Cosa lascerà

Ogni segretario generale della Cisl ha fatto tante cose, eppure quando li si ricorda, di solito se ne citano una o due che li caratterizzano nella storia. Ad esempio, Giulio Pastore viene ricordato come colui che ha guidato l’uscita dalla Cgil unitaria e poi ha fondato la Cisl (sebbene questa non sia nata dall’atto di volontà di un singolo, ma dalla convergenza fra esperienze del sindacalismo bianco, la Lcgil, di quello laico e socialdemocratico, la Fil, e di quello autonomo, l’Ufail). D’Antoni è ricordato per gli accordi di concertazione (ma se ne potrebbero ricordare anche le piroette fra l’unità sindacale un giorno e la “grande Cisl” un altro) e Carniti come l’uomo che ha vissuto per l’unità sindacale ma che ha rotto con la Cgil quando il Pci voleva usarla per imporre la sottomissione del sindacalismo unitario alle indicazioni di partito. Perfino la signora Anna Maria dovrà essere ricordata nella storia della Cisl, almeno come commissariatrice seriale (la Fai, la Campania, la Fp) e per le espulsioni (a cominciare da Fausto Scandola per aver detto la verità) e poi per l’annuncio che uscita da Via Po 21 avrebbe fatto soprattutto la nonna (ed in effetti sembra che l’attuale mandato al Senato non la impegni più di tanto).

Ed il dottor Sbarra dell’Anas, che si avvicina alla tagliola dei 65 anni, che segno lascerà nella storia? Certo, il discorso è prematuro; eppure tutto sembra già scritto, e allora ci divertiamo a prevedere il futuro, a rischio di essere un giorno smentiti. Secondo noi, potrebbe essere ricordato per l’iniziativa di legge sulla partecipazione e per un paio di cose dette a latere che ne suonano come smentita. A cominciare dalla solenne affermazione, quasi una profezia new age, secondo cui con la sua iniziativa si sarebbe chiuso il novecento sindacale caratterizzato dal conflitto, per entrare nell’era della partecipazione (anticipata peraltro da prassi di partecipazione al sottogoverno di aziende pubbliche, tipo il suo distacco dall’Anas senza averci mai lavorato). Mentre la verità è che l’idea di eliminare il conflitto attraverso forme istituzionali di collaborazione risale ai secoli passati, si chiama corporativismo, ed è fallito nella prima metà del Novecento. Un ritorno al passato per incapacità di leggere il presente e quindi di costruire il futuro.

Un’altra cosa per la quale sarà ricordato, non ne dubitiamo, è l’improvvido elogio del ministro Salvini, qualcosa che nessun segretario generale si era mai azzardato a fare; perché se sei un sindacalista il tuo mestiere è incalzare i ministri, anche quelli che sarebbero bravi davvero, e non incensarli.

Proprio in questi giorni, peraltro, i fatti smentiscono tutto quello che il dottor Sbarra va dicendo su questi temi. Il conflitto rimane una componente ineliminabile di una società pluralista, come hanno dimostrato cose diverse come i contratti conquistati dal sindacato dell’auto negli Stati Uniti o i trattori sulle strade d’Europa. Quanto agli elogi a Salvini, ricordiamo come si tratti di un ministro che contro i conflitti a lui sgraditi usa strumenti autoritari e repressivi, come la precettazione di lavoratori dei trasporti che già rispettano i servizi minimi previsti dalla legge, o iniziative per il divieto dei blocchi stradali per gli attivisti del clima. Quando invece pensa di poter avere un vantaggio politico, ad esempio dai trattori sulle strade, allora i blocchi stradali gli vanno bene e chi se ne frega dei cittadini chiusi nelle auto.

Idee sbagliate e amicizie politiche pericolose; o, se preferite, idee pericolose e amicizie sbagliate. Ecco come potrà essere ricordato il dottor Sbarra dell’Anas da segretario generale della Cisl quando lascerà il posto.  

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29 Commenti - Scrivi un commento

  1. davvero una riflessione importante,anche sul passato di altri segretari che data la memoria corta che tutti abbiamo,non fa mai male ricordare.Detto questo e lette le vostre riflessioni sull’ultimo segretario ancora in carica e sulla precedente che avete citato devo dirvi che ho l’amaro in bocca,devo solo dire una frase fatta ma significativa: Dio mio come siamo caduti in basso.

