Continuiamo così…

Un grande sospiro di sollievo si alza dalle burocrazie sindacali, dalla gerontocrazia di Via Po 21 e da intellettuali e ricercatori sociali che da burocrazie e gerontocrazie dipendono per i finanziamenti necessari a poter fare gli intellettuali: con l’accordo europeo per la direttiva sul salario minimo “per l’Italia non cambia nulla”. Questa è la parola d’ordine ripetuta, citando quanto ha detto il commissario europeo Nicolas Schmit (che forse voleva dire una cosa un po’ diversa).

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene per loro. Che rischiavano di vedersi applicare la soluzione più semplice (il salario minimo orario) al problema per il quale hanno bisogno di inventarsi soluzioni abbastanza complicate da essere sicuri che nulla cambi: la Cgil da trent’anni vuole la legge sulla rappresentanza, la Uil è per il vecchio articolo 39 caro alla componente più corporativa di quel sindacato, la Cisl non sa cosa vuole (un giorno è per la legge “di sostegno” a non si sa che cosa, un altro giorno dice “no alla legge” come che sia, un altro giorno ancora firma accordi che prevedono l’applicazione dell’articolo 39), però lo reclama con i toni da comiziante del suo anziano segretario generale.

E così, proprio nei giorni in cui è di dominio pubblico quel che si sa da tempo, e cioè che i salari italiano sono fermi da trent’anni mentre in tutto il mondo si sono mossi (poco, ma si sono mossi), le buro-gerontocrazie italiane rivendicano di aver boicottato con successo la riforma europea che indicava una possibile alternativa agli strumenti della nostra tradizione, cioè gli accordi di moderazione salariale spacciati per grandi patti sociali e i contratti di categoria rinnovati senza tener conto neppure dell’inflazione reale.

“Continuiamo così, facciamoci del male” verrebbe da dire citando un vecchio film di Nanni Moretti. Solo che qui a farsi male sono i rappresentati, cioè quanti devono vivere del proprio lavoro, mentre i rappresentanti se la passano sempre meglio. E quindi accolgono come se fosse una buona notizia il fatto che “per l’Italia non cambierà nulla”.

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66 Commenti - Scrivi un commento

  1. Salario minimo, perche non sono d’accordo con il mio sindacato, la Cisl.
    Ritengo che alle condizioni attualmente presenti nel nostro Paese in tema di rapporti di lavoro, la definizione di un salario minimo oltre ad essere un tema importante è assolutamente necessario e indispensabile, anche se questo è solo uno dei problemi legati al nostro mercato del lavoro..
    A mio modo di vedere, il tema del salario minimo si lega direttamente a quello della precarietà nelle sue forme più variegate che si sviluppa in “una giungla” di rapporti di lavoro che appare sempre più evidente, penso a tutto il mondo delle partite IVA false o vere che siano, dei lavoratori sfruttati e mascherati da stagisti, il mondo degli interinali e la lista può continuare.
    Per farmi capire cito alcune esperienze che ho conosciuto da vicino ma che sono patrimonio di tantissime persone che le vivono direttamente su di se o su un loro famigliare, conoscente, ecc..
    Un giovane viene assunto con un contratto di stage che prevede l’affiancamento con un proprio “tutor” che lo aiuterà ad apprendere la mansione che dovrà poi svolgere all’interno di quell’azienda. Peccato che da subito il rapporto ha uno sviluppo molto diverso da quanto scritto e sancito nel contratto stesso, il tutor lo affianca il primo giorno di impiego con lo stage poi non lo segue più e lo stagista viene lasciato da solo a svolgere (di fatto) una mansione prevista dal CCNL del settore ma con il costo e pagata con il contratto di stage. Altro paradosso, il giovane si dimostra sveglio e capace e riceve la fiducia dei titolari dell’azienda (restando stagista) e gli vengono affidati compiti e mansioni autonome e di responsabilità, inoltre dopo poco tempo siccome l’attività si svolge su orari differiti di entrata ed uscita, quando lui deve iniziare il mattino presto si ritrova ad avere le chiavi per aprire l’azienda, in qualche caso trovandosi ad operare da solo all’interno.
    Altra esperienza vista da vicino mentre facevo volontariato nel settore della cultura e dei beni museali, mi imbatto con giovani laureati che di fatto svolgono mansioni similari ma sono assunti e hanno l’applicazioni di CCNL diversi tra di loro (alcuni il contratto del Commercio altri quello dei servizi fiduciari) creando in questo modo discrepanze, divisioni e difficoltà a questi dipendenti di organizzarsi tra di loro per difendere i loro diritti.
    Senza parlare del mondo variegato della logistica, dove si apre il problema dei subappalti e delle cooperative, tra l’altro il tema delle false cooperative è molto più esteso; il salario minimo potrebbe porre dei limiti a questi soprusi.
    Lo so, anche da esperienza diretta (sono stato responsabile sindacale nei settori tessile, chimico, farmaceutico, metalmeccanico) che ci sono contratti nazionali che rispondono alla necessità del giusto reddito. Molto probabilmente bisogna ragionare sulle difficoltà dei rinnovi, di alcuni vincoli introdotti con le cosiddette politiche dei redditi (l’Italia è l’unico Paese con i salari diminuiti) ma anche con il fatto di come vengono poi applicate nelle singole realtà aziendale i contratti di lavoro previsti.
    Contratti nazionali che in Italia si contano fino a 900 (da più tempo si parla di ridurli ma in questi anni sono addirittura aumentati) tra questi ce ne sono alcuni (ad esempio quello dei multiservi) che hanno minimi molto bassi e poi c’è il tema dei famigerati contratti pirata; vi è sicuramente la necessità di fare ordine in questa situazione.
    Serve una norma legislativa che tenga conto dell’equilibrio e del rapporto con la contrattazione fatta dai sindacati maggiormente rappresentativi con le controparti imprenditoriali ma che cerchi di dare le risposte ad un mondo del lavoro ancora fortemente sommerso, in particolare nel mondo dei servizi, del turismo e di alcune delle piccole realtà.
    C’è una grossa fetta del mondo del lavoro che oggi viene escluso da alcune tutele e il salario minimo (anche se la direttiva europea non è da sprone per l’Italia) può fornire uno strumento utile in più per affermare la tutela per queste lavoratrici e lavoratori.
    Gigi Redaelli ex sindacalista Cisl (già segretario generale Fim Cisl Monza e Brianza)

