De Bello Gallico, e altre precisazioni

Da un paio di giorni si è scatenata, nello spazio dei commenti, una discussione nella quale entriamo solo per precisare qualcosa di necessario, fermo restando il diritto di tutti ad esprimere le loro posizioni e il nostro impegno a non censurare nulla, esclusi gli insulti.

La prima precisazione riguarda il caso di una persona che ora non nominiamo per i motivi che spieghiamo più avanti ma che tutti quelli che ci leggono sanno bene chi è. Un anno e mezzo dopo essere stata licenziata dalla Fai, ha trovato lavoro presso un’altra organizzazione. Il che ha dato lo spunto a qualcuno (che comunque ringraziamo per aver voluto esprimere le sue idee attraverso il nostro sito perché questa è la nostra ragion d’essere) per rimproverarci di aver taciuto queste circostanze mentre avremmo attaccato “con odio” Giuseppe Gallo, aggiungendo (cosa che non c’entra nulla) che già la Fisba, trenta o quarant’anni fa, avrebbe fatto, politicamente, lo stesso con Carniti.

Partiamo dalla persona che tutti sappiamo chi è. Noi abbiamo parlato, e parleremo ancora, del suo licenziamento facendo il nome suo e di chi l’ha licenziato, cioè sua eccellenza il dottor Sbarra dell’Anas, perché quell’atto di rappresaglia politica, motivato esplicitamente in termini di punizione politica (“non si esulta alle dimissioni di Bonanni”, “non si risponde alle provocazioni di un segretario nazionale trombato dal congresso” e altro ancora), è e resta uno scandalo politico dentro alla Cisl, una dimostrazione che l’organizzazione è finita in mano a pseudo-sindacalisti; così come sono stati e restano scandali politici il commissariamento della Fai per un libero voto e l’espulsione di Fausto Scandola per aver detto la verità sul fatto che molti, compresa sua eccellenza il dottor Sbarra dell’Anas, si erano dati stipendi molto più alti del lecito indicato dal regolamento.

Il fatto che la persona licenziata abbia ora accettato un’offerta di lavoro (che gli è stata fatta per la stima ed il credito guadagnato in decenni di lavoro nella Fai, a smentita del fango sparso su di lui ed altri dall’illegittimo commissario) è un suo fatto privato. E noi qui non parliamo di fatti privati, altrimenti diventiamo un sito di gossip.

Certo, le scelte personali di uno, pur insindacabili, possono dispiacere a qualcun altro. Ma c’è chi ha diritto di dispiacersi, e forse l’anonimo commentatore è fra questi, e chi no. Chi ha collaborato, attivamente e/o passivamente, a quel licenziamento, non ce l’ha. Ad esempio, i segretari regionali della Fai pensino al loro documento del 9 gennaio 2015, quando avrebbero potuto dire la loro contro un licenziamento non ancora esecutivo, ed invece preferirono cantare in coro “battiam battiam le mani, arriva il commissario”. Che, subito dopo quell’infame coretto, procedette al licenziamento. Ora, almeno, abbiano la decenza di non alimentare pettegolezzi.

Quanto all’ “odio” per Gallo e quello per Carniti di cui ci si accusa, si tratta di un’affermazione talmente grottesca che si smentisce da sola.

Visto però che l’anonimo commentatore accosta due persone così diverse, ci permettiamo di osservare che ai tempi di Carniti la Cisl aveva non una ma due riviste, (“Progetto” e “Contrattazione”), due centri studi (oltre a Firenze c’era Taranto), vari centri di ricerca attivi non solo sulla carta (il Cesos e l’Isril, per dire, non erano mica quelli di ora) oltre all’ufficio studi e a tanto altro ancora. Ma a Carniti non è mai venuto in mente di mettere tutto sotto la stessa persona. Come invece Via Po 21 sta facendo.

La differenza sta nel fatto che ai tempi di Carniti, ma anche di Storti se è per questo, si apprezzava che ci fossero nuove idee, che giovani studiosi portassero il loro contributo di innovazione e mettessero in discussione i vecchi, che si sperimentassero strumenti di formazione innovativi anche a rischio di sbagliare e che la pluralità interna della Cisl avesse vari canali per esprimersi. Ora si fa il contrario: all’insegna di un centralismo democratico di terza mano combinato ad un modello organizzativo di tipo feudale, si accentra tutto e si dà tutto in mano a persona di fiducia. E questo è un problema politico, non un fatto personale di qualcuno (quanto ai giovani studiosi di allora meritoriamente promossi da Carniti, dopo aver rottamato i vecchi sono diventati irrottamabili. E anche questo è un problema politico ed un freno all’innovazione).