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  2. A parte le vomitevoli lodi del ministro del fare, Salvini, non vorrei che rimanesse nella storia, insieme alla sua segreteria, per aver dato il via libera sindacale ( o meglio della CISL) all’autonomia differenziata o ancora peggio alla riforma costituzionale proposta dalla Giorgia nazionale. Sempre che di storia di possa parlare e non invece di penosa sottomissione

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  3. Qualcuno dice “come siamo caduti in basso” aggiungo “sarà peggio con la Fumarola”. Pensavo che peggio della Furlan non si potesse arrivare invece siamo alla frutta e domani saremo macedonia.

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  4. Faccio una premessa….sono un semplicissimo operatore sindacale neanche tanti esperto,mi scuso per la riflessione anonima ma come tanti tengo famiglia e non mi vergogno a dirlo.Detto questo il mio pensiero è: in tutte le riunioni che partecipo a partire dal mio consiglio generale,congressi altre iniziative cè un unanimismo silenzioso che poi stride con le chiacchere che si sentono nelle sedi,giuste o sbagliate che siano le riflessioni di tutti io penso che i capi della nostra organizzazione dovrebbero favorire la discussione interna,mi pare invece che sia proibito parlare pena la scomunica…per tornare a questi post…io non so nemmeno chi sia questa fummarola so solo che viene imposta….ma quelli che vanno a roma a votare cosa contano,cosa dicono cosa rappresentano…a me pare parlino solo per assicurare le loro carriere personali,mai nessuno ufficialmente dice qialcosa….non so forse mi sbaglio…?

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  5. Una volta raggiunti i requisiti per andare il pensione, l’organizzazione ti chiedeva di andare in pensione. Se avevi buchi contributivi, lavoro nero, copriva i contributi.
    Oggi i pensionabili non solo non lasciano ma rilanciano.

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    1. i regolamenti in proposito sono molto chiari , nessuno e’ obbligato fino ai 65 anni di eta’, rispettando i limiti di mandato e durata complessiva ( cosa che ad esempio in uil non esiste o esiste in parte , in molti commenti da alcuni citata ad esempio , anche nei dibattiti nel 9 marzo) .
      In Cisl per fortuna e se Dio vuole 8 ma anche se non vuole ) e’ finita l’era dei finti moralisti , e la confederazione cresce

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      1. il regolamento prevede la “quiescienza” da quando se ne ha diritto pertanto la comunicazione dei requisiti raggiunti per averla. Alcune categorie prevedono l’obbligo di comunicazione.

        I 65 anni sono il limite massimo, non il requisito minimo.

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      2. La CISL cresce? Con quali tessere? Associazioni, pensionati, tessere fatte per usufruire dei servizi di caf e patronato. Si obiettivo, queste tessere non hanno nessun peso specifico quindi i numeri sulla crescita vanno rivisti con obiettività.

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  6. Incapaci di difendere una conquista importante come il welfare integrativo. Partito bene, dopo, tra viaggi, regali, distacchi hanno fatto saltare tutto. Roma da alla testa.

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  7. In un viaggio a Dubai (per studiare la sanità integrativa) dirigenti che sono in confederazione furono accolti in carrozza con i cavalli .

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  8. tra il 2015 e il 2017 sono stati modificati prima i regolamenti e poi gli statuti.
    Le categorie gli statuti in vigore non li mettono online. L’obbligo di comunicazione di quando si è pensionabili in alcuni casi l’invio dell’ estratto contributivo dopo i 50 anni é nero su bianco. I 65 anni non sono il minimo garantito ma il massimo consentito se non arrivi ai requisiti prima.

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    1. La Cisl si appresta a cambiare di nuovo sul tema , con i limiti attuali sulle pensioni le regole imposte dal 2015 al 2017 a cui fai riferimento sono una barbarie .
      per fortuna il dibattito e’ aperto.
      Per quanto riguarda la regoletta dell’estratto conto contributivo , e’ nota , ed e’ degna del peggior padrone , ma e’ anche noto che visto i numerosi buchi contributivi di oramai quasi tutti , serve come il parmigiano sugli spaghetti allo scoglio .
      Capisco chi ormai, e’ magari fuori dalla Cisl , sia rimasto a quei tempi, ma quel nefasto periodo di pauperismo medievale e’ finito .
      Finito!

