Il tradimento più famoso della storia fu consumato con un bacio.
Nella Cisl, invece, sono certi abbracci, certe foto sorridenti, a far capire che qualcosa non torna.
Ad esempio, il giorno che Bonanni lasciò il posto alla signora Anna Maria delle Poste, le foto di lui che la abbracciava con passione e lei che sorrideva soddisfatta nemmeno fosse fra le braccia di un Brad Pitt o di qualche altro bellone da film avrebbero potuto far capire subito che la verità era un’altra. E cioè che lui si stava aggrappando a lei perché gli lasciasse almeno il posticino al Centro studi per continuare a poter parlare da dentro alla Cisl, come lei si era impegnata a fare. E naturalmente poi non fece (che certe lettere anonime partissero da Via Po 21 e certi articoli fossero sollecitati da dentro la dirigenza dell’organizzazione ormai lo pensano in molti).

Anche Daniela Fumarola è un po’ troppo sorridente nella foto da influencer, difffusa sui social della Cisl, che la ritrae accanto al professor Baglioni con in mano un libro che era atteso in uscita per il congresso della Cisl e che era rimasto bloccato.
Qui il mistero non c’è: è chiaro che quel libro era un caso che doveva essere gestito, per evitare che fosse usato come argomento nella controversia da avvocati in cui chi ne aveva fermato la pubblicazione rischia di doverne rispondere. Ecco perché è stato meglio sbloccarne la pubblicazione, non senza aver eliminato i tre nomi che erano diventati un problema (Manghi, Cella e Lauria), e poi precostituirsi la prova (come dicono i mediocri avvocati) con una foto che serve a negare qualsiasi contrasto con l’autore del libro. Il quale non sembra neanche preoccupato troppo del fatto che è stata tolta la frase in cui si muoveva una possibile critica ai cedimenti verso destra della Cisl. E neanche del fatto che con questa immagine lui ha bruciato chi lo aveva difeso.
Perché certi tradimenti non si consumano dando abbracci e baci, a volte basta accettarli.
Giovanni M. per il9marzo.it
.TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi ed ha dovuto pagare le spese.

Certo che Baglioni sembra piuttosto felice per essere stato censurato dalla staliniana segreteria generale Cisl. E anche le parole usate nel libro sembrano abbastanza lontane da un sofferente intellettuale dalla libertá conculcata. Visto e considerato che tutta la narrazione lauriana parte da quel libro – per la difesa del quale si sarebbe poco meno che immolato – la domanda sorge spontanea. Ma non è che ci ha preso tutti per il culo? Cari saluti.
Ps. faccio sommessamente notare che “culo” è lemma accettato da accademia della crusca, e che qui ci si limita a porre un legittimo dubbio.
Non farci più moralisti di quello che siamo. La parola “culo” non ci spavemta affatto, né cambia nulla l’autorizzazione o meno della Crusca a usarla. Basta che non la si usi in maniera offensiva per l’interlocutore. Certo, un sinonimo meno grossolano, tipo “prendere per i fondelli”, sarebbe più fine nel senso di più efficace.
Quanto alle tue affermazioni, se credi veramente alla storia come la racconti forse per i fondelli ti ci stai prendendo da solo.
Peccato ci siano una decina di testimoni (non tutti ricattabili) e decine e decine di prove documentali. Ovviamente sarà, anche questa, materia della magistratura. Io paura non ne ho, altri, visto questa, per me, ridicola comparsata a casa Baglioni, probabilmente si. E’ chiaro che la vicenda di ieri è fatta apposta per commenti come il tuo che non possono che venire dall’ambiente, a mio parere malsano, di Via Po 21. Ci fai così fessi?
Sulle solite, penose, accuse di scrivere da ambienti di via Po lascio correre. Pesa così tanto vedere che non tutta la gente in questa pagina si unisce ai tuoi toni vittimistici?
Nel merito. Quindi tu affermi di aver difeso il lavoro di Baglioni anche da Baglioni stesso? Sei più Baglioni di Baglioni? Guarda che il libro è suo, non il tuo.
E si chiude con queste parole:
“Per la gestione confederale della Cisl, dopo Luigi Sbarra, la segretaria generale è divenuta Daniela Fumarola. Colgo l’occasione per augurare buon lavoro a Luigi, e, a maggior ragione, a Daniela! (punto esclamativo suo ndr)
La Cisl e i cislini accoglieranno le sfide della modernità, sempre incoerenza con la loro storia e il loro destino associativo. Tra questi ci sono anche io”…
Laurì, ma di che stai parlando?
