Decadenza (cronache torinesi, seconda puntata)

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un contributo che riguarda la vicenda di uno dei commissariamenti decisi dal commissario Petriccioli, quello della federazione di Torino-Canavese della Fp, delle cui vicende si è già scritto su questo blog.

Questo commissariamento è stato oggetto di un ricorso trattenuto a lungo dal collegio confederale dei probiviri per prendere infine una decisione, anzi due. E una in contrasto con l’altra.

Buona lettura.

www.il9marzo.it

 

I novelli Gattopardi; Ovvero i Probiviri Fp e Confederali.

La storia della FP di Torino – Seconda puntata

Un lodo assai poco lodevole – Ovvero, cambiano le persone ma la sostanza al massimo… peggiora .

Ormai possiamo scrivere una storia a puntate, ed ogni puntata meriterebbe approfondimenti e riflessioni in plenaria al fine di confrontarci democraticamente sui correttivi da applicare allo Statuto ed al Regolamento di attuazione, al fine di evitare le degenerazioni delle organizzazioni composite.

È fondamentalmente per questo motivo, oltre che per la notizia in sé, che ci preme portare all’attenzione dei colleghi l’ennesimo episodio di mala giustizia perpetrata ai danni della democrazia e della corretta applicazione delle norme.

I fatti si riferiscono al periodo successivo all’illegittimo commissariamento della Funzione Pubblica di Torino e Canavese, del quale abbiamo già ampiamente narrato anche  su questo blog. Fin da allora, infatti, si sono perpetrate delle illegittimità palesi culminate nell’arbitrario commissariamento della federazione a seguito delle “necessitate e richieste” dimissioni del segretario generale.

A voler essere sintetici, preferiamo non parlare della raccolta firme a cura degli attuali segretari/dirigenti di spicco della nuova fp di Torino; preferiamo sorvolare sulle pressioni arrivate da Roma, dal Confederale regionale e dalla Ust di Torino (il nuovo segretario fp era un segretario ust); preferiamo dimenticare frasi dette ad amici da segretari confederali nazionali “il segretario generale deve pagare la vicinanza alla segreteria nazionale commissariata”.

Sono tutte cose delle quali preferiamo non parlare perché, a parte la spregiudicatezza dei novelli dirigenti, denotano un atteggiamento pervicace e persecutorio, oltre che intimidatorio. Di quella intimidazione che qualcuno di noi, non proprio piemontese, conosce bene e ne pesa la valenza ma che di certo non può essere degno di una gloriosa organizzazione sindacale.

Dobbiamo invece soffermarci sulla illegittimità formale del commissariamento di Torino.

Il commissariamento, infatti, è stato architettato ad arte bloccando le assemblee precongressuali con una “ordinanza” inviata con mail da una componente dell’allora collegio dei Probiviri fp (illegittimamente riconfermato dal commissario e di fatto decaduto a seguito del commissariamento della federazione nazionale). La componente del precedente collegio risulta ancora componente dell’attuale collegio (organo) e, a ciò che risulta, anche responsabile degli organi della federazione. Quando si è bravi e si hanno meriti, di certo non si bada a spese sugli incarichi. Anche se magari sono inopportuni e incompatibili. Ma ormai non ci stupiamo di nulla.

Torniamo all’ordinanza, inviata da Chiara Severino dalla sua posta personale sulla posta personale del segretario Generale, che sospendeva le assemblee precongressuali a seguito di un ricorso ai Probiviri di federazione contro la presunta irregolarità delle assemblee. A seguito di questa ordinanza, oltre alla sospensione delle assemblee congressuali, la federazione di Torino veniva commissariata.

E qui comincia la parte interessante. Una riguarda i Probiviri confederali neo eletti.

In data 18 aprile veniva proposto da 67 iscritti della federazione di Torino un ricorso ai Probiviri confederali contro l’illegittimo commissariamento di Torino. Illegittimo perché emanato da un commissario  privo di poteri di subcommissariare, ratificato da un organo decaduto e  fondato su presupposti inesistenti e, comunque non provati né provabili.

Il ricorso ai Probiviri confederali veniva regolarmente inviato nei termini previsti dallo statuto, tanto che in data 18/10/2017 prot. 8662/17, ben 6 mesi dopo, i ricorrenti venivano notiziati della fissazione della data di udienza presso “ i noti locali” della sede di via Po, probabilmente per essere ascoltati. Solo che, a quel punto, veniva inviata una nota integrativa ma…con somma sorpresa…il collegio respingeva il ricorso per decadenza dai termini.

Ma allora c’è qualcosa di losco in via Po! Come si fa a fissare udienza di trattazione per il giorno 8 novembre, udienza alla quale i ricorrenti avrebbero ( tutti e 67) potuto presentarsi… e poi respingere per decadenza dall’azione?