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  2. Il fatto che il salario minimo venga all’onore della cronaca è , a mio modesto parere , l’evidenziazione della debolezza del sindacato, Non si può continuare a rimandare il problema alla contrattazione , quando moltissime lavoratrici e lavoratori stanno attualmente lavorando senza contratto e senza copertura associativa. La vera tutela delle persone al lavoro è l’essere organizzati e stretti in un vincolo solidale e non corporativo . Il fatto che emerga la questione del salario minino è la dimostrazione che il sindacalismo si è chiuso nel fortino , mentre nella prateria del lavoro scorrazzano le bande che sfruttano. Questa situazione avrebbe dovuto obbligare il sindacato a una autocritica sul terreno organizzativo e pertanto su due elementi di fondo la partecipazione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori alla vita e alle scelte e la democrazia interna.

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  3. la contrattazione collettiva ha ridotto la sua forza. E’ applicata ad un numero sempre minore di persone. La contrarietà al salario minimo è dettata solo dalla paura di sparire.
    Quanto si paga all’ora un lavoratore
    dei multiservizi applicando
    il contratto firmato dalla triplice?

    Se “il nostro mestiere è contrattare” come dice Petteni. Forse meglio fare altro. Ma poi, per parlare di contrattazione, qualche trattativa vera bisognerebbe averla fatta. altrimenti ripetere “pattosociale”, “pattosociale”, “pattosociale”.
    Fa capire che il disco rotto
    della mediocrità si è inceppato.
    Le uniche cose che aumentano da 2
    anni, sono gli stipendi di tutti i dirigenti. Dalla fine del 2020
    sono saliti tantissimo. Chissà perché…

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  4. Faccio solo un esempio: mia figlia saltuariamente fa qualche ora di ripetizione la settimana per pagarsi un aperitivo o una pizza con gli amici il fine settimana. Al netto, essendo non dichiarati fanno 10 euro l’ora. Io che faccio l’operaio da trent’anni percepisco una paga oraria lorda di 10.30 euro. Il salario minimo non è necessario secondo la CISL? Se mi contrattassero loro una paga minimamente decente di 15 euro lordi sarei d’accordo con loro.

