Uova di Gallo

Dobbiamo ai nostri lettori una precisazione e un aggiornamento dopo il post precedente dedicato alla fondazione “Tarantelli-Centro Studi-formazione-ufficio studi-varie ed eventuali”, affidata a Giuseppe Gallo.

La precisazione riguarda il “Barometro della Cisl”, di cui avevamo scritto che era uscito solo il numero 1, a marzo. Invece il numero 2 era uscito il giorno prima che noi scrivessimo.

Ci scusiamo per aver diffuso un’informazione inesatta. Ci ha tratto in inganno il fatto che mentre il numero 1 avuto grande pubblicità, con visibilità sul sito della Cisl, tweet e retweet vari e rilanci sulle agenzie di stampa ed i siti di informazione più importanti, il numero 2 è uscito un po’ alla chetichella. Ad oggi, sul sito della Cisl non ve n’è traccia.

Forse che questo strumento, presentato quattro mesi fa con squilli di tromba come una cosa destinata a promuoverne l’immagine della Cisl anche all’esterno, già non interessa più neanche al suo interno?

L’aggiornamento riguarda invece una notizia che ci era sfuggita: siccome un “importante polo culturale, della ricerca e della formazione sindacale” come quello affidato dalla signora Anna Maria a Giuseppe Gallo non può stare senza una rivista culturale, in autunno ne uscirà una nuova di zecca. Per la cui direzione scommettiamo che sarà scelto un nome di alto profilo: quello di Giusepppe Gallo. Un uomo che è la produttività in persona, e che fa almeno un uovo al giorno (ci sono casi studiati da laboratori serissimi di galli – o forse galline che per qualche motivo subiscono alterazioni del Dna – che fanno anche le uova, e che poi, invece di “coccodè” fanno “chicchirichì”. Il caso è stato studiato dalla facoltà di Agraria di Portici e dal Consdabi di Benevento. Leggete l’articolo a questo link se non ci credete).

A questo punto, possiamo immaginare questo uomo che da solo costituisce un polo di studi-ricerca-formazione-varie ed eventuali, al lavoro anche d’estate per il primo numero della sua rivista. Dove scriverà lui e tanti suoi vecchi amici, molti dei quali sono nella Cisl dai tempi di Carniti (gente passata senza problemi dalla “conflittualità permante” alla “concertazione” poi alla “partecipazione” e che oggi probabilmente dirà “viva le riforme di Renzi”).

L’unico problema è che manca ancora il nome della rivista. Perché ci sono giorni che l’uovo non ne vuol sapere di uscire e le idee non prendono forma.Ma prima o poi verrà fuori anche il nome. E se proprio non ne trovano un altro, possono sempre chiamarla “Chiccirichì”.

Condividi il Post

14 Commenti - Scrivi un commento

    1. Boccaccia mia statti zitta! · Edit

      Qui c’è qualcuno che rosica perché qualcun altro non è più disoccupato… come dire “non siamo noi che ti abbiamo licenziato, sei tu che hai voluto stare un anno e mezzo senza stipendio con una famiglia da mantenere pur di poter andare da un’altra parte”.

      E allora, chi è quello che fa come Renzi e rovescia le frittate?

      Reply
  1. RiFai Documentazione, che esce per tutti, quindi anche per la Uil o la Cgil se lo volessero leggere, non ha una cadenza fissa ed esce quando può. Attualmente sono in preparazione due numeri: uno sui problemi del sindacalismo in Francia, un altro sulle riforme costituzionali. Ma non sappiamo quando saranno pronti perché d’estate ci prendiamo un po’ di vacanza pure noi.

    https://www.il9marzo.it

    Reply
  2. Ci mancherebbe, a differenza vostra che attaccate con odio le persone, vedi gallo, ma politicamente da sempre anche carniti, non e’ il mio caso. però stranamente informate su tutto e questo passaggio oggettivamente innaturale non lo avete comunicato. chissà perché. ..

