Regole e sub-regole

Quando una struttura non è capace di governarsi, chiede un reggente. Ad esempio, la Fai (che da quando ha accettato di farsi commissariare non è stata più capace di fare nulla) è attualmente retta da Daniela Fumarola nella persona del suo uomo di fiducia che, contemporaneamente, governa per lei anche l’Usr della Puglia. Due incarichi facilissimi, visto che possono essere svolti contemporaneamente in due luoghi diverse.

Più difficile dev’essere reggere le strutture territoriali: perché lì c’è l’usanza del reggente che abbia altri incarichi di lasciar fare a qualche sub-reggente. Che, non di rado, è l’ex segretario generale che aveva lasciato l’incarico e viene fatto così rientrare dalla finestra.

Per esempio, qualcosa del genere sta succedendo in un’unione del Veneto, dove il segretario generale eletto meno di due anni fa si è dimesso, il segretario della Usr ha preso la reggenza e ha nominato subreggente il dimissionario (e una sub-reggente presa dalla stessa segreteria).

Le regole lo permettono o no? Visti i precedenti specifici in quel territorio e del reggente di cui si parla, la domanda non sembra avere senso. Perché da quelle parti le regole possono anche esserci, ma quelle che poi contano, evidentemente, sono le sub-regole fatte su misura per quel che serve.

Giovanni M. per il9marzo.it

TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi e ha dovuto pagare le spese.

Condividi il Post

17 Commenti - Scrivi un commento

  1. Sarebbe utile fare una mappa delle “srl” riconducibili alle categorie. Finalità, incarichi da quando sono nate, bilanci……..

  2. A proposito di quel territorio.
    Ieri, guidando verso la Val Badia, mi sono fermato a prendere un caffè al lago di Alleghe.
    Ora, è vero, che non si è lontanissimi da Agordo, sede della Luxottica di spilleriana memoria, ma mi è successa una cosa incredibile, giuro davvero singolare.
    Mentre dalla terrazza del locale osservavo il lago e il riflesso del sole sull’acqua ho sentito, del tutto involontariamente, discorrere quella che mi sembrava una coppia di mezza età.
    Lui con la barba, il forte accento bellunese (giustamente) e lei che lo ascoltava rapita.
    Che cosa stava declamando sul lago, di primo pomeriggio, quell’uomo alla fanciulla, di lui rapita?
    Leopardi, Rilke, Ungaretti?
    No.
    Le stava spiegando, con pazienza e dovizia di particolari, come è strutturata la Cisl (categorie, federazioni, servizi) e come era stato diciamo, recentemente trattato Nicola…, facilmente immaginabile come Brancher, mandato in esilio in Trentino dalla signora Garofalo, pur in uscita.
    Siccome l’uomo si stava addentrando nelle varie trame di palazzo che avevano coinvolto di recente anche l’Ust Trevigian-Bellunese, reggenze, subreggenze e sub-sub reggenze comprese (tanto è una specie di partita di giro) ho deciso di fuggire.
    Ho pagato in fretta.
    Sono salito in macchina.
    E via, di tornante in tornante, ho raggiunto rinfrancato e libero le valli ladine…

    1. Categoria che cambia, usanza che trovi.
      Come per la Fim di Lecce. Reggente l’attuale segretario generale Puglia che poi decide di assegnare la sub reggenza al vecchio segretario generale di Lecce che aveva scaduto i propri mandati. Come già detto da qualcuno, esci dalla porta e rientri dalla finestra.
      Ma in Puglia si può tutto se a decidere ogni mossa e ogni azione è il segretario nazionale D’alò. Lui che di fatti decide tutto e gestisce la Fim di Taranto come fosse ancora il segretario generale territoriale.
      Quando al tempo dei Riva la Regina concordava con l’azienda l’attuale segretario generale di Taranto era per individuare un prestanome.
      Perché il ruolo continua ad esercitare il segretario nazionale già citato. Tutto! Fino a decidere di assumere e far entrare dalla porta principale la propria “amica”, a fare cosa ancora non si è capito.
      Le regole esistono ma di volta in volta qualche deroga si fa, ma solo per il bene delle categorie ahahahah

  3. Delegatus delegari non potest (letteralmente “il delegato non può delegare”) è un brocardo latino che esprime un principio fondamentale del diritto. Stabilisce che chi ha ricevuto un potere o un incarico non può a sua volta sub-delegarlo ad altri, a meno che l’atto di conferimento iniziale non lo consenta espressamente.
    Gli statuti delle federazioni nazionali, come pure quello della Confederazione, NON prevedono la figura del sub commissario o del sub reggente!! Nè risulta, allo stato, che gli organismi deputati abbiano mai nominato commissario o reggente con i rispettivi sub!!!!
    La domanda è: legittimo questo modo di operare?
    La risposta è semplicissima : secondo la supercazzola con scappellamento a destra è possibile tutto. Tu che pontifichi di diritto non capisci nulla!!!!
    Vale la regola: faccio come me pare ahahhaahh

  4. Anche la Fai di Ragusa Siracusa viene retta da un reggente, anziano e stanco.., forse non ci sono più dirigenti o magari i vecchi ti reggono meglio il moccolo? Sanno tanto di tutti e non vanno tolti altrimenti si scoprono altarini magari di persone importanti? Sarebbe bene ritornare sui territori e fare nuova dirigenza per continuare a sperare e non morire così come si sta facendo. Parlo come se fossi ancora dentro ma purtroppo o per fortuna non ci sono più.

