Pubblichiamo di seguito il documento con cui le associazioni Prendere parola e Sognare da svegli propongono alcuni spunti di dibattito per l’iniziativa del 31 gennaio a Firenze.
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RIGENERARE IL SINDACATO E LA DEMOCRAZIA. TRA CRISI DEI CORPI INTERMEDI ED ECLISSI DELLA PARTECIPAZIONE
A Firenze, sabato 31 gennaio, un incontro nazionale per rivitalizzare la democrazia, la rappresentanza, il sindacato.
Di seguito alcune ragioni dell’iniziativa, promossa dalle Associazioni Prendere Parola e Sognare da Svegli.
- Crisi strutturale: fabbriche e network digitali, oltre la solitudine antropologica e la crisi ecologica
Il sindacalismo tradizionale nasceva in epoca industriale, quando la fabbrica costituiva il centro identitario dei lavoratori. Stabilità, coesione e contrapposizione al capitale permettevano negoziazioni efficaci e diritti condivisi. Oggi, la globalizzazione, la rivoluzione tecnologica e la finanziarizzazione hanno frammentato il lavoro: produzione dispersa, subordinazione mascherata e lavoro precario sono la norma. La contrattazione collettiva tradizionale fatica a tutelare chi opera in contesti instabili o digitali. Il processo di individualizzazione e la crisi del lavoro come fatto sociale e relazionale intreccia la rivoluzione digitale con la crisi antropologica ed ecologica del nostro tempo, intreccia l’economia di guerra. Siamo alla ricerca di nuovi spazi di dialogo e interlocuzione, “arma” di pace, pur senza archiviare il conflitto, quando necessario.
- Partecipazione in calo e crescita di un modello di oligarchie interne
La diminuita partecipazione alle decisioni interne ha rafforzato le oligarchie sindacali e politiche. Assemblee poco frequentate e consultazioni rare aumentano il distacco tra base, delegati e dirigenti, generando sfiducia e delegittimazione. Oggi la legittimità e la tenuta morale del sindacato e della democraiza sono spesso messe in discussione più della loro utilità concreta.
- Individualismo e micro-resistenze quotidiane
Il paradigma neoliberale ha trasformato il lavoratore, anche subordinato, in “imprenditore di sé stesso”, indebolendo la solidarietà collettiva. Isolamento e competizione rendono difficile costruire identità plurali, oltre le solitudini. Tuttavia, le pratiche quotidiane — gesti di solidarietà informale e strategie silenziose — rappresentano micro-resistenze reali. Integrare queste dinamiche nella strategia sindacale significa trasformare il lavoro dei singoli in partecipazione collettiva e rappresentanza concreta.
- Segnali di innovazione sindacale a livello internazionale
Le piattaforme digitali e le tecniche di “organizing” dal basso, permettono di mettere insieme lavoratori dispersi, facilitando campagne, petizioni e mobilitazioni, prevalentemente online. Alcuni esempi: SLPD in Romania per Uber, Bolt e Glovo; UVW (lavoratori dei videogiochi), ma anche, più tradizionalmente, i lavoratori di Amazon e Starbucks in USA/Canada. Queste esperienze mostrano che la frammentazione può diventare opportunità per nuove forme di rappresentanza anche a dimensione transfrontaliera. Sfruttando, non subendo anche le opportunità del digitale.
- Proposte operative per un sindacalismo rigenerato
Per rigenerare il sindacalismo è necessario rafforzare la democrazia interna anche con voto elettronico, rotazione obbligatoria dei ruoli e limiti stringenti dei mandati (come è stato in passato nella Cisl) e assemblee partecipative. La rappresentanza deve essere capillare, collegando strategie nazionali ed esigenze concrete dei territori e dei settori, senza dimenticare le rinnovate esigenze di intercategorialità. L’innovazione digitale, che non può sostituire i momenti in presenza, offre strumenti per mobilitazione, formazione e comunicazione tra lavoratori dispersi. Parallelamente, è fondamentale costruire reti di solidarietà intersettoriali, connettere lavoratori flessibili e precari e promuovere trasparenza tramite bilanci, decisioni pubbliche e valutazioni periodiche. Alleanza tra cittadini e lavoratori, tra Nord e Sud del Mondo. Le micro-pratiche quotidiane vanno valorizzate, trasformandole in strumenti di partecipazione organizzata e rappresentanza collettiva.
