si realizzi all’atto pratico il pieno riconoscimento della autonomia di cui parla Brunetta, “centrale è diventato il concetto di trattamento economico complessivo“; che però non è ben definito neanche quello (un Tec indefinito usato per definire un salario giusto definito con rinvio ad un concetto non definito come la rappresentatività, ndr). “Al fine di definire l’esatto perimetro del trattamento economico complessivo – spiega la puntuale giornalista – si attendono i chiarimenti ministeriali“.

Ecco! Gira che ti rigira, alla fine la famosa valorizzazione dell’autonomia contrattuale dipende … dai chiarimenti della burocrazia! La quale, per statuto, non ama i cambiamenti e lascia le cose come stanno da almeno trent’anni, cioè da quando i salari reali sono fermi quando non vanno all’indietro.

E così la circonferenza che passa per i tre dots si può chiamare, come diciamo a Roma, “er giro di Peppe”: si parte e si arriva allo stesso punto senza andare mai da nessuna parte.

Francesca Romana per il9marzo.it

TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi e ha dovuto pagare le spese.

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50 Commenti - Scrivi un commento

  1. Beh semplicisticamente gli industriali sotterrano la testa di fronte ai problemi delle famiglie che ormai spendono il necessario rallentando l’economia, ai problemi dei giovani che non possono costruirsi un futuro e accedere ai mutui per acquistarsi una casa facendo lievitare i costi degli affitti, e così via, mentre i sindacati sono sempre più lontani dalla gente è non saranno i servizi fiscali o patronali a salvarli.

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  2. Il decreto del governo, ad un primo esame, non pare garantire l’attuazione dell’articolo 36 della Costituzione sulle retribuzioni e ricordiamo che la prevalenza delle riforme, con Sacconi, Ministro del lavoro, sono state decapitate dalla corte costituzionale.
    Ma torniamo ad oggi!
    Meloni, in conferenza stampa, ha dichiarato che l’obiettivo è di rafforzare il ruolo dei contratti collettivi attraverso il concetto di “salario giusto”.
    I concordati di tariffa sono stati i genitori degli attuali contratti collettivi e avevano tra le loro funzioni anche quella di definire le tariffe salariali tra rappresentanti dei lavoratori e datori di lavoro. Erano usati per chiudere proteste, fissare paghe orarie o a cottimo e, spesso, operavano in modo informale prima di essere riconosciuti dai collegi dei probiviri.
    Detto questo, è utile ricordare che la definizione dei minimi retributivi avviene principalmente attraverso i contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), che fissano i minimi tabellari per categoria e qualifica. A differenza di altri paesi, non esiste in Italia una legge che fissi un salario minimo legale unico.
    Tuttavia, il sistema è evoluto grazie alla giurisprudenza, che consente di fissare il minimo retributivo anche in deroga ai contratti collettivi stessi, basandosi sull’articolo 36 della Costituzione.
    La Suprema corte ha stabilito che i giudici possono disapplicare i minimi previsti dai CCNL se questi risultano “irrisori” o non sufficienti a garantire un’esistenza dignitosa. La domanda è: di chi è la responsabilità della “irrisorietà di questi salari da fame?” E su questo il decreto non interviene affatto.
    Oggi un netto inferiore a €1.000 al mese è stato considerato, in un caso specifico, indicativo di una retribuzione non dignitosa, permettendo l’adeguamento giudiziale.
    E l’articolo 36 Costituzione è stata ed è ancora la fonte primaria. Esso prevede che la retribuzione sia proporzionata alla quantità/qualità del lavoro e sufficiente per una vita libera e dignitosa.
    Per stabilire il “giusto salario”, il giudice non guarda solo al CCNL di categoria, ma può utilizzare altri contratti collettivi affini, indicatori economici (ISTAT) e le direttive UE fino all’entrata in vigore del nuovo provvedimento. E questo iter giudiziale non pare subire limitazioni dal decreto in parola.
    Sommariamente, anzi molto sommariamente ricostruito l’istituto passiamo ad alcune riflessioni sul decreto.
    Il decreto Lavoro non introduce affatto un salario minimo legale e neppure lo si vede all’orizzonte. A tal fine viene introdotto il principio del “salario giusto” legato ai contratti collettivi nazionali più rappresentativi per poter beneficiare delle agevolazioni statali da parte delle aziende.
    Si tratta di una disposizione obbligata dopo il tentativo, naufragato, di legittimare anche i contratti pirata dei sindacati “gialli”, come quello siglato dall’Ugl sui rider (termini della giurisprudenza di merito e legittimità).
    Il salario “giusto” legato ai contratti più rappresentativi, tuttavia, non garantisce, comunque, l’attuazione dell’art. 36 della Costituzione anche per una ragione ulteriore.
    L’accordo quadro, ancora vigente a quanto pare, del 2009, firmato dai sindacati confederali e dalle associazioni datoriali stabilisce che i contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) utilizzino l’Ipca (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato), depurato dagli energetici importati (Ipca-Nei), come parametro per adeguare l’incremento dei salari.
    In tal modo, il salario contrattuale non pare essere in grado di mantenere il potere d’acquisto dei redditi da lavoro, soprattutto in un contesto, com’è stato negli ultimi anni e come rischia di succedere nell’immediato futuro, di una crescita dell’inflazione trainata dall’aumento dei prezzi dei prodotti energetici. Questo fatto spiega perché i rinnovi contrattuali, anche firmati dai sindacati confederali, non riescano a tenere il passo con l’inflazione.
    Si tratta di un vulnus a cui gli stessi sindacati confederali, a partire dalla Cgil che critica ma nulla pare dire nel merito di questo decreto. E seguono a ruota gli altri due della triplice che, per converso, gioiscono!!
    Se è condivisibile quanto sopra, la domanda: è giusto e corretto parlare di “salario giusto” e tesserne le lodi?
    Mi scuso se ho esagerato in lungaggine (ma neppure troppo rispetto all’argomento)

