C’è arrivato anche il Cnel…

Per far rientrare i giovani che sono andati a lavorare all’estero perché in Italia non si guadagna abbastanza c’è un sistema, e lo ha scoperto il Cnel: bisogna pagarli come all’estero (v. il Rapporto Giovani Expat Come farli tornare a questo link).

E pensare che nessuno ci aveva pensato!

Ad esempio, se qualche giovane fosse andato all’estero a presiedere un organo di rilevanza costituzionale nel quale siedono i rappresentanti delle organizzazioni di lavoratori e imprenditori con sede in una bella villa in un parco della capitale, e lo si volesse convincere a tornare in Italia, basterebbe offrirgli una retribuzione adeguata da presidente del Cnel e lui sarebbe contento di tornare.

Solo che poi bisognerebbe convincere anche il presidente in carica a mollare il posto a Villa Lubin e per il quale ha un compenso degno del Quirinale (oltre alla meritata pensione da professore universitario; oltre al meritato vitalizio da parlamentare italiano; oltre al meritato vitalizio da parlamentare europeo).

Per non parlare di qualche vice presidente che è (almeno) dalla notte dell’Ergife che riesce a stare a galla. Dodici anni nei quali tanti cervelli italiani sono andati all’estero mentre lui è rimasto.

Grazia La Terza per il9marzo.it

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