Le organizzazioni non perdono mai

Le organizzazioni non perdono il sonno.

Le organizzazioni non si stressano.

Le organizzazioni non si ammalano, non si consumano nell’attesa di una notizia, non si chiedono ad ogni passo perché devo fare quello che sto facendo, se avrò il tempo e le forze e le risorse che servono per farlo.

Lo fanno e basta, perché sono organizzate apposta per farlo.

Ecco perché le organizzazioni contro le persone vincono sempre. Le persone sono reali, quindi sono fragili, le organizzazioni sono creazioni artificiali e sono forti. Sono forti perché sono cose.

Francesco Lauria, sul quale tutte le opinioni sono lecite (ma qui saranno pubblicate solo quelle rispettose della persona e delle regole della buona educazione), ha provato a fare dall’interno la battaglia di una persona contro “la Cosa” che è diventata la Cisl. Che non è più quella cosa che prometteva il suo nome, una confederazione di sindacati di lavoratori. Un nome, anche se ce lo siamo dimenticati, che era da leggere al contrario: prima ci sono le persone che lavorano, queste si associano nei sindacati, i sindacati si associano nella confederazione. Ma solo le persone danno senso a tutta la costruzione. Questo vuol dire sindacato associazione.

Quando non è così, del sindacato associazione resta il nome (che qualcuno a Via Po 21 aveva definito, con notevole sincerità, il “brand”. Cioè il nome di qualcosa da vendere per farci i soldi). E resta l’organizzazione fine a se stessa. Che vince sempre contro le persone.

La battaglia all’interno è finita. Con le dimissioni da socio di Francesco, la Cosa ha vinto. Fuori è un’altra storia, e tutto può succedere (ma è nella logica della Cosa stringersi verso l’esterno anche più forte che all’interno).

Nessuna sorpresa è arrivata, nessuna sorpresa era possibile.

Ora resta una domanda: ma ve l’immaginate Franco Marini (ma anche gente molto meno sveglia di lui) che spreca il prestigio da segretario generale in una vertenza con un dipendente? Uno scontro al termine del quale l’organizzazione vince, perché può solo vincere, ma non ci ha guadagnato nulla, se non l’immagine pubblica di “un sindacato che licenzia” (e non per la prima volta)?

Ma la verità è che le organizzazioni vincono sempre perché sono forti, sì, perché sono cose, sì, ma anche perché sono stupide. E sanno solo vincere anche quando con un pareggio otterrebbero molto di più.

Qualsiasi sindacalista, anche mediocre ma autentico, sa che vincere non serve a niente, serve il risultato che ottieni. E se sei intelligente, o anche solo furbo, lasci agli altri il prestigio della vittoria e tu porti a casa tutto il resto.

Nella vicenda Lauria l’unico risultato ottenuto dalla Cisl è di aver dimostrato che “la Cosa” ha preso il posto dell’associazione e delle persone.

Quelle che perdono, ma che sono l’unica ragione per cui un sindacato ha diritto di esistere. E che se si uniscono in un’organizzazione che non si riduca a “cosa” possono essere fortissime.

il9marzo.it

TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi ed ha dovuto pagare le spese.

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80 Commenti - Scrivi un commento

  1. Facciamola questa organizzazione , fuori dalla Cisl e quindi nuova, che non si riduca a cosa ma ritorni ad essere come quella che amavamo.

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  2. Eh io che questa mattina mi ero svegliato felice, pensando alla gioia di un incontro e del futuro, mi sono dovuto commuovere di nuovo.
    Grazie a chi ha saputo entrare dentro la mia anima e, purtroppo, anche al mio corpo “ucciso”, scrivendo questa riflessione.

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  3. grazie di questa riflessione,purtroppo i patiti del “brand” e i gestori della cosa non la capirannoma in ogni caso la capiranno i singoli lettori ed è questo che importa.La cosa ormai ha davvero vinto,occupa tutti i gangli vitali delle sedi decisionali e diventa sempre peggio….qualcuno in altri articoli diceva che vanno segnalati questi personaggi,certo sono tanti ,troppi e in tuttte le regioni e a roma ovviamente…tramano gia tra loro e anche contro di loro…distruggono anni di buoni risultati…Segretari generali nazionali che non sanno pensare e quindi leggono interventi(sempre quelli) che scrivono solerti scribacchini,segretari generali regionali che vanno a registrare e spiare i presunti nemici per poi lagnarsi con i grandi capi,categorie allo sbando sia politico che finanziario,iscritti finti,morti,pensionati….ma girano macchine grosse telefoni all’ultima moda e poi discutono di giovani e si meravigliano se non nascono bambini se non si trovano lavoratori,non fanno nulla per pensare davvero ai salari….anzi sono quelli che fanno fare gli accordi al ribasso per i dipendenti cisl,vedi fp che fa il contratto da fame inas con Petteni che blattera a ogni riunione….ealla fine andate a vedere le sedi sindacali da milioni di euro che non sanno piu come fare a pagarle,proprio perche la Cosa, l’Organizzazione è piu forte ma non è di nessuno….grazie ancora per alcune riflessioni che fate a volte intristiscono ma sono salutari al pensiero ancora umano almeno di alcuni…..

