Non sempre a Davos ci prendono con le previsioni. E però, siccome quelli che vanno lì sono potenti, è meglio tenere un orecchio a quello che si dice sulla montagna incantata del potere mondiale. Soprattutto quando si parla di noi.
Ad esempio, per la direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva (non è la prima né l’unica a dirlo, ma se lo dice lei è bene stare accorti), l’intelligenza artificiale è come “uno tsunami” che sta per colpire il mercato del lavoro. “E anche nei paesi meglio preparati – ha precisato – non credo che siamo preparati a sufficienza”. Una profezia che non si riferisce tanto al fatto che tutto cambierà (il mondo del lavoro cambia da sempre, e dai tempi della rivoluzione industriale lo fa ad un ritmo sempre crescente) ma proprio all’effetto (positivo per alcuni, negativo per tutti gli altri) sui salari.
Dopo lo tsunami, chi ha le nuove competenze viene pagato di più. E fin qui siamo all’ovvio. “Questi lavoratori – ha poi spiegato la potente Georgieva – hanno più soldi in tasca. Vanno più spesso al ristorante, al cinema. Di conseguenza aumenta la domanda di lavoro poco qualificato nei servizi. E nel mezzo si crea una pressione, una compressione, per quei lavoratori nei posti che non vengono migliorati o che subiscono carichi maggiori”.
Se questo succederà negli Stati Uniti o in Germania, dove sono più preparati di noi, si deve temere che l’effetto dello tsunami in Italia, dove i salari reali sono fermi da trent’anni, sarà quello di comprimere ulteriormente retribuzioni già compresse. Mentre i sindacati saranno lasciati a giocare con i contratti nazionali o con gli accordi sempre storici sulla rappresentanza, senza incidere in nulla.
E allora, mentre lo tsunami arriva, chiediamoci di cosa si sta preoccupando la Cisl. Che è come chiedersi come la giudicheranno i nostri figli e nipoti, fra una generazione (ma probabilmente anche prima).
Quel che si può temere è che, leggendo quel che viene scritto da Via Po 21 ma anche questo blog e i commenti in arrivo, fra non molti anni ci sarà da ridere e da piangere a scoprire che in quei giorni si parlava della grande “legge Sbarra sulla partecipazione” e dei suoi effetti portentosi (che per allora saranno arrivati? Chissà…) o, al limite, di chi sarebbe andato alla segreteria generale della Femca al posto di Nora Garofalo.
Cioè a fare un mestiere che, se tanto mi dà tanto, deve essere facilissimo fare (e senza subire grandi compressioni salariali).
Grazia La Terza per il9marzo.it
TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi ed ha dovuto pagare le spese.
D”altronde se, al di là di qualche clericalismo conservatore di maniera, si abbandonano completamente, come fa la CISL, i propri retroterra culturali, c’è poco da aspettarsi.
Si legga il Domani d’Italia odierno.
https://ildomaniditalia.eu/sindacato-e-mondo-cattolico-il-dialogo-che-cambia-gli-equilibri/
Ma il bagnino alla femca ? fa la crontrattazione dai pedalò?
Ha avuto un ruolo fondamentale in Cisl , lo ricordiamo con amore all’assemblea organizzativa Fim
Il mercato del lavoro è da sempre luogo di differenze, l’IA sarà uno dei tanti fattori che lo cambieranno ma né in peggio né in meglio. Gli tsunami appassionano solo chi scrive articoli. Il mondo reale sa trovare i suoi antidoti ed equilibri, anche sui salari…certo, al netto della seduta spiritica di sabato prossimo che potrebbe anche cambiare i destini del capitalismo
Il mondo reale trova i suoi equilibri, ma senza politica e senza sindacato i nuovi equilibri li pagano i più deboli e se li godono i più forti. E un conto è se le differenze del mercato del lavoro le gestiscono i contratti collettivi, un conto se lo fa il mercato.