Incentivi per assumere i giovani e le donne, come già fatto in più ondate da alcuni decenni senza risultati sostanziali.
Per stimolare i rinnovi dei contratti si ritorna, in versione peggiorata, all’indennità che già negli anni Novanta funzionava da disincentivo, “tanto avete l’indennità” (e con tanti saluti all’autonomia delle parti in nome della quale si è rifiutato il salario minimo).
Si spaccia per salario “giusto” il tentativo di cementare l’applicazione dei contratti “leader” (quando non si ha nulla da dire lo si dice in inglese…) dimenticando che proprio la loro applicazione è la causa della perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni da trent’anni (ed è il motivo per cui tanti giovani qualificati che hanno la possibilità di lavorare all’estero non ci pensano due volte).
Bonus a pioggia e sgravi fiscali e contributivi che andranno a beneficio delle imprese nella speranza che qualche briciola cada dal tavolo per i lavoratori in termini di occupazione poco stabile, come dimostra l’esperienza di decenni.
Fondi per il sud che serviranno solo a chi li gestirà per cercare consenso, come in uso da secoli … e avanti così, con il rifiuto di ogni riforma vera.
Sembra di essere prigionieri in una macchina del tempo capace solo di portare nel passato e mai nel futuro.
Lo hanno chiamato decreto Primo maggio; in ogni caso non si tratta del Primo maggio 2026, visto che si ripropongono idee che erano vecchie già sul finire del secolo scorso.
Grazia La Terza per il9marzo.it
PS La segretaria della Cisl, invece, è entusiasta; perché il decreto non cambia nulla, ma promette un patto sociale che solennizzerà l’impegno comune … a non cambiare nulla. Cementando il ruolo dei rappresentanti, cioè lei, a spese degli interessi dei rappresentati. Cioè tutti noi.
TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi e ha dovuto pagare le spese.