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  4. Ho motivo di pensare che le vicende, indirettamente per carità, siano intrecciate. No, se davvero succedesse, devo ammetterlo, sono umano, non sarei per nulla dispiaciuto per Onofrio Rota (con annessi e connesse).

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  5. La fai è stata ribaltata quando si pensava di salvarla… nel 2014!!! Purtroppo tutto il resto è conseguenza di quelle scellerate e poco analizzate scelte. Dovessero detronizzare Rota sarebbe l’ennesimo svantaggio perché metterebbero uno peggio di lui, e ce ne vuole, per farla governarla al puparo di turno. Magari metteranno la Buonaguro, buona solo a fare la ripetizione del compitino, senza strafare però!

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    1. Magari c’è anche qualche maschietto buono a fare il compitino senza strafare e attenendosi alle indicazioni della femmina Alfa di Via Po 21 … staremo a vedere.

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  6. Alla fine uno vale l’altra… sono finiti i dirigenti che hanno fatto la storia per la Fai e per la cisl. Meglio una scampagnata con una compagnia nuova che un pensiero a questo soggetti.

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  7. per noi fimmini vecchi il volo del calabrone ricorda le speranze degli anni settanta….un sindacato che non poteva volare e invece con Carniti è decollato e ha fatto voli innimaginabili….vedere ora la nostra confederazione ridotta cosi fa male davvero,ci tocca parlandone,distinguere,i portaborse che la rappresentano oggi dal sacro nome CISL,voglio ricordare che prima era emozionante dire sono cisl ovvero iscritto alla confederazione dei sindacati liberi e poi lavoratori ma prima liberi di pensare in proprio di sognare e costruire il futuro …i diritti futuri….oggi….hanno inquinato la mia organizzazione libera

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  8. Serpeggiano diverse notizie da via Tevere. Rota sarebbe in caduta libera : non gli verrà data la proroga del mandato.
    Ha fatto o detto qualcosa che viene considerato eretico (affaire Lauria ?) dalla Regina di Saba, alias la signorina delle camelie Joniche di via Po. Altra notiziola (ché…di notizia sarebbe troppo) : il fu candidato alla segreteria generale della Fai dopo cianfoni, poi “riassunto” alla corte dei sicofanti dal commissario, insieme agli altri due della medesima risma, viene posto alla presidenza della giustiziata Fondazione FisbaFat da parte di Robespierre. Del resto, epitaffio migliore non potevano assegnargli. Saranno contenti tutti coloro che ne avevano tessuto le lodi prima e durante i giorni dell’ Ergife. La storia a volte, nel mezzo dei suoi corsi e ricorsi, riserva vendette che l’uomo, nella sua follia e nei raggiri delle sue ipocrisie, non riesce a immaginare.

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    1. Caro anonimo, nella notte dell’Ergife i veneti erano tutti per sciogliere la Fai, al centro e sul territorio.
      Quanto alla possibilità di eleggere uno di loro, a noi risulta il contrario. E quella notte c’eravamo anche noi.
      Quanto alla nomina di Stefano Faiotto alla presidenza della fondazione Fai (come si chiama ora) abbiamo scritto un giudizio dal quale non emerge che quella notte o dopo sia mai stato dalla nostra parte (puoi leggerlo qui https://www.il9marzo.it/?p=10653 ) e ricordiamo che invece in quei giorni usò “la prudenza più del coraggio”. E così si è salvato. A differenza di chi quella notte ha fermato lo scioglimento, che poi poi ha passato brutti momenti ad opera del dottor Sbarra dell’Anas: Carmine Santese più di tutti, poi Davide Brgonzini e, dopo l’apparente promozione in segreteria nazionale, Fabrizio Colonna (oltre ai licenziati Maurizio Ori, Giampiero Bianchi e Badali Parrabbi). Mentre Rota, uno che si sottomette a chi comanda chiunque sia (Gorini, Cianfoni, Sbarra…) si è visto premiare prima nella Cisl del Veneto e poi con la segreteria della Fai. Magari ora Daniela lo conosce meglio di altri.
      Una notiziola più fresca, invece, te la diamo noi: pare che le fondazioni della Fai ora siano due …

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    2. Per chiarezza: la proroga dopo i 2 mandati non esiste nello Statuto.
      Per cui non esiste né spazio di proroga né di deroga.
      La Fai del resto ha la vice presidenza del Cnel e gli ultimi 2 segretari generali nonostante nel suo settore sia la terza categoria. dietro a Cgil e Uil. Con le nuove norme (già applicate a Benaglia) Rota fino a 67 anni avrà stipendio pieno da generale. Faranno come per la Fim la fondazione Gorini ad Hoc ? Morese può dare una mano

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  9. Beh, si, Rota mi parlò della nuova Fondazione di emanazione Fai che avrebbe dovuto far dialogare la Fai stessa soprattutto con il terzo settore.
    E mi fermo qui, se no lo mandano (lo manda…) davvero in Siberia.