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      1. Rappresentare i lavoratori attivi da pensionabili é sempre stata una critica che si facevano tra bergamaschi. Meglio non raccontare cosa disse del povero Petteni…

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  9. E al nazionale dei pensionati cosa si lascerà? Solo apparenza di foto social con la luce del tramonto , non ci sono più i segretari di una volta di sostanza

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  10. Avere il quadro contributivo dei propri dipendenti é un obbligo proprio per evitare che si limitino i casi di pensioni d oro e lavoro nero.

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  11. REPORT e i Fondi sanitari

    Spero sia soltanto un preludio…
    Troppo generica la trasmissione di Ranucci perché molte cose non sono state dette e sono pure le più importanti: una di queste il come sindacati e organizzazioni datoriali (!) si finanziano tagliando le prestazioni ai lavoratori.
    E il caso delle cliniche convenzionate con UNISALUTE ? Obbligare i lavoratori a farsi curare nelle cliniche convenzionate conviene solo alle Assicurazioni e a chi con esse ha rapporti di brocheraggio.

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    1. Siamo d’accordo che ci sono molte altre cose da raccontare. Come qualcuna di quelle che abbiamo raccontato noi, a partire dalla vicenda Aletheia (e dal suo successivo fallimento per il quale Giulio Romani è stato premiato con il posto a Bruxelles).
      Ad ogni modo Report ha il merito, anche in questo caso, di aver dato risalto alla questione. Per chi si fosse perso la trasmissione, può vederla a questo link
      https://www.raiplay.it/video/2024/02/Sanita-a-fondo—Report-del-11022024-39c92368-fd50-4d7b-b2f3-890473794d3a.html

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  12. Ex somministrato incazzato · Edit

    Sono un ex somministrato, oggi in quota alla femca cisl del Lazio che sta per levarsi la tessera. Una categoria allo sbando , nessuno che ti da una risposta, segretari mai visti nelle aziende che fanno solo i proclami e pensano ai c….. loro.
    L’unica categoria dove ho trovato gente capace e umile e che ci ha aiutato è nella felsa dove siamo stati seguiti da questi ragazzi davvero in gamba e super preparati. Un gruppo di giovani che con grande sascrificio lottano per noi, non come questi 4 scappati di casa della femca dove sono solo capaci a chiedere tessere su tessere e non si fanno mai vedere. Dirò a tutti i miei colleghi di levare la tessera perché pagare 22 euro al mese per questi disadattati è davvero un furto

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  13. ieri sera in tv il lavoratore anas ha sbraitato contro le morti sul lavoro richiamando la partecipazione con le aziende e il governo…..comprensibile detto da lui che probabilmente non ha mai lavorato e che i morti li vede in tv…andasse da quei padroni che attraverso gli enti bilaterali producono burocrazia ,finta formazione e….sindacalisti pagati….andasse a vedere queste imprese se lo fanno entrare,andasse davvero contro il codice degli appalti ovvero contro i sub appalti al massimo ribasso…altro che partecipazione…e poi se la cava con una presunta mobilitazione fatta di assemblee,forse nelle fabbriche piu tutelate o in qualche ufficio del pubblico…provi a chiedere a chi ha scritto sopra dove vanno a fare le assemblee quelli della femca….dovrebbe davvero fare qualche mese di lavoro in una fabbrica per capire cosa è il lavoro….un lavoratore che si è salvato per pura fortuna buongiorno

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  14. A fronte dello sciopero di due ore proclamato da CGIL e UIL per la terribile e straziante morte di 4 lavoratori a Firenze nell’incidente nei lavori per il supermercato Esselunga, come reagisce la CISL ? prevedendo assemblee e chiedendo l’apertura di un tavolo. In passato uno sciopero unitario sarebbe stato quasi automatico. Ma oggi pur di distinguersi ( in peggio ? ) La CISL di Sbarra non aderisce !!

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    1. Pensa a quando i metalmeccanici di Bentivogli portarono a casa una trance da 1.38 centesimi, allora si che andavamo alla grande , nella fabbriche i padroni festeggiavano a champagne , rigorosamente Bresciano non Francese

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