“Partecipazione dei lavoratori: sono 29 i bollini del Cnel”, scrive il Sole-24 Ore di domenica 28 giugno, a pagina 6. Aggiungendo che il 76% riguardano “pratiche di partecipazione organizzativa”, il 59% “partecipazione consultiva preventiva”, il 14% “partecipazione economica e finanziaria”, e il 7% “partecipazione gestionale”. Per un totale del 156% (sommare per credere).
Ma a che servono questi bollini?
Spiega Emmanuele Massagli, presidente della commissione assegnabollini nonché estensore della proposta di legge della Cisl, che non danno “alcun vantaggio fiscale e contributivo” né producono “effetti autorizzativi”. In compenso si stanno imponendo “come standard reputazionale della contrattazione aziendale”.
Forse sarebbe stato meglio fare come le raccolte al supermercato: ogni tot bollini ti danno una pentola. Così, il giorno che la contrattazione aziendale, oltre a inseguire la propria reputazione, dovesse fare crescere un po’ di più i salari, ci si potrebbe mettere qualcosa da cucinare.
Grazia La Terza per il9marzo.it
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