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  10. Rota fatto fuori…i primi a gioire saranno i suoi presunti amici veneti che oggi comandano….gli stessi che tramavano con lui,del resto sono tutti la a tirare la giacca della fummarola chi da una parte chi dall’altra,certo che sono tanti,troppi e fatalita….tutti pieni di debiti,di mandati in scadenza di ego sproporzionato….tutti attaccati ai numeri di telefono romani tanti nani in cerca della fata che li faccia diventare alti…..ma a roma sanno come commandare e dividere i nanuncoli veneti…….

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  11. Magari Rota andrà in confederazione con la Fumarola, magari in segreteria. Castelluccio o il damerino calabrese, in segreteria Fai nazionale ma in quota nord per confondere le tracce, faranno il segretario al posto di Onofrio. Peggio del buio cinico che ha portato Sbarra in cisl trasformandola nella succursale dell’inferno. I tanti padri di famiglia che dono stati licenziati non vedranno mai più giustizia.

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    1. Se Rota andasse davvero in via Po, sarebbe un male minore di quelli fatti negli ultimi 10 anni. Basta guardare con un minimo di serenità il parterre odierno al numero 21. A parte il sardo, persona perbene, il resto della compagnia ai tempi di Carniti o di Pezzotta non sarebbero stati chiamati neppure a fare gli abusivi parcheggiatori lì davanti.
      Rota, verso il quale osservo una decennale, esagerata acrimonia, non sarà il migliore del serraglio, ma è, al confronto con gli attuali bucanieri venuti da Roma o da Ravenna, quanto offre oggi il convento.

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  12. Chi sarebbero i grandi della Fai del passato?
    La realtà è che il passato risulta migliore poiché si era soťtomessi a un potere condiviso che non era migliore di quello di adesso o scevro di difeťti.
    Alcuni di voi sembrano cercare un’Organizzazione ideale che non è mai esistita, se non in alcuni illuminati che spesso anche loro hanno dovuto soccombere alle logiche di potere.
    Quindici- venti anni fa mi chiedevo come alcuni che gestiscono o scrivono in questo blog, non vedessero queste “deviazioni” e si “adeguassero” ( come la maggior parte ). La risposta è semplice: finchè non ci si scotta, delle scottature degli altri non importa niente.
    Dopo invece tutti gli scottati ( salvo i nemici ormai appurati ) diventano degli eroi.
    Purtroppo il problema della Cisl è anche questo: che chi accusa, pontifica e a volte gongola, non è per niente meglio di chi del proprio potere “usa ed abusa”.

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    1. Di “grandi della Fai” ne parli tu, e poi chiedi a noi chi erano? Noi abbiamo conosciuto solo gente normale di statura, ma non ci sembra che dopo siano venuti i giganti. La differenza è che quelli venuti dopo hanno preso la Fai con l’equivalente di un colpo di stato. E quindi, almeno da questo punto di vista, la Fai del passato era meglio della cosa che oggi ne usurpa il nome.
      Quanto agli “illuminati”, è roba più esoterica che democratica, quindi non ci interessa. E quanto agli “eroi” infelice il popolo che ne ha bisogno.

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  13. Nessuno si crede eroe caro Gatto Panceri e nessuno non si è speso con tutto se stesso anche prima, internamente, per correggere le gravi storture (certo bisogna tenere presente la differenza tra ruoli politici e tecnici) che, certo, ci sono da molto tempo.
    Purtroppo, a mio parere, ora c’è stato un salto di qualità, un’escalation che dovrebbe far rabbrividire non gli eroi, ma le persone normali, persino quelle pavide.

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  14. Si va in “caduta libera” nel momento in cui si viene coinvolti piú o meno direttamente, sennó, come dice Lauria, con le storture si convive brontolando, accettandole come status quo…
    Ne sono successe tante anche con i predecessori di Fumarola, Sbarra, Rota etc..

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  15. Trappola in laguna
    Il veneziano da quando è in Veneto organizza trappole a tutti. Con l’età rischia di non ricordarle neanche più e cascarci dentro. Ora si prepara per Fnp. Baretta sempre attivissimo. Il bilancio di Napoli può attendere.

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    1. Caro Lauria, forse a non capire sei tu!
      Ho detto che si brontola finchè non si è coinvolti direttamente e ovviamente questa mia considerazione si rivolge genericamente al mondo Cisl: a me pare invece che tu lo sia (coinvolto direttamente ) quindi legittimamente ti stai difendendo e tutelando.
      La citazione ( come dice Lauria ) era per il termine storture. Sarà un mio difetto di operatrice territoriale, ma prima di questa tua vicenda non ti avevo mai sentito nominare e forse neanche letto alcun commento in questo blog. Comunque sarebbe opportuno, prima di affermare che una persona come al solito non capisce niente, provare ad andare oltre l’interpretazione dello “scritto”, spesso fonte di fraintendimenti e di ovvietà ( esiste qualcuno a questo mondo d’infallibile ? ).

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  16. Non solo non capisci niente. Ma sei anche cieca perché non hai visto le decine di volte (nel bene e nel male) che sono stato citato sul 9 marzo negli anni.
    E deciditi o rimani anonima o usi uno pseudonimo.
    Oltre a non capire niente ed essere cieca, mandi anche in confusione lettori e commentatori.