Di fronte alla devastazione del diritto internazionale, il sindacato, senza ambiguità, non può poi che impegnarsi a recuperare il proprio ruolo di diplomazia attiva nonviolenta popolare e dal basso.
- Credibilità e riforma morale
Negli ultimi decenni la professionalizzazione sindacale ha trasformato il sindacato in carriera permanente per alcuni dirigenti, generando distacco dalla fatica quotidiana, percezione di privilegi e uso della posizione come trampolino politico. La soluzione richiede una riforma morale: ristabilire un’etica del servizio, sobrietà e responsabilità, evitando oligarchie e ricollegandosi alle esigenze dei lavoratori, ricollegando offerta sindacale e domande del lavoro.
- Il sindacato come rete di welfare, cultura civica, nuovo mutualismo
Ogni iscritto deve diventare protagonista attivo, ogni luogo di lavoro nodo di rete. La decisione collettiva nasce dal basso, con processi trasparenti e inclusivi. Il sindacato deve promuovere welfare territoriale condiviso, servizi interaziendali collettivizzanti (dalla dimensione dell’io a quella dell’io fra noi), formazione e reti di assistenza, costruendo coesione sociale, nuovo mutualismo e senso di comunità. Dietro queste azioni deve esserci una visione morale anche se non moralistica: il sindacato come istituzione e movimento che genera cultura, coscienza civica, responsabilità speranza, sogno.
- Conclusione: il sindacalismo che verrà
Il futuro del sindacalismo (ma in parte anche della politica e dell’associazionismo) non è la semplice sopravvivenza. Il quieto vivere. Per restare rilevante il sindacato deve integrare tradizione e innovazione, strutture organizzative e micro-resistenze quotidiane, strumenti digitali e reti di solidarietà concreta, reale. Solo così il sindacato: “fare, essere giustizia insieme” potrà riconquistare credibilità, efficacia e capacità di incidere nella costruzione di nuovi diritti e solidarietà nel lavoro contemporaneo.
Di tutto questo le Associazioni Prendere Parola e Sognare da Svegli, insieme a tanti amici e amiche, discuteranno in forma aperta a Firenze, il prossimo sabato 31 gennaio, tutta la giornata, sulle colline che, dal capoluogo toscano, città di Giorgio La Pira e Don Lorenzo Milani, portano a Fiesole. Sulle orme anche di Padre Balducci, in un’occasione di incontro, sapere condiviso, apertura internazionale di pace e giustizia.
Tutte le informazioni e il programma sono reperibili sui siti internet: www.prendereparola.it; www.sindacalmente.org; www.il9marzo.it; www.fiesolebarbiana.blogspot.com


TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi ed ha dovuto pagare le spese.
“stai da protagonista”
lo slogan del tesseramento in pugliese. Ma un correttore di bozze che conosce l’italiano ?
tra un po’ scriveranno “esci il contratto”
Meh! Sarà un omaggio a Checco Zalone…
Potrei sbagliarmi, ma mi sembra (non sto scherzando) una tipica espressione della Fumarola che, forse perchè utilizza un gergo pugliese del Sud, usa in questo modo (discutibile per la lingua italiana ufficiale) il verbo: “stare”.
Ormai, nel citarla anche in dialetto, siamo davvero al culto della personalità (ma soprattutto dov’è la personalità…?)
Ai posteri l’ardua sentenza.
esci il 730, il bilancio e il quadro c online piuttosto
Ma state bene?
“Stai da protagonista dentro il cambiamento”
alias:
“Stai dentro il cambiamento da protagonista”.
Che livello è?
Ah, poi: “della” Fumarola anche no; si scrive “di”.
Studia! (cit.)
Precisiamo che su questo blog non vediamo alcuna discriminazione nell’uso della preposizione articolata anziché semplice per una donna.
Né ci risulta che sia un errore.
È oggettificante, admin. Non trovi?
No.
Ad esempio in Toscana usano abitualmente l’articolo per i nomi di donna: la Daniela, l’Anna Maria, la Genoveffa. E si dice che l’italiano sia nato lì.