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      1. Contratto lavanderie industriali, la controparte è Assosistema. Lavoro a Firenze nella Servizi Italia che ha milioni di utili netti l’anno, investimenti in tutta Italia e all’estero, basta vedere nel sito. Solo l’anno 2020 durante la pandemia hanno avuto 2,5 milioni di utili, in calo rispetto l’anno precedente ma li hanno avuti, abbiamo dato tutto noi lavoratori che lavoriamo per e negli ospedali in quel contesto, ci hanno pure dimezzato il premio produttività come ringraziamento. E per la triplice va tutto bene. E il contratto nazionale all’ultimo rinnovo ha visto aumenti al livello medio per circa 60 euro in tre tranches mi pare, se non quattro, e nemmeno un euro per coprire un anno e mezzo di vacanza contrattuale. E questo sarebbe il modo per i nostri di difendere il potere d’acquisto delle retribuzioni?

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        1. Condivido in pieno. È vero che il contratto lavanderie industriali copre due macro settori, sanità e turismo alberghiero, il secondo andato in profonda crisi durante i due anni di pandemia, ma ciò non giustifica l’ultimo rinnovo contrattuale, ma pure i precedenti, penalizzante pesantemente per i lavoratori che dovevano avere il diritto di vedere le situazioni diverse con le specificità appropriate, magari congelando fino alla ripresa del settore gli aumenti contrattuali dei lavoratori del turismo e comunque stabilendo aumenti degni delle persone rappresentate. Invece si guarda sempre ai problemi delle controparti che saranno in parte pure reali, come oggi l’aumento sconsiderato dei costi energetici, ma la contrattazione la si fa per trovare soluzioni condivise e non quelle di Confindustria. Se è poi vero come mi risulta da fonti attendibili che sul rinnovo contrattuale non sono nemmeno state fatte le assemblee con la scusa in parte vera ma superabile con altri mezzi della pandemia, la democrazia sindacale è finita, altro che patti concertativi. E aggiungiamoci pure che è vero che un anno e mezzo di vacanza contrattuale non è stata coperta non solo integralmente come previsto dagli accordi interconfederali ma nemmeno parzialmente, si capisce bene perché non sono state fatte le assemblee.

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  5. Dimenticavo un paio di particolari: nei 10 e rotti euro lordi di paga oraria sono compresi il raggiungimento dei 5 scatti di anzianità aziendale e il mio livello di inquadramento è di una posizione sopra la media contrattuale. Il che è tutto dire. I livelli sotto al mio vanno da una paga base di 8 fino a 9,50 Euro lordi l’ora. Forse sarebbe meglio che la Cisl si svegliasse altrimenti credo dovremmo un po’ tutti guardarci intorno per trovare chi ci rappresenti veramente

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  6. Savino non ti ho capito, partecipazione diretta alle scelte e alla vita e organizzazione democratica di cosa? Delle aziende della società o delle organizzazioni sindacali?
    Premesso che autocritica dovrebbe prevedere una capacità di lettura della propria realtà e comunque di una qualunque realtà lavorativa che un gruppo dirigente posticcio non può avere, penso che la prima parte del tuo pensiero sia condivisibile NOI TUTTI che abbiamo avuto responsabilità dirigenziali nella Cisl abbiamo mancato, non siamo stati capaci di mettere le scelte strategiche nelle mani dei lavoratori e di formare quadri che forti della conoscenza applicassero tattiche coerenti con questi obiettivi e facilmente misurabili. Quindi oggi abbiamo operatori che a stento sanno leggere una busta paga, e pensionati nelle sedi specializzati nel fiscale, previdenziale e nelle successioni ma chi è rimasto sulla contrattazione troppi ciarlatani.

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  7. https://insindacabili.it/rinnovo-ccnl-lavanderie-industriali-sanitarie-e-turistiche-tabelle-retributive/
    Confermo. Gli operai hanno inquadramento che vanno dall’area
    Operativa base alla qualificata base. Per ottenere la paga oraria contrattuale basta dividere il minimo tabellare per 173 che è il coefficiente orario contrattuale. Siamo ben bassi direi e parliamo di settore industria. Se andiamo a vedere le lavanderie artigianato c’è da piangere..

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  8. Nessun salario minimo definito per legge. Come volevasi dimostrare, il governo “dei migliori”, in totale accordo con il partito di confindustria e la burocrazia dirigente dei sindacati concertativi ha affossato la legge sul minimo salariale, alfine di non intaccare il potere contrattuale del sindacalismo concertativo. In sostanza l’accordo UE, si limita di fatto a una preghiera affinché ai lavoratori, insieme al pranzo sia assicurata, laddove fosse possibile, anche la cena.