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        1. Se fosse vero che lo va dicendo in giro, la senatrice Furlan sarebbe la solita persona scorretta. E dimostrerebbe di non essere mai stata una sindacalista, altrimenti non accuserebbe un lavoratore dipendente di non aver fatto la guerra a chi aveva il potere di licenziarlo. Chi lavora per un’organizzazione sindacale è tenuto per contratto a sostenere chi la guida. Diverso sarebbe il discorso dei dirigenti sindacali, che però si comportano da dipendenti. Ma questi a lei stavano bene, e li premiava anche.
          Semmai la signora senatrice potrebbe dire, per confermare la solidarietà espressa a Ranucci dopo l’attentato, come è andata veramente la storia dei contributi respinti dall’Inps perché le avrebbero gonfiato indebitamente la pensione. Perché quando Report glielo chiedeva, lei scappava a gambe levate e poi annunciava che avrebbero parlato gli avvocati.

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        2. Chiedo sxusa per due cose; la prima è che, non so come, non sia uscito il mio pseudonimo nei messaggi e la seconda che non essendo uscito mi è sfuggito che il messaggio fosse stato inserito.
          Chiudo e non vado oltre nella “polemica” con Lauria, il quale, aldilà dei torti e delle ragioni ( che gli posso riconoscere della sua triste vicenda), per quanto mi riguarda, anche dopo aver visto i suoi video su you tube, si sta dimostrando un gran maleducato che manifesta contemporaneamente vittimismo e pienezza di sè. E ripeto, aldilà delle sue ragioni e della sua ostentata cultura.

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          1. Proponiamo che il “gran maleducato” pareggi il conto con il “non capisci niente” e che la cosa finisca qui, visto che tutte e tutti hanno avuto ampiamente modo di far capire come la pensano uno dell’altra.

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  17. Per la Furlan ho scritto il discorso per il Papa e la commemorazione ufficiale di Carniti. Tra le tante cose.
    Sono stato certamente più un suo supporter che di Bonanni che mi considerava troppo di sinistra ed aveva la sua curia che gli scriveva la cose…

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  18. Caro Admin, no alle contrapposizioni personali, e posso anche concordare.
    Ma fermi sempre me, tra l’altro dopo un commento tuo o di qualcun altro che, diciamola cosí, mettono in discussione la mia capacità di capire o di comprendere, quindi tagliando la mia risposta.
    Non lo trovo corretto; dopo il blog è vostro, ma non ditemi che tutti hanno libertà di commentare.
    P.s: con Lauria non c’è niente di personale, solo il suo “non capisci niente” è gratuito e fuori luogo.

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    1. Non abbiamo fermato te, né nessun altro, e abbiamo invitato “tutte e tutti” non per rispetto del politicamente corretto e della parità di genere ma perché così ci siamo rivolti non a uno o all’altra ma a chiunque intervenga.
      Purtroppo però non sempre chi commenta segue le nostre indicazioni.

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  19. Il richiamo del sottosegretario Luigi Sbarra alla dottrina sociale della Chiesa. Enrico Coppotelli (Cisl Lazio) sottolinea l’importanza della partecipazione. Questo si è affermato al convegno “Radici forti, visione comune”. Convegno che si è tenuto nei giorni scorsi nel capoluogo ciociaro, promosso dal gruppo Ucid Giovani della sezione di Frosinone “Emilio Iaboni”.
    Ha spiegato Sbarra: «Ci sono positive dinamiche di sviluppo che stanno interessando il nostro Paese e, in particolare, il Mezzogiorno. Grazie alle politiche mirate e strategiche che ha messo in campo il Governo Meloni». Concetti che Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl Lazio, non soltanto conosce alla perfezione. Ma che declina quotidianamente. Nel corso del suo intervento Coppotelli ha rilanciato. Rilevando: «La Cisl non vuole essere quel sindacato antagonista delle imprese ma protagonista nella partecipazione. Mettendo al centro soprattutto il tema della crescita e del merito».
    Riflessione: ma qual’è il confine tra governo e Cisl?

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      1. Anassimandro Anassimene · Edit

        Si dice che prima della tenzone i romani stessero in assoluto silenzio, battendo ritmicamente le spade sugli scudi, il che era abbastanza terrorizzante, perchè riuscivano a battere ritmicamente in precisione assoluta, COME UN SOL UOMO.

