Dieci anni fa, quando la segretaria generale allineò la Cisl a sostegno del Sì in un referendum sulla conferma di una riforma costituzionale approvata dalla sola maggioranza di governo, eravamo stati facili profeti a prevedere la vittoria del No: perché a Via Po 21 parlano molto di politica ma ne capiscono poco, pensano che la qualità più importante in politica sia saper puntare sul cavallo vincente e poi scelgono puntualmente quello perdente. E dunque, se si schierano da una parte, è probabile che il successo vada all’altra.
Anche questa volta una segretaria generale della Cisl si trova davanti a un referendum su una riforma costituzionale approvato dalla sola maggioranza di governo, ma con una differenza: allora Renzi disse “se perdo mi ritiro dalla politica…” per puntare tutto sulla politicizzazione e la personalizzazione del voto (e dieci anni dopo è ancora lì e ha anche imbarcato la signora Anna Maria delle Poste); questa volta la più cauta Meloni ha impostato la partita in termini opposti: “comunque vada, io non me ne vado” (e intanto ha già imbarcato il dottor Sbarra dell’Anas).
Di conseguenza, anche l’allineamento della Cisl al governo in carica pro tempore deve essere diverso: nessuna chiara indicazione di voto, se non quella di andare a votare. Che poi è quello che interessa al governo (secondo i sondaggi, tutti da verificare alla prova dei fatti, perché vinca il Sì l’affluenza non deve essere bassa).
Intanto, dopo essersi seduta in prima fila alla riunione della Sinistra per il Sì, la segretaria generale ha occupato la stessa posizione alla riunione con il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, del comitato Sì riforma. Prendendo posizione con il sedersi invece che con il parlare (questa è anche l’interpretazione dei giornali che la intervistano più spesso, cioè quelli di destra).
Il che ci fa prevedere che la vittoria, anche questa volta, dovrebbe andare al No. Ma senza che nessuno ne tragga le conseguenze, né al governo né tanto meno nella Cisl.
Grazia La Terza per il9marzo.it
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AiCisl
Voi qui siete solo dei detrattori: La nonna è nella Commissione intergruppo su intelligenza artificiale. Il segretario di latina è uno dei massimi esperti mondiali di anche al centro studi ci sono direttori che fanno invidia a Sam Altman
La Cisl condivide l’appello alla coesione lanciato dalla premier Meloni di fronte a una crisi internazionale che destabilizza gli equilibri globali e le economie nazionali». È quanto sottolinea in una nota la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, commentando l’intervento del Presidente del Consiglio al Senato.
«Il conflitto in Medio Oriente e la guerra in Iran stanno già avendo ricadute pesanti sul piano sociale e produttivo. Lo spirito di unità richiamato dal Presidente del Consiglio rappresenta un riferimento importante anche per le scelte economiche dei prossimi giorni», osserva la leader della Cisl.
«Bisogna costruire nella corresponsabilità soluzioni condivise tra istituzioni e parti sociali per salavaguardare occupazione, sostenere famiglie, salari e pensioni, supportare le imprese energivore. Occorre contrastare le speculazioni e mantenere sotto controllo prezzi e tariffe. Il Paese deve stringersi in un progetto comune che ponga ognuno di questi tasselli dentro una complessiva e nuova politica espansiva di tutti i redditi, quale nucleo di una più generale intesa che rilanci tutele e protagonismo del lavoro, generi innovazione, crescita e coesione, elevi efficienza e produttività di sistema», conclude Fumarola.
SE VINCE IL NO…
Intanto…
Dirigenti di valore come Ada Paletta, segretaria generale della Femca a Roma sono passati, dopo le epurazioni violente subite, all’Ugl Chimici (è stata subito inserita nel coordinamento nazionale).
Ex segretari confederali (e generali di categoria) come Giovanni Luciano sono diventati, invece, dirigenti nazionali della Confsal.
Sempre in Femca non va dimenticato Antonello Assogna, epurato persino nell’esilio presso la Fondazione Tarantelli, rimandato in azienda dalla Garofalo con una settimana circa di preavviso, che è diventato il consigliere principe della segretaria generale della Uiltec Piras.