    È il commento di un politico italiano che lascio nell’anonimato. Direi però che ha proprio ragione

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  9. Ma, se gli accordi tripartiti dei primi anni ‘90 hanno indissolubilmente legato la dinamica salariale a quella dell’inflazione, con i tassi che quest’ultima ha registrato nel trentennio preso in esame (con qualsiasi indice di misurazione), che tipo di andamento potevano avere i compensi dei lavoratori dipendenti?!

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    1. Esiste una contrattazione di secondo livello sulla carta, si poteva chiedere di detassare parte della busta paga, si dovevano applicare integralmente gli accordi salariali interconfederali che dovevano essere automatici anziché contrattuali a ogni rinnovo, si potevano fare mille cose ma sono state fatte poche e male.

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    2. In linea di massima hai ragione però ci sarebbero da approfondire alcuni aspetti. Intanto quegli accordi potevano andare bene con la lira mentre con l’introduzione dell’euro è evidente a tutti la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni almeno del 40%. Quindi significa che i prezzi reali dei beni di prima necessità sono saliti a dismisura mantenendo bassa l’inflazione probabilmente per il fatto che il paniere a riferimento non è quello che doveva essere assunto per bilanciare i due fattori. Inoltre l’on l’introduzione dell’Ipca sono stati estrapolati i costi energetici e conosciamo tutti l’impennata che questi hanno avuto negli ultimi quindici anni. E questo ha determinato un’ulteriore falsificazione del mantenimento del potere di acquisto. Se poi aggiungiamo la crescita della tassazione per i lavoratori dipendenti allora si capisce perché il ceto medio sta sparendo e molti lavoratori di basso e medio livello contrattuale fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e costruirsi un progetto di famiglia è diventata una chimera. In tutto questo contesto vedere la scarsa incisività di idee ed azioni dei sindacati e la loro incoerenza etica, in particolare del nostro gruppo dirigente degli ultimi anni, fa disamorare la gente

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  10. Pubblicate i redditi dei vari segtetari confederali ai vari livelli e vedrete cose oscene.
    Loro non hanno bisogno del contratto se lo fanno con una delibera a cascata.
    Hanno j privilegi e gli stipendi altissimi e nessuna responsabilità civile sui bilanci.
    Possono fare quello che vogliono.
    E la cisl in questo campo è la peggiore.
    Dite basta stacchiamo la spina
    Serve una legge che renda i sindacalisti responsabili civili e penali
    Sui bilanci.
    Questi si dividono un milardo di euto con le associazioni padronali.
    Propongo al 9 marzo di fare una petizione da inviare al presidente Mattarella e a tutti i partiti.

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  11. Anche nelle categorie, dopo aver usato l’operazione “casa di vetro oscurato” per azzerare ogni voce(neanche dissenziente). dal 2021, lavoratori in cassa integrazione , segreterie aumenti anche del 10% in un anno.
    Come quelle aziende che perdono ricavi e aumentano gli stipendi.

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    1. In quali categorie?
      Perché trovare una persona che viene a fare l’operatore sindacale con gli stipendi che ci sono oggi in alcune categorie è praticamente impossibile.
      Solo se prendi qualcuno da piccole realtà, altrimenti nelle grandi aziende gli stipendi di un normale impiegato superano di gran lunga quelli di un normale operatore .
      No .
      Siete distaccati completamente dalla realtà

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      1. Nel ringraziarti del tuo commento, ci permettiamo di farti osservare che i commenti nei quali ti inserisci parlavano di dirigenti, e tu replichi parlando di operatori. I quali, peraltro, al di là dello stipendio più o meno ricco possono avere altri benefici (che talora sono stati usati da qualcuno come se fossero benefici personali, come ti sarà capitato di vedere anche a te, visto che sei connesso alla realtà).

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      2. Infatti non bisogna fare di tutta l’erba un fascio ma segretari nazionali che guadagnano 90.000 euro e operatori territoriali che ne
        guadagnano 30.000.

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          1. Risposta a tutti e due: se mettete i dati precisi ai quali vi riferite, ognuno che legge può trarre da solo le proprie conclusioni.

