Ai tempi di Peppone e don Camillo, era normale che sindaco e parroco si trovassero su sponde opposte, salvo trovarsi assieme quando c’era l’alluvione del Po.
E oggi? Oggi capita che ci sia una sindaca che potremmo chiamare “Peppina”, che viene dalla Cisl, che è stata eletta dalla destra (con cui Via Po e le articolazioni territoriali sono ormai in un rapporto che vien da ridere a definirlo “autonomia”) e che, detto in sintesi, invita a farsi i cavoli suoi il vescovo, colpevole di aver sollecitato l’amministrazione comunale a procedere ad un atto di sua competenza e necessario a tutela delle persone coinvolte.
Non solo, quando viene intervistata lei dice, più o meno: qui comando io, e io sono fatta così. Stop alle discussioni.
Ma dove l’ha imparato Peppina a ragionare così? A non accettare le critiche per le oggettive inadempienze della struttura di cui è responsabile (cioè, etimologicamente, del cui operato lei deve rispondere)? A considerare un’offesa personale una critica politica o anche solo un’osservazione oggettivamente legittima? A rifiutare il dialogo con gli altri soggetti rappresentativi di una comunità?
A essere così permalosa e ad aver fatto della permalosità (e dell’insolenza) uno stile di governo, fino ad attaccare le omelie di un vescovo?
La risposta è semplice: l’ha imparato nella Cisl. Dove la democrazia interna è in ricordo sbiadito e in bianco e nero.
Come un film di Peppone e don Camillo.
Francesca Romana per il9marzo.it
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(Estratto dall’omelia di monsignor Pierantonio Pavanello, vescovo di Adria-Rovigo, in occasione della festa di san Francesco; il testo integrale è disponibile sul sito della diocesi).
Da molti mesi ormai è vacante l’ufficio di «Garante dei detenuti», una figura importante che per legge ha il compito di proteggere i diritti umani e la dignità delle persone recluse e verificare che le condizioni di vita dentro gli istituti rispettino la legge. Tra l’altro a livello locale costituisce un ponte tra i detenuti e la comunità del territorio. L’Amministrazione Comunale, che ne ha la competenza, provveda in tempi brevi alla sua nomina: sarà un segnale di attenzione verso i carcerati, un modo per dire loro che li consideriamo parte della nostra comunità, un segnale importante anche per tutte le altre categorie che rischiano di essere messe ai margini della vita sociale.
TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi e ha dovuto pagare le spese.