E’ da monitorare la situazione in Romagna, a partire dal Petrolchimico di Ravenna, di passata osservanza giorgiograzianiana, dopo recentissima violenta e improvvisa epurazione dalla segreteria nazionale del segretario nazionale Lorenzo Zoli.
E se Zoli piange, lo sbarriano-tosco calabrese Rizzuto, privato di gran parte delle deleghe, a partire da quella organizzativa, non ride.
Non parliamo della Fai, perchè con quella che ormai è la terza organizzazione del settore, sarebbe come sparare sulla crocerossa, ma pensiamo alla Filca (mancata sposa, lasciata sull’altare congressuale…)
Nell’organizzazione che ancora non ha completamente assorbito (nonostante le apparenze) i postumi delle indagini e delle condanne rispetto all’ndranghera a Torino, (terra complicatissima per la Filca fin dagli anni Novanta durante la segreteria generale di Raffaele Bonanni) sembra registrarsi le perdita di centinaia di iscritti e dirigenti (veri).
Questo in varie zone, sia contigue a Torino che nell’Italia centrale, Toscana in primis.
Sempre in Toscana dirigenti di valore della Fisascat Cisl, legati a diocesi e a pastorali del lavoro, sono passati recentemente alla Filcams Cgil.
Lauria non si è portato certo dietro le masse che credeva, ma un po’ di iscritti/militanti/formatori verso il sindacalismo di base li sposterà, magari usando la sua neonata associazione.
Insomma Fumy può sedersi dove vuole e con chi vuole, ma al di là di proclami che fanno sorridere sugli iscritti autocertificati (anche quelli della Filca?) sposta solo i parenti.
Che ci sono in Cisl, a partire dalla sorella, ma sono certamente meno di quelli di Gigi Fratelli d’Italia Viva Salvini Ministro del fare, Sbarra.
questo anonimo conosce un sacco di cose ed è condivisibile quando parla degli effetti prodotti e del mondo dei sogni dove vivono i nostridirigenti….mi permetto un distinguo,quelli che sono passati ad altri sindacati non sono migliori di questi oggi,magari potevano restare fino in fondo per una battaglia vera.Uno per tutti Giovanni Luciano risulta alle cronache come uno che ha fatto fuori un sacco di gente anche innocente e non hanno certo trovato ristoro in altri sindacati.Cio non toglie che come scrive l’anonimo informato molte strutture stanno marcendo e la responsabilità ultima e dello stradino calabrese e della signora delle acciaierie che adora la meloni,oltre ai nani e alle ballerine che hanno creato in questi anni
3 tipologie di chi va via
Il distinguo è un altro:
1) chi è passato
ad altro sindacato perché cacciato durante la purga permanente avviata dalla nonna, ha tutte le ragioni. E in fondo la Cisl preferisce che gli ex dirigenti vadano ad altre organizzazioni (per poter confermare quanto di peggio ha divulgato su di loro).
2) Chi è andato ad altri sindacato di punto in bianco per furbizia e convenienza é in una condizione peggiore ma non è che quelli che restano per gli stessi motivi siano migliori.
3) Del resto le epurazioni della nonna e le successive hanno colpito persone che sono uscite senza approdare a nessun sindacato. Questi ultimi sono quelli che la Cisl perseguita ancora perché con la loro coerenza non aiutano le narrazioni su di loro che la macchina del fango ha fatto partire.
Per il sì ma che non si sappia……..
In tutta italia i gruppi dirigenti cisl alle iniziative per il SI. Un capolavoro: non è un dramma il sostegno al Si, é penoso che lo facciano di nascosto uscendo pubblicamente con “andate a votare”. É penoso che anche con un gruppo dirigente servile, non abbiano neanche finta di farlo discutere. Alcuni nelle chat dicono che voteranno per il No credendo che non ci saranno screenshot senza sapere che la delazione è come nei regimi o nella criminalità, la merce più ricompensata.
Un presidio contro il linguaggio d’odio e a favore della libertà di espressione. Si è tenuto ieri a San Giobbe, a Venezia, dopo le tensioni esplose la scorsa settimana durante l’incontro tra alcuni studenti di Economia e il leader di Azione, Carlo Calenda. Il senatore era stato contestato dal collettivo Sumud, che aveva rivolto contro l’ospite il gesto della P38.