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  20. Per salvarci l’anima si potrebbe dire che sbarra è fuori dalla cisl….ma ci sarebbe da vergognarsi solo a dirlo,infatti mi vergogno….di che sud parla sbarra,del ponte sullo stretto,delle strade siciliane che comunque non ci sono,delle ferrovie anteguerra 15-18? per non parlare della indagine dove si vive meglio prodotta dal sole 24 ore….ovviamente sempre buone ultime tutte le citta del sud,sanità,sicurezza,reddito,ma cosa cianciano questi ciarlatani…il segretario del Lazio non lo conosco ma sembra il solito portaborse che si schiera con il piu forte,ha tutte le ragioni,vedi come funzionabene la cisl a latina e nella stessa roma….questi poi finti cattolici che hanno sempre la croce in mano e fregano il prossimo con le loro ciance appunto….unica consolazione al nord sono pressoche ormai uguali erano comunisti e improvvisamente sono della lega e fratelli d’italia,cianciano di partecipazione e non se ne vede l’ombra nemmeno nei grandi gruppi,anzi si,ti chiamano per licenziare ridurre l’orario e le paghe trasferire all’estero su queste cose partecipici,ci sarebbe da riempire un libro di nefandezze ma basta la frase di admin il confine è che il governo sta al tavolo la cisl raccoglie le bricciole da terra…..dimentichi una cosa admin i capi della cisl non raccolgono bricciole per loro,solo i loro iscritti pagano il conto

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  21. Certo che ci mancava pure Ganga….sta facendo una faticaccia per andare in pensione ed entrare a capo dei soldi…..pardon….dei pensionati,è stanco l’uomo ma non molla,ultimamente spara c… sulla legge finanziaria,certamente corroborato dal coro di cornacchie che fa da sfondo…a sentirlo e sopratutto a vederlo ti viene proprio voglia di cancellarti dal sindacato…

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  22. La Cisl è più forte del 9 marzo come ha dimostrato nel tempo, e anche dei personaggi come Lauria, che ha provato certo a fare il grimaldello con alcuni suoi sodali per indebolire la segreteria generale, insomma volevano una corrente interna.
    Adesso ci sarà spazio per le querele, vediamo che fa qualche dirigente ultimamente chiamata in causa, e ci sarà spazio per il democratico dibattito interno.
    Una volta una cara amica ci disse, FAI FILCA non si è fatta per gli interessi personali di alcuni dirigenti, ecco, sono gli interessi personali che muovono alcuni pezzi, i famosi 30 denari, vediamo se il pistoiese arriva a 50.

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    1. Certo che la Cisl è più forte di noi, perché è una Cosa e noi siamo persone. Per il resto, prendiamo atto che spargi maldicenze con affermazioni gratuite (perché le organizzazioni sono forti anche in questo gioco sporco).
      Quanto alla FaiFilca forse non lo sai, ma la Cosa di Via Po 21 aveva commissariato la Fai perché, disse la Furlan scandendo le sillabe, “gli accorpamenti delle categorie li-dob-bia-mo-fa-re”. Poi è stato il commissario della Fai che aveva i pieni poteri per farla, a decidere di no.
      Quindi se la FaiFilca non è stata fatta per “gli interessi personali” di qualcuno, questi erano solo quelli del commissario. Il quale poi ha perso una causa per diffamazione contro di noi.
      Perché in tribunale il 9 marzo è stato più forte anche della Cosa di Via Po 21.

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        1. “Le cause” non erano cause ma un ricorso d’urgenza, respinto per motivi procedurali e senza entrare nel merito in prima istanza con decisione impugnata ma confermata in appello con motivazioni che confermano la neghittosità giurisprudenziale in materia.
          Però è vero, lì abbiamo perso. E abbiamo pagato le spese. Peraltro in misura minore, ma proprio di tanto, rispetto ai quasi 33 mila che ci ha pagato la Cosa di Via Po 21 quando ci ha fatto causa, ha perso in primo grado e ha preso una botta così forte che non ha provato neanche a ricorrere in appello.
          Per completezza ricordiamo poi le due querele di Giulio Romani, tutte archiviate, e altre iniziative analoghe finite nel cestino.
          Perché in tribunale siamo molto, ma molto più forti noi.

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          1. se foste stati forti – così come dichiarate – avreste vinto la battaglia e guerra contro il commissariamento. invece lo stesso è stato dichiarato legittimo. Al di là delle chiacchiere. Dopo il provvedimento dei probiviri. Anch’esso – erroneamente – impugnato.
            Quanto alla diffamazione contestata, è stato un errore avviare un giudizio perchè – come ben sapete – il diritto di critica è legittimo. e voi potete criticare come chiunque altro.

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            1. “Legittimo” tu lo scrivi maiuscolo (e noi lo abbassiamo perché non vieni a gridare in casa nostra), ma è un falso. La decisione è stata motivata solo da ragioni procedurali, restando assorbite quelle di merito che non sono state esaminate.
              Ha scritto infatti il giudice Bernardo: “Il ricorso d’urgenza va pertanto dichiarato inammissibile per difetto di residualità, restando così assorbita ogni altra questione pregiudiziale eccepita dai resistenti e di merito sul fumus boni iuris e sul periculum in mora“.
              Quindi “commissariamento dichiarato legittimo” un bel paio di corbelli.
              Quanto al ricorso alla Cisl-Probiviri (al di là delle critiche alla decisione da parte della migliore dottrina già citate in altra risposta) invitiamo a rileggerlo ed apprezzarne l’incontrovertibilità, e poi a leggere il lodo per valutarne il vuoto logico e giuridico.