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  12. Purtroppo il regolamento a me è stato sempre applicato sia vecchio che nuovo e io
    L’ho fatto sempre applicare, ma per favore il vecchio regolamento non veniva applicato in confederazione e i vostri dati lo confermano, ma i vostri dati non dicono nulla dei suntuosi rimborsi spese e chilometrici di cui per la Fai era maestra.
    Quindi se qualcosa di positivo hanno portato le nuove regole sicuramente quello per gli onesti di vedersi riconosciuta un’indennità corretta. Purtroppo gli altri non hanno smesso di taroccare i rimborsi

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  13. vi ricordate quando gli attuali riportarono (giustamente) il limite d’età da 67 anni a 65 anni. Dicendo che loro non condividevano (ci sono i video) la proposta di Bonanni (stranamente proposta dalla segreteria all’unisono). Gia allora c’era la legge Fornero. Oggi sembra che abbiano cambiato nuovamente idea… Lo Statuto Flessibile.

    Poi tra fnp, enti, anteas e con fondazioni ad hoc. si arriva a miglior vita sempre a spese cisl

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    1. Alcuni cambiamenti sono inevitabili , tra cui i danni fatti da alcuni segreteri generali, confederali e di categoria .
      Vanno semplicemente riparati , purtroppo quando i segretari diventano solamente Generali succede questo

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  14. Oggi la CGIL è scesa in piazza a Roma per sostenere i problemi, le fatiche, i bisogni di lavoratori e pensionati e del Paese con le sue attività produttive. Saranno stati pochi? Può darsi ma almeno danno una parvenza di dinamicità e qualche assemblea l’avranno pure fatta. Ma mi domando: e la Cisl? Che fa? La solita retorica del non mobilitarsi perché portano con la mediazione i risultati a lavoratori e pensionati? Quali risultati? 200 euro una tantum? Sempre più deludenti

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  15. E intanto la sciura della femca nazionale toglie il distacco all’ex Segretario del comparto energia, ora in fondazione Tarantelli, per nascondere le incapacità del fido Sebastiano. Infatti se dovesse abbandonare lo scranno di generale lei punta sul delfino di siracusa inviso alla federazione. Quindi prima ha fatto credere di voler puntare sul toscano, bruciandolo. E ora se la prende con uno intento a studiare da tre anni scaricandogli addosso tutte le colpe altrui per favorire la successione al trono. Gran bella storia la vita, in femca…….. Sbarra le saprà mai ste cose?

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    1. Parli di Antonello Assogna? Uno che poteva fare il generale in femca al posto della Garofalo, dopo che colombini ha distrutto la federazione in ragione del pensiero unico e delle convenienze personali. Dopo spiller che era l’unico degno per capacità e onestà intellettuale a sostituire Gigli, e invece massacrato dagli arrivisti, Assogna sicuramente emergeva su tutti gli altri ma anche lui vittima dei presunti amici. Così è.

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  16. Non so se avete visto quel video diventato virale in cui viene proposto un salario di 70 euro alla settimana ad una ragazza per un numero notevole di ore di lavoro. Mi domando come oggi sia possibile una cosa del genere.

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  17. Il valore dei gruppi dirigenti si vede anche nell’incapacità non solo di coabitare con persone che ne sanno di più ma soprattutto col cercare di cancellare e riscrivere la storia. Come nei tempi bui ci si affida non agli storici ma a biografi a libro paga…
    Dispiace per Assogna, il fatto che sia un problema anche fuori dalla federazione mette in trasparenza il livello

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    1. Chi vi scrive rappresenta la Femca a livello regionale e ha fitte relazioni con i suoi pari grado. Oggi è il primo giorno di lavoro di Assogna in Italgas, dopo che la Garofalo gli ha revocato il distacco. In molti, anche tra i suoi fedelissimi, ci stiamo chiedendo se la nostra Generale sta bene. Di tutto ci saremmo aspettati ma non una decisione del genere. Dopo aver sparlato del bergamasco, dopo aver congiurato contro un confederale perché temeva gli rubasse il posto, dopo aver bruciato il Rizzuto e dopo aver commissariato mezza Italia, si permette di far fuori un povero cristo che da quattro anni non mette più il becco in categoria. E solo per dare una copertura al suo fido destriero Sebastiano Tripoli, incapace di gestire il comparto energia e nella speranza di metterlo al suo posto e di poterlo telecomandare dal confederale. Ora speriamo che Sbarra intervenga e ponga fine a questo modo sconclusionato di gestire la federazione, perché noi siamo stanchi. Sotto la gestione Nora Garofalo non contiamo più una cippa. Questo è il problema vero. E o intervenire la confederazione come si deve o stavolta ci arrangeremo da soli. Ma qualcuno non si aspetti che tutto venga gestito a tarallucci e vino. Tieni duro Antonello, in tantissimi siamo con te….