Ma la logica c’è invece. Ed è la logica del Gattopardo. Tutto è cambiato per rimanere uguale.

La giustizia non si può adattare al volere di chi sta ai vertici. La giustizia è un valore assoluto unico e non autoritario.

Ci hanno insegnato talvolta che chi conosce le norme vive bene anche standone ai margini. Ma il problema qui è che le norme non hanno più margini. Le norme non esistono.

A chi dobbiamo rivolgerci per avere giustizia? A chi dobbiamo rivolgerci per vedere rispettate le norme e le persone? Siamo in tanti e ancora fiduciosi che la magistratura esterna possa intervenire per rendere merito alle giuste eccezioni sollevate e che di politico non avevano e non hanno nulla.

Nell’attesa rimane solo la giustizia divina.

                                     Santina Pantano + 66

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20 Commenti - Scrivi un commento

  1. E appena il caso di osservare che: LORO SE LA CANTANO E LORO SE LA SUONANO. Di questo passo e con questa interpretazione Furlaniana del senso di giustizia presto arriveranno anche ad autodenunciarsi per poi assolversi.
    Se la situazione non fosse estremamente tragica, emulando Totò potremmo scompisciarci dalle risate con simili pagliacci che hanno scambiato la CISL per un circo equestre.

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  2. avanti con il ricorso il tribunale, dovranno rispondere tutti in sede legale. quello che più mi dispiace è che la Cisl è un malato terminale, senza alcuna speranza. ma almeno chi è responsabile di queste nefandezze dovrà pagare.

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  3. Questi personaggi che governano la cisl cosi vergognosamente quando finiranno la loro carriera rimarranno senza un ricordo cui valga la pena rammentare, solo un pugno di mosche nella ragnatela delle loro anime

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  4. temo che le controversie legali andranno via via aumentando e di conseguenza ciò che resta della cisl si sgretolerà irrimediabilmente però, leggendo con attenzione questo blog, credo che stia già nascendo un nuovo soggetto degno della fiducia dei lavoratori perchè portatore di sani valori e di competenze che erano troppo scomode per la dirigenza odierna della Cisl.
    Avanti tutta affinché sia fatta giustizia !

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  5. a proposito, ma lo Statuto della FNP non prevede un periodo massimo per le cariche di segretario generale e di segreteria, pari ad otto anni ?
    Esempio: se qualcuno è stato eletto segretario generale nel mese di ottobre 2009, non si dovrebbe considerare scaduto al dicembre 2017 ?
    Mi pare che lo statuto ed il regolamento si applichino a piacimento….. Purtroppo non è una novità.

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  6. Di CIRCHI EQUESTRI ormai ne sono rimasti molti, quindi qualcuno ci doveva pensare. La CISL ha pensato bene di inserirsi in questo mercato, è però da vedere se tale investimento sarà così redditizio. Ho l’impressione che la borsa economica di tale investimento tra un po’ avrà un buco e allora, quando il cibo scarseggia, comincerà la lotta fratricida per accaparrarsi il poco “cibo” rimasto alla faccia di chi , con il proprio contributo (pagamento tessera) , senza diritti di parola, fino ad oggi ha provveduto al sostentamento.

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  7. La vicenda della quale pure sono stato testimone, rivela il volto di questa decadente ed inquietante situazione che mette a nudo la straordinaria vulnerabilità di organizzazioni associative quando non posseggono più quegli anticorpi necessari ad evitare solenni cadute che poi minano la autorevolezza e la credibilità di tutti. C’era tempo per evitare tutto ciò? Era possibile prevedere l’annullamento di atti sconclusionati e “politicamente ” fallimentari, oltre che, come abbiamo dimostrato, esser normativamente fallaci? È la storia di una sequenza di madornali ma consapevoli errori e su questi si valuta lo stato di salute di una organizzazione. A leggere questo post si ha la piena consapevolezza di esser scivolati verso il disfacimento di un patrimonio di iniziative, di una pericolosa azione posta in esser contro i romanocentrici poteri di autorefernzialita locale e centrale nei ministeri e non solo. Oggi si assaporano non gradevoli effetti ( per i lavoratori pubblici ) di un anno così. Ci sono aziende che invitano ad assaporare un panettone per salvare il salvabile e altre che sponsorizzano prodotti convenzionali, assicurativi forse. Tra le due situazioni poche affinità: la prima ha se non altro il merito di sopravvivere alla spietata legge della concorrenza, la seconda di prolungare in una categoria l’agonia.delle idee.

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  8. Un saluto affettuoso a Bruno che ho avuto modo di conoscere e che aspetto ritorni al suo posto per continuare il cammino intrapreso per il riconoscimento di un diritto negato…persone come Lui e i partecipanti a questo gruppo mi danno una speranza che le cose possano migliorare……un iscritto cisl Torino Mlps.