              Questo l’ottimo ricorso https://www.il9marzo.it/?page_id=39
              Questo il lodo pessimo https://www.il9marzo.it/?page_id=41

              Sul fatto poi che la causa di diffamazione sia stata un errore (no, è stato un tentativo di intimidazione con uso temerario della giustizia) facciamo presente che la Cosa di Via Po 21 ha avuto due o tre occasioni per lasciar cadere la cosa senza vincitori né vinti (come il termine concesso dal giudice per il rinnovo della procura alle liti o la nostra contestazione del mancato tentativo obbligatorio di conciliazione). Hanno insistito con arroganza e l’hanno preso nel fiocco. Solo dopo questa dolorosa esperienza hanno rinunciato all’appello, altrimenti per pagarci avrebbero dovuto vendere qualche immobile.
              Siamo forti!

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    2. E’ interessante davvero interessante che un anonimo scriva cose del genere e se ne vanti pure.
      Intanto io sono una persona, non un personaggio.
      Che tanto ha fatto per la Cisl e anche grazie alla Cisl, per carità.
      Caro anonimo, trovi la mia storia sindacale (che è solo un pezzo della mia vita sociale e di impegno) qui:
      https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2025/11/pane-e-rose-mestiere-e-missione-sapere.html
      Di querele, basterebbe che ti informassi, caro anonimo, ce ne sono già tantissime.
      Lo dico io, lo dice la Cisl anche nei suoi minacciosi (per la stampa libera, poi si fanno pelosi annunci di solidarietà in occasione degli scioperi dei giornalisti) comunicati stampa.
      Il tema che la Cisl sia molto più forte sia di me (e magari dei miei fantomatici “sodali”) che del 9 marzo non è proprio in discussione.
      Certo che è molto più forte.
      Il vero tema è un altro: ma questa, davvero è la Cisl?
      La Cisl di Pastore e di Carniti, financo di Franco Marini?
      La Cisl di Sandro Antoniazzi e di Augusta Restelli, di Pippo Morelli, a che ne so, parlando di “destra interna”, di Paolo Sartori e di Enzo Grazzini?
      No ti rispondo io, caro anonimo, questa non è la Cisl, da tempo.
      Non è più, almeno questa è la mia radicata opinione, la Cisl, è un’altra cosa.
      Una cosa brutta, bruttissima, che fa accapponare la pelle, rabbrividire d’agosto, anche in zone calde.
      Una Cisl violenta che schiaccia le persone, le annienta, le diffama, le intimorisce, le licenzia, le affama.
      Almeno questo io ho sperimentato, al netto che ci siano ancora tanti bravi/e sindacalisti nelle aziende e nel territorio, ma che non possono non dire di chiudere gli occhi, di fare finta di nulla, di fischiettare con un po’ di pavidità ed opportunismo.
      No, caro anonimo, io mi rifiuto di crederlo, questa non è la Cisl, tanto che è guidata (magari non proprio al vertice, ma quasi) da tanti non iscritti: dalla categoria più importante, come i pensionati, dai centri culturali e di elaborazione, a proprio Via Po, alla sede stessa.
      A me, pare una cosa abominevole caro anonimo, che si commenta da sola, che io non mi aspettavo proprio e che sono davvero felice di avere (magari solo parzialmente) smascherato.
      Ma poi, caro anonimo, proprio perchè questa non era più la Cisl, io avevo dato persino la disponibilità a dimettermi senza preavviso, di fatto, alla fine, senza più condizioni, se non il riconoscimento, del tutto parziale, di un sottoinquadramento dal 2011 al 2017.
      In questo caso, non credo da come scrivi caro anonimo che tu sia un sindacalista, tantomeno un contrattualista, si tratta, solo di far valere i propri diritti come lavoratore.
      Una cosa che si può fare anche in costanza di rapporto di lavoro.
      Gente che non c’era tra 2011 e 2017, che manco è iscritta oggi, pur avendo stipendi da favola, mi ha risposto che no, non se ne poteva nemmeno discutere.
      I 30-35 mila euro del sottoinquadramento erano un terzo di quelli che mi spettavano e mi spettano.
      La Cisl di oggi è, a mio parere, anche avida.
      Figurati, caro anonimo se me ne offriva 50.000 di euro.
      Ti dico anche che, allo stato delle cose, con tutto quello che mi è successo (plurimi reati subiti compresi) manco li avrei accettati.
      Io, che sono parmigiano, non certo pistoiese, al netto delle tante spese legali, e del mio sacrosanto sottoinquadramento (che a questo punto chiederò per intero) dalla Cisl non voglio un euro in più.
      Tutti i danni morali, di salute, di reputazione, etc. etc. tutte le querele temerarie, tutte le diffide senza senso che ho subito, certamente, caro anonimo avranno una quantificazione e se troverò un giudice (dei giudici) onesto (onesti) caro anonimo, porteranno a risarcimenti astronomici, come quelli, enormi, che hanno già ricevuto miei colleghi amministrativi del Centro Studi di Firenze.
      E caro anonimo, come sempre, a differenza di altri, altro che casa di vetro, io rendiconterò.
      Ogni singolo progetto, ogni singolo lavoratore fragile delle pulizie e della logistica che riceverà un contributo, un sostegno, la possibilità di far valere i propri diritti e la propria rappresentanza, se lo vorrà, avrà un volto, una storia, speriamo di liberazione, di riscatto, di autonomia, di nonviolenza, di futuro.
      La fusione Fai Filca non si è fatta, perchè, a differenza di altre fusioni che sarebbero sacrosante (penso a Flaei – Femca o, in prospettiva al sindacato dell’industria) non aveva alcun senso, come, peraltro, dimostra anche l’esperienza simile e fallimentare che ha fatto la Dgb in Germania.
      Insomma non è detto che su tutti i fronti la pseudo Cisl mi asfalterà.
      Su quello associativo certamente lo ha già fatto.
      Ma, ti dirò con una certa supponenza, a mio parere a perderci non sono stato io, ma, piuttosto la pseudo Cisl.
      E, sappilo, caro anonimo, non tutti lo possono dire, ma alcuni lo dicono anche, questa ultima cosa la pensano in tanti.
      Tantissimi.