Al presidio di ieri erano presenti circa tredici dirigenti della Cisl Veneto: il segretario generale della Usr Paglini, la struttura veneziana con Zanocco, la Filca e la segreteria di Treviso. Delle altre Ust e categorie nemmeno l’ombra.
Un quadro che restituisce l’immagine di una Cisl regionale sempre più divisa e che continua a perdere pezzi. Paglini appare ormai come una figura eterodiretta da Zanocco, che sembra tirare le fila dell’organizzazione. E pensare che proprio il suo “genio” avrebbe dovuto ricompattare il Veneto, oggi invece sempre più spaccato, con molte Ust e diverse categorie che hanno ormai compreso la deriva “Fimmina”, orchestrata dal segretario lagunare insieme al nazionale veronese della Fim, Nobis.
Lo avrà capito anche Daniela? Oppure la nostra segretaria continuerà a fidarsi di chi davanti la benedice e dietro la accoltella, pur di vivacchiare e difendere i propri interessi di bottega?
Questa è oggi l’immagine plastica di una Cisl del Veneto che sembra ormai il pallido e brutto ricordo di ciò che è stata e di ciò che potrebbe davvero rappresentare.
Zanocco é sempre stato così. Non se ne erano accorti né Fanecco, né Aldrighetti né Bentivogli a loro spese. É un adulatore professionista e questa rappresenta una virtù molto amata dalla nonna, dai fratelli di sbarra e da Daniela. Lo ha capito tardi Refosco e ancora più tardi Rota. Zanocco é ancora manovrato da Baretta. Allo stesso tempo é pensionabile da 4 anni e pretende l’Fnp dove è accolto con favore dal Pezzani su suggerimento della consigliera Roncone. Parla a nome di Paglini quasi a fare intendere di essere stato il regista di tutti i tramacci organizzati in veneto dopo il suo rientro a venezia.
Caro anonimo delle 12:01, mi vien da dire che hai scoperto l’acqua calda. Paglini non è eterodiretto da euuia, è manovrato come una marionetta da questo. Ogni mossa in veneto la decide l’ex fimmino. E tutti se ne sono accorti, comprese le impiegate dei caf. Mi viene da dire che si stava meglio quando si stava peggio….
Dicono che anche a roma era sempre in osteria. a fare tramacci.
Quel che e’ capitato a verona pre e post consultazioni ha in zanocco e paglini due assoluti protagonisti. E pensare che veghini di loro si fidava ciecamente……………
che è successo per curiosità nella patria di Veghini (ultrasbarriano) e, soprattutto, dell’astro nascente segrerario di Usr Luca Mori? Ci illumini?
Chi ha sperimentato la compagnia dei Veneti sa bene quanto essi siano affidabili. Son Gondolieri e, poiché ghe piace el vin…procedono, come usano dire in agricoltura, a sciacqua barili. Triste è colui che osa girare loro le spalle. Sarà la tradizione bizantina ? …Venezia come Bisanzio.
fa davvero piacere leggere un po del veneto,sembra che se ne sappia piu a roma che la in alto….certo chi scrive finalmente non solo dimostra di sapere le cose,penso che tutti i veneti le sappiano ma da buoni polentoni tacciono….nel senso buono sono protettori della loro regione….ma avere certo gruppo dirigente fa male al sindacato e come dice qualcuno chissa che la fummarola si consigli anche da altre parti. Primo il segretario generale usr…sarebbe quel paglini grande comunista del passato che voleva la federazione autonoma dei bancari e portava la sua gente a fare le pratiche alle acli…quello che all’ultimo congresso ha fatto fuori la sua migliore amica dei bancari per sostenere altre tesi quello che va in giro a blatterare di tante cose….forse pensa gia di essere in segreteria generale a roma..Zanocco,quello che come si dice qua a tradito tutto il possibile,per poi tornare a casa e continuare a tradire a destra e sinistra dicono anche a casa…. ( ….. ) ….alla faccia come scrive qualcuno dei rota e dei refosco,questi davvero sono infinitamente peggio,perche essendo mediocri si circondano di mediocri e il sindacato va allo sfascio….infatti nelle ust provate a guradare chi si siede sullo scranno piu alto…..”che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi…”william shakespeare
I veneti sono così. Ricordate quando la Porto (sostenuta dalla nonnetta) organizzò il ribaltone al congresso della Cisl di Padova Rovigo. Bonanni che era generale fece finta di reagire e poi ci rimase sotto.
