L’impronta nella storia

Pochi mesi fa, quando si votava su lavoro e cittadinanza, la Cgil era promotrice dei referendum e la Cisl si schierò per l’astensione. La prima assieme all’opposizione, la seconda assieme al governo. E a vincere (e vincere facile) fu l’asse Meloni-Via Po 21.

Ieri l’asse Cgil-opposizioni si è preso una rivincita, con Landini in prima fila a parlare dal carro dei vincitori. Mentre è stata sconfitta la scelta di Daniela Fumarola di allinearsi al governo (“l’importante è andare a votare”, diceva quando le avevano detto che l’alta affluenza avrebbe fatto vincere il Sì) andando a mettersi seduta in prima fila alle iniziative dei favorevoli alla riforma della giustizia (prima la Sinistra per il Sì, poi il comitato Sì riforma) ma senza mai dire nulla nel merito e senza chiarire se era lì a nome della confederazione o per i fatti suoi.

Lo scegliere con il sedersi e non con la parola è stata un disastro, mostrando nessuna capacità di giudizio e un comportamento opportunistico quanto perdente. E non da oggi, ché tutta la linea degli ultimi anni imperniata sull’alleanza di fatto con la destra ha portato solo a una legge sulla partecipazione che non ha cambiato in nulla la condizione delle famiglie che vivono del lavoro, e a un posto al governo per il dottor Sbarra dell’Anas. Mentre l’asse con i settori dell’opposizione non allineati alla Cgil esce sbriciolato dal referendum. L’impronta nella storia lasciata dalla Cisl di questi anni è pari a zero.

Dieci anni fa, quando la Cisl si era allineata al referendum di Renzi e perse, chiedemmo le dimissioni almeno di Onofrio Rota da segretario regionale del Veneto, visto che aveva messo il suo nome e quella della Usr che guidava in un appello per il Sì fatto firmare anche ai suoi predecessori nella carica. E il Veneto aveva votato in massa per il No.

Ma Onofrio non ha mai avuto la cautela di Daniela. Che sulla sedia in prima ha fatto in modo di non lasciare le impronte digitali.

il9marzo.it

TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi e ha dovuto pagare le spese.

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