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      1. Scusate cari regionali femca, ve la siete cercata voi in fondo questa situazione quando Annamaria Furlan ha fatto fuori Gigli e Spiller in un colpo per sistemare il mille facce Colombini a capo della federazione per eliminare tutti i pro accorpamento con la Fim. Colombini ha fatto le porcate che tutti sanno in federazione e che pochi hanno denunciato, per poi lasciare alla Nora (in realtà Colombini era pro Assogna e la Furlan pro Garofalo) la Femca. Se vi andava bene prima non lamentatevi adesso perché si raccoglie quanto si semina.

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        1. Se le cose sono andate così, vuol dire che la signora protegge la Nora. Colombini in Femca ha sepolto l’accorpamento su mandato della signora. Fanno carriera solo le persone dossierate perché ricattabili. Vedete chi tra poco sarà assunto e chi si rafforzerà in Fondazione e tutto sarà chiaro.
          Chi dentro la Femca ostacolò gli accorpamenti oggi ha poco da lamentarsi. Poi vediamo gli iscritti delle categorie censite dall’inps e gli ultimi anni di canalizzazione da tesseramento. Ma si lavora di meno tutti e se si sta zitti, il posto fissò e’ a vita.

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      2. Sei Marco Nappi della Sardegna? Ti rispondo così: se Assogna avesse fatto asse con la parte sana della federazione e cioè i tessili, oggi sarebbe il segretario generale della federazione industria. Invece si è coalizzato con Furlan Colombini con la promessa di quest’ultimo di fare il segretario della femca una volta passato in confederazione. Invece la Furlan ha preferito la donna del sud perché Assogna è politicamente un uomo di Bonanni. Gli errori dettati dall’avidità si pagano e oggi la Femca è guidata da un’incapace (spiace dirlo anche se donna) circondata da incapaci e su tutti è meglio stendere un velo pietoso.

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      3. Ma dov’eri Marco qualche anno fa? Lo ricordo bene..eri a distruggere la Femca assieme a Colombini perché avevate paura di perdere qualche poltrona da generale nell’accorpamento coi metalmeccanici. E Colombini che aveva già in tasca la poltrona da generale della federazione industria lombarda si è venduto per un posto in confederazione. Dovreste vergognarvi tutti. Tenetevi quel che vi meritate

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        1. La cosa più vergognosa:
          da qualche settimana gira la
          messaggeria privata delle persone di cui si parla qui.
          E sulla cronaca rosa da via po in giù ce ne è per tutti. Usarle per fare fuori e liberare posto in segreteria è mostruoso.

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        2. Si son svegliati quando la zia aveva imposto il bagnino alla femca. A cui si oppose anche Garofalo. E poi solo oggi. Un po’ tardi.
          In segreteria c’era gente come Giorgio Santini. Ora il livello può accogliere anche Nora.

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  18. Si tenta di riscrivere la storia per evitare confronti con le dirigenze del passato recente e remoto. E la storia dei mediocri che tentano di apparire accettabili con l’ausilio della clacque organizzata in House. Ma se per l’esterno non può funzionare, i giovani cislini crescono nel cinismo della dozzinalita’ organizzata

    .

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  19. Salvatore Dessupoiu · Edit

    Il Ministero degli Interni, con parere del 28 settembre 2021 ha sancito l’incompatibilità del dipendente comunale dalla carica all’interno di un consorzio collegato al comune.
    Stranamente la parola analogia è oscura all’INPS.
    Il più grande ente previdenziale è preda dei sindacati confederali, la greppia più vasta appartiene alla CISL, questo da D’Antoni in poi, gli altri nomi sono celebri per vari motivi, Bonanni per la Fornero, Furlan per gli stipendi, ma la costante è la partecipazione attiva alla gestione del potere.
    Un concorso o una selezione interna?, con la “benedizione sindacale” lo si supera, stesso percorso, al contrario, se si mostra indifferenza o ostilità, a prescindere dalla preparazione o di altre considerazioni, ubi maior minor cessat, e il sindacato si considera sempre maior.
    Ora, suscita curiosità la nomina al CIV di Ignazio Ganga, dipendente “comune” dell’INPS, che senza possedere requisiti particolari, (a parte la sua identità sindacale CISL), ed in ogni caso, senza il requisito dell’indipendenza che l’organo di controllo prevede.
    L’articolo 2399 del codice civile recita alla lettera C, (in tema di decadenza e incompatibilità), “da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d’opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza”Ritengo che il nostro codice civile sia applicabile anche all’Ente previdenziale, ovviamente la CISL negherà questi fatti ed anzi, indignata, leverà gli scudi per dichiararsi a favore dei lavoratori, glissando sui privilegi concessi ai propri dirigenti sindacali e sulla gestione del potere.
    Però siamo in Italia, queste note sono considerate alla stregua di sciocchezze dai personaggi citati, alla fine della fiera, chi pagherà sarà sempre Pantalone, cioè noi.
    Ecco il salario minimo della CISL