Blog, ti prego, non farti monopolizzare da questo. È un vicolo cieco.
“Sempre incoerenza” è un bel lapsus rivelatore…
Intanto non avendo tu il coraggio di firmarti io sono libero di credere che tu scriva un malafede. Hai così certezza delle tue affermazioni che ti nascondi nell’ anonimato. Quelle frasi che tu citi ci sono sempre state anche nelle prime bozze.
Le ho impaginate io.
Ho contribuito a sistemare anche delle incongruenze cronologiche e verbali. D’altronde il mio compito (peraltro retribuito) era quello, in collaborazione con l’assistente di Baglioni, una giovane psicologa.
Poi volutamente ometti il fatto che i libri bloccati sono stati non uno ma due. Quello di Baglioni e il mio, nato come appendice del suo visto che era bloccato (Prospettive Sindacali). Certo che ho difeso Baglioni non da se stesso (non e’ un bambino o un adolescente mi pare) ma da Via Po (non tanto Fumarola, ma come è noto il suo stretto entourage ereditato da Sbarra) che lo considerava bollito e incapace di aver portato a termine un libro decente.
Intendiamoci il libro di Baglioni è piuttosto mediocre, ma è comunque migliore della media della produzione della CISL.
Come ho dichiarato più volte anche Prospettive Sindacali, il mio volume risente dei condizionamenti e delle censure.
Di fronte a ciò, ma quale vittimismo.
Baglioni voleva uscire a tutti i costi e poi è stato blandito strumentalmente contro chi lo aveva difeso.
Non è.ai stato, informati, un cuore di leone nemmeno negli anni ruggenti.
Non ha a uro nemmeno l’attenzione di scusarsi con Gian Primo Cella con cui ha un rapporto consolidato ben più che con me.
Ha venduto l’anima al diavolo per pubblicare il peggiore dei suoi tanti libri?
Non posso farci nulla.
Io sono rimasto coerente. Lui che minacciava di fare causa alla CISL, no
E ricorda caro anonimo che la frase dal libro contro il rapporto privilegiato CISL Meloni era sua, non mia.
Peraltro stiamo parlando della scoperta dell’ acqua calda.
Grazie Giovanni, da un lato il rivedere la foto dell’abbraccio falsissimo tra Bonanni e Furlan mentre dietro le quinte erano l’un contro l’altro armati, mi ha quasi confortato.
Purtroppo è la dimostrazione che i mali attuali della Cisl vengono da lontano.
Dall’altro, come sempre, sei riuscito in poche righe (almeno rispetto alle mie!) a raccontare molto meglio di me quanto provo dentro.
Sai essere “artiglio della verità” anche con il sorriso. E’ una dote rara.
Il mondo brucia proprio perché non c’è più una morale in ognuno di noi. Se cominciassimo a cambiare prospettiva individualmente le cose cambierebbero
Per la verita’ la nuova segretaria e’ sempre sorridente anche quando incontra Landini si vede che la sorte le arride ed ha ragione da vendere
Intanto da qualche ust arrivano dei bei segnali contro la deriva a destra della Funarola , a Firenze oggi tutte le anime del PD con la Cisl di Firenze
Un post cinico e grave che fa il processo alle intenzioni, getta ombre e tenta il discredito verso una persona come il prof. Baglioni che nulla deve più dimostrare come figura autorevole e specchiata. Non è scritto con “l’artiglio della verità” bensì con la “barba degli ayatollah”. Vergogna!
Questo blog non è mai stato amico né nemico del professor Baglioni. E scrive quello che pensa su di lui e su altri. Quando altri, non noi, hanno ritenuto di far giudicare quel che scriviamo da un tribunale della Repubblica, il giudizio è stato favorevole a noi.
Se il professor Baglioni si sente “discreditato” può agire in giudizio anche lui. Ma visto che è ancora lucido e in grado di giudicare le situazioni, pensiamo che non lo farà.
Altri che pretendono di parlare per conto suo senza averne il mandato sono pregati di non rompere le scatole. E di non dare lezioni di superiorità morale senza sentire il bisogno di qualificarsi.
Onestamente, admin, neanche lei si qualifica personalmente. E neppure i tanti estensori di post e commenti filo-Lauria, tra cui lo stesso “Giovanni M”; a meno che non si tratti di curioso cognome monolettera. Tengo a precisare che mon sono lo stesso anonimo che ha scritto prima. Ma resto anonimo come voi. Se preferite uso anche io un nom de plume
il9marzo.it è il nostro nome
Che fantastica punchline! Ma nei fatti rimanete un gruppo di anonomi, che aprono ad anonimi la possibilità di esprimere commenti anonimi.
