2/Tempi bui

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto ma non abbiamo pubblicato commenti e sollecitazioni relative a vicende, come il green pass o la condanna di Mimmo Lucano.

Dall’inizio di questa esperienza, nel 2015, abbiamo infatti deciso che questo blog non dovesse essere generalista, ma avere un’identità precisa anche nella selezione degli argomenti di cui parliamo: che sono il commissariamento illegittimo della Fai e la mancanza di democrazia nella Cisl con tutti i temi connessi, conseguenti o almeno affini. Tanto per fare un esempio, quando uscì fuori la prima denuncia di Fausto Scandola ne parlammo perché il tema della trasparenza aveva a che fare con la democrazia nella Cisl, ma prima valutammo bene se la cosa ci avrebbe portato fuori tema o no.

Ecco perché nei giorni scorsi non avevamo pubblicato i commenti contro il green pass che ci erano arrivati; non perché troviamo disdicevole discutere di provvedimenti del governo, che in democrazia sono sempre da discutere liberamente, ma perché non volevamo che questo nostro piccolo spazio, che è l’unico che abbiamo per parlar delle nostre idee e dei nostri temi, venisse monopolizzato dal dibattito generale. Come se non ci fossero abbastanza televisioni, giornali e social.

Naturalmente l’assalto alla sede della Cgil ci porta a dover fare un’eccezione, perché è tutto il movimento sindacale ad esserne coinvolto.  Ed allora interveniamo per chiarire alcuni concetti in particolare ai commentatori che ci scrivono mostrando di non aver presente alcuni aspetti fondamentali della vicenda.

Cominciamo dai fatti: ieri a Roma era stata convocata in piazza del Popolo una manifestazione contro il green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro, una misura invocata innanzitutto dalla Confindustria per poter riaprire tutto (salvo dire ora che non tutti possono gestirla, per cui sperano evidentemente in un’applicazione all’acqua di rose). Non era la prima manifestazione di questo tipo, e da tempo la partecipazione a questi appuntamenti era in crescita, nonostante che i principali organi di informazione (un po’ troppo appiattiti su di un governo già senza opposizione in parlamento) preferissero ignorare il fenomeno. Ed hanno fatto male perché, in questo modo, hanno alimentato quel rancore che fa sentire esclusa una minoranza di cittadini e li rende terreno fertile per i seminatori di discordie. In particolare, per i fascisti.

Da piazza del Popolo, luogo storico delle manifestazioni della destra romana ai tempi di Almirante, una regia ben studiata ha spinto una parte dei manifestanti verso la sede nazionale della Cgil, perché il rancore rende manipolabili le masse. Ed il risultato in Corso d’Italia, dove avevano sede i sindacati fascisti e oggi c’è la Cgil, è stato una citazione letterale di cose avvenute giusto un secolo fa, quando c’erano molti scontenti dopo la fine della guerra mondiale e ci fu chi li seppe manovrare a proprio vantaggio.

Per questo è inaccettabile, per quanto possa essere in qualche misura vero, dire che a contestare la Cgil ieri c’erano soprattutto lavoratori che protestavano e non i fascisti. Primo perché l’assalto non è una protesta, e secondo perché a guidare di fatto la situazione c’erano esponenti dei gruppi dichiaratamente fascisti che dall’inizio della pandemia cercano di sfruttare ogni possibile situazione a proprio vantaggio.

In secondo luogo, chi è scontento di un sindacato si deve organizzare e crearne un altro, non assalire chi non ti rappresenta, perché la rappresentanza non è obbligatoria ma libera (almeno finché non sarà stato applicato l’articolo 39 della Costituzione).

Quanto al merito della protesta, anche a prescindere dall’assalto alla Cgil i manifestanti hanno torto: il che non vuol dire che non possano avere le loro ragioni, ma vuol dire che le loro ragioni non sono assolute e comunque sono meno forti delle ragioni di altri che non le condividono (oltre che essere minoritarie, il che in democrazia finisce per avere il suo peso).

Il sillogismo alla base della protesta è: io ho diritto a lavorarare, il vaccino non è obbligatorio, quindi chi vuole forzarmi al vaccino attraverso il green pass obbligatorio per lavorare viola il mio diritto al lavoro.