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  9. Il risultato di questa operazione è che, aspettando Godot (i nuovi Probiviri), molti dei 67, hanno perso la fiducia nella cisl, si sono sentiti abbandonati e hanno deciso dì dimettersi. No caro Bruno, non c’entri proprio nulla tu…come fa piacere dire a Giuliattini e Blandino.
    Non c’entri niente tu con la loro ignavia. Non c’entri tu con l’inefficienza conclamata delle loro azioni. La questione è molto più semplice di quanto si vuol far credere.
    Gli iscritti da oltre 20anni alla cisl hanno capito con chi hanno da fare ed hanno preferito salutare cordialmente. Tutto qui.
    Questi sono i meriti della giustizia lenta e sottile dei Probiviri di federazione e confederali.
    Questi sono i risultati ben celati dietro una apparente patina di normalità.
    E il bello è che è tutto merito del nuovo che avanza con i residui di qualche pensionato compiacente e di qualche giovane a corto di pecunia.

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  10. Non c’è più speranza per la Cisl, purtroppo le cronache di tutti i territori è piena di irregolarità ed illegittimità a ciclo continuo. Tutto ciò perché il comitato di affari se la canta e se la suona. Vedremo, fra non molto, come sarà chiuso il tesseramento. Speriamo che sia pubblicato quello reale e non quello che stanno costruendo. Amiche ed amici non illudiamoci che interverrà la Magistratura, purtroppo […] in Italia, è consentito. Non ci resta che denunciare attraverso la stampa, solo così possiamo far conoscere tutte le nefandezze che stanno facendo.

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  11. Dal quotidiano di oggi “LAVERITA” L’UE HA CREATO IL NUOVO MERCATO DEGLI SCHIAVI
    Una inchiesta del <> svela l’ultima deriva della globalizzazione. In Europa 55.000 agenzie gestiscono il traffico della manodopera low cost. Sfruttando la libertà della circolazione, masse d’operai sono spostate la dove i committenti le chiedono.
    DOVE ERA IL SINDACATO? COSA HA DETTO HO FATTO LA POSTINA IN MERITO? EH! GIA’ LEI SI OCCUPA SOLO DI POTERE E DENARO.

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  12. DI SEGUITO UN ESEMPIO DI COME IL SINDACATO OPERA PER IL BENE DI (SE STESSI)
    Assalto all’Inps vogliono sostituire il presidente per tornare alla gestione sindacale
    Salvate il soldato Tito Boeri Attacchi a ripetizione. Lui dice: pronto a dimettermi
    di Carlo Valentini Twitter: @cavalent 