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  3. macchè autonomia contrattuale,macchè salari giusti,è tutto legato ,se va bene ,alla forza sindacale che hai in fabbrica o negli uffici,ospedali etc…i contratti continueranno a farli molto dopo la scadenza e ovviamente l’offerta di rinnovo sara sempre la solita,ovvero sotto l’indice vero inflattivo e in ogni caso diluiti e in ritardo…per quanto riguarda il salario giusto o come cavolo lo chiamano basta andare nelle piccole aziende,nelle attività commerciali non multinazionali e nella miriade di posti di lavoro dove si muore e se va bene si lavora in nero….mandate sbarra a lavorare nella sua calabria magari in nero e quando ti chiama il caporale…

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  4. Ma lo sbarra (che fisso non è) ha fatto quanto di meglio un uomo disonesto può fare : si fece assumere dall’Anas di Catanzaro e il giorno dopo (sic !) si fece distaccare con “distacco retribuito”. Purtroppo, oltre Report e, se non ricordo male, anche le IENE portarono alla ribalta quel misfatto.
    Eppure nessun magistrato ebbe voglia di andare a guardare le carte e il furbastro oggi siede accanto alla Cristiana, madre ecc ecc per farle capire come va il mondo…non solo in Calabria.

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    1. Per la precisione, l’assunzione non aveva elementi di illiceità penale, anche se è uno scandalo politico che l’Anas si sia prestata a favorire il segretario generale della Cisl calabrese, non sappiamo per quale interesse.

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    2. Che il misfatto ANAS SBARRA non rileva un crimine da codice penale formalmente è vero. Ma quando si ricopre un incarico politico dentro un Sindacato e ci si imbratta con tali iniquità, l’interessato porta sulla fronte il sigillo del disonesto e tutti coloro che tacquero dovrebbero vergognarsi. Se poi una compagine politica e il suo governo innalzano agli onori istituzionali un tale personaggio, allora bisogna pur dire “simul stabunt, simul cadent”. Almeno ciò è quanto accadrà. Basta dare tempo al tempo.