quello che l’amico sopra non sa è che nel frattempo il capo usr veneto da comunista è diventato o leghista o fascista….della serie non tanto per scelta ideologica quanto per stare molto vicino al potere e oggi il potere è a destra….non perde occasione per sperticarsi in complimenti alla destra poi al massimo fa una conferenza stampa per dire che ci sono i morti sul lavoro,per dire che si insomma si rischiano posti di lavoro ma la partecipazione risolvera tutto e alla fine guai chi parla degli ultimi,dei poveri,di chi non arriva a fine mese….inoltre se questo governo a volte fa scelte impopolari è colpa della guerra dell’europa insomma degli altri….ovviamente i suoi cortigiani applaudono,ma gli iscritti vanno da altre parti….si potessero vedere i numeri veri delle varie categorie e territori….tutto sotto silenzio chiusura ermetica….
Quindi da quasi tutti i commenti di questo post emerge un’immagine dei Cislini veneti da film degli anni ’70.
Ostregheta ciò!
Nelle altre regioni, da sud a nord invece tutti cuori di leone!?!
Facciamo finta di crederci..
Paglini preme per un salto in confederazione, ma i giochi sembrano fatti. Fumarola punta su Colombani, costringendo Massimiliano a ‘ripiegare’ sul ruolo di Generale in First. Una caduta decisamente morbida, considerando il prestigio dell’incarico…
Alla Fummarola un veneto spaccato va benissimo. Ha usato le mezze tacche per renderlo ancora più frantumato e debole. Così lei potrà governare indisturbata senza dover far accordi con questi quattro polentoni. Lei li conosce bene e sa che questi ragionano solo con la panza
il guaio di questi mostri da poltrona è che stanno scegliendo ventenni sulla base del loro format. Purtroppo
e per fortuna un ventenne che si affaccia alla cisl é ormai un somaro a scuola o uno che non ha voglia di lavorare.
I little euiua ci sono, amano le trattorie e sono misogini e razzisti. Nulla a che vedere con i vecchi sindacalisti…sic…
tutte le categorie sono più o meno pronte a ribaltoni. la pescivendola ha più opzioni ovunque. Dopo la lealtà non si premia più neanche la fedeltà ma l’infedeltà dei buoni/e a nulla pronti a tutto. Derelitti che 10 anni fa non avrebbero fatto neanche le rsu all’acea.
Anonimo delle 22,35, forse il film che state guardando del resto d’Italia, rispetto al Veneto, vi appare diverso perchè lo guardate dai 90 gradi.
E credetemi, saper reggere i 40-50,gradi della grappa e apprezzare la polenta non è così peggio rispetto agli “ossequi segretario” e ai tanti inchini empi spesso di “voltaggabbanismo” presenti dalla Romagna in giù.
Se dopo parlate di singoli, vi vengo dietro, ma da veneta doc, vi rimando al mittente tutti i giudizi pregiudiziali nei confronti della “categoria”.
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Il Veneto è molto peggio di quel che si può pensare. Questa maggioranza attualmente è tenuta con lo sputo. Tutto perché va bene a Daniela. Treviso e belluno per esempio, dove il segretario Orru è privo di maggioranza, tenuto in ostaggio da tutti e puntellato da un operazione che ha visto la defenestrazione di Franzo in filca Veneto, dopo soli dieci mesi dall’elezione, per fare spazio a Potente, oggi pure reggente in categoria sul territorio di Treviso Belluno, perché considerato più affidabile e soprattutto perché uomo di Paglini. Ma quanto durerà ancora questo circo?