Naturalmente non è una regola, ma non è detto che il contrario sia un errore.
l’alessandro la nonna
Al dì là della forma… sono i contenuti a far piangere. Dov’è il cambiamento? E dove sono i protagonisti?
i riferimenti culturali della nuova cisl: tiziano ferro, lino banfi e per non scontentare il nord Boldi
Magari si ride un po’…
ci sarebbe da ridere se non facessero piangere….stanno razzolando i fondi della cassa sono senza soldi in molte usr e ust e vanno a piangere in giro ma i macchinoni….
In qualche Regione pare si dedichino a operazioni immobiliari
insomma secondo il segretario dei meccanici solo suo contratto e quello dei bancari hanno difeso i salari ?
uno che si dice da
solo di aver fatto un capolavoro ha bisogno di uno bravo. E noi del pubblico impiego abbiamo pessimi segretari?
Amico mio, ma hai provato a prendere la calcolatrice e a fare 2 conti? I rinnovi del pubblico impiego hanno in media ottenuto la metà dell’inflazione reale. Una volta sognavamo il figlio sistemato al ministero, oggi guadagna di più un elettricista in fabbrica
oggi sistemiamo il segretario in pensione al ministero
iuliano l’ha firmato dopo 14 mesi non proprio esemplare.
E sostenete che gli altri segretari delle categorie cisl sono incapaci é un po pesante anche perché cgil e uil dei meccanici dicono di aver fatto loro tutta la trattativa
https://www.federmeccanica.it/area-stampa/comunicati-stampa/federmeccanica-e-assistal-firmata-l-ipotesi-di-accordo-di-rinnovo-del-contratto-collettivo-nazionale-di-lavoro-202511221825.html
giggi ride
vedere ai tg l’uscita dei ministri dalla chiesa delle esequie dei ragazzi di crans montana tutti giustamente scossi. Uno di loro no. esce dalla chiesa ridendo, é il ministro per il sud.
(vedete ai diversi tg)
che tristezza….segretari che giocano a chi lo ha piu lungo,ovvero al miglior contratto,delegati che gli danno corda,della serie la cisl è unita….ex segretari che ridono ai funerali…siamo ormai alla canna del gas….
Per tornare ai contenuti, tema di questo post del 9marzo…
https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/01/la-crisi-di-pensiero-del-sindacalismo.html
Il sindacalista che ride…
Neppure i Mafiosi ai funerali dei loro nemici ridevano : mantenevano quel contegno mortifero e il riso non faceva parte della recita funerea.
Ma quello dello Stradino non è riso. È il ghigno della maschera che indossa da quando cominciò a irridere la dignità e la Storia della Cisl dalla Locride a Roma. Ora egli spende le sue indicibili virtù a fianco di colei che gli somiglia con esibizioni da circo e smorfiette da locandiera.
meno male che dicevano a Marcolino che era troppo presenzialista. Le foto di iuliano infestano i social dei meccanici. Ma ha una segreteria? Nora è più sobria.
Sarebbe necessario chiedergli che fine hanno fatto le una tantum che servivano a recuperare i mesi di vacanza contrattuale, il ccnl è scaduto a giugno 2024, il primo aumento (indennità a parte) dopo 2 anni, l’ultimo a conclusione del contratto dopo 4 anni. Una volta i ccnl duravano 2 e poi 3 anni. Se questo è un buon accordo…..basterebbe riflettere e non bere quanto viene raccontato
Abbiamo bevuto un caffè con 1.70 di aumento , e foto del profilo migliore ( che non era facile trovare ) su tutti i media , in quel momento i metalmeccanici parlavano di sbarchi e poveri morti in mare ( con annessa iperbole) , era il momento di welcome to refuge , delle vallette , si prometteva smart union ….siamo finiti con 4 amici davanti ad un illy al bar Giulio Cesare
Siccome conosciamo i nostri polli, avvertiamo gli amici della Fim, attuali e passati, dell’una e dell’altra obbedienza, che il vostro dibattito sul contratto attuale e quelli passati (che sarebbero commenti fuori tema…) lo ospitiamo volentieri solo se vi esprimete in maniera appropriata e con rispetto verso chi vi ospita. Le risse fra di voi fatevele sui social.
le foto in posa
del pensionando segretario in effetti sono ovunque e al limite del ridicolo.
con 280€ e 14 mesi di vertenza arrivare a 205€ con 4 anni di durata e conteggiando anche l’aumento già erogato é lo stile Fiom Cgil. Come spiegava Uliano quando era in Fim.