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    1. Critiche generiche e totalizzanti, unitamente ad attacchi personali, a chi si permette di contestare le affermazioni dei potenti anche con articoli, mai risposte nel merito. Sono peccati, per chi crede, che gridano vendetta al cospetto di Dio ( Leone XIII). Ciascuno guardi la propria coscienza

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        1. Leone XIII rerum novarum!! (ci si riempie tanto la bocca di questa enciclica in cisl, ma mi sono reso conto che in pochi la conoscono ed è ancora attuale: lo sfruttamento mai finito vedi il caporalato e altro ancora .
          “Defraudare poi la dovuta mercede è colpa così enorme che grida vendetta al cospetto di Dio. Ecco, la mercede degli operai… che fu defraudata da voi, grida; e questo grido ha ferito le orecchie del Signore degli eserciti (Giac 5,4).”.

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    2. Tratto da lyrics
      Dear Mr. President

      “Lascia che ti parli del lavoro duro
      -Salario minimo con un bambino nelle spalle
      Lascia che ti parli del lavoro duro
      -Ricostruire la tua casa dopo che le bombe l’hanno distrutta
      Lascia che ti parli del lavoro duro
      Come fai a dormire la notte?
      Come fai a camminare con la tua tenuta alta?”

      Chissà, mi chiedo, lei ha mai lavorato davvero e dato un contributo per coloro che si spaccano la schiena e per tentare di alleviare le loro sofferenze e quelle della famiglia?

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  5. Per retribuzione complessiva inseriranno integrativi di secondo livello, tfr, ecc. abbassando ancora di più la media retributiva di fatto…

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  6. un sindacato che risponde con espulsioni o denunce al dissenso interno sia a ragione che a torto è un sindacato destinato a fallire e quindi finire…quando ridurranno ancora il lavoro del caf ,quando taglieranno ancora i patronati,quando i pensionati finiranno parte delle loro risorse questa cisl chiudera in pochi anni…resteranno i furbetti che si stanno trasformando in agenzia di assicurazione,pratiche sulle bollette e cose simili…

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  7. Scusate ma è normale che si difendano con le rappresaglie e le purghe. Un gruppo dirigente debole altrimenti crollerebbe in pochi istanti. Almeno un corso per parlare in pubblico altrimenti diventa troppo chiaro che ci si è formati nei corridoi……. Almeno Sbarra gridava sempre. Lei e Furlan hanno il carisma di una stufa a gas.

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    1. Se la Fiumarola non scende dal però e non va a ripulire i suoi pensieri e le sue esuberanze nel fiume Giordano, arriverà presto qualcuno che ne scoprirà le rughe. Che il futuro della Cisl debba essere tutto albanese o greco ionico (ovvero pugliese e tarantino) non verrà sopportato a lungo. Avevo conosciuto una ragazza di sufficiente perspicacia, pur con alcune perfidie, ma vedo che pure essa, come i suoi ultimi predecessori, si è infettata di quel delirio di onnipotenza che prende sempre gli idioti. Ma un esame di coscienza no ?

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  8. intimoriscono,intimidiscono,minacciano…sanno fare solo questo a tutti i livelli,del resto che confronti o che dibattiti ci si aspetta da chi ha portato solo le borse o da chi viene da categorie che non riconoscono nemmeno la cisl come confederazione….e che messi assieme fanno il nmero perfetto per giocare a scopa…

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  9. Quindi l’ultima mossa è stata quella di prendere il segretario Cisl di Taranto e portarlo in segreteria nazionale Fisascat…..e visto che fra 3 anni scade Dell’Orefice provare a lanciarlo a fare il segretario generale….avvisate la centralinista della Cisl di Taranto che ha ampie possibilità di carriera a Roma, la cordata é molto salda

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  10. nuovi licenziamenti per electrolux in italia…tranquilli,basterà la partecipazione e la responsabilità della cisl,poi per chi starà a casa si dovrà sentire appagato della sua partecipazione e responsabilità e se ha figli a cui dare da mangiare non importa,alla fine cè la divina provvidenza…intanto i grandi segretari che blatterano per la modica cifra di 4000 euro al mese o forse di piu diranno che è colpa del destino cinico e baro,oppure lo chiede l’europa….

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    1. Ho sentito quello della fim che si occupa degli elettrodomestici. Ho visto il comunicato dell’azienda: dice che è contrario al comportamento dell azienda ma ripete la stessa analisi dell azienda. In che mani sono questi poveri operai ?

