Finché c’è la salute

Era di gran moda, nel decennio scorso, la sanità integrativa contrattuale. Che c’era sempre stata e non funzionava malaccio, ma da un certo momento in poi è diventata una specie di “core business”, soprattutto per una Cisl che con polizze e assicurazioni pensava di aver trovato la nuova frontiera del sindacalismo del terzo millennio: un sindacato senza soci ma con clienti fidelizzati dai servizi (era questo il senso del discorso che il presidente della holding Aletheia tenne nel presentare questa grande iniziativa) e titolari per questo di una tessera che a quel punto diventava una card plastificata come un’altra da tenere nel portafoglio, fra quella del supermercato e il bancomat, invece che il segno tangibile di un’appartenenza.

Una via perseguita con una coerenza tale che la Cisl (con i bancari di Giulio secondo in testa) si è trovata perfino ad essere in società con chi dovrebbe essere controparte contrattuale, con tanto di potenziale conflitto fra gli interessi dei rappresentati e quelli dei rappresentanti, cioè fra i lavoratori e chi contratta a nome loro (ne avevamo scritto in alcuni post rimasti vittima dell’incendio a Strasburgo del 10 marzo 2021; approfittiamo per dirvi che è in corso un’opera di recupero, almeno parziale, di quei dati).

In questa logica, alcuni piazzisti di polizze in veste di sindacalisti hanno cominciato a raccontare la storia che “è meglio destinare più soldi al welfare integrativo che alla retribuzione, così si pagano meno tasse”. Ma anche alcuni sindacalisti, dopo aver rinnovato contratti in cui di salario c’era poco o nulla, hanno raccontato che bisognava calcolare assieme “parte salariale, welfare, formazione…”.

Con questo calcolo sbagliato, che faceva la somma di pere, mele e banane come avevamo scritto già all’epoca, si dirottavano soldi dai costi del contratto, cioè dal potenziale aumento della retribuzione, e si andava ad alimentare le strutture parasindacali che, amministrando una massa importante di risorse, promettevano di aumentare il benessere del lavoratore e della sua famiglia, perché l’importante non era più il salario (roba da secolo scorso…) ma il reddito. E intanto si creavano posti di lavoro nelle strutture parasindacali dove, per puro caso, si trovavano ad avere un salario qualche amico/a e qualche parente di qualcuno. Un ceto di beneficiari che diventavano, a loro volta, propagandatori del nuovo verbo.

Ma poi qualcosa è andato storto, e ora un fondo integrativo di un’importante categoria annuncia che i soldi che tornano ai lavoratori attraverso la sanità integrativa devono essere ridotti rispetto alle promesse a causa delle difficoltà insorte nel frattempo.

Così che, se una volta c’era salario “variabile indipendente” ora rischiamo di avere il reddito familiare “variabile dipendente da come vanno le cose”.

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20 Commenti - Scrivi un commento

  1. Il fondo integrativo sanitario e’ una mezza delusione cosi’ come impostato. In tanti anni di iscrizione al fondo ho chiesto una sola volta un rimborso forfetario di una pulizia dentale susseguente ad un impianto dentale, pulizia che ovviamente ho effettuato presso il dentista di fiducia. Mi e’ stata respinta la richiesta trattandosi di uno studio dentistico non convenzionato….

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  2. osservatore rassegnato · Edit

    purtroppo la cisl segnala nei cda dei fondi interprofessionali persone senza alcuna esperienza che sono in balia dei tecnici delle varie compagnie di assicurazioni ricordo che alcuni anni or sono un dirigente territoriale della cisl propose alla signora lo svolgimento di un corso al centro studi di Firenze rivolto proprio ai sindacalisti componenti i cda dei vari fondi ma ovviamente la proposta non fu accolta ed anzi il sindacalista in questione siccome ragionava troppo con la propria testa fu cortesemente accompagnato al pensionamento ed immediatamente catturato da un privato con cui attualmente collabora con notevoli prospettive di successo

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    1. a proposito di segnalazioni della cisl nei fondi , ne sa qualcosa la precedente segreteria nazionale della Fim .
      Tema dibattuto piu’ volte e molto spesso oggetto di censura , qui dentro.
      scrivere oggi sui fondi , qui , devo ammettere che e’ da coraggiosi.

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      1. “Name”, qui parliamo di queste cose da anni. E non censurtiamo nulla, se non le offese personali. Quindi sei pregato di rispettare chi ti ospita

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        1. Va bene che é quasi in pensione ma vorremmo vedere in televisione anche i festivi e la domenica. a
          Vedere Uliano (anche lui quasi pensionato) fa capire come siamo finiti. Non crediate che i lavoratori obbediscano come
          gli stipendiati.