Lauria avrà mille limiti ma ha chiarito anche a chi ne era all’oscuro cosa accade dentro la cisl e nelle ex blasonate categorie.
la card della Fim Cisl con il sostegno al popolo dell’Iran con la bandiera della rivoluzione degli ayatollah
in questa organizzazione ormai è istaurato il culto della personalità…è tutta una serie di io sono io dico io faccio,dalle foto sui social alle dichiarazioni in qualsiasi giornaletto,tutte cose condite di autoproclami e sparate varie o proposte teoriche…sembrano di volta in volta Maduro,Kamenei,Putin o il cinese che non so come si scrive….naturalmente imbonitori o pieni di varie promesse di carriera o altro,se non ti adegui davvero diventano spaventosamente cattivi,vigliacchi,guardate alcuni segretari qui spesso citati,meccanici,tessili,pensionati,segretari di usr o di ust….mala tempora currunt….
Il culto della personalità in Cisl non è di oggi…cominciò col siculo nei primi anni ’90. Basterebbe ricordare come in quegli anni molti piccoli uomini si esibivano persino a imitarne gli atteggiamenti e le profezie. Oggi è ancora peggio. Del resto più si è vuoti dentro più si ha bisogno di una custodia esterna come si fa con la fusione delle campane. Questa malattia ha diffuso le proprie metastasi dal giorno in cui Bonanni volle inventarsi la genovese furlana a capo della Cisl…poi è stato tutto un precipitare verso il nulla odierno. A tale tumore purtroppo non c’è chemio che lo possa guarire…
oggi
il tema di questa cisl é il culto di mancanza di personalità.
Sinceramente non direi nemmeno questo. Quando Bonanni, al congresso del 2013, arrivò da solo sul palco con tanto di auricolare alla Ambra di non è la Rai, accompagnato (non sto scherzando) dalla musica di indiana Jones, su questo aspetto, secondo me, era peggio.
Nessuno oggi ha il “culto” della Fumarola.
Il 99 per cento delle persone sa esattamente chi è, cosa ha fatto nella sua vita, come si muove nella CISL
A mio parere c’è, semplicemente, paura e necessità di salvaguardare i propri orticelli, belli, brutti, mediocri che siano.
Qualunque scelta sindacale, politica o organizzativa non viene nemmeno commentata, ma semplicemente eseguita.
Direi una CISL modello Amazon, con livelli di efficienza molto, molto inferiori e salari ovviamente molto più alti per imbonire tutti/e..Tutto qua, è molto più triste. Misero.
Arriva una risposta a questo commento a firma “Giangi” che non rispetta le regole del dibattito di questo blog e quindi viene censurata e cestinata.
Chi vuole fare polemiche contro persone estranee al blog e che non hanno cariche sindacali e/o politiche vada sui social. Oppure, nella fattispecie, sul blog di Francesco Lauria
https://fiesolebarbiana.blogspot.com/
E mo’ basta!
Una volte le Marche, si pensi alle gestioni Lucchetti-Patrignani, erano un’oasi felice per la Cisl.
Il declino è iniziato con Sauro Rossi.
E prosegue oggi:
RESA NEI CONTI NELLA CISL: DIMISSIONI E ACCUSE.
https://www.ilrestodelcarlino.it/macerata/cronaca/resa-dei-conti-nella-cisl-4a63adac
I capobianco di Falconara
Tutto per garantire la famiglia Mastrovincenzo ad ogni elezione locale. Recentemente hanno cambiato anche lo zonale di Jesi per mettere uno che risponde durante le campagne elettorali. Ferracuti non ha niente di meglio da fare ache spaccare che le categorie.
I Mastrovincenzo ad Ancona sono come i capobianco nei film di checcozalone.
Nessun post di cordoglio della segretaria generale per la scomparsa di Mario Petitto. Anche i postali Cisl sempre più in caduta libera dentro questa confederazione
aveva votato contro il commissariamebto della Fp.
Poi la postina ci fece accordo. In troppi le dicevano: “non hai neanche la tua categoria”.