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    1. Il CIV, come anche i comitati regionali e provinciali dell’INPS sono formati da persone nominate dai sindacati confederali e autonomi , dalle associazioni del lavoro autonomo e dai rappresentanti delle aziende. Ciò è dovuto al fatto che l’INPS, in larga misura, raccoglie le proprie risorse dai contributi previdenziali di aziende e lavoratori. La finalità della loro presenza è o dovrebbe essere quella di vigilare, controllare e verificare l’operato dell’INPS, tanto è vero che sono previsti anche dei ricorsi da parte degli interessati (lavoratori e pensionati) per alcune pratiche, che vengono decisi dai comitati ai diversi livelli. Ora, il rappresentante sindacale all’interno di questi organismi, designato a tutela degli “utenti”, dovrebbe garantire autonomia di giudizio e indipendenza nei confronti dell’INPS, cosa molto difficile da garantire se l’INPS è invece il datore di lavoro. Ad esempio, il CIV potrebbe verificare comportamenti sbagliati di dirigenti o di altri dipendenti e ci potrebbe essere qualche remora o timore reverenziale da parte di un componente che sia anche dipendente. C’è anche un altro aspetto. Leggendo la documentazione in chiaro, pubblicata dall’INPS i componenti del CIV godono di un’indennità di carica che, per il 2021, assomma a circa 24000 euro per il Presidente e a circa 14000 euro per i consiglieri. In molti casi i consiglieri fanno versare il gettone direttamente alle propria organizzazione, mentre qualora il consigliere sia dipendente pubblico il gettone (credo) si deve sommare alle retribuzioni già corrisposte, mentre in altri casi ancora l’incarico è a titolo gratuito. Nel caso si tratti di dipendente pubblico, il gettone va a scorporo della retribuzione versata dalla propria amministrazione ? Sbagliato in ogni caso designare un dipendente dell’INPS, sia dal versante dell’opportunità politica, sia dal punto di vista di un’incompatibilità che dovrebbe essere però segnalata agli organismi competenti e, in particolare, al Presidente del Consiglio dei Ministri per un’eventuale azione di decadenza. Dubito che tutto ciò avvenga.

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      1. salvatore dessupoiu · Edit

        scritto a Draghi, non so se prenderà in esame la cosa, la puzza di fogna è notevole, basti pensare ai suoli ministri

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        1. Ma dormite tranquilli · Edit

          Certo , aspettava te Draghi , con una guerra alle porte , un emergenza energetica e soprattutto a 9 mesi dal voto , aspettava te , il 9 marzo e ste cagate

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          1. Il 9 marzo è un blog con uno spazio per i commenti che è aperto a tutti e dove tutte hanno lo stesso trattamento. Se le espressioni del libero pensiero degli altri (che non necessariamente coincidono con il nostro) sono delle cagate, allora dovremmo considerare tali anche le tue.
            Ma noi preferiamo pensare che, piuttosto dello stesso dileggio, sia meglio avere lo stesso rispetto per tutte le opinioni. Anche per le tue, per quanto non abbiamo capito nel merito quali siano.
            il9marzo.it

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          2. Allora siccome purtroppo il ghiacciaio della Marmolada si è collassato, non si può parlare d’altro e tutto il resto non conta ? Bel ragionamento !

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          3. Benaltrismo di maniera. È l’atteggiamento di chi elude un problema dicendo che ce ne sono altri più importanti. Quindi siccome c’è la guerra tutto il resto passa in cavalleria. Naturalmente sempre a favore di chi non applica regole di buon senso se non proprio giuridiche. La rappresentanza nel CIV all’INPS non è di poco conto per l’,,interesse di lavoratori e pensionati e non deve essere sottovalutata.

