Fra sei mesi si riparte da zero?

Se non è bastato un anno per far celebrare il congresso di fine commissariamento della Fai, potranno bastare altri sei mesi?

Fra un mese scade il mandato del commissario, nominato per ritorsione contro il libero voto del congresso della Fai, che aveva respinto lo scioglimento della federazione come aveva deciso Bonanni e come aveva confermato la Furlan.

Di regola, il mandato del commissario sarebbe prorogabile solo eccezionalmente, e per ragioni particolari. A differenza del dittatore dell’antica Roma, che assumeva i pieni poteri, durava in carica sei mesi e non era prorogabile, nella Cisl il mandato dell’uomo con pieni poteri dura un anno, tuttavia se al termine la fase congressuale non arriva a compimento, ma comunque è stata avviata, l’esecutivo può concedere (come massimo) altri sei mesi. La stessa proroga può essere concessa nel caso in cui persista la situazione che ha portato al commissariamento.

In questi undici mesi, lo Sbarra tutto ha fatto tranne che preparare il congresso al termine del quale dovrebbe levare il disturbo.

In compenso, ha già detto che intende chiedere la proroga. Con il consenso unanime dei segretari regionali. Eppure non ricorre nessuna delle ipotesi che legittimano la richiesta. Perché la fase congressuale non è stata avviata, e quindi il commissario è inadempiente (e dovrebba andarsene già solo per questo); e perché i problemi politici che hanno portato al commissariamento ufficialmente non ci sono più; tanto è vero che i segretari regionali hanno costantemente approvato all’unanimità (quindi avendo superato le divisioni emerse al congresso dell’Ergife del 27 ottobre 2014) tutti i documenti della gestione Sbarra.

Stando così le cose, l’illegittimo commissario si prepara a ricevere un’illegittima proroga.

E, di illegittimità in illegittimità, non si esclude che neanche la proroga gli basti. Magari ad aprile 2015, invece di celebrare il congresso, farà firmare un altro modulo prestampato ai segretari regionali che chiederanno un altro commissariamento. Così da evitare di celebrare quesi fastidiosi congressi dove magari c’è chi non vota come è stato deciso da Via Po 21.

Certo, sarebbe un’altra forzatura dello statuto; ma ve l’immaginate la Cisl-probiviri che annulla la delibera? Dopo che ha ratificato e compiuto cose peggiori?

D’altra parte, un commissario incapace di convocare un congresso in un anno, perché dovrebbe riuscirci in sei mesi?

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