Infine, ricordiamo che di Gallo ci siamo già occupati, indirettamente, raccontando come si sono svolti certi congressi della Fiba ai tempi in cui era segretario generale dei bancari. In particolare, quello in Trentino, in data 2 marzo 2013, passato alla storia per aver introdotto, in via di fatto, la modalità del “voto telefonico”, sconosciuta a statuti e regolamenti. Aspettiamo di capire perché, a fronte di queste evidenti violazioni statutarie e scarso senso del ridicolo, la Fiba non è stata commissariata, mentre la Fai lo è stata per ritorsione contro il libero voto del suo congresso.

Di questo parliamo e parleremo ancora, perché sono scandali politici. Per i fatti personali, per il gossip senza possibilità di contraddittorio, potete frequentare i corridoi di Via Po 21.

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10 Commenti - Scrivi un commento

  1. A quei tempi, Carniti diceva della Uil che “non è un sindacato, ma uno stato d’animo”. Ora, se la Uila continua a portare via pezzi della Fai, finisce che ad essere ridotta ad uno stato d’animo è la federazione consegnata a Sbarra.

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  2. Indipendentemente da dove Bianchi viene impiegato nelle uila resta il fatto che il pragmatico mantegazza continua a fare acquisti coi saldi della cisl e della fai. Dieci anni fa la uila era poca cosa ma oggi si può ben dire che è il primo sindacato agricolo in Italia per numero di iscritti e per la qualità dei Dirigenti nazionali.
    Quanta formazione sprecata se oggi i Dirigenti della Fai sono quelli che essa ha in sicilia, calabria, campania, emilia, lombardia, piemonte, lazio e sardegna senza dimenticare puglia e basilicata.
    Il compianto prof Costantini insieme a Mario Grandi si rivoltano nella tomba e l’ottimo Aldo Carrera si arrabatta come può alla Fondazione Pastore fino a quando anche lì arriverà il pluridecorato Giuseppe Gallo il quale può essere bravo quanto si vuole (e io credo che lo sia) ma con tutti quegli incarichi forse qualcuno aspetta soltanto che ne rimanga schiacciato. Ma forse ai vertici quegli uffici consegnati a Gallo sono soltanto toponomastica vuota. Povero Mario Romani !
    A noi iscritti forse resta soltanto pregare per la cisl lo Spirito Santo…

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  3. ricordiamoci che il Gallo è un banchiere infatti è da alcuni anni nel Cda di Banca Commercio Industria.
    Non è in conflitto con tutti gli altri incarichi??????????????????????????????.
    Lo statuto non prevede per chi ha incarichi in Cisl la incompatibilità con altri incarichi in funzioni private e di che società private (una Banca forse da cui era dipendente?)-
    Doveva dare le dimissioni sin da quando era stato nominato direttore del Centro Studi o per statuto doveva perdere la carica sindacale, o no? così dice lo Statuto e relativo regolamento.
    Ma forse in questo caso la Banca è una associazione Cisl????
    Oppure gli incarichi in Cisl non sono più incompatibili.
    Neanche quelli politici visto cosa fanno sempre dalle parti dove c’era Gallo.
    Allora eliminiamo sia statuto che regolamento.
    Dell’incarico erano al corrente tutti da Bonanni alla Signora che seguiva i bancari ed è al corrente della fase polemica in Fiba per tale incarico.(ma adesso tutti fedelissimi della Signora)
    L’ex segretario generale che diventa banchiere e sindacalista contemporaneamente.
    roba mai vista e avanti con le pensioni i doppi stipendi e 5 incarichi e poi fanno il codice etico ma ……………….
    W la Cisl

    ———————————————-
    In questo commento si fa riferimento ad una situazione di incompatibilità che non ci è possibile verificare. Siamo disponibili a pubblicare, con la stessa evidenza, precisazioni o smentite dagli interessati.

    https://www.il9marzo.it

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    1. Gallo da segretario generale Fiba ebbe una deroga speciale e antistatutaria dall’amico Bonanni in quanto eletto nel Consiglio di Amministrazione di Banca Etica (anche se lui aspirava a fare il presidente ). La cosa suscitò qualche polemica ma poi in Fiba passò e gli fu concessa alla faccia delle incompatibilita’.

