I padri di famiglia licenziati, i figli degli amici assunti

Pubblichiamo un’altra bella lettera dalla periferia della Fai (da dove le cose si vedono meglio), di cui ci assumiama la responsabilità dopo aver controllato che le circostanze di fatto di cui si parla rispondono a verità

L’ingiustizia sociale e l’irresponsabilità dei dirigenti

Vi rivolgo una domanda che dovrebbe avere una risposta semplice … Che fine ha fatto il vero sindacato quello di Giulio Pastore e Mario Romani?

Il sindacato, nasceva per tutelare il lavoratore e proteggerlo dalle ingiustizie sociali e invece oggi è, esso stesso, l’arteficie di tanto malcontento sociale e di difficoltà economica dei lavoratori. La vostra azione sta diventando ed è sempre stata una battaglia di poltrone e di interessi economici, lontana anni luce dal vero sindacato che dovrebbe essere onesto, libero e giusto.

Il sindacato, come lo avevano pensato e voluto Mario Romani e Giulio Pastore, doveva essere l’alleato del lavoratore con il quale si combatteva in prima fila per poterne garantire la giustizia sociale e per difendere la dignità della persona come dice anche lo statuto della Cisl.

Oggi questo succede? La Cisl opera in questo senso? A malincuore devo affermare che il sindacato non c’è più, sta vivendo una profonda crisi e sta perdendo giorno dopo giorno la fiducia dei lavoratori, i quali non  si vedono più rappresentati, le parti sociali non si curano più del benessere collettivo dei lavoratori ma del singolo, premiando e difendendo solo alcuni, anche senza capacità e qualifiche. Vengono  così meno due grandi valori:  la meritocrazia e la democrazia del sindacato .

Qualche giorno fa avete scritto dell’epurazione che sta facendo il commissario nella federazione e avete anche parlato delle nuove assunzioni a tempo indeterminato nei Fondi, dove sono stati assunti i figli di dirigenti di via Po, i cui cognomi sono ormai noti (perché collocati chi da una parte e chi dall’altra ma uniti dallo stesso cognome). Proprio su questo argomento ci sarebbe molto da scrivere, è ormai palese che il sindacato si preoccupa solo di alcuni e questo provoca in me una grande delusione…io che ho vissuto gli anni delle vere battaglie sindacali dove spesso i dirigenti sindacali ci mettevano la faccia per difendere i nostri diritti, era un sindacato sicuramente più corretto.

Come avete già scritto, il nostro commissario si sta occupando esclusivamente di fare “pulizia” nella Fai allontanando alcune personalità che hanno fatto la storia della Fisba e della Fai, mentre nel frattempo aiuta qualche suo stretto collaboratore di via Po a piazzare nei fondi sanitari i figli.

A questo punto mi chiedo :”caro commissario non era forse il caso che prima di assumere altri, si cercasse di  stabilizzare quelli che da tempo lavorano nella federazione senza un contratto a termine?  Non sarebbe giusto che la Cisl iniziasse a premiare la meritocrazia e la buona volontà del lavoratore in generale  e non solo i figli dei tuoi amici?”

La meritocrazia è  ormai un utopia per l’intera organizzazione e con questa dirigenza (che non si può definire tale) non verrà mai premiata.

Invito tutti i lettori, i lavoratori della nostra categoria e della Cisl, a riflettere e capire se è ancora possibile credere e pagare tessere a un sindacato che di fatto non esiste più ed  è il frutto delle ingiustizie sociali nelle sue stesse strutture.

Si deve ripensare una Cisl come era stata voluta da Pastore e Romani, una Cisl che pensi al lavoratore e al suo benessere collettivo per migliorarne le condizioni e che non si limitasse a pensare al sindacato solo in termine d’iscritti e quindi solo in termini economici, perchè il lavoratore è prima di tutto una persona, con una propria dignità, che la Cisl dovrebbe rispettare e garantire per tutti e allo stesso modo, senza preferenze.

Condividi il Post

Commenti