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  23. Caro, lo sappiamo che sei di Parma altrimenti come facevi ad essere dentro a rovistare in quel gran casino, ma siamo vecchi di organizzazione, abbiamo fatto le nostre lotte dentro e fuori e siamo ancora qua, e sappiamo anche che nessuno dei segretari nazionali citati aveva tutta quella stima che racconti (ma forse è una nostra impressione), di certo avevano stima di quel signore che è Marco Lai, vero guru della formazione e mai dentro a creare strane correnti.
    Alcune fusioni erano sbagliate, ma forse il tempo ci racconterà indispensabili, di certo Fai Filca era ad un punto di arrivo, e aldilà del dopo, gli interrogativi sono sul prima. Nei consigli generali Fai avevano votato all’unanimità o no?
    Il ‘buon’ Cianfoni aveva o no finito le scale di Via Po su mandato del suo gruppo dirigente a dire che era tutto ok?
    Sul dopo non ci esprimiamo anche perchè la versione di Via Po racconta di cose non raccontabili trovate in archivio e gestione, mentre quella dei fuoriusciti di altro.
    Ma come per la Fp e la Fim ci sono davvero lati oscuri
    In Fp e in Fim i tritacarte hanno lavorato fino a fondersi, peccato che c’era chi aveva fatto foto agli archivi.
    Nessuna morale quindi da chi ha giocato la propria mano di carte e l’ha giocata male.
    o vogliamo prendere lezione da ex segretari generali che predicano adesso l’unità quando mai l’hanno praticata?
    Via su un pò di vergogna almeno quello
    Infine, a noi non risulta tutta questa simpatia politica verso gli ultimi casi, anzi, l’opposto, e non ci fare la morale sui pensionati, proprio tu che vieni politicamente da una regione che ne ha abusato

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    1. Rispondiamo solo alle cose che riguardano la Fai e non alle sgradevolezze sul conto di terzi.
      Il congresso di Perugia 2013 aveva deciso all’unanimità o no che la decisione sulla fusione avrebbe dovuto aspettare almeno due anni (quindi non prima del giugno 2015)?
      Un congresso vale più di un consiglio generale o no?
      Le decisioni si prendono sulle scale di Via Po 21 o nell’organo indicato dallo statuto (che è solo il congresso)?
      Quando mai era stato approvato prima dell’Ergife lo scioglimento della federazione?
      Quando mai altri accorpamenti sono stati fatti dopo aver sciolto le strutture da accorpare?
      Esiste una procedura meno trasparente di questa, che avrebbe permesso alla nuova federazione di nascere senza ereditare le situazioni attive e passive rispettivamente che facevano capo alla Fai e alla Filca?
      E sulla destinazione del patrimonio della Fai (sulla cui gestione dopo l’Ergife citofonare Sbarra) quando mai era stato deciso quel che era in votazione all’Ergife?

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    2. questo é uno dei classici imbrattacarte che getta fango nel passato probabilmente perché ne è sommerso. per quello devono con il gossip infangare gli onesti. Sono strategie che la mafia e la ndrangheta usano da tempo. Sono diventati una srl……

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  24. La casa di vetro si sta frantumando poco alla volta e inesorabilmente, non per pseudo azioni esterne di fantomatiche correnti che la vorrebbero abbattere, ma perché a farla implodere sarà ciò che è stata fatta diventare: tutto eccetto un sindacato libero.

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  25. l’anonimo prezzolato dalla Cosa butta fango in giro non dategli retta è un patetico opportunista postino di missive altrui, probabilmente non ha mai fatto davvero sindacato e magari si è iscritto ieri alla cisl

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    1. A noi risulta che due giorni fa si è messo “a disposizione della segretaria generale Daniela Fumarola per le
      decisioni che intenderà assumere”. Una cosa senza molto senso dal punto di vista statutario.