.. come te, che contesti agli altri quello che fai anche tu.
Firmato: il9marzo,it (che siamo noi, per citare Totò e Peppino).
Si processeranno i fatti. E si realizzeranno le dovute conseguenze. Ho cominciato a criticare in sede scientifica l’evoluzione di Baglioni oltre dieci anni fa, in tempi non sospetti. Quali gli sbagli principali? Il dividere il bene (la Cisl) dal male (la Cgil), il riformismo (la Cisl) dal radicalismo movimentista (la Cgil), il sindacato cattolico (la Cisl) dagli altri (Cgil e Uil) un vero falso storico. Questo è in tutta la produzione di Baglioni? Ovviamente no, nemmeno in tutta quella recente.
Ma purtroppo è presente e denota una certa sudditanza non disinteressata con la segreteria generale Cisl di turno (quella di Bonanni, nel 2011 data della prima edizione del libro con il Mulino) e quella della Fumarola (a cavallo tra 2025 e 2026). Ho scoperto lavorandoci a stretto contatto altri lati deleteri del prof. Guido Baglioni, ma ovviamente lui potrebbe dire lo stesso di me.
Ai posteri (e magari ai giudici) l’ardua sentenza.
Aggiungerei una cosa, visti i tanti anonimi che scrivono stupidaggini e cose false (su mandato di chi?) sono costretto ad intervenire oltremisura.
Il comportamento di Guido Baglioni, a mio parere, è stato egoista, vigliacco, totalmente incoerente, oserei dire vile e imbarazzante e non solo nei miei confronti.
In questi mesi, avendo parecchie amicizie in comune, avrei potuto agire per blandirlo, verificare alcuni suoi comportamenti (no, l’evoluzione del libro, invece, non la potevo tenere d’occhio, era scesa, infatti, una cortina fumogena e il divieto a chiunque di farmene parola a partire dalla sua assistente e dalle redattrici di Edizioni Lavoro, incolpevoli).
Non ho fatto nulla di tutto questo.
Ho avuto rispetto di una persona di 98 anni che voleva far uscire il suo libro ad ogni costo e che ad ogni settimana (non mese!) di rinvio da parte della Cisl mi ripeteva, un po’ ossessivamente, chissà se io: “riuscirò a vederlo vivo!”.
Si è comportato così, nonostante la Cisl, e direi proprio la segreteria generale della Cisl , lo abbiano fatto in questo modo soffrire enormemente per il ripetuto rinvio della pubblicazione del suo libro, senza peraltro mai fornire spiegazioni accettabili (ripeto, per la milionesima volta il riferimento alla Meloni lo abbiamo tolto subito e, materialmente, su incarico di Guido Baglioni, dalla bozza l’ho tolto io…).
Non so cosa altro sia successo durante la visita di Daniela Fumarola a casa Baglioni, se gli hanno fatto firmare delle carte, una testimonianza utile rispetto al mio ricorso contro il licenziamento, magari nulla.
Io, ho le prove, certamente non tutti i testimoni (perchè molti hanno paura, tacciono, si eclissano).
E’ chiaro che l’azione dell’altro ieri, come qualche altro anonimo ha giustamente commentato, denota la paura del potere.
E quando il potere ha paura, agita la macchina del fango (magari con il sorriso), intorbidisce le acque, prova ad instillare il dubbio e il discredito.
Avviene, sempre, nel potere patriarcale nei casi di molestie e violenza sulle donne (e avviene tantissimo in un luogo da sempre maschilista e prevalentemente maschile come il sindacato), si chiama: “vittimizzazione secondaria”.
So bene cosa viene fatto circolare, scientificamente su di me.
Non ho avuto paura. Non ho paura e mai ne avrò.
E, pur compatendolo, non avrò astio, al di là di qualche comprensibile ed estemporaneo moto di rabbia che, ammetto, mi ha umanamente preso, nemmeno nei confronti di un quasi centenario che, da un punto di vista metaforico, ha mostrato di avere (lo ripeto metaforicamente, non parlo di denaro reale) un prezzo.
Un prezzo metaforico che gli è stato riconosciuto per ripagare il proprio ego e la propria incapacità di rispettare quegli orizzonti etici di cui ha sempre scritto, non so, a questo punto, anche in epoche precedenti, se praticandoli o meno.
