Basta un sì?

Stavolta il risultato del referendum non è andato di traverso al Bentivogli Marco.

Il rinnovo “storico” del contratto dei metalmeccanici è stato approvato nel referendum fra i lavoratori con l’80,11 per cento dei voti validi, pari a 276.627 consensi espressi, contro i 68.695 (19,89%) che hanno votato no (schede bianche 3.836; schede nulle 1.591). Le aziende coinvolte sono state 5986, gli elettori potenziali erano 678.328.

“Ottanta per cento” suona come se fosse il doppio del quaranta che il “basta un sì” aveva raggiunto il 4 dicembre; ma le percentuali dicono poco, perché sono fatte su numeri diversi.

Ad esempio, nei giorni del rinnovo si era scritto che il nuovo “storico contratto” era atteso secondo qualcuno da “un milione” di metalmeccanici, secondo altri da “più di un milione”, mentre altri parlavano di “un milione e seicentomila”. Numeri quindi un po’ diversi da quelli dei partecipanti al voto, per cui è due volte impreciso dire, come fa il Bentivogli Marco, che il contratto è stato approvato “dall’80 per cento dei lavoratori”. In realtà, bisognerebbe dire “dei lavoratori che hanno espresso un voto valido”, che sono meno degli aventi diritto e molto di meno del totale.

Ma lasciamo perdere i numerini, l’importante è che dopo la Brexit, la vittoria di Trump e il trionfo dell’accozzaglia il 4 dicembre, il “trio metal Landini-Bentivogli-Palombella” (come li ha ribattezzati Di Vico) sia riuscito a fermare l’ondata populista ed a restituire credibilità all’Italia e fiducia ai mercati.

Sull’onda di questo plebiscito, riusciranno ora i tre a dare la scalata alle rispettive confederazioni, rinnovando i fasti di Trentin, Carniti e Benvenuto, come previsto (o forse suggerito) dal Corriere della Sera? Basta un sì al contratto “storico”, e arriva la svolta?

Questo è più difficile. Perché, limitandosi alla Cisl, non bastano i bei discorsi sul sindacato nuovo, moderno, 4.0 e quant’altro. Ma bisogna cominciare a dire qualche no a molte cose sbagliate che sono state fatte in questi anni. Come quelle rivelate da Fausto Scandola e che gli sono costate un’infame espulsione.

Ecco, se vuole essere un uomo della svolta, Marco Bentivogli potrebbe lasciar perdere le percentuali ballerine e fare piuttosto un gesto chiaro come pronunciarsi pubblicamente a favore di una revoca (ormai solo simbolica, ma comunque importante) di quell’espulsione. Della restituzione dell’onore ad una persona onesta. Uno che nella vita ha lavorato ed ha fatto il sindacalista con passione e senza interessi personali né per i soldi né per la gloria.

Fino ad allora, fino a che Bentivogli non farà un passo in questa direzione, per noi la sua posizione di chi vuol essere il grande innovatore della Cisl resterà profondamente ambigua.

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5 Commenti - Scrivi un commento

  1. Alleghiamo quanto scritto sul sito First alla voce chi siamo, come si vede non viene riportato niente del grave conflitto di interessi che voi avete ben evidenziato nei quattro articoli in merito.
    Aletheia holding srl è una Società di servizi nata nel 2013, di proprietà 100% della Fondazione First Cisl e che ha come missione l’erogazione di servizi e prodotti. Direttamente o per la collocazione di prodotti assicurativi attraverso le due società controllate: Aletheia Assicurazioni e Alth Insurance.

    Ci proponiamo verso il mondo dell’associazionismo e delle professioni per offrire prodotti e servizi di alta qualità e fortemente competitivi con la massima attenzione alle esigenze delle varie realtà associative.

    Svolgiamo un’attività non finalizzata al massimo guadagno ma vogliamo attraverso l’offerta di prodotti personalizzati dare un valore aggiunto all’appartenenza associativa.

    Vorremmo sapere che ne pensa il Bentivogli, se pensa che sia corretto e di un sindacato moderno.
    Vorremmo ci dicesse se ne ha chiesto conto in Cisl di Aletheia Broker Spa es Marte Broker.
    Ci interesserebbe capire cosa ne pensa dell’ultima frase:Svolgiamo un’attività non finalizzata al massimo guadagno ma vogliamo attraverso l’offerta di prodotti personalizzati dare un valore aggiunto all’appartenenza associativa.
    Bella se vera ma allora perchè si crea una o più società con un mega gruppo assicurativo? perchè questi ha il diritto di prelazione sui prodotti? perchè dovrebbe entrare in una società di capitali senza puntare al massimo profitto?
    Gatta ci cova, forse stipendi extra o altro

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  2. Al signore che con fare, tipico dei venditori di polizze, così gentilmente ha posto delle domande potrei rispondere con un detto napoletano “guagliò ca’ nisciun’ é fesso” ma voglio essere propositivo e allora le chiedo, con la stessa cortesia che cosa centrano questi servizi col lavoro che non c’è? I lavoratori in particolare giovani vogliono che il sindacato faccia il sindacato e si batta per il lavoro; è ora di smetterla con questa pantomima dei servizi nata ai tempi della concertazione ecco cosa scrive in proposito Dario Di Vico : l’impreparazione dei sindacati a fronteggiare i grillini, che fanno proseliti pure tra le loro fila; cosa che potrebbe sembrare una novità, ma non lo è perchè il voto di chi milita nelle tre confederazioni è in libera uscita dalla scomparsa delle ideologie. La perdita della “coscienza operaia” Il discredito della politica, la scomparsa dell’ideologia di classe come collante sfociò in una società marcatamente individualista sempre più orientata ai consumi: Ora ci si accorge di quanto frettoloso fosse questo ragionamento. Si pensi alla teoria del sindacato dei servizi allora (PERIODO DELLA CONCERTAZIONE) in voga, teoria che peraltro ha anche oggi dei sostenitori. La loro idea è grosso modo la seguente: siccome si riducono gli spazi del lavoro “tradizionale”, da sempre la costituency di Cgil, Cisl e Uil, e avanzano forme nuove di lavoro, l’unica carta da giocare per attrarre nuovi iscritti è stata quella di scendere sul terreno dei servizi, trasformandosi in agenzia sociale, perdendo però la capacità d’innovare il modo di fare rappresentanza. Un freno che unito alla concertazione, dal punto di vista dell’opinione pubblica è stato percepito come un ente “para-statale” Il che, a mio avviso, col passare del tempo ha cancellato la vera natura sociale del sindacato, con la conseguente perdita di credibilità.Il tutto aggravato dagli scandali della classe dirigente e la sua incapacità di guadagnare spazi tra le nuove leve in larga parte costituite da giovani.
    Non volete capire che il re è nudo la gente i lavoratori iscritti hanno capito troppo bene di essere diventato la mucca a cui allattano sempre più vitelli che crescono ed ingrassano mentre lui diventa sempre più magra. Senza contare poi le laute prebende dei presidenti , segretarie, consiglieri ecc. dei vari consigli d’amministrazione. Ma la cosa ancora più grave è che tutto il mondo che ruota attorno ai vostri affari è utilizzato per condizionare e falsare di conseguenza i risultati congressuali perchè i tapini non hanno la libertà di mandarvi a quel paese se occore perchè salta il lavoro cosa che non funziona con l’iscritto che può sempre stracciare la tesera. Sarei curioso che mi confutasse quanto accennato.

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  3. A me pare, anche abbastanza chiaramente, che il primo propaganda ed è a favore di un sindacato dei servizi ed il secondo esattamente il contrario solo sindacato senza servizi.

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