          Ma Benaglia lavora solo i feriali?

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      2. Perche censura? c erano Alberta, Rincone, Uliano e Damiani Vitali che seguivano i fondi. Sei sicuro ti convenga fare allusioni?
        E per Leonardo Capgemini. Mbda e Fincantieri Euiua. Le diciamo tutte?

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  3. EX DELEGATO FIM-CISL
    A mio avviso la Previdenza Sanitaria, come quello Complementare ed i Fondo Interprofessionali, sono delle grandi Conquiste per i Lavoratori.
    Il problema e’ la loro Gestione, servono competenza e soprattutto onesta’ intellettuale, bisogna che il Sindacato, che ha alle spalle e dovrebbe rappresentare gli Interessi di milioni di Lavoratori, utilizzi tale forza (che fa Economia di Scala) in sede contrattuale, verso i Poteri Forti (Banche, Assicurazioni, ecc.) per portar a casa condizioni di miglior favore, che il singolo non riuscirebbe mai ad ottenere.
    Per perseguire tale obbiettivo, bisogna essere liberi da qualunque, anche potenziale, Conflitto di Interessi ed anzi essere Garanti del Libero Mercato.

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    1. Cari amici possibile non capiate che potrebbe essere che la cisl via aletheia potrebbe aver avuto una parte che avrebbe fatto vincere il contratto ad una società del proprio socio.
      Leggetevi i bilanci depositati e pubblici, leggerete delle dichiarazioni, oltre a trovare centinaia di migliaia di euro di commissioni per una operazione, che fanno pensar alla andreottiana.
      Possibile nessuno di voi sappia o possa approfondire.

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  4. Gli enti non sono né buoni né cattivi. Sono neutri e, spesso, perseguono interessi altruistici, nobili per la persona. Almeno sulla carta. Il problema sta nei soggetti che gestiscono tali enti: oggi, in linea di massima e prevalentemente, privi di qualunque valore solidaristico (o scrupolo) che pure si imporrebbe. E’ il particulare guicciardiniano a prevalere e il “sistema” si premura di garantire il perseguimento di esso e tutelare i gestori. Si potrebbero citare mille esempi dell’ultimo decennio che confermano questa affermazione. Il comune denominatore: in epoca postideologica si sono imposte visioni del mondo e della società che presuppongono determinati disvalori (sottolineo che non è sempre giusto generalizzare, anche se questo sentire è prevalente); essi hanno un carattere ‘totale’ e ‘chiuso’, alla stregua delle grandi ideologie che hanno dominato nel Novecento. Non sono ‘aperti’ e pronti a misurarsi con la realtà sociale nel suo divenire storico, anzi creano anticorpi di autotutela perché un sistema dato continui ad esistere con buona pace della persona come fine ultimo di ogni tutela. Finché l’uomo non tornerà a valorizzare la solidarietà, intesa come correttivo degli egoismi, il sistema non cambierà e l’uomo semplice sarà solo un mezzo e il prezzo per soddisfare l’egoismo di pochi. E’ in tale prisma che vanno esaminati gli enti bilaterali per la sanità integrativa: pur validi come idea, oggi sono solo un bancomat che il sistema (parti datoriali e parti sindacali) si è dato per sopravvire al disfacimento. Peccato

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  5. Un giorno so racconterà come la segretaria nazionale fim (insieme a fiom e uilm) venivano accolti a Dubai a spese del
    fondo 15 anni fa…

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    1. La Fiom (forse sbagliando), 15 anni fa, non aveva né aderito e né sostenuto il Fondo di Assistenza Sanitaria integrativa mètasalute, non scriviamo sciocchezze. Su fim e uilm posso essere d’accordo. Ormai il loro principale core business sono i “servizi”, non la tutela dei lavoratori.

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      1. a quella volta con la carrozza?

        grande sindacalista, con la salute dei lavoratori. Abbiamo visto in tv con i distacchi quanta moralità ci sia in lombardia.
        Anche la fiom, con unipol, a livello emiliano, non sbagliare.

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    1. I regali li facevano a Siracusa e non serviva fosse Natale .
      Ma chi ha pagato lo stipendio di una delle segretarie della fim nel corso del precedente mandato lo sanno anche i bambini della scuola di corso trieste

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    1. Anche di quale fim pagava lo stipendio della portaborse di baretta sono a conoscenza gli scolari di corso trieste. e chi non lo ricorda basta riveda le puntate di Report, in attesa della nuova stagione 2022…………..

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