Si potrebbe guardare anche al Piemonte, magari alzando il tappeto. Tra la polvere anche la questione Filca ….
il veneto spaccato cè dai tempi di santini e baretta,fa comodo a tutti specie a quelli del sud che sanno gestire il potere amicale,tanto non hanno altro da fare nella vita(sindacale)…tanto è vero che il penultimo segretario generale tale stradino anas viene da una regione che ha milioni di iscritti alla cisl….sic…e l’ultima segretaria sua fedele pupilla da una regione che certamente ha qualche decina di milioni di iscritti….
A detta di Euuia con l’operazione Mori in segreteria regionale Cisl le due sinistre interne si sarebbero ricompattate e anche il Veneto. Ma così non è stato e prima o poi i cocci saranno raccolti. A meno che non abbia ragione chi mi ha anticipato. Un Veneto in frantumi fa solo il gioco di Daniela e dei suddisti. Un giro il nord l’ha saltato, stante così le cose ne salterà anche altri due.
Zanocco non ha mai nascosto di essere di estrema destra.
poi per motivi di cadrega aiuta Baretta che a sua volta ha mollato Ragazzini per avvicinarsi a Graziani e Morese. Anche alle comunali a Venezia ha aiutato Baretta che non superò il 29% ma in cuor suo avrebbe votato Brugnaro. Baretta ha 80 anni ma vuole qualche fondazione.
Anche in Fim Cisl può scegliere tra Petrasso e D’Alò. il pensionabile Uliano fa il pugno alzato e dice che voterà no al referendum ma è esattamente come Petteni che (come disse Uliano stesso) era interista ma diventò dell’atalanta per sedersi vicino al sindaco di turno. Di nascosto anche in Fim lo chiamano zerbino.
La famiglia Cnel bosco
Vedendo il convegno del Cnel su Biagi. La famiglia Cisl-Cnel-Adapt-CL-FDI si capisce ancora di più incazzatura della famiglia Biagi. L’utilizzo di una persona nobile di animo e di grandi capacità come Biagi per occupare posti e poteri é ignobile.
E per di più con una sala del Cnel con ampi spazi vuoti e quasi nessun cislino presente. Presenze fatte per i social che lasciano il tempo che trovano
la famiglia cnel bosco
è perfetta
Aveva ragione il 9marzo.
La Cisl, e la Fumarola ancora di più, stava, come quasi sempre le accade negli ultimi anni, dalla parte sbagliata.
Un’Italia adulta
E’ la frase che venne utilizzata dal quotidiano dei vescovi Avvenire per prendere in giro il “dossettiano” Romano Prodi, definitosi cattolico adulto.
Il titolo fu pubblicato all’indomani del Referendum sulla procreazione assistita dove i vincitori (in quell’occasione c’era il quorum) furono due: l’astensione e il cardinale Camillo Ruini.
Possiamo, con la grande vittoria del No riappropriarci di questa frase (e anche Avvenire e la Cei sono per fortuna molto cambiati…)
Ieri e oggi, con un’affluenza di quasi il 60%, l’Italia ha dimostrato di essere adulta e di saper preservervare una Costituzione e un assetto dei poteri che sono il frutto dell’antifascismo, della Resistenza e della convialità di culture costituenti, molto diverse, ma integrate nel testo fondamentale.
Grazie a tutti/e, io sono felice: abbiamo detto, scritto, gridato No per dire dei Si’, alla democrazia, all’equilibrio, alla speranza.
Ora che ha vinto il No cosa farà la d.ssa Daniela? A chi si rivolgerà per chiedere alla Fim chi mettiamo? Pare che anche il Giggi sottosegretario sia colpito da una sorta di ostracismo dall’organizzazione. A dirlo è sostenerlo vigorosamente è un ex segretario Nazionale, ai tempi di Cianfoni, ed ora plenipotenziario, con rancore a fiumi, del reggente, meglio commissario con maschera da reggente in Fai! Il rapporto tra cgil e uil è sempre consolidato e la cisl? Peccato che le organizzazioni in Cisl siano in mano di ….. buona fortuna
Forse il pugliese farebbe bene a non fidarsi di certi soggetti abituati a servire il padrone di turno per poi pugnalarlo alle spalle rinnegando il passato… qualcuno gli aprirà gli occhi prima che sia troppo tardi?