E, sinceramente, nemmeno mi interessa più-
Se il professor Baglioni, ha qualcosa da dire a smentita, correzione, confutazione di queste affermazioni, saremo lieti di dargli tutto lo spazio necessario.
asmin, il professor Baglioni non ha neanche la mail, figurarsi se legge il 9marzo… e dai, siamo seri.
Qui sta(te) facendo demolizione di una persona di 98 anni. E menomale che doveva(te) difenderlo.
Se il professor Baglioni non legge il 9 marzo (e sarebbe uno dei pochi) ma qualcuno gli riferisce i commenti che lo riguardano, può intervenire quando vuole. Altrimenti chi se ne importa.
Quanto a difendere Baglioni, non ci è mai passato manco per l’anticamera del cervello. Sia perché nonostante i 98 anni sa difendersi da solo come meglio crede (e se non fosse così anche la visita a casa della signora segretaria generale potrebbe essere scambiata per una circonvenzione di incapace) sia perché le sue idee non ci sono mai piaciute.
Anzi, con l’occasione invitiamo tutti a non perdere tempo a leggere il suo libro.
Giusto admin. Avanti a tutto Saba e abbasso i Baglioni di turno
Perché contrapponi Saba a Baglioni? Saba era uno storico, Baglioni è un sociologo; per cui metterli a confronto diretto è come fare un paragone fra un calciatore e chi fa il tiro al piattello.
Il professor Baglioni ha una giovane assistente che è in grado di leggergli tutto e di più.
Lauria: il libro è uscito, le copie vendute, l’autore è contento. Fine. Ci sei solo tu e i pasdaran del 9 marzo a gridare al gombloddo. Pasdaran che peraltro fino a poco fa insultavi e querelavi. Poi la pax “perchè il caso si è fatto politico”. Ora che invece siamo alla farsa che farete?
Il complotto lo evochi tu, noi sappiamo quale è stato il comportamento di chi ha fatto uscire il libro, in quale momento, con quali contributo rimossi. E sappiamo capire cosa significa.
E secondo noi se ti impegni lo capisce anche tu.
PS Se polemizzi con noi, resta pure anonimo; se polemizzi con chi si firma, restare anonimo dimostra mancanza di coraggio.
La storia è ben più complessa caro anonimo. Nessun complotto, è tutto chiarissimo. Il libro, intanto, nonostante sia firmato solo da Baglioni non è solo di Baglioni (per carità in gran parte, ma non tutto). E non sarà per nulla difficile dimostrarlo. Ma proprio per nulla. Nulla di nulla. Anzi nulla, di nulla, di nulla. Speriamo di copie ne venda tante. Potrei non essere del tutto disinteressato alla cosa.
Tutte le volte che i cavalier serventi si sperticano per difendere il potere, significa che avete colto il punto
Argomenti ne abbiamo? Chi non la pensa come te è cavalier servente?
Oggi il segretario Uliano si è schierato contro le scelte governative sul caso Ilva. Chissà se la Fumarola, come fece a suo tempo a Taranto, chiederà alle controparti quale segretario potrebbe andare bene nel sostituirlo….
Possiamo stare certi ! La signorina delle camelie farà finta di niente ma sotto banco starà già lavorando per sostituire il grande manager Uliano (la cui stella non ha mai brillato) con un cavalier servitore. Certo che nella storia della FIM costui non lascerà tracce. Ma alla signorina dei due mari poco importa. Per lei è doveroso pensare e fare quel che le dice il barbaro Alarico, cameriere in livrea della bionda reticente e logorroica secondo convenga ai suoi applausi e ai voti dei calabresi che per viltà continueranno a seguire le strade asfaltate da Anas Catanzaro.
Zoli della Femca si è dovuto dimettere per far posto a Graziani. Nella Fim preparano il posto alla pupilla di Giggi patto sociale e di lady unipol.
Tutti detestano Roma ma arrivati lì non se ne vogliono più andare. A casa non hanno più nessuno e nella capitale hanno tante famiglie e possono mettere le cene nei rimborsi.
Avete presente Cetto la qualunque nel film dove si candida e fa campagna elettorale…? bè ho assistito alla stessa scena,palco amicale anche se mascherato da neutro,segretario cisl che ammiccava in maniera oscena con il rappresentante del si e per il rappresentante del no solo freddezza sguardi seriosi e domande di poco di poco conto,a prescindere dai contenuti e dalle scelte di ognuno ,peraltro legittime,se questa è l’imparzialita della cisl…..e poi fanno schifo perche nelle stanze delle sedi indicano di votare si….vergogna….comunque come segretari abbiamo tanti cetto la qualunque
Scusa se Daniela Fumarola presenzia in prima fila alle iniziative del sì, cosa ti aspettavi?