    1. Informata sui fatti · Edit

      Chissà se in quel bar di Alleghe ero io, talmente “rapita” dal non riconoscere tal Lauria.
      E certo, se si parlava di Nicola non poteva che trattarsi di Brancher.
      Che poi il suo esilio non si è mai capito bene se stato volontario o un po’ spinto da colui che ora regge.
      Buono però il caffè in quel bar..

      1. Cara informata, non mi apparivi particolarmente dentro alla Cisl, visto che l’interlocutore doveva spiegarti la differenza tra confederazione e categorie.
        Direi che non ci conosciamo, ammesso che a scrivere sia l’originale e non una copia farlocca.
        Il tal Lauria.

        1. Informata sui fatti · Edit

          Ho sognato un attimo di essere quella donna che pur non sapendo ancora la distinzione tra confederazione e categorie, fosse interessata al destino di un sindacalista che era in confederazione da fine 2020.
          Beh dai tal Lauria, non ti conosco ma ti ho visto su you tube, e in questo contesto ho apprezzato la tua narrazione semipoetica.
          Comunque è vero, non si sa mai chi ti ascolta in un bar e nelle province di Belluno e Treviso, di bar, ce ne sono tantissimi.

  5. Brancher un bravo sindacalista. in Femca e in Fim sono tutti allievi del veneziano che vende le maschere. Presenti alle manifestazioni tramite l’AI. Scuola Baretta. Come scrisse Caprioli nel suo libro, eletto in modo illegittimo al 13mo anno di mandato. Dopo i 12 si decade. La Lombardia di Spreafico sperando di essere ricompensata, chiuse un occhio.

  6. A quanto pare il marcio dilaga per la penisola,alla faccia dei megafoni che anche qua dentro tentano di difendere l’indifendibile,vero anonimo che hai detto che qua scrive Lavitola…?Sai quelli come te hanno rovinato questa organizzazione

  7. Augusto Cianfoni · Edit

    “…ogni persona va ascoltata, accompagnata, sostenuta” : sembra
    un aforisma socratico e invece, a scorno dei malevoli, è la solenne dichiarazione della S.G.della Cisl
    parlando a un uditorio di Operatori
    del Patronato INAS. Un ottimo dire
    la cui credibilità in bocca a dirigenti confederali è pari a zero, come sempre dimostrato negli ultimi 50 anni. L’ inas da sempre considerata
    l’ acquasantiera di tutti i livell confederali. Ho altre volte ricordato anche su questo giornale di quando
    negli anni ’90 dello scorso secoli la Fisba e poi negli anni 2000 la Fai ebbe l’ardire di proporre la costituzione di un Fondo finanziato da Categorie, dalle UST, USR e…dalla
    Confederazione per migliorare le condizioni di vita (stipendi e rimborsi chilometrici) degli Operatori INAS a fronte di una poco solidaristica differenza di condizioni economiche con quelle riservate ai responsabili delle stesse categorie per non dire di quelli confederali ad ogni livello.
    Fummo ignorati e in alcuni casi sbeffeggiati da coloro che avevano sempre considerato L’INAS come
    la bussoletta della questua confederale. Se l’odierna, solenne dichiarazione della S.G. avrà davvero un seguito si sanerebbe una ingiustizia che dura da 50 anni.

    1. Io penso che la S. G. Si riferisse agli utenti del patronato che vanno ascoltati, accompagnati e sostenuti, ovviamente alla condizione che portino guadagno alla Cisl. Gli operatori se possono scappano..

  8. Inas con 3 vicepresidenti di cui uno confermato in quota Furlan ?
    perché l’Inas non pubblica i bilanci e indica gli stipendi del suo vertice. incluse auto, autisti e spese per vettovaglie ? Guarini è un bravo ragazzo ma é manchevole di coraggio.

  9. Devono vergognarsi,anche chi propone una solidarietà pelosa,il sindacato nel suo insieme sostiene a suon di milioni l’inas,l’unica soluzione mai voluta ovviamente è regionalizzare l’inas allora davvero si vedrà chi fa buchi e chi lavora,ma questa cosa non piace a molti che mangiano gratis….

Commenti non consentiti.