Mentre il dottor Sbarra dell’Anas sta comodo sulla sua poltrona e non disturba il governo che gli ha garantito questa sinecura, e mentre chi vive del lavoro aspetta di entrare finalmente nel magico mondo della partecipazione che alzerà stipendi e occupazione (ma intanto crescono solo i prezzi), Daniela Fumarola deve dire qualcosa sulla manovra. Qualcosa non di sinistra, ma neppure troppo di destra, perché da quando guida la confederazione che una volta era la Cisl e ora si limita a non essere la Cgil, lei è stata ben attenta a tenerla ferma e a non decidere niente di preciso. Né per l’unità sindacale, né contro, non contro il governo e non esplicitamente a favore (implicitamente sì), né sì né no né astensione ai referendum su lavoro e cittadinanza. Sempre né di qua né di là, ma neanche nel mezzo.
Ora però c’è un problema, e si chiama manovra: per esempio, se la scuola si vede tagliare i fondi perché ci sono da finanziare le misure pre-elettorali di Fratelli d’Italia, come si fa a non dire niente? Anche perché nel mondo della scuola mica te la puoi cavare dicendo che tu non fai scioperi a prescindere come fa la cattiva Cgil.
“Qui ci vuole una sponda nel governo“, deve aver pensato allora la segretaria generale della “non Cgil”. Scartato il dottor Sbarra dell’Anas, che dorme sprofondato in poltrona, ha pensato a Forza Italia. E allora eccola da Antonio Tajani per ottenere precise rassicurazioni. Più o meno, “grazie di essere venuta, le faremo sapere“.
Quanto a lei, l’ha messa sul piano della lotta dura più che poteva: Tajani si è mostrato “disponibile” all’ascolto (cioè? non si è addormentato?), noi sappiamo che “la coperta è corta” (cioé? vi ha già detto di non aspettarvi niente?) ma “confidiamo che, in qualche modo” (cioè? levando a chi?) si troveranno le risorse per dare qualcosa anche a chi dobbiamo tenere buono perché non vada, magari, a manifestare contro il governo.
Questo è tutto. E dice molto su quale sia la forza rappresentativa di una confederazione che, tra fiumi di parole su “partecipazione“, “nuovo patto sociale” e “responsabilità“, si riduce all’ultimo minuto a cercare una sponda così debole ed evasiva.
Perché si sa, la coperta è corta. Tanto corta da lasciare scoperta la poca rilevanza politica di un’organizzazione che, negli ultimi anni, ha assecondato chiunque fosse al governo per ottenere in cambio una legge anodina sulla partecipazione e una poltrona per l’ex segretario generale, dove lui può continuare a dormire tranquillo
Ma senza russare, per non disturbare chi governa.
il9marzo.it
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