Ma il lavoro è “un” diritto, non l’unico diritto in gioco. E la Costituzione parla anche di diritto alla salute, che uno strumento giuridico pur discutibile come il green pass ed uno strumento sanitario comunque efficace come il vaccino vogliono tutelare: chi sta a contatto con i colleghi e non è vaccinato rappresenta un fattore di rischio per la salute pubblica. Per cui le istituzioni democratiche (più il parlamento del governo, ma il parlamento lo abbiamo tutti depotenziato da tempo e Draghi ne è l’esito) hanno il dovere, in applicazione della Costituzione, di prendere misure a tutela della  salute pubblica anche se queste possono interferire temporaneamente con l’esercizio di altri diritti.

Infine un’osservazione critica: i sindacati confederali hanno annunciato una manifestazione di protesta per il 16 ottobre. La cosa è giusta, ma la data è un grave errore: o protesti subito, anche rinunciando a portare i pullman di pensionati da tutta Italia per mancanza di tempo, o protesti quando la tua manifestazione non interferisce con altri procedimenti democratici. E a Roma sabato 16 si insediano i seggi de ballottaggio per il sindaco. Se non puoi manifestare subito, allora devi scegliere un altro momento da quello del silenzio elettorale. Il 23 ottobre, o un giorno diverso dal sabato, sarebbero andati benissimo lo stesso per il significato dell’iniziativa.

Quanto a Mimmo Lucano, del quale non abbiamo parlato, alcuni di noi hanno aderito alla raccolta di fondi per solidarietà nei suoi confronti che non ha avuto solo 13 anni di carcere (quanto si merita allora chi assalta le sedi sindacali?) ma anche una pesante condanna pecuniaria.

I contributi possono essere inviati a

A Buon Diritto Onlus – Banco di Sardegna. Causale: “Per Mimmo”. Iban: IT55E0101503200000070333347.

Il comitato dei garanti per la raccolta è composto da Marco Tarquinio, Armando Spataro, Gherardo Colombo, Cesare Manzitti e Cesare Fragassi.

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12 Commenti - Scrivi un commento

  1. Quindi se l’argomento della protesta e’ minoritario non se ne puo’ parlare? Mi pare che la Cisl degli ultimi anni abbia fatto uguale a voi. Prender parola?

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  2. Ora ci si avvia verso una fase di scontro e pure voi avete contribuito ..in ogni caso vincerà il movimento sindacale contro ogni fascismo e populismo dettato dalla ignoranza e dalla manipolazione..vergogna….tutto il movimento sindacale reagirà e tutta la societa civile contro ogni fascismo e contro le forze politiche che a nord e a sud lo sostengono subdolamente

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    1. Noi abbiamo contribuito a raccontare la nostra verità sul commissariamento della Fai, sull’espulsione di Fausto Scandola e su altro. Tirarci in ballo dopo un’aggressione fascista dimostra da parte tua una notevole immaturità di giudizio.
      E comunque fasi di scontro ci sono sempre state, anche più drammatiche, come la cacciata di Lama dall’università di Roma nel 1977 o il bullone tirato a D’Antoni all’inizio degli anni ’90. Per non parlare degli omicidi Tarantelli, D’Antoni, Biagi, Guido Rossa e tanti altri. Noi la tensione dello sconto l’abbiamo saputa reggere, se voi più giovani siete abituati a non stressarvi e vi fanno impressione quattro fascistelli da museo forse è meglio se nella vita vi dedicate a occupazioni meno impegnative.

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  3. Admin ma che reazione scomposta
    non e da te🤣🤣🤣🤣 Veramente noi giovani come dici …..siamo bene abituati ad ampi stress e li sopportiamo molto meglio
    e come sempre non hai capito assolutamente il senso come spesso ti capita perché sei obnubilato dalla tua storia personale……della storia di biagi e d antona ne potremmo parlare…se vuoi parlare ti posso dire che al bullone di d antoni io c ero e stavo ben vicino mentre tu magari già farneticavi ma vedi admin che mi definisci giovane….vedi popula oggi popula domani questa è la cultura che si è creata…e…cmq..questi sono i risultati e non mi risulta che qui hai parlato solo della fai…perfino oggi avete trovato da ridire sulla data della manifestazione peraltro perfetta perché in periodo di silenzio elettorale …se fosse stata domani o mercoledì sarebbe stata strumentalizzata. Ci arrivi si?…bene….detto ciò…andate avanti così….a noi 4 o 400 non ci fanno impressione…abbiamo perso aldo moro…dopo di che nulla ci fa più impressione….ma il populismo sta per finire….4 amici al bar…

