Ottimo e abbondante

Continuando a fiancheggiare Salvini anche quando il capo della Lega attacca lo sciopero (non il diritto di sciopero, lo sciopero stesso), il dottor Sbarra dell’Anas ha definito “da prefisso telefonico” le percentuali di adesione a quello proclamato da Cgil e Uil. Una considerazione impossibile da dimostrare o da smentire, perché i numeri in questi casi sono più arbitrari di quelli sulle manifestazioni in piazza, e che comunque i sindacalisti veri lasciano fare ai padroni o ai politici reazionari che vogliono limitare lo sciopero (ripetiamo: non il diritto di sciopero, ma lo sciopero come fatto) e che usano l’argomento della “piccola minoranza” che crea problemi alla maggioranza degli italiani dimenticandosi che sono proprio gli strumenti in mano alle piccole minoranze a fare la differenza fra una democrazia ed una dittatura della maggioranza.

Siccome il dottor Sbarra non è un sindacalista, usa l’argomento reazionario del prefisso. Che, anche se fosse vero, sarebbe sufficiente a dimostrare che le altre organizzazioni riescono ancora a muovere qualche persona in carne e ossa, convincendola a rinunciare a un po’ di retribuzione anche in tempi magri. Mentre Via Po 21, che è una holding che dà occupazione direttamente o indirttamente ad una pletora di dipendenti, si può limitare a portarne una parte a Roma. Dove in piazza erano tutti dirigenti, dipendenti che si comportano da dipendenti e pensionati in gita, mentre di gente che lavora ed aveva fatto dei sacrifici per essere presente ce n’era forse neanche una percentuale da prefisso telefonico internazionale.

Poco importa, tanto lo scopo era quello di far vedere qualche bandiera della Cisl nei telegiornali, far scrivere qualche articolo favorevole ai giornali di destra (ma neanche tanti), per potersi poi presentare al tavolo del governo e ripetere sempre i soliti ritornelli del tipo “incontro positivo”, “abbiamo apprezzato la disponibilità al dialogo”, “vogliamo migliorare la manovra” e altre frasi fatte che ricordano tanto il rancio “ottimo e abbondante” di Alberto Sordi.

Qualunque schifezza ci fosse nella gavetta.

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