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  4. I conti finora non mi tornavano (causa ovvia la mia ignoranza) ma adesso che ho saputo, la carica che riveste il GALLO, tutto probabilmente si spiega perché, non dimentichiamoci le volte che la stampa ha scritto che con Bonanni la cisl si era trasformata in una Holding addirittura internazionale; allora viene da pensare che il lavoro vero (ma che non può apparire) è relativo a questo aspetto più che a quello dichiarato sul quale comunque manifesto le stesse perplessità dell’anonimo che mi ha preceduto. Non escludo comunque che i grandi intelligentoni hanno creduto di superare tutti gli ostacoli semplicemente iscrivendolo, se non lo era già , alla CISL.

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  5. Avanti così e saremo sommersi di ringraziamenti; ho saputo di territori che quasi interamente sono passati o si apprestano a farlo, armi e bagagli alla UIL senza contare quelli che vanno, in ordine sparso.

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  6. scusate ma la notizia è certissima.
    basta andare su google e scrivere giuseppe gallo consigliere di amministrazione di Banca Commercio Industria
    e vi compaiono varie videate tra cui quella del 26.3.2014 dell’Eco di Bergamo che elenca i consiglieri di amministrazione della Banca.
    la notizia non è possibile di smentite e gallo se non erro era già a capo del centro studi e poi………………………….
    incarichi su incarichi in cisl.
    siamo persone serie e amanti della verità e basta.

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  7. Per non sbagliare vi mando copia della’articolo, ma la conferma la trovate sul sito della banca alla voce management, come vedete gallo è in carica per il triennio 2014/2016.
    grazie

    Popolare Commercio e Industria
    Cda: Alberto Barcella presidente

    Approvato il bilancio per l’esercizio 2013 Nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 2014 – 2016 Alberto Barcella Presidente Milano, 26 marzo 2014 –

    L’assemblea della Banca Popolare Commercio e Industria (Gruppo UBI Banca), riunita martedì ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2013, chiuso con un utile netto di 36,5 milioni di euro e la distribuzione ai soci di un dividendo di complessivi 34,4 milioni di euro, corrispondenti a un dividendo unitario di €0,038626 alle 889.667.112 azioni in circolazione.

    Al 31/12/2013, il patrimonio, al netto dell’utile di periodo, è pari a 1.169 milioni di euro. Il rapporto tra il patrimonio di base e il totale delle attività di rischio ponderate (Tier 1) è pari al 25,03%.

    L’assemblea ordinaria ha inoltre nominato il consiglio di amministrazione che era giunto alla sua scadenza naturale e che, per il triennio 2014 – 2016, risulta composto da Alberto Barcella, Livio Strazzera, Silvio Albini, Marco Agliati, Alberto Majocchi, Maria Giovanna Mazzocchi, Giovanni Frau, Giuseppe Gallo, Carlo Porcari, Felice Scalvini, Antonio Trotta.

    Il cda ha nominato alla carica di presidente Alberto Barcella il quale, attualmente, è consigliere delegato della B.M. Industria Bergamasca Mobili S.p.A., presidente della B.M. Polka Sp. zo.o., consigliere delegato della Mobili Barcella S.p.A. e consigliere di amministrazione delle Cliniche Gavazzeni Humanitas S.p.A.

    In precedenza, il presidente ha ricoperto numerosi incarichi tra cui, dal 2009 al 2013, presidente di Confindustria Lombardia e, dal 2005 al 2009, presidente di Confindustria Bergamo. Alla carica di vicepresidente della banca è stato nominato Livio Strazzera che ha ricoperto numerosi incarichi in banche e assicurazioni.

    Il nuovo cda ha ringraziato gli amministratori uscenti, il presidente, avv. Giuseppe Calvi, e Diana D’Alterio, Maria Luisa Gota, Maria Licia Ferrarini, Giovanni Iudica, Domenico Palmieri, Flavio Pizzini, Riccardo Ravizza, Lino Tedeschi, Matteo Zanetti, per l’impegno speso nel periodo di durata del proprio mandato.

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  8. ci siamo dimenticati di dirvi che anche il sig. Giacinto Palladino segretario nazionale First è un banchiere essendo nel Cda di banca Etica. Qualcuno gli ha dato la deroga come per Gallo? e se si a che titolo visto che è consigliere da 3 anni? Lo statuto non ha un articolo specifico che dice che un dirigente sindacale non può essere menbro di un consiglio di amministrazione di azienda privata privata o pubblica che sia tranne le aziende della Cisl o nate per accordi sindacali vedasi consigli dei fondi o delle casse o gli enti bilaterali? Perchè questi possono tutto e nessuno interviene. E poi questo è a capo della Fiba social life che si batte per la legalità, se l’esempio viene da lui, addio.
    Dove è la Ventura? di tutto la Signora capa è al corrente da tempo. Perchè non dicono nulla?
    sempre w la cisl

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