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    1. Se non sei un giovanotto inesperto come sembra dai discorsi che fai si vede che i tuoi anni te li porti fin troppo bene.
      Quanto a reazione scomposte, non è che dire “tu già farneticavi” sia un argomentare elegante.
      Ad ogni modo tu qui puoi scrivere quello che vuoi, tranne metterci nello stesso mazzo dei fascisti. Se lo rifai, sarai cestinato.
      Punto e basta.

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  4. Intervenire sugli argomenti trattati in questo post, non è facile, né, è ovvio, ci può essere condivisione di tutto. Non capisco quindi la virulenza di alcuni interventi, contro l’amministratore. E’ vero che in passato, spesso, il sindacato ed anche la CISL sono state oggetto di pesanti contestazioni e minacce ( senza andare a quanto fatto dalle Brigate rosse, si possono ricordare, negli anni, bombe nelle sedi, proiettili inviati a sindacalisti in busta anonima, scritte minatorie sui muri del sindacato, occupazioni etc.). Gli attacchi al sindacato non sono quindi una novità. Personalmente, esprimo la mia solidarietà alla CGIL e, indirettamente a tutto il sindacato, per questi vili attacchi fascisti, perché tali bisogna definirli. Del resto, le posizioni prese dai sindacati sul green pass e sull’obbligo vaccinale, per quanto non del tutto prive di tentennamenti e di qualche contraddizione, si erano già prestate, purtroppo, a minacce sia pure virtuali, sui social. Basterebbe riprendere alcuni commenti sui post dei sindacati. Alcuni osservatori non fanno distinzione tra i manifestanti e gli assalitori, ma, in ogni caso, i no vax o no green pass, però, dovrebbero sapere che gli appoggi di alcuni partiti sono strumentali e le infiltrazioni dei fascisti (o sono organizzatori loro stessi?) nelle loro manifestazioni sono evidenti e rivolte a creare disordini e colpire i gangli della società civile, quali i sindacati che, pur criticabili, rappresentano un baluardo della democrazia italiana, anche se a livello interno ci sarebbe qualcosa da dire. Piuttosto, siamo proprio sicuri che i sindacati, a volte, non abbiano tollerato posizioni pericolose al loro interno ? Ho conoscenza ( e ne ho già segnalato l’esistenza a chi di dovere, senza ricevere risposta alcuna) di post e prese di posizione di alcuni sindacalisti, dal ruolo importante, che non solo sono vicini ai no Vax e questa sarebbe una loro posizione personale, discutibile ma non illegittima, per ora, ma che paragonano il green pass al ghetto di Varsavia. Ergo, chi è a favore del green pass (tra questi anche CGIL CISL UIL e quindi i segretari generali nazionali ) è da paragonare ai nazisti ? Per la legge del contrappasso, in realtà, i nazisti o fascisti sono quelli che assaltano le sedi sindacali, durante le manifestazioni dei no vax o no green pass !! Allora si impone un ragionamento: se qualcuno dentro il sindacato prende posizione e/o critica la dirigenza o commenta in modo non del tutto favorevole le posizioni delle segreterie nazionali o di certi sindacalisti, magari durante le riunioni, rischia commissariamenti, espulsioni, sanzioni disciplinari, o al minimo emarginazioni. Se qualcuno scrive e manda in giro mail informative, viene tacciato di violare il codice della privacy o di svelare segreti sindacali. Se invece tal altro, pubblicamente, perché i post dei social, potenzialmente, raggiungono una platea infinita, paragona, implicitamente, il sindacato al nazismo, non solo non è sanzionato da solerti Probiviri (loro diranno che non è arrivata alcuna denuncia e d’ufficio non possono intervenire !), ma continua, impunito, a dettare legge, ricoprendo cariche sindacali di prestigio ! Allora anche in questo caso, è doveroso commentare la disparità delle decisioni della dirigenza sindacale nazionale, a tutti i livelli. Ciò mi sembra in linea con gli scopi di questo Blog. Per Mimmo Lucano invierò una quota di solidarietà al conto da voi indicato. Grazie per la segnalazione.

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