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      1. La CISL come ogni organizzazione è più forte delle persone comprese Furlan, Sbarra, Fumarola e compagnia cantante che passano anche loro. Un mio collega di banca sindacalista passato in 3 diverse organizzazioni sindacali ( CGIL, CISL,Fabi) sempre alla ricerca di cariche e poi diventato capo del personale di un’azienda bancaria, diceva sempre in sardo: giara girai sa rora ( già girerà la ruota). Vale per tutti compresi i sunnominati. Anche loro troveranno il piede per la loro scarpa. Intanto la CISL esiste perché c’è la famosa prima linea fatta da delegati generosi, da operatori bravi e disponibili e non certo per merito chi cerca solo visibilità mediatica e anziché andare a trovare e incontrare lavoratori o pensionati che soffrono, preferisce i tete a tete con i potenti. A volte il delirio dell’onnipotenza si impadronisce di qualcuno ma per il povero è brutto essere povero ma per il ricco diventare povero è peggio. E di certuni rimarranno solo i selfie sui social cancellati poi dai successori.

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  26. Penso che sia Rota che Lauria si siano distrutti con le loro stesse mani. La malattia è sempre la stessa e si chiama egocentrismo.
    A Lauria consiglio di farsi dimenticare e trovarsi un posto di lavoro. Per Onofrio ci sarà uno strapuntino.

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  27. Beh..la storia non siete neanche voi.
    Al massimo potete essere una “cronostoria” parziale, spesso opinabile, sicuramente rancorosa.
    Per fortuna esistono i veri iscritti e i territori, perchè a certi livelli, nonostante ci si riempa la bocca di umanità, la si è persa completamente. Un giorno mi direte chi state aspettando come “salvatore della patria” o come nuovo profeta, perchè ormai, andata come andata, ottobre 2014 è ormai “preistoria” e il compiacersi o l’esser indifferenti delle disgrazie altrui, alla lunga, non soddisfa neanche più la nostalgia. Io che mi ritengo una sindacalista onesta andrò comunque avanti, nel mio piccolo, perchè la Cisl va oltre anche le sue parti peggiori, intente a guerreggiare tra politica, storia, interessi, opportunismi, silenzi e ostentata finta trasparenza vittimistica. Piccoli uomini e donne pieni di difetti, ma veri perchè concreti nella loro quotidianità..con storie che non verranno né scritte, né ricordate, ma che valgono 1000 Ergife e altrettanti Lauria.

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    1. Quanto ai “salvatori della patria” infelice la patria che ne ha bisogno.
      La nostra storia è un’altra e il nostro nome è una data, il 9 marzo 2015. E sono le date, cioè i fatti, a fare la storia, prima delle narrazioni personali o collettive che siano.
      Tu chiamala se vuoi “cronostoria”…

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    1. La prossima testa? È Ivana. Fumarola onnipresente non è andata al consiglio generale Fai sulla partecipazione (mandando Ganga) e non è andata alla importante assemblea nazionale della Cisl Scuola ieri e oggi a Fiuggi. Così va il mondo governato dalle foto sui social e non più dalla politica sindacale

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      1. Temo che sia così e spero proprio di no.
        Anche nella mia vicenda, pur NON sposando, sia chiaro, la mia linea, Ivana si è dimostrata una persona ed una sindacalista assolutamente corretta, sincera e, direi, anche coraggiosa.

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  28. La Fai rimane pur sempre la categoria da cui proviene la Segretaria nazionale, che il (non recente) calpestio di rota e le sue crescenti ambizioni, fossero stonate rispetto ai tempi lo si sapeva.
    Negli 11 regionali che hanno firmato, chiamiamola, la sfiducia ce ne sono però di insospettabili.
    Come non pensare al Veneto e alle telefonate alle ust in favore di rota oppure alla Campania che giurava fedeltà fino alla settimana scorsa, oppure alla Toscana che al congresso nazionale Fai si fotografava sorridente con il segretario della ust Firenze super amico di Rota (fino a ieri l’altro).
    Cani mordaci.
    Ma la storia della Fai è costellata di regionali che cambiano casacca in 3 giorno, e di probiviri che probi non sono.
    Un occhio anche a quello che succede in Fit, Pellecchia non è riuscito a piazzare il calabrese al comando, e nemmeno al maschio alfa dentro alla segreteria nazionale è riuscito il blitz, va avanti la donna vicina a via po, forse in attesa di qualcuno.
    Sarà interessante vedere le future sostituzioni in segreteria nazionale perché li potrebbe uscire il nome forte, visto che l’uomo senza categoria che era in rampa di lancio dentro la segreteria sta perdendo colpi su colpi con la reggenza in Campania dove non risolve nulla.
    Lauria è ormai un puntino che si allontana nello specchietto retrovisore, aveva però messo in piedi una piccola tela, in Toscana i suoi ex amici hanno querelato e fatto abiura, ma l’asse Firenze Parma esisteva eccome.

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    1. Diciamo che a Firenze ultimamente ho preso solo multe (colpa mia per carità, ma anche per 1km in eccesso) con gli autovelox sui Viali.
      Di amici non c’è più alcuna traccia.
      Tutti in abiura e in silenzio.
      Ormai non ci faccio nemmeno più caso.
      Anzi se qualcuno mi chiama penso che abbia sbagliato numero o che gli sia partita per sbaglio la chiamata.

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