Spero di cuore che l’improvvisa indisposizione che ieri ha impedito la partecipazione di Daniela Fumarola al meeting di Rimini sia stata di natura diplomatica. Perché a Daniela auguro sempre la salute, e perché l’eventuale rinuncia da parte sua a partecipare ad una tavola rotonda di natura ideologica corporativa sarebbe un segnale interessante di ripensamento rispetto alle involuzioni di Via Po 21, che da anni parla di “uscire dal Novecento” senza rendersi conto che esaltare la partecipazione in contrapposizione al conflitto ci fa uscire sì, ma dalla porta posteriore. Verso l’Ottocento, non verso il Duemila.
Ad andare sul palco assieme al melonian-ciellino Malagola e altri (che, tolta Daniela, erano tutti naschi) è stato Giorgio Graziani. Che (io non c’ero, ma leggo stamattina l’ampia cronaca sull’Avvenire a p. 17) ha avuto perfino un sussulto di quasi dignità: va bene la partecipazione, ma poi “le ricchezze vanno distribuite”.
Bravo Giorgino, ma come? Aspettando che i padroni diventino buoni (al meeting si esalta Léon Harmel, industriale francese dell’Ottocento buonissimo con i suoi dipendenti e poi preso d’esempio pratico da nessuno)? O con il conflitto perché, come si dice a Roma, “quanno ce vo’, ce vo'”?
La risposta è semplice. Ma forse non per Graziani, al quale sarebbe necessario fare ancora uno sforzo. Una riflessione ulteriore per la quale non sembra avere le energie necessarie.
Grazia La Terza per il9marzo.it
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Adesso non pretendere troppo. Giorgio ha davvero dato il massimo per le sua capacità 🙂
Chissa quanto ci mettera per riprendersi…
Graziani non ha le energie e nemmeno la testa(nemmeno il cuore) ritenendolo un non sindacalista capitato la per gestire il suo reddito e il potere altrui…Per quanto riguarda la fummarola purtroppo (e lo dico sinceramente senza mai augurare malanni a nessuno) temo fosse davvero indisposta,altrimenti mai avrebbe saltato una vetrina del genere,tanto più in compagnia di gente governativa e aspiranti tali,quale vetrina migliore per esaltare la sua ( e di sbarra) non partecipazione fatta di bollini e timbri ma priva di contenuti veri tipo governare l’organizzazione del lavoro,gli orari,il salario,la salute e sicurezza il posto di lavoro dignitoso per dignitose future pensioni…ma di che ci illudiamo,gia in articoli precedenti si è capito cosa è la loro partecipazione,soldi spartiti dagli enti bilaterali,di corsi di formazione,per ultimo dalle assicurazioni e dagli sconti al supermercato,poi grossa pubblicita ai fondi pensione (che sarebbero molto utili in futuro) se davvero funzionassero,ma anche la ci mettiamo i trombati di turno che si devono pagare lo stipendio e poi i lavoratori dopo qualche anno si accorgono di che investimenti si sono occupati e cosa hanno reso…infine perche scordarci dei servizi rigorosamente a pagamento,anche quelli semplici,finche durà viva la partecipazione fatta di bollini,bolli e ciuffo graziani
Giorgio chi ? … io ne ricordo uno che
navigava tra Ravenna e Piacenza per
diffondere il suo verbo intransitivo.
Maurizio Ori fu una delle sue vittime
insieme ad Aldo Gennari : troppo onesti e con un’anima da sindacalisti vecchia scuola Fisba per essere apprezzati da un sedicente virtù mai dimostrate. Un altro errore con colpa grave di Bonanni…mille anni di Purgatorio forse non basteranno…
perche’ Purgatorio? In questi casi l’inferno mi pare gia’ una concessione.
Quando c’era Bonanni Graziani organizzò un happening a sostegno di scelta civica. Poi con la Furlan lui e la Fumarola giravano al suo seguito.
tornavano nelle loro regioni solo per organizzare consigli generali per ospitare i segretari nazionali.
Apparentamenti veri o fittizi si son visti sempre in Cisl. Democrazia europea ne è stato esempio eclatante e catastrofico. Ma alla fine sono le solite facce da leccaposteriore che a convenienza aderiscono anche ai progetti più bizzarri e lontani dalla storia della cisl. Salvo cambiamenti rapidissimi appena il vento gira. La Fumarola è donna di destra da sempre anche se pare che nella sua regione voti un suo grande amico assessore regionale Pd. Convenienza. Al centro Meloni in regione Pd a Taranto chissà (l’ex segretario provinciale è stato brillante sindaco del capoluogo finito nell’occhio della magistratura e ora parrebbe ben distante dalle posizioni del sindacato del quale è stato alto dirigente, cosa peraltro molto diffusa). Non è tanto questo stile democristiano che infastidisce, anzi. Gli accordi si fanno con coloro che hanno terreni di volta in volta comuni. Ma si dovrebbe farlo a parità di dignità. Non da subordinati e mendicanti (dí sottosegretariati o altre prebende). E al meeting di Rimini da che mondo è mondo si va per le relazioni lobbiste non certo per i contenuti. Direte: è anche il caso di Leone? Non lo so, non credo. Ma la chiesa sa sempre come muoversi. L’amarezza è che si è mossa al massimo livello, la CISL con il più abbronzato dei dirigenti che non è proprio una qualità per un sindacalista. Magari se la fosse guadagnata per aver girato cantieri o campi in questa infinita torrida estate
intervengo per fare i complimenti a Temistocle….un intervento sobrio ma profondo,fatto da chi conosce l’organizzazione (quella del passato e del presente) conoscendone i limiti i difetti ma anche i pregi…una frase dovrebbe insegnare per tutte e tutti…Gli accordi si fanno certamente con coloro che hanno di volta in volta terreni comuni,ma si dovrebbero fare con pari dignita e senza mendicare sottosegretari o prebende….Ecco la differenza tra la fu cisl sana e quella che ha i dirigenti di oggi….complimenti sperando che faccia riflettere tutti coloro che leggono questo sito
Ma è ancora in distacco retribuito da una grande azienda ?
Sono certo che i sindacalisti molto abbronzati non vengono né dai cantieri edili né dai campi di Torremaggiore o di Fondi.
Costoro (né ricordo alcuni alle settimane di Forze Nuove del grande
Donat Cattin a Saint Vincent) con
portafogli gonfi di banconote per giocare al Casinò : erano quasi tutti
Calabresi o Sicilian, ma pure Campani. Ad ogni stagione cambiavano pelle come i serpenti.
Vittime designate la Cisl e gente come Savino Pezzotta. Se, come scrive l’anonimo, ci si chiede riguardo a qualcuno se sia ancora in distacco retribuito da una grande azienda, la risposta è scontata : nel branco il lupo Alfa è sempre il primo
a saziarsi ed è naturalmente insaziabile. Neppure la mensa di Palazzo Chigi lo può sfamare.
Viva la F. che per far carriera si è dedicata ad opere tanto misericordiose verso il lupo Alfa.
Anche i liguri, tra barche a vela e case all’estero non scherzano.