La casa di vetro, il grande bluff. Quarta puntata (2016-2018)

Dunque la narrazione della casa di vetro era un’ipocrisia: tanto è vero che chi la raccontava, e la usava per legittimare sé e delegittimare chi era un problema, aveva goduto di privilegi retributivi non previsti dal regolamento (che anche se fosse ststao solo indicativo aveva comunque indicato tutt’altre cose da quelle che venivano fatte) e nel caso della signora segretaria generale si era creata una situazione che le avrebbe gonfiato la pensione in maniera più clamorosa (e meno regolare dal punto di vista dell’Inps) di quel che le lettere anonime avevano raccontato su Bonanni. Tutti fatti sempre negati contro ogni evidenza e dei quali nessuno ha mai reso conto.
Ma il racconto di Comma 22 non si limita a fare i conti su stipendi e pensioni, perché queste operazioni e questi magheggi retributivi non erano solo nell’interesse personale di chi ne ha beneficiato, ma sono servite a cementare un gruppo di potere. Come si vede bene nella ricostruzione della puntata di oggi, dove si fanno nomi e cognomi di di quelli che sono passati (i tanti eletti nella segreteria confederale e poi scaricati) e di quelli che sono passati attraverso tutte le stagioni per costituire il nucleo di questo “cerchio magico” unito dalla condivisione degli stessi segreti (magari di Pulcinella) sui giocbi di potere nell’organizzazione.
Buona lettura della quarta puntata!

il9marzo.it


2016-2018
Gli allontanamenti e i cambi in segreteria confederale

Maggio 2016Luciano sostituisce in segreteria Sbarra passato alla segreteria generale della FAI. Ora poteva partire l’offensiva dei commissariamenti e delle espulsioni contro gli infedeli.

Tra casi i più eclatanti:

Il primo nell’ottobre del 2016: commissariamento della Cisl Campania e, dopo il ritrovamento di videocamere nella sede regionale, la successiva denuncia penale a fine anno contro la ex segretaria generale Lina Lucci.

Dopo un lungo processo la Lucci viene assolta con formula piena. Durante le indagini processuali si accerta che un consistente ammanco è a carico di un funzionario contabile e non della Lucci, ma … inspiegabilmente … la Cisl non si costituisce nei confronti dello stesso funzionario.

Poi nel gennaio 2017 è la volta della Funzione Pubblica. Commissariamento con il voto contrario di 16 componenti dell’Esecutivo tra cui tre segretari confederali. Per i tre segretari confederali viene trovata una alternativa, mentre per gli altri si preparano gli allontanamenti in vista dell’imminente congresso.

Il congresso del luglio 2017, dopo l’uscita dei tre segretari Bernava, Farina e Luciano, conferma Anna Maria Furlan segretaria generale affiancata da Petteni, Ragazzini, Petriccioli, Ventura, Colombini, Cuccello.

Qualche mese dopo Petriccioli commissario F.P. lascia la segretaria per assumere quella di segretario generale Funzione Pubblica, e viene sostituito da Ganga, mentre nel 2018 Petteni passa all’INAS e Luigi Sbarra terminato il commissariamento alla Fai rientra in segreteria come segretario generale aggiunto. A fine anno entrano in segreteria confederale Giulio Romani e Giorgio Graziani.

Dopo i commissariamenti, gli allontanamenti e le espulsioni al comando della casa di vetro rimangono i tre sopravvissuti della segreteria del 2013: Furlan segretario generale, Sbarra segretario aggiunto, Ragazzini segretario amministrativo. E naturalmente Bonfanti segretario generale Fnp.

Il cerchio magico Cisl, come qualcuno osava sussurrare…

COMMA 22

(fine della quarta puntata)

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14 Commenti - Scrivi un commento

  1. Un’osservazione sull’affermazione “il regolamento era solo indicativo” rilasciata dalla Furlan e da altri a suo tempo per giustificare lo sforamento dei compensi. Il regolamento era proposto dalla segreteria, approvato dall’esecutivo e quindi reso effettivo. Poi esteso alle strutture periferiche aile quali si chiedeva di recepire e applicare. Dunque era la segreteria confederale a proporre, approvare, applicare. Come può la segreteria difendersi dicendo che non era obbligatorio applicare un regolamento che essa stessa aveva ideato ? Mistero. La cosa grave è che nessuno dentro gli organismi della CISL, per quello che si sappia, abbia mai sollevato questo problema. Insomma, si tratta di una giustificazione semplicemente penosa e chi ha sbagliato o ha consentito di sbagliare, omettendo i controlli, si sarebbe dovuto dimettere. E poi hanno costretto Bonanni a dimettersi per un comportamento che anche gli altri mettevano in pratica. Sarebbe stato meno scandaloso affermare : facciamo quello che vogliamo finché i nostri iscritti ce lo consentono