Rossi Sauro ,quello del film la vita degli altri spione della stasi la polizia segreta dell’ex ddr….? lo interpreta alla perfezione anche fisicamente sembra un inocuo burocrate,in realta sembra essere lo spione della cisl…..assieme ovviamente ai suoi piu fedeli amici diramati in tutta italia
NAturalmente se Sauro Rossi intende smentire, replicare o puntualizzare qualcosa ha a disposizione tutto lo spazio necessario.
Ma non eravate contro le offese personali? Sto posto sta diventando una cloaca.
Ti faccimo notare che nel commento che contesti ci sono critiche forti ma non insulti. E le critiche forti, come ha stabilito il Tribunale di Roma bella causa intentata dalla Cisl contro di noi, sono lecite,
Meno lecito, e del tutto ineducato, è definire “cloaca” il blog che ospita un tuo commento.
Personalmente ritengo queste critiche (non so chi le muova, ma deve conoscerlo bene) perfino blande.
Non è vero che Fumarola non abbia fatto un comunicato per la morte di Mario Petitto. Per carità era doveroso., peraltro con tanto del “delfino” Roscigno nella foto. Stile Urss primi anni ottanta. Non discuto Petitto come sindacalista per carità. Rifletterei però sul suo attaccamento direi adesivo al potere. Cariche inventate per lui (da noi a differenza che all’ est non esiste il presidente in un sindacato) fino alla vicepresidenza di Uni Europa che ha voluto a tutti i costi gli fosse recentemente riconfermata nonostante non fosse in grado ormai più di esercitarla.
Esattamente il contrario, Pippo Morelli docet, di quello che dovrebbe fare un sindacalista che ha a cuore il futuro del sindacato e, soprattutto, dei lavoratori.
Anche in Femca fecero il Presidente e lo riproposero nell accorpamento con la Fim. Poi la nonna disse: é vero l’accorpamento è inevitabile ma se accade qualche incidente…”.
piuttosto vale ancora la norma che non si possono superare i 20 anni tra segreteria, segreteria aggiunta e segreteria generale ?
e comunque uscire dalla categoria e andare alla fondazione (della categoria) per arrivare almeno a 67 anni a stipendio pieno é un bellissimo segno di distacco dal potere. Chiamare quelle fondazioni “Carniti” (uno dei rari dirigenti usciti prima della pensione) é una bestemmia.
Sulla Fondazione Carniti (sono uno degli otto firmatari dal notaio, con firma proprio sotto quella di Pierre, dell’Associazione Astolabio, poi diventata Associazione Carniti dopo il 2018) ho maturato progressivamente un pensiero.
Vengono proposte iniziative più o meno interessanti (quella, ad esempio, sulla direttiva europea sui salari trasparenti in programma nei prossimi giorni certamente, ad esempio, lo è), ma manca, completamente, a mio parere, un orizzonte strategico.
Una Fondazione intitolata a Carniti per essere tale deve, secondo me,:
– Essere patrimonio non solo della Cisl, ma di tutto il sindacalismo italiano. Invece mi pare una “riserva di caccia” del gruppo dirigente Fim attuale o, da poco, andato in pensione;
– L’Attività principale non può essere quella di promuovere sequele di webinar peraltro con temi del tutto staccati l’uno dall’altro e privi di un filo conduttore;
– L’impegno principale non può che essere quello proposto da Pierre e cioè l’inclusione dei giovani e lo sviluppo di ricerche sui temi delle relazioni industriali e della rappresentanza;
– Non ci si può limitare ad un premio (cui peraltro la partecipazione degli aspiranti mi risulta piuttosto scarsa) con tracce redatte da settantenni (quando va bene), peraltro molto ripetitive di anno, in anno. Su, uno sforzo in più!;
– Non si possono produrre volumi come: “Quel moderno di Carniti” che contiene, peraltro, l’ultimo intervento di Sandro Antoniazzi e poi non preoccuparsi della loro reale diffusione;
– L’attività della Fondazione andrebbe quindi corretta nelle seguenti dimensioni:
– Ringiovanimento reale, non solo apparente, del comitato scientifico;
– Adesione della Cisl (ed eventualmente anche di Cgil e Uil) alla Fondazione che non può rimanere in mano solo alla Fim;
– Rilancio effettivo del premio, in raccordo, vero, non meramente amicale con il mondo dell’Università e della ricerca;
– Inserimento di temi di frontiera veri: es. lavoro e/vs sostenibilità; rappresentanza negli ambiti di più difficile sindacalizzazione; crisi del modello concertativo; etc.