La svolta a destra della CISL nazionale è evidente. Dovuta in gran parte al fatto che a Sbarra, in cambio della politica alla quale ha indirizzato la CISL, è stato garantito un posticino mica male. Ieri alla Rai e alla sette, nei tg, scorrevano le immagini di Sbarra che sulla soglia di non so quale palazzo abbracciava sorridente la Meloni. E volete che la Fumarola contraddica il suo mentore? Difficile.
Sul referendum raccontano le cronache di un bellissimo esecutivo CISL dove si è data la la parola al SI e al NO. Dopo tante dotte spiegazioni, ci si poteva aspettare una presa di posizione. Invece no, si rimane nel dubbio. Come su tanti problemi. Ricordate sull’autonomia differenziata, oppure nel giudizio sulla Finanziaria.? La CISL rimane sempre cerchio bottista a livello nazionale o regionale. È più comodo si finge di essere intellettuali.
Sempre meglio prendere posizione alla fine quando si sa il risultato. Cosi si ha sempre ragione.
E infine oggi la CISL dice di andare a votare, altre volte ( vedi referendum abrogativi) ha detto di non andarci. Sempre in linea con Meloni. Lontani i tempi delle iniziative unitarie del 2006 dal titolo “Salviamo la costituzione”. D’altronde la legge sulla partecipazione che sta producendo così benefici effetti (sic) val bene una messa
Sulla questione che pone il post , qualche dubbio viene. Uno scopo sulla sponsorizzazione del libro è sicuro. Questi selfie hanno sempre un motivo e la cancellazione della memoria tipo URSS è costantemente praticata nel sindacato.
Anche la svolta a destra progressiva di Baglioni (evidentemente vista la censura del libro non così a destra destra come quella della Cisl) è evidente.
Basta prendere il suo libro più famoso sul sindacato e sulla Cisl (quello, invece, più famoso sulla democrazia economica si chiama: “Democrazia impossibile”).
Il testo si chiama: “Il sindacato dell’autonomia. L’evoluzione della Cisl nella pratica e nella cultura” ed è un saggio di Baglioni, pubblicato originariamente nel 1975 (con successive edizioni e ristampe) dalla casa editrice De Donato.
Il testo analizza “fimminamente” e “carnitianamente”, la trasformazione storica e ideologica della CISL, focalizzandosi sull’Autonomia Sindacale, con l’evoluzione della confederazione da organizzazione subalterna alle forze politiche (collateralismo con la Democrazia Cristiana) a soggetto autonomo e contrattuale.
Ma Baglioni si occupava anche della pratica e della cultura con lo studio della prassi sindacale e della “cultura della CISL”, con particolare attenzione al ruolo della FIM di Carniti e all’innovazione nei modelli contrattuali.
Il testo copre il percorso della Cisl dalle origini del dopoguerra fino alla stagione dei consigli e della strategia dell’unità degli anni ’70.
Di tutto questo (un po’ come gli studi del giovane Treu che rivendicava che la nostra Costituzione riconoscesse il: “diritto al conflitto”) non rimane nulla.
Il nuovo Baglioni è l’alfiere della deriva neoconservatrice, clericofascista dell’attuale Cisl.
Al di là di ciò Baglioni rimane il maggiore studioso vivente sui temi della partecipazione e della democrazia economica.
Sarebbe da chiedere a Daniela Fumarola, come mai, (e lui era anche di qualche anno più giovane di ora) Baglioni non sia stato minimamente coinvolto (esattamente come Treu) nei lunghi mesi di redazione e propaganda della proposta Cisl, con acclusa raccolta firme.
Se Fumarola aveva in così alta considerazione Baglioni, come mai lei, ma anche prima Gigione Sbarra, lo hanno consapevolmente e totalmente ignorato?
Non era abbastanza ciellino come Massagli?
Insomma Fumarola, con i sorrisoni, poteva ingannare magari qualche dirigente della Fisba di Taranto, tanti anni fa.
Oggi a lei non crede proprio più nessuno, hanno tutti solamente paura.
Magari non ci crede nemmeno Baglioni che si limita a far buon viso a cattivo gioco, perchè è stato pubblicato il suo ennesimo, ripetitivo, poco utile, libro.