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      1. Ringrazia chi ha voluto eliminare Bentivogli,il ritorno di Benaglia e successivi (anche la donna che ci sarà); il materiale è questo: scadente ed inadatto

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        1. In risposta a questo commento ne è stato inviato un altro, firmato “Anonimus”, che dopo alcune critiche a quel che era stato scritto, assolutamente lecite e pubblicabili, si rivolgeva all’interlocutore (che ha scelto l’anonimato) con critiche personali (non sappiamo né vogliamo sapere se rivolte alla persona giusta) e addebitandogli alcuni comportamenti (non sappiamo con quale fondamento).
          Per questo, non lo pubblichiamo e ribadiamo che per partecipare alla discussione bisogna rispettare la scelta di chi resta anonimo. Tanto più da parte di chi, a sua volta, sceglie di non dichiarare la propria identità.
          Solo in questo modo, il confronto si concentra sul merito e non scade nella polemica personale. E la scelta di lasciare la possibilità di intervenire in forma anonima si conferma come quella giusta in questo spazio.

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  11. Prima Bergamaschi, poi abruzzesi, poi genovesi, poi calabresi e ora tarantini.
    Alla scuola dei poltronari uno dei capitoli dice: riempi dei tuoi fidati ma soprattutto dei fidati della tua terra. Così potrai contare per le candidature politiche e allungare la tua carriera.
    Ma a volte non funziona, la candidatura di Furlan fu bocciata più volte nel suo territorio e dovette andare a prendere due listini bloccati in basso lazio e sicilia dove hanno preso talmente pochi voti che rischiava neanche come capolista nel listino bloccato dei nominati di uscire.

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  12. oggi un posto in cisl(inteso ovviamente come segretario generale di categoria oppure usr,ust) vale come un posto in banca d’italia per fare un nome rinnomato,ovvero come un dirigente d’azienda di lungo corso e ovviamente di azienda sopra i mille dipendenti,per quello che si diceva prima, futuro roseo,se tutto va bene in politica con qualsiasi partito basta ci sia da mangiare e se proprio va male una lunghissima carriera poi tra pensionati,fondazioni, scuole di formazione ,enti etc etc…che volete di piu dalla vita…dimenticavo….non sanno cosa dire quando l’azienda va male,l’ospedale non funziona,i contratti non si fanno ,i morti sono sempre piu sul lavoro e anche qua tutto il resto che non funziona…?colpa della congiuntura,colpa dell’europa,dei cinesi,ma la nostra responsabilità è stare al tavolo,fino a quando non portiamo a casa la…..NASPI

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  13. mentre deflagrano le crisi industriali sono capaci di perdere tempo nel “salvate il soldato Giggi”.
    In quale partito andrà dopo Fdi ?

    Fumarola leggerà questo messaggio e andrà a farsi qualche foto a cassino e cerreto.

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  14. Più che Anonimus! · Edit

    Mi piace il vostro circolo del 9 marxo di chi in Cisl ha perso e ora si è iscritto all’Università del “Ve l’avevo detto io”.

    Funziona come gli Alcolisti Anonimi. Solo che al posto di “sono 3 mesi che non bevo”, qui si sente “sono 3 anni che non mi chiamano più in segreteria”.

    Il 9 marzo è uno stato emotivo.

    È il resort all-inclusive per i marcescenti doc: entri per parlare del marcio e esci con l’odore incorporato.
    È anche il ritrovo degli adolescenti tardivi che fanno il fact-checking all’universo intero, ma se gli chiedi “e tu?” parte l’errore 404.

    Utile se ti serve qualcuno che annuisca mentre sfoghi.
    Inutile se speri di uscirne con una soluzione diversa da “tanto sono tutti uguali”.

    Qui si conosce lo scibile sindacale: quello che fai su Electrolux, Stellantis, Ilva… fa cagare. Gli amici dell’8 marzo lo avrebbero fatto meglio. Vogliono il salario minimo come il compagno Straccio. Vogliono i 9 euro, che è un salario minimo da fame.

    Dove ci si iscrive?