– Creazione di un programma di lavoro a medio lungo termine, non un’accozzaglia (variegata) di iniziative, alcune delle quali un po’ marchettistiche;
– Inserimento della dimensione internazionale. Non si comprende e non si “tramanda” Carniti senza valorizzare rapporti internazionali, convegni internazionali, ricerche internazionali (magari con qualcuno della Fondazione che le lingue straniere vagamente le parli e le scriva…)
– Manca completamente una strategia (e dei materiali appositi) legata alla formazione.
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Della serie “la volpe e l’uva”
la fondazione carniti deve essere libera da qualsiasi condizionamento dei gerarchi attuali. Carniti era un uomo libero. Comprendiamo le “necessità” di Morese ma la storia non si inventa.
Beh, Morese avrebbe tanti altri luoghi in cui esprimersi con le sue necessità, a partire dall’Associazione Nuovi Lavori che è davvero una sua creatura.
Carniti, la sua memoria, il suo lascito andrebbero, invece, finalmente “liberati”.
Mi sono dimenticato, che fine ha fatto il lavoro sull’archivio di Carniti, per cui Cisl ed Fnp hanno investito risorse in questi anni (io c’ero, all’inizio)? Mah.
https://www.corriereadriatico.it/fermo/fermo_ultime_notizie_oggi_telefonini_staccati_ai_dimissionari_cisl-9301959.html
Suggeriamo la lettura completa del puntuale articolo del Corriere Adriatico. Cisl senza vergogna, davvero senza vergogna.
Da fuori difficile dire chi ha torto o ragione nella fp delle marche qui sopra citata dai giornali,di una cosa pero,anzi,due cose si può stare certi…l’intrommisione della confederazione(vedi usr) ormai mettono il becco anche sull’acquisto della carta igenica(e non si tratta di controllare giustamente le spese o i bilanci)si tratta di mero potere ,mettere gli amici e i confidenti fidati al posto giusto.La seconda cosa riguarda le modalita di penalizzazione,via la discussione democratica,taglio delle comunicazioni,minacce e spargimento di notizie false….in ultimo una considerazione,la fp sta diventando la peggior categoria della cisl,non dapertutto ma in molte regioni si
https://www.lanazione.it/siena/cronaca/terremoto-nella-segreteria-cisl-benedetta-58884130
Intanto in Toscana, a Siena i conti non tornano più.
Vediamo se la Fumarola coprirà anche questo disastro.
In quel congresso sia Cuccello che Russo in qualità di nazionale e regionale si erano presi degli impegni scritti….risultato???
Dimissioni della segreteria amministrativa e etica in fondo al cesso con la Cisl portata sui giornali.
Sui conti invece sembra che il disastro sia tutto da scoprire
Ricorderei anche, caro Sergio, che il segretario generale nazionale di una categoria con molti iscritti (d’altronde abbiamo anche visto che venivano fatti, almeno in alcuni territori del Nord Ovest…) risiede da tanti anni proprio a Siena e da Siena, ancorchè venga premiato spesso come “Saprese” dell’anno, abbia mosso progressivamente la propria carriera sindacale.
Insomma, chissà che ne pensa Ottavio de Luca di quello che avviene nella sua città adottiva. In attesa, secondo quanto ci dice la Nazione, che pare ben informata dall’interno, della imminente: “resa dei conti” nella Cisl di Siena (e non apriamo lo scrigno dei ricordi del ripensato accorpamento con la Cisl di Grosseto, dato che, e la segretaria regionale, Silvia Russo che è di Arezzo, dovrebbe saperlo, in Toscana ci sono grandi Unioni Cisl, come la Toscana Nord, dove sono incluse province che nulla hanno a spartire l’una con l’altra, come Massa e Pistoia, e altre piccole, piccoline, che sembrano faticare anche a pagare la bolletta della luce.
La foto della Nonna Renziana che fuma contro gli ayatollah ha provocato reazioni diffuse e inaspettate di sostegno al regime teocratico.
NEL FRATTEMPO IN FEMCA…
E’ iniziata, senza esclusione di colpi, la guerra per la successione a sora Nora Garofalo da Palermo.
