L’asse nasce nel 2015

Qualcuno sostiene, ed è stato fatto anche nello spazio dei commenti di questo blog, che la reggenza chiesta dalla Fnp sarebbe solo una soluzione legata alla natura particolare di questa federazione ed alle circostanze che hanno portato all’uscita di scena del segretario generale per ragioni di salute alla vigilia del congresso.

Invece ci sono motivi per ritenere che questa nuova negazione della democrazia associativa (la reggenza non come rimedio ad un problema insorto durante il mandato congressuale ma come esito diretto del congresso) corrisponda ad un autentico protocollo dettato da chi, a Via Po 21, ha il controllo dell’organizzazione. Un protocollo applicato anche, ad esempio, per la Fai della Puglia, che poi è la federazione regionale di provenienza della attuale responsabile organizzativa di Via Po 21.

Anche il congresso della Fai pugliese si è concluso chiedendo una reggenza, con una decisione uguale e contraria a quella del congresso nazionale della Fnp: uguale nell’assurdità di un congresso che chiede direttamente la reggenza; contraria nel fatto che questa volta è l’uscente che non vuole uscire. I limiti statuari sono scaduti da tempo eppure il dirigente in questione deve restare al suo posto neanche fosse a capo di una una struttura piccola e dove mancano le persone potenzialmente capaci di assumere l’incarico (parliamo dell’agroalimentare in Puglia). Siccome quella casella è funzionale agli equilibri di potere consolidati, allora si usa una disposizione eccezionale dello statuto, quella sulla reggenza, in maniera da vanificare la democrazia associativa. E trasformando di fatto la guida della Fai regionale in un “posto fisso” alla Checco Zalone.

Se poi teniamo conto che il dirigente in questione viene da Taranto, a sua volta unione di provenienza della attuale responsabile organizzativa di Via Po 21, i dati cominciano ad incrociarsi ed a far capire un po’ di cose.

E allora focalizziamo l’attenzione su quel territorio e su quella federazione che ha prodotto l’attuale responsabile organizzativa di Via Po 21, Daniela Fumarola, l’attuale segretario della Cisl di Puglia, Antonio Castellucci, e il reggente (in aeternum) della Fai regionale, Paolo “postofisso” Frascella. Con queste premesse, non ci vuol molto a capire che la Fai di Taranto (Brindisi, ormai, è provincia di Taranto) è una struttura chiave in questo sistema di potere. E ci vuol poco a capire quanto sia stato importante che nel 2015, quando il dottor Sbarra dell’Anas guidava la Fai con poteri da dittatore (o commissario, ma tecnicamente è la stessa cosa) ed era contemporaneamente segretario confederale a Via Po, alla guida della Fai di Taranto sia stato eletto un calabrese.

Per la precisione, in quel 2015, Daniela Fumarola passa dall’Unione di Taranto alla Cisl di Puglia e lascia libero il posto per Antonio Castellucci che lascia la segreteria della Fai ad un conterraneo del dottor Sbarra dell’Anas. Il quale controlla il tutto contemporaneamente dalla Fai e da Via Po 21.

C’è motivo per concludere che esiste, almeno dal 2015 ma probabilmente da prima, un asse Sbarra-Fumarola rafforzato da reciproche garanzie personali e politiche.

Un asse che sarà determinante anche nella gestione della Fnp senza darsi pena della democrazia.  

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14 Commenti - Scrivi un commento

  1. Intervengo non tanto per l’asse ipotetico del 2015 ma per la permanenza ad oltranza di Frascella, la Puglia potrebbe esprimere altro, sicuramente meno suddito ma anche subdolo. La regione rappresenta ancora oggi un baluardo importante per la Fai, Frascella rappresenta il vecchiume senza pudore come se la Fai o il posto in Fai glielo avesse lasciato suo nonno. Per gli altri due che citate io francamente stenderei un velo pietoso. Immagino la Fnp e la cisl di domani con persone che sono autoreferenziali ma scaltri.

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  2. anonimo appagato · Edit