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    1. Scusa, ma dove hai letto che noi vorremmo il salario minimo a 9 euro?
      Su questo blog abbiamo sempre indicato come modello il Mindestlohn tedesco, che attualmente è a 13,90 all’ora (non tutto e subito, ma a seguito di adeguamenti annuali a partire dagli iniziali 8,50), e dal prossimo anno salirà a 14,60.
      Il vostro salario giusto sarà più alto, o almeno analogo? Speriamo di sì, altrimenti sarà un tentativo (fallito in partenza) di dumping per recuperare competitività verso i tedeschi. E comunque sarà “giusto” solo per i padroni che hanno piazzato una loro consulente come ministro del lavoro.

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  15. ogni tanto tornano i “cantanti” del palazzo per tentare di recuperare consensi e credibilità,fanno sempre piu fatica ma devono fare qualcosa per salvare lo stipendio,l’ultimo che è quello dei 9 euro,ovviamente non segue sempre nemmeno le cronache che voi pazientemente gli spiegate e spara idiozie…sarebbe bello poterlo presentare agli operai di stellantis o electrolux….

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    1. Nelle fabbriche metalmeccaniche aspettavano pazientemente chi dette l’ok al primo piano di ridimensionato di Electrolux , perché leggere i problemi di oggi senza conoscere la storia è da cialtroni , come a proposito di aumeti contrattuali aspettano ancora di vedere in faccia quello dell’aumento Illy ( inteso una tazzina di caffè ☕️) .
      Ma quel gruppo dirigente li , non si è mai affacciato dove veramente c’era da confrontarsi con i lavoratori.
      Era piu facile indossare una felpetta Welcome to refuge e parlare di morti in mare .
      Però chi è abituato a scappare poi scappa sempre, e nel momento di lottare infatti ……scapparono tutti e tutte

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      1. Invitiamo tutti a non usare i morti in mare per polemiche interne ai sindacati. Come se fosse una colpa parlarne e come se fosse colpa loro se le retribuzioni sono ferme da decenni, e negli ultimi anni sono andate all’indietro.

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      2. Anonimus sicuramente tu hai votato contro a tutte quelle cose. Sicché se tu votasti contro puoi parlare altrimenti sei un grullo come si dice dalle nostre parti (…).
        L’ultimo che fece così fu cacciato dal picchetto della Gkn.

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        1. scusa
          per ricordare la storia va bene l’anonimato ma non va bene dire bugie:

          piani di ristrutturazione electrolux:

          2026: 1.700 esuberi e chiusura di Cerreto d’Esi (2026): L’azienda ha annunciato il taglio del 40% della forza lavoro su un totale di circa 4.500 dipendenti, includendo la chiusura dello stabilimento marchigiano e riduzioni in tutte le altre sedi.

          Riorganizzazione degli impiegati (2023-2024): A causa di un calo della domanda e dell’inflazione, a gennaio è stato varato un piano di circa 373 esuberi (tra operai e impiegati) tramite uscite incentivate, seguito nello stesso anno da ulteriori tagli che hanno colpito pesantemente il personale indiretto.

          Contratti di solidarietà e riallocazione produttiva all
          inizio del (2014): Un momento di forte crisi ha portato l’azienda ad annunciare pesanti riduzioni del costo del lavoro e tagli, scongiurati parzialmente da accordi che prevedevano sacrifici salariali e ammortizzatori sociali in cambio di nuovi investimenti su specifici poli, come Porcia (PN).

          Accordo quadro (2011): Un grande piano di ristrutturazione con ripercussioni occupazionali e gestione delle eccedenze attraverso ammortizzatori sociali e politiche attive per riorganizzare i siti storici italiani.

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      3. el fango mestado

        Ovviamente ci si riferisce a chi seguiva gli elettrodomestici e i segretari generali ?
        La ristrutturazione Electrolux iniziò nel 2011.

        un po di memoria per quel mestatore di fango di anonimus:

        1.700 esuberi e chiusura di Cerreto d’Esi (2026): L’azienda ha annunciato il taglio del 40% della forza lavoro su un totale di circa 4.500 dipendenti, includendo la chiusura dello stabilimento marchigiano e riduzioni in tutte le altre sedi.

        Riorganizzazione degli impiegati (2023-2024): A causa di un calo della domanda e dell’inflazione, a gennaio è stato varato un piano di circa 373 esuberi (tra operai e impiegati) tramite uscite incentivate, seguito nello stesso anno da ulteriori tagli che hanno colpito pesantemente il personale indiretto.