Una guerra che finirà in fretta, in frettissima.
E’ noto, infatti, a tutti che sora Nora aveva scelto, da tempo, il suo corregionale Sebastiano Tripoli che, essendo politicamente e sindacalmente più leggero di una piuma, sembrava perfetto allo scopo.
E, invece, no.
La confederazione, in primis il vero segretario generale Gigi Sbarra, ha deciso altrimenti.
A succedere a Nora Garofalo sarà il calabro-toscano Gianni Rizzuto.
Intendiamoci Rizzuto è stato, in passato, un buon sindacalista, anche dal punto di vista contrattuale.
Poi per dieci anni si è occupato, per procura di sora Nora, solo di commissariamenti, reggenze, eliminazione di dirigenti scomodi e non allineati, etc. etc.
Speriamo solo che in confederazione (e in particolare Giorgio Graziani che teorizza che leggere faccia male…) non si accorgano che Rizzuto ha un grave scheletro dell’armadio.
In passato, infatti, ha scritto un libro (sul dumping contrattuale nel settore moda).
Questo segnale di pensiero, certo risalente ormai a molti, molti anni fa potrebbe, infatti, danneggiarlo gravemente.
Pare che a Prato stiano comprando tutte le copie rimaste del volume per nasconderle…
Intanto pare che qualcuno ha fatto talmente bene nella segreteria nazionale Femca che sarà promosso a occuparsi dell’Emilia-Romagna.
E poi si dice che non c’è meritocrazia…
calabrese anche per la fim si prepara lady “vaucher” srl.
Il caso di Giovanna Petrasso andrebbe davvero studiato per bene.
Diciamocelo chiaramente.
La Presidenza del Consiglio Generale Cisl Nazionale a Ottavio de Luca
e la nomina a Presidente del Caf Nazionale del calabrese Enzo Pelle rappresentano un chiaro,
chiarissimo punto di non ritorno.
La realtà supera ogni fantasia.
REMEMBER TURRI?
Tutti sanno che quando Pelle era segretario generale della Filca (cioè fino a due mesi scarsi fa) era assolutamente come se non ci fosse, comandava solo e semplicemente Ottavio De Luca.
Oggi si può dire che, come Napoleone si mise da solo la corona, l’ex autista di Maurizio Petriccioli si sia proclamato da solo Presidente del Caf Nazionale.
Tanta roba.
Tra le tante situazioni che fa male guardare dentro questa Cisl quella che a dettare sia ancora lo stradino Anas di Catanzaro è la peggiore ma a sentire ancora nominare il ravennate maresciallo Graziani non fa meno male. Del peggio non si riesce proprio a emendarsi ?
per riempire un sit in a Roma, regionali e territoriali a tempo pieno in freccia rossa. la frase più gettonata: “dove si va a cena?”
la piazza oceanica cisl fa tremare gli ayatollah.
Al grido, pranzo, cena, libertà
Un pensierino per la femca,ormai si è detto tutto e sarebbe difficile aggiungere qualcosa se non ribadire che fanno i grandi senza iscritti,senza soldi ma pur sempre con i macchinoni lunghi…poi una domandina che da lontano non riesco a risolvere da solo….pochi giorni fa in giro per roma si diceva che finalmente uno del veneto sarebbe diventato segretario generale….oggi leggendo qua sembra molto diversa la cosa,la mia opinione è che i veneti parlano parlano ma dopo restano dove sono….seconda domanda,Graziani per caso è quello con il ciuffo e capelli brizzolati? quello che ride e applaude a comando con lo sguardo assente?lo chiedo perche non vorrei sbagliare persona(tanto i segretari nazionali nemmeno si conoscono)
il vero mago é Morese, uno che mette il Commissario della
Fim espresso dalla postina alla guida della Fondazione Carniti é un vero genio. Come un diabetico al marketing di uno zuccherificio.
Oggi sul giornale degli intellettuali liberi il patrono di Venezia ci spiega che fu lui nell’anno che ora va di moda sui social a creare il meccanismo virtuoso della contrattazione collettiva….che ridere!!
Bisognerebbe saper leggere e capire cosa c’è scritto in un testo contrattuale. Oggi competenza rara tra i sindacalari.