    “Il dialogo paga” e’ lo slogan che si legge sul volantino CISL appeso in questi giorni nelle bacheche sindacali. Intanto c’è da capire se il dialogo tra Governo e parti sociali è un dialogo vero e paritetico, oppure se si spacciano per dialogo le elargizioni unilaterali del Governo. Poi c’è da capire che si intende quando lo si qualifica col termine paga.. Mah. Dopo di ciò la scuola decide di scioperare. Allora paga o non paga? Paga poco forse? La scuola sciopera, magari anche giustamente per aumenti medi di 100 euro più gli arretrati relativi alla vacanza contrattuale; il mio settore privato ha rinnovato l’ultimo contratto a 60 euro in tre tranche senza un euro di arretrati per un anno e mezzo di vacanza contrattuale… E senza assemblee per farlo votare. Mi pare una contraddizione lampante tra due categorie che sono afferenti entrambe alle confederazioni.
    Se poi per “paga” si intendono i 200 euro una tantum a compensazione dei rincari energetici, beh forse sarebbe stato più appagante un contributo strutturale dato che gas e energia sono aumentati di oltre il 30% da inizio anno e aumenteranno probabilmente a dismisura i prossimi mesi come molti altri beni di prima necessità. Senza contare benzina e gasolio che sono aumentati senza giustificazione per speculazione pura. Ah ma dimenticavo.. fino a luglio si mantiene il taglio,non si conosce l’entità, sulle accise. Grazie al dialogo costruttivo. Però forse è giusto perché le risorse vanno scialacquate in armi per prorogare la guerra e i sacrifici economici di chi già non ha più buchi nella cinghia per poterla tirare.. O forse no? Grazie Cisl

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    1. Quando il Governo Draghi fa le cose e la Cisl dice, “come noi avevamo chiesto” fa tenerezza, nessun pensionato e lavoratore ci crede….
      ricorda Italia Viva.

      Non rendersi è grave

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  3. Oggi Enrico Letta afferma che l’assegno unico combinato all’Isee non funziona. Difatti ha scoperto l’acqua calda in quanto le famiglie con più figli in precedenza prendevano assegni e detrazioni figli legati solamente al reddito familiare e non al reddito complessivo individuato dall’ isee, per cui ci vanno a rimettere. Se poi aggiungiamo il fatto che i famosi 80 euro, poi diventati 100, sono stati assorbiti dalla nuova Irpef , si aggiunge al danno la beffa. Di sicuro non conta tanto il contenitore quanto ciò che vi si riversa dentro, e fatti due conti si stava meglio prima. Ma per la Cisl si tratta di una conquista. Per lavoratori e pensionati il salario reale scende anziché salire.

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  4. Dentro alla cisl proibito il dibattito interno pena allontanamenti o licenziamenti ha permesso che nemmeno i pochi tecnici rimasti provino a fare conteggi veri o semplicemente un attimo realisti per cui ci troviamo a fare slogan del tipo il dialogo paga e dopo ci accorgiamo che la maggioranza delle persone ci rimette…come sempre il risultato sugli iscritti…..contare quelli veri please…

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    1. Io penso che i conti in CISL li sappiano ancora fare, ma prevalgono i conti delle loro tasche. Le briciole che il Governo fa cadere dal tavolo vanno bene agli iscritti.. la parola d’ordine è stare allineati.

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  5. Un po’ di tempo fa c’era un lungo intervento sulla situazione pugliese. Che non ebbe grande attenzione. Spiegava bene la capacità della segretaria confederale organizzativa di mantenere consenso a partire da come spadroneggia in puglia. Sono circolate lettere e denunce. Ma tutti hanno ignorato. Una regione allo sbando, affidata a servi incapaci a partire da quelli segnalati in questo post. Dire sì. E basta. Di questo sono capaci. Nelle ust, praticamente in tutte le categorie. Tutti segretari scelti tra i più servili e meno capaci. In un disegno perverso dove il controllo democratico è saltato. Dove parenti, cognati, sorelle, amiciamici sono gli unici agevolati e protetti. Ai limiti della decenza e delle regole.la regina Fumarola decide per tutti. La segreteria pugliese , a esser buoni, è inesistente. Reggenze su reggenze. Non solo la fai. Scelte politiche vergognose e di convenienza. Se questa è la CISL che si vuole qualche anno e non esisteremo più. Un ultimo appunto: il “posto fisso” Frascella non è più in auge con la regina. Litigi recenti hanno spezzato un sodalizio. (Guardare alla voce nipoti). Invece costituisce un buon fastidio alla Fumarola e a Castellucci (che vogliono l’ennesimo “tarantino-calabrese” La fortuna) perché funzionale, non sapremmo però a quale, programma di contrasto di Rota. Che magari punta al top. Infine sulla reggenza: la donna è capace di cinismo e cattiveria insospettabile. Struttura avvisata..

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  6. La casa di vetro deve pubblicare i redditi e il bilancio della fondazione Bonfanti.
    È stata aperta e ora mantenuta con i soldi dei pensionati. Lo stesso deve valere per tutti gli Enti.

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  7. L’attuale presidente della fondazione della Fnp si vantava di aver fatto della Cisl una “casa di vetro” su redditi e bilanci. Ma non era una cosa seria. Se ora facesse lo stesso alla fondazione business della Fnp l’effetto potrebbe essere analogo.

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  8. Si è autocandidata alla guida dei pensionati. Il colpo di grazia da parte di una cricca che si è divisa tutto e che ora riesce a fare invidiare la Uil per trasparenza.

    Intanto qualche Procura…

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