        – Contratti di solidarietà e riallocazione produttiva (inizio 2014): Un momento di forte crisi ha portato l’azienda ad annunciare pesanti riduzioni del costo del lavoro e tagli, scongiurati parzialmente da accordi che prevedevano sacrifici salariali e ammortizzatori sociali in cambio di nuovi investimenti su specifici poli, come Porcia (PN).

        Accordo quadro (2011): Un grande piano di ristrutturazione con ripercussioni occupazionali e gestione delle eccedenze attraverso ammortizzatori sociali e politiche attive per riorganizzare i siti storici italiani.

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        1. Nel 2011 mezza organizzazione dei metalmeccanici cisl approvo’ il piano di chiusura di alcuni stabilimenti, e tagli pesanti su altri , l’allora coordinatore Fim , poi prestato alla mala politica in Veneto , ruppe l’unità interna alla sua federazione pur di accontentare Landini ( allora coordinatore Fiom ) e soprattutto Susegana e Forlì.
          I risultati sono sotto gli occhi di tutti
          I cari amici Toscani non hanno bisogno di difesa ma citare quella che è stata la peggiore sconfitta sindacale degli ultimi 30 anni cioè Gkn fa davvero capire chi avevamo in casa

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          1. andare a fare incontri carbonari per gkn senza avere rappresentanza in fabbrica é tipico di chi è finito nel sindacato per smettere di lavorare.

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  16. altri tre morti in un giorno…lacrime di coccodrillo e cordoglio fasullo,il dolore resta ai familiari….poi ci si riempie la bocca che con la partecipazione si risolverà tutto con il senso di responsabilità (solo dei lavoratori) altrettanto….con i protocolli d’intesa poi….tutto a gonfie vele.Mai una volta che si attacchino quelle aziende che lavorano in nero,gli sfruttatori senza morale,i sub appalti ,bastano gli enti bilaterali dove i padroni pagano ma perche si resti fuori dalle aziende,la formazione,pacchi di carta timbrati e formazione sindacale ovviamente finanziata….poi la chicca che per fortuna è di una minoranza di sindacalisti (vedi filca anche in tv) ….i lavoratori però devono stare più attenti e devono portare gli strumenti antiinfortunistici e devono ascoltare gli ordini….sic…sopratutto gli stranieri che non capiscono la lingua …vergogna…

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    1. Gli enti bilaterali hanno perso la loro funzione, sviliti dall’ingordigia dei segretari di categoria che li hanno considerati dei Bancomat: parcheggiarvi operatori a mezzo servizio (pagati interamente dall’Ente) e manovrarne i denari; con il silenzio/assenso dei segretari regionali. Sovente con visite di fantasia. Intanto si continua a morire sui posti di lavoro.

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  17. Oggi su Corriere Economia articolo moderno ed efficiente della segretaria Cisl su come la ricchezza privata degli italiani può sostenere economia reale. Una pagina intera di frasi fatte senza mai citare il possibile ruolo dei fondi pensione contrattati dalle categorie. Con questo articolo (e l’aver abbassato la testa quando la legge di bilancio ha previsto la portabilità del contributo datoriale verso i fondi aperti) la Cisl dice ciao alla previdenza complementare dopo 30 anni . Complimenti

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  18. Meravigliarsi ?
    Quando tutto viene deciso nella consorteria del “Tu dai una cosa a me e io ne do una a te” si finisce a mettere in cucina non lo Chef, ma il cetriolo scaduto e la zucchina andata a male. È davvero un peccato (laico) che una croccante zucchina quale era la signorina dei due mari sia stata portata a una indigesta maturazione col risultato di una insalata indigesta. E lo stradino gode…insieme a tutta la cricca di questo Governo di bugiardi e di logorroici analfabeti.

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  19. chissà cosa intende quando parla della ricchezza privata degli italiani…? se fa come dentro al sindacato che per tappare i buchi porta via a categorie e servizi il poco che hanno, allora abbiamo capito,cari italiani con i vostri risparmi salviamo il paese…ah che bella cosa la partecipazione…..

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