Tutti tranne l’agricoltura

“Vanno rapidamente recuperati strumenti forti che aiutino gli investimenti nei settori industriali, nell’energia, nell’edilizia, nelle infrastrutture, nell’innovazione e nella ricerca”.

Lo ha detto il segretario generale della Cisl, commentando il rapporto Svimez sul Mezzogiorno. E il sito della Fai ha fatto subito copia e incolla. Senza neanche accorgersi che nell’elenco dei settori da aiutare mancano proprio quelli che la Federazione rappresenta.

E l’agricoltura, che è pacificamente considerata di importanza strategica per qualsiasi strategia di sviluppo del Sud? E la forestazione, che tanto sta a cuore al commissario ed alla coalizione calabro-sicula che detiene il controllo di fatto della Federazione? Non vorrà mica dire il segretario generale della Cisl che si tratta di lavoro improduttivo, come vuole una certa propaganda qualunquista di stampo nordista (salvo poi scoprire che le montagne abbandonate bruciano d’estate e franano quando piove)?

In altri tempi, la dirigenza della Fai si sarebbe subito accorta della questione. E  avrebbe chiamato la Cisl segnalando il “refuso” con la dimenticanza, che sarebbe poi stato corretto in un modo o nell’altro.

Ma una volta la Fai era governata dai suoi esponenti (del sud, del nord del centro che fossero), che potevano avere milioni di difetti ma avevano ancora presenti i lavoratori ai quali dovevano rendere conto, e quali fossero i suoi settori di rappresentanza.

Una rappresentanza che, anche per questo, non era solo il “copia e incolla” di quella confederale.

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