    Tra le vecchi scelte (meritorie) di Matteo Renzi vi furono le nomine di Antonio Campo Dall’Orto a dg Rai e la nomina dell’economista Tito Boeri a presidente dell’Inps, mettendo fine alla disastrosa gestione dei sindacalisti. Campo Dall’Orto è stato poi buttato a mare dagli stessi renziani. Mentre Boeri è ora sulla graticola. Infatti è in corso un assalto alla diligenza, l’Inps è un ente importante e fa gola, soprattutto chi ne era stato esautorato tenta la rivincita. Boeri non può essere lasciato solo di fronte all’assedio.
    Non che tutto ciò che ha fatto alla guida dell’Inps non possa essere discusso, ma certamente non va disconosciuto il suo sforzo di rimettere in sesto il carrozzone anche con giudizi fuori dal coro, come quello contro l’abbassamento indiscriminato (ed elettorale) dell’età pensionabile.
    In tempi di restaurazione post-referendum costituzionale cosa c’è di meglio che cancellare pure il rinnovamento dell’Inps e ritornare ai vetusti assetti? Chi sono i critici, o addirittura i nemici, di Boeri? Incominciamo ovviamente con un sindacalista che non nasconde la sua nostalgia per quando erano i leader di Cgil, Cisl e Uil a indicare il vertice dell’istituto. Carmelo Barbagallo, segretario Uil, dice: «Mario Monti, Tino Boeri ed Elsa Fornero sono al servizio delle multinazionali, è meglio che se ne vadano all’estero». Barbagallo, gli va riconosciuto, va diritto al sodo e non nasconde le sue mire: «L’anno prossimo dobbiamo riconquistare la gestione della previdenza del nostro Paese». Da Barbagallo a Cesare Damiano, Pd, ex Fiom-Cgil, tre legislature, ora presidente della commissione Lavoro della Camera: «Boeri offende il parlamento perché nega l’evidenza dei fatti».
    Damiano ha lanciato una vera e propria offensiva contro Boeri tanto che presidente dell’Inps ha preso l’insolita iniziativa di scrivere una lettera al presidente e a tutti i componenti della commissione Lavoro: «Non passa giorno senza che Lei o il vice presidente della Commissione, on Marialuisa Gnecchi, (anche lei Pd, ndr) rivolgiate qualche accusa particolarmente offensiva all’Inps, reo di non offrire dati oppure di offrirli distorti o incompleti, di escludere, con ferocia burocratica, gruppi vulnerabili dall’accesso agli ammortizzatori sociali, stravolgendo il dettato normativo o ancora di essere sistematicamente in ritardo nell’erogazione di qualche prestazione».
    Non è un caso che il fuoco di fila contro Boeri si sia moltiplicato negli ultimi tempi. Egli si appresta a varare la riforma dell’istituto, che è poi il compendio di quanto ha fatto in questi mesi. Dopo non ci sarebbe più trippa per i gatti sindacali o ex-sindacali. Quindi bisogna agire subìto, cacciando il presidente e bloccando la riforma. Invece sarebbe una sorta di asso nella manica del Pd in campagna elettorale. Mentre il M5s e la Lega vorrebbero smantellare la legge Fornero e Silvio Berlusconi propone di innalzare le pensioni minime a 1.000 euro, Bruxelles mette costantemente in guardia l’Italia da un allentamento delle maglie previdenziali. Chi lo dice che una proposta di abbandonare quegli spot per una riforma seria e salutare nel medio termine, con tanto di consenso europeo, non sarebbe apprezzata dagli elettori che guardano oltre il proprio naso?
    Un altro sindacalista è Umberto Franchi, ex dirigente Fiom e ora Cgil. Boeri, presidente scomodo, ha detto che è pronto ad andarsene prima della scadenza del suo mandato (nel 2020): «Se vogliono liberarsi di me c’è un modo molto semplice, mi convochi il presidente del Consiglio e mi dica che non c’è più fiducia o che considera terminato il mio mandato e un secondo dopo mi dimetterei».
    Intanto continua a lavorare. S’è detto favorevole all’introduzione di un salario minimo («vi sono circa 2,5 milioni di lavoratori che possono essere considerati poveri, cioè con un salario orario inferiore a 8,60 euro»), sulla discussa Ape assicura che «stiamo facendo di tutto per pagare gli arretrati entro dicembre», ha avviato il Polo unico della medicina fiscale (l’Inps potrà controllare non solo le assenze dei dipendenti privati ma anche di quelli pubblici), infine lancia un sasso nello stagno politico-sindacale: «Il reddito di inclusione è una svolta epocale, ma è solo un primo passo. Bisognerà impegnarsi, in futuro, per aumentare la dotazione delle misure di contrasto alla povertà. Credo che questo debba essere anche un monito ad alcuni partiti politici e forze sindacali che chiedono ancora più risorse per le pensioni quando già nella legislazione vigente siamo destinati a superare il 18% di spesa pensionistica sul Pil. E invece non sembrano preoccuparsi di potenziare le misure di contrasto alla povertà».
    Come dargli torto? Salvate il soldato Boeri.
    Onore al protomartire Fausto e in galera i traditori dei lavoratori

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  13. boeri ha pronta da mesi e mesi la circolare per togliere il vitalizio ai sindacalisti che il ministro poletti ha chiuso in un cassetto. riguardatevi la puntata di nemo in cui parla del sindacato e dei sindacalisti

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  14. Obbiettivamente sembra un copione scritto da un regista ed applicato un po’ dappertutto.
    Prima corruzione degli utili idioti per entrare nelle federazioni o confederazioni ostili, successivamente insediamento di vecchi compari di merende con delusione degli utili idioti che vengono tenuti a briglie corte con briciole di prebende, i quali resistono con le orecchie abbassate ripetendo che ‘ prima si stava meglio’ in attesa di tempi migliori per rifare il salto della quaglia.
    Defenestrazione graduale e sistematica dei voltagabbana che,adesso vittime, inneggiano alla pulizia in cisl.
    Una volta ho visto un film dove il capo di una organizzazione molto efficiente stava agitando troppo le acque attirando troppo l’attenzione e causando danni all’organizzazione mettendo a rischio la serenità di tutti. Nel film i colonnelli hanno provveduto a trovargli una sistemazione più serena al capo ed ai suoi fedelissimi.

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  15. A Torino al Palagiustizia ho sentito di due indagati Cisl per corruzione fedelissimi del nuovo segretario ex commissario FP. Qualcuno sa di più?

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  16. Mah, per quello che ne so io uno dei due dovrebbe essere il nuovo coordinatore territoriale appena nominato. Ma forse non è vero perché se li hanno appena nominati almeno avranno scelto persone di specchiata corr…ettezza…

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