Ve la ricordate la signora Anna Maria delle Poste che definiva “chiacchiere, fandonie e illazioni” i servizi di Report sulla Cisl firmati dall’ottima Claudia Di Pasquale? E ve lo ricordate il dottor Sbarra dell’Anas che, in risposta alle domande della giornalista, la minacciava avvertendola che “se lei insinua facciamo parlare gli avvocati”?
Ecco, gli avvocati di Via Po 21 parlano, poi però parla anche il giudice. Parla e decide. E, come successo quando hanno agito contro di noi, chi promuove cause senza fondamento poi paga le spese.
Come annunciato da Sigfrido Ranucci, “il tribunale oltre a riconoscere la bontà del giornalismo di Report, ha condannato la Cisl a pagare le spese che ammontano a circa 25 mila euro”. Una somma alla quale andranno aggiunte altre voci, per un totale ancora una volta superiore a 30 mila. Come per noi.
Perché alla lunga si vede cosa se certe domande erano “chiacchiere, fandonie e illazioni”, o “insinuazioni” oppure domande fondate alle quali non si era voluto rispondere. Come quelle sull’assunzione presso l’Anas del dottor Sbarra o i contributi in eccesso versati dalla Cisl all’Inps (che l’Istituto ha respinto) per la signora Anna Maria.
il9marzo.it
TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi e ha dovuto pagare le spese.