    Reply
  3. All’ Anonimo:
    1) Mai odiato Carniti in fisba ma posizioni diverse che hanno caratterizzato il confronto nella cisl: posizioni politiche non condivise (per esempio l’unità) e condivise (per esempio scala mobile). Tra l’altro Carniti non si poteva odiare perchè è stato un maestro di moralità personale!
    2)Non si capisce cosa significa “…questo passaggio innaturale…”: cosa c’è di innaturale in una assunzione di un quadro preparato -ex cisl- da parte di altra organizzazione? Di innaturale c’è il licenziamento di un padre di famiglia, vedovo, con tre figli a carico, che ha sempre lavorato con passione e a cui si doveva riconoscere la libertà intellettuale che meritava.
    Un licenziamento è una vergogna per un sindacato, è una doppia vergogna per la cisl, è tre volte vergognoso per chi l’ha fatto e per chi vi ha collaborato sapendo di commettere una cattiveria.

    Reply
  4. Da esterno alla diatriba e da quello che so sulla dirigenza CISL di oggi AUTOSUPERSTIPENDIATASI posso osservare solo che: CARNITI era ed è un signore di specchiata moralità che riconosceva all’interlocutore di dissentire senza sognarsi neanche lontanamente di pensare a vendette ed epurazioni;
    nella cisl di oggi invece: la vendetta , l’epurazione e la differenza di trattamenti le constato ogni giorno parlando con gli impiegati più o meno precari che spessissimo lamentano trattamenti indegni in generale ed ancor più se praticati da un sindacato.; passando poi ai livelli più alti è notorio a tutti che i dirigenti attuali si vantano di dire che loro non lasciano feriti ma solo morti perché i primi potrebbero riprendersi e tentare di vendicarsi.

    Reply
  5. …e’ esponenzialmente vergognoso e vile solo azzardare indegne difese d’ufficio di chi ha fatto macelleria di padri di famiglia appiattendo ed omologando all’infimo attuale livello della fu gloriosa CISL una federazione fiera della sua antica autonomia (hai provato caro difensore farfugliatore della domenica a mantenere tre figli senza avere un lavoro avendolo perso per aver espresso la propria idea o per aver chiesto di votare secondo regolamento? Oppure,caro difensore farfugliatore della domenica,hai provato a chiederti il senso degli altri disastri diretti a persone ed organizzazione perpetrati dal “colonnello” dell’ANAS prestato alla CISL che si è impadronito della FAI a causa dei “coraggiosi” sostenitori del tuo tipo?). Io penso che un minimo irrinunciabile di dignità dovrebbe indurre -SE NON ALTRO- almeno il silenzio

    Reply
  6. Visto che devo subire questi attacchi violenti. Vi dico solo una cosa: il fatto di ritenere di aver subito un torto non autorizza a demolire il lavoro e le persone altrui, il considerare all’improvviso tutti dei traditori, a mettere in ridicolo il loro lavoro.
    Ciò è vile. Sembra anzi che strumentalizziate la vicenda dolorosa di una persona per mancare di rispetto a tantissime altre. Sempre con grande capacità giornalistica, ma con l’atteggiamento sterile di chi cova solo sentimenti di vendetta e di autoincensamento poco congruo alla realtà e alla verità.

    Reply
  7. Gli attacchi li subisce chi viene licenziato o chi viene epurato solo per aver espresso la propria opinione pubblicamente: altrimenti vorrei si spiegasse quale tipologia di realtà si invoca, ma posso capire che, nonostante fatti (realtà’ appunto) conclamati, per qualcuno risulti difficile distinguere tra chi subisce e chi offende. Onestamente poi e per quanto mi sforzi non capisco quella dell’autoincensamento finalizzato alla vendetta (???!!!!) p.s. Ma sono cose che stanno succedendo davvero?

    Reply
  8. ” Sembra anzi che strumentalizziate la vicenda dolorosa di una persona per mancare di rispetto a tantissime altre.” tantissime altre che (per quanto mi riguarda) proprio perché hanno appoggiato la vicenda dolorosa non meritano alcun rispetto.
    Un detto dice che chi tace acconsente, oppure che, ladro è chi ruba ma anche chi lo copre. Hai/avete capito che siete come gli altri anzi peggio. Vi brucia che il fuocherello continui ad ardere e crescere al contrario di come avevate sperato di vederlo presto spento.

    Reply
  9. Minacce e vendette succedono eccome, amico caro, buon per te che vivi dove ancora non si manifesta apertamente e spudoratamente al punto che i più gnorri sembra ne menino addirittura vanto

    Reply

Commenti