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  2. Si sarebbe dovuta dimettere tutta la segreteria a settembre 2014. Il commercialista scrisse che era tutto in regola evidentemente lo ha fatto in modo disinteressato

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  3. La cosa continua anche se sotto forme diverse,rimborsi spese, pranzi,cene auto abbastanza grosse,regolamenti e statuti interpretati,ci vorrebbe davvero un repulisti ma bisognerebbe cominciare dai piani alti e la si fa fatica ad arrivare anche perche il famoso dibattito interno è sparito da anni e gli operatori sindacali se parlano vengono minacciati per non parlare del personale tecnico che oltre a essere mal pagato è continuamente vessato dai caporioni….infine questi ultimi naturalmente si circondano degli amici e dei parenti e poco importa che sappiano lavorare o sappiano cos,è il sindacato,quello vero, ecco le altre forme “lecite”di guadagno,posti di lavoro in cambio di silenzi e votazioni pilotate….alla faccia degli iscritti…

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  4. La conferna di ANnamaria Furlan alla segreteria CISL nel 2017 e’un’ulteriore confemra del modus operandi dominante nella”casa di vetro”, come anche una sconferma di quanto appunto la”casa di vetro”vuol far apparire, dove la dicotomia essere/apparire e’ormai evidente e si fa grottesca nei suoi esiti. Decisamente una conferma, ancora una volta, dei sispetti giustamente e opportunamente avanzati da Fausto Scandola, ormai scomparso, e da parte di altre persone. Non vorrei precorrere i tempi(cio’verra’ , penso, narrato nelle puntante seguenti, ma apparte ancora piu’grottesco che il PD, a gestione Enrico Letta(uscente, come ormai notorio)abbia attuato il repechage della signora Fulran in Parlamento….

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  5. Sistemata la nonna in parlamento(forse come premio al silenzio) l’attuale dirigenza fatta dai grandi sindacalisti che conociamo,gia prima delle elezioni,fiutata l’aria aveva cominciato a flirtrare con questo centro destra osceno,le prime prove gli incontri con ugl salvini ora con le piccole lagnanze sulla finanziaria che lasciano intendere”caro governo non ti preoccupare al massimo facciamo finta di arabbiarci” vergognosi fino al midollo

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  6. Come Baretta la Furlan ha usato i soldi di lavoratori e pensionati per la propria attività politica elettorale.
    Non parlate più di autonomia.
    Con 2 collegi plurinominali bloccati ha pure rischiato di non essere eletta. Si dimetta, ha 2 pensioni d’oro. grazie a soldi sopra il regolamento

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  7. Giochetti di potere a parte, ricordatevi anche dei dipendenti.
    In Inas la situazione è fuori controllo da quando c’è il triumvirato P.-G.-M., pure appena riconfermati per quattro anni.
    Incapacità, ignoranza, molestie verbali, […], avvertimenti mafiosi, punizioni. Non sanno nemmeno cosa fanno i dipendenti e lo smart working viene considerato un metodo per nullafacenti.
    G. è forse anche peggiore di P. I tre galli nel pollaio fanno a gara a chi è più bravo a punire le persone. Hanno distrutto un sistema che funzionava. Sorgi si stipendiò di più ma era comunque di un altro pianeta rispetto a questi cafoni incompetenti […].

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    1. Abbiamo dovuto eliminare da questo commento alcuni passaggi sui quali avremmo dovuto assumerci la responsabilità di affermazioni che non siamo in grado di verificare. Naturalmente non si tratta di una censura, ma di una necessità.
      Che poi la situazione sia quella descritta ci pare credibile. Accade spesso infatti che quando sindacalisti mediocri si trovano ad occupare posti di responsabilità dirigenziale nascondano la propria inadeguatezza dietro ad una parvenza di severità. Di cui fanno le spese lavoratrici e lavoratori dipendenti.
      Se poi le persone chiamate in causa vogliono contestare le affermazioni del commento e della nostra risposta, qui possono avere tutto lo spazio che ritengono per rispondere, smentire, rettificare quello che vogliono. Senza censura e riservandoci di eliminare solo le affermazioni che non siamo in grado di verificare.

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