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  20. Oggi è mancato uno dei pochi veri e certamente il più grande imprenditore italiano. Con queste persone è possibile costruire veri patti sociali perché oltre all’azienda mettono al centro l’uomo. Riposa in pace.

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  21. In femca la successione alla Nora nazionale è ormai una corsa con coltellate alle spalle , mentre sui distacchi sindacali sono la categoria più in difficoltà continuano a far cose strane .
    Ma i distacchi dal regionale al provinciale e viceversa sono o no vietati?

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    1. I distacchi aziendali cioè previsti nei CCNL di alcune categorie come la Femca (vedi comparto energia) sono il male del sindacato perché usati come merce di scambio, perché elargiti ai fedelissimi anche se incompetenti, perché prestati alle confederazioni (vedi Genova) per scaldare sedie inutili anziché lasciarlo all’attività sindacale in prima linea. I distacchi andrebbero tolti ai segretari che dovrebbero guadagnarsi la pagnotta anziché vivere di rendita e lasciati alla base, delegati e tuttalpiu’ operatori.

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    2. Perché non guardate un po’ in Liguria l’accoppiata CISL Genova e Femca regionale entrambi distacco energia. Due distacchi, scusatemi l’espressione, gettati nel cesso. E il signore distaccato in Femca, amico della Nora, e su suggerimento della Nora stessa e del segretario CISL ligure arrivano persino a mettere in cig covid (cig covid in sindacato????)l’impiegata Femca regionale per poi licenziarla senza una vera motivazione se non quella di spartirsi il bottino risparmiato. Tempi di avidi, nullafacenti e privi di coscienza.

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      1. Luca Maestripieri, segretario generale CISL Liguria, come puoi permettere che in una categoria della tua regione un’impiegata amministrativa sia posta prima in cassa covid senza motivo durante la quale le veniva dato da svolgere a casa del lavoro, poi in smart working durante il quale le è stato sottratto gradatamente il lavoro e infine licenziata con motivazioni a dir poco grottesche? Se ci sei batti un colpo!

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      2. A chi ti riferisci? A Romeo Bregata?
        Quello che fa l’aitista per Nora accompagnandola con la macchina Roma Liguria Liguria Roma ogni qualvolta la signora lo desideri per andare dalla figlia..
        Sperava il Bregata di aver terminato il servizio e godersi il suo meritato distacco per meriti da taxista..
        Ma invece je tocca de tornar a guidà porello…

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  22. La vicenda Assogna è solo l’ultimo tassello di un incastro già predisposto da qualche anno. Nel 2019 viene commissariata la femca di Roma e da quel momento la pallina sul piano inclinato ha iniziato a scorrere. In tutta la vicenda si sono salvati solo l’ex generale del lazio e l’attuale generalessa, solo perché asserviti alla siciliana. Per dovere di cronaca, l’attuale generalessa al tempo del commissariamento era aggiunta di Roma, ma dal momento che ha fatto il rito di affiliazione, si è salvata dal rientrare in azienda, dove tra l’altro non è molto gradita. Sul lombardo che ha iniziato tutto il disastro, non commento neppure, perché non ci sono parole, all’epoca dei fatti, ha consultato tutti i segretari regionali che davano Assogna al 70% sulla Sicula, ma nella notte prima degli esami, da via Po è partito l’ordine di votare la signora. Il piccione con la coda tra le gambe è andato a leccarsi le ferite in via Po, con tanto di autista e benefit vari. W la democrazia!!!!!

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  23. La femca ormai non ha più alibi , si è schierata chiaramente nella neo cordata per creare un.alternativa a Sbarra , e la Nora nazionale non riesce più a controllare le varie anime dei suoi , sempre più agitate .
    In giro per l’Italia vedi Puglia e Toscana , ma anche Lombardia , continua a lavorare solo chi si schiera , gli altri vengono fatti a pezzi

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  24. Ho militato una vita in Cisl prima nella vecchia flerica poi in femca. Davvero triste vedere una categoria ridotta così, tutto per compiacere la Furlan che non voleva un Bentivogli potenziato. E i miei cari ex colleghi regionali che hanno preferito l’uovo oggi, cioè il mantenimento del potere, anziché la gallina domani sono corresponsabili dello scempio che è sotto gli occhi di tutti. Tutti contro tutti. Avidi, presuntuosi e mezze calzette.

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