I sorrisoni o meglio i sorrisetti di politicante la signorina sbarrofila, nella Fisba di Taranto, li indirizzata come dardi velenosi contro Pina La Vecchia. Il trio Fum. Frascella (Rip!)
e il nuovo deus ex machina castellucci fecero ass.ne nefasta e cancellarono la nobile Storia della Fisba per sostituirla col nulla : da quelle imboscate pervennero
alla nemesi degli abbracci con lo Stradino di Roccella j. e oggi (non
sapendo chi sia stato il Baglioni degli anni ’70), lo si beatifica come novello
Profeta che nel tempo è venuto scaricandosi molte delle ideologie che ne fecero il patriarca di una sinistra sinistra nella Cisl dei Tupamaros.
E oggi, inchinato alla peggiore Destra che potesse capitare all’Italia, va in via Po 21 e finge di riconoscere l’indirizzo di quella Cisl che dal 2014 ha cambiato persino gli arredi.
Nei commenti che ho letto, anche aspri a livello interpersonale, emerge la travagliata storia della Cisl e la sua trasformazione – di fatto – in lobby sottogovernativa dell’ultimo decennio, seppure ammantata di linguaggio e di strategie riformiste. Daniela Fumarola è la prima responsabile – all’interno della cisl – di due recenti disastri umani e politici nel volgere di pochi mesi. Il primo: il famigerato metodo con il quale è stato emarginato e poi licenziato Francesco Lauria, con disprezzo di ogni tentativo di mediazione messo in atto fin dall’inizio da figure storiche della Cisl. Il secondo, la pubblicazione dell’ultimo libro di Baglioni, “ripulito” e corretto (vedi la narrazione di Francesco Lauria in Commenti) e con una presentazione dozzinale e meschina tale da compromette la figura e la storia del quasi centenario sociologo e docente del Centro Studi. Direttamente ho conosciuto poco Giulio Baglioni, in due tre occasioni solamente, una delle quali quando venne a Torino, nel lontano 1967, per selezionare gli allievi per il corso lungo di nove mesi al Centro Studi di Firenze. Io superai la selezione ma poi non trovai il tempo per andare a Firenze, perché assorbito dal risveglio degli operai Fiat, dopo un lungo periodo di passività e di repressione. Credo che nella drammatica vicenda di Lauria e nella foto Fumarola-Baglioni si possa intravedere il progressivo declino, iniziato molti anni fa, del prestigioso centro sudi di Fiesole. Tema che non è mai tornato all’ordine del giorno per una riflessione approfondita, per quanto è dato a sapere in periferia. Adriano Serafino
Ciao Adriano,
ho letto e riletto la prefazione di Daniela Fumarola.
Mi pare senza infamia e senza lode, certo con alcuni passaggi che, almeno a me, paiono chiaramente strumentali e legati a tutta la triste, direi miserrima, vicenda.
Non lo so se la “vicenda Lauria” sia drammatica come scrivi tu, forse sì.
Io però, anche da persone più giovani di me nel sindacato (la cui ferita mi ha cambiato davvero la vita e lo sguardo) e dall’esempio di giganti provo a trarre insieme: “Coraggio e Amore. Preghiera, Perdono”, sempre accompagnati, però, da Verità e Giustizia.
Ho provato a parlarne qui, ispirato dall’esempio di Vittorio e Giovanni Bachelet:
https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/03/con-coraggio-e-amore-perdono-preghiera.html
Quanto ai danni sversati sulla Storia e la identità politica e morale della Cisl quelli già segnalati da Adriano Serafino e quelli analizzati da Graziani non saranno gli ultimi. Purtroppo quando i Carciofi di Sezze o di Cerveteri vengono pompati con ormoni si gonfiano in una notte, magari son belli da vedere, ma sono indigesti e portano gravi malattie. La metafora per la cisl odierna e degli ultimi 15 anni non è poi tanto inappropriata. Oggi si erigono altari protestanti alla veneranda età di un Professore dei cui meriti la signorina Fum non sa nulla perché tra le poche cose che poté imparare nei Corsi della Fisba e della Fai le idee di Baglioni non ebbero mai cittadinanza. Noi stavamo nel solco di Romani e di Silvio Costantini. Purtroppo in questo caso, gentile segretaria gen, se tu leggessi più Graziani che il tuo mentore calabro sapresti che oggi Parigi non vale una Messa, tantomeno una Messa cantata.