Una bugia interessata

Riguarda Raffaele Bonanni l’ultima bugia che viene raccontata dalle parti di Via Po 21 per far credere (a chi ci vuol credere) che nella Cisl non esiste un problema di trasparenza e correttezza nell’uso delle risorse (salvo “due o tre casi isolati”).

Secondo questa bugia, Bonanni sarebbe stato costretto alle dimissioni quando è stato scoperto lo scandalo della sua pensione. Quindi chi è venuto dopo ha il merito di aver fatto pulizia. Quindi tutte le colpe sono di Bonanni, che non c’è più e quindi non c’è più il problema. E quindi chi ce l’ha con la Furlan non vuole che la signora delle pulizie finisca il suo lavoro.

Questa storia è falsa. Sia perché i fatti non sono andati così, sia perché la persona che l’ha raccontata vuole evidentemente nascondere in questo modo alcune cose che lo riguardano.

Ma andiamo con ordine.

Punto primo: Bonanni non si dimette perché messo alle strette dalla Furlan e dagli altri “pulitori” quando scoppia lo scandalo della pensione. Lo scandalo, semmai, scoppia dopo e non certo grazie alla dirigenza della Cisl che voleva tenere tutto nascosto.

Bonanni si dimette dicendo (ma non ci crede nessuno) di aver accelerato i tempi di una successione già decisa; in realtà a Via Po 21 è arrivata una lettera anonima che parla della sua pensione, e chi nel gruppo dirigente della Cisl è stanco di Bonanni ne approfitta per farlo fuori.

A meno che l’autrice dell’anonimo non fosse la Furlan stessa, ed allora si dovrebbe dimettere perché i metodi ricattatori non sono compatibili con l’esercizio di responsabilità sindacali, non è vero che è stata la Furlan a mandare via Bonanni per fare pulizia. La verità è che Bonanni aveva stufato anche i suoi, che l’hanno mollato alla prima occasione. Altrimenti la lettera anonima avrebbe avuto lo stesso effetto, cioè nessuno, già avuto da altre iniziative analoghe.

Punto secondo: Bonanni non viene licenziato in tronco a seguito dello scandalo. Al contrario, viene premiato con la direzione del Centro studi. Cioè con un incarico che gli permette di continuare a coltivare le sue (ingiustificate) aspirazioni politiche girando per il mondo cattolico spacciandosi come la voce della Cisl. Solo dopo che la storia della pensione finisce sul Fatto quotidiano, viene spinto al passo indietro definitivo. Altrimenti sarebbe ancora lì.

Punto terzo: la signora Anna Maria non viene eletta in contrapposizione alla passata gestione, ma garantendo la continuazione della linea di Bonanni. Compreso il fallimentare disegno degli accorpamenti delle categorie che, come dice appena eletta, dovranno essere completati “celermente”. Poco dopo sarà lei a volere il commissariamento della Fai che non ha “celermente” obbedito all’ordine di scioglimento emesso da Bonanni e da lei confermato. Quindi il passaggio Bonanni-Furlan è avvenuto nel segno della piena e perfino affettuosa continuità.

CBonanni,con Furlan

Punto quarto: quanti Piero Ragazzini ci sono nella Cisl? Probabilmente ce ne sono due, uno che faceva il segretario confederale nell’era di Bonanni, uno che ora aiuta la signora Anna Maria a far le pulizie. E chi racconta la favola di Bonanni cacciato dai pulitori è appunto questo secondo Ragazzini, il volenteroso aiutante della Furlan.

Certo, se invece si trattasse della stessa persona, sarebbe un bell’esempio di faccia tosta.

Siamo in grado di rivelarvi, infatti, che anche a nome di Ragazzini Piero risultano redditi non in regola con le indicazioni del regolamento confederale Cisl (“due o tre casi isolati…”). Anche per lui, come per gli altri, lo sfondamento del tetto ha un andamento costante fino al 2013, per poi ridursi nel 2014. E simile è il caso di Paolo Mezzio, o meglio del Paolo Mezzio omonimo dell’attuale vicepresidente dell’Inas, quello che faceva il segretario organizzativo con Bonanni: anche per lui redditi troppo alti rispetto a quanto indicato dal regolamento nel 2013, anche per lui una piccola frenata nel 2014.

Dunque sono stati applicati criteri analoghi per tutti? Quindi tutto è stato fatto assieme, e d’accordo fra tutti? L’ipotesi va fatta, si attendono risposte plausibili.

Questo sempre se i Ragazzini non sono due, ma uno solo. Uno che ha nella gestione Bonanni più o meno la stessa responsabilità che ha ora nella gestione Furlan. Uno che si occupa dell’amministrazione sia con Bonanni, sia con la squadra dei pulitori al seguito della signora Anna Maria. Uno che sta lì sia quando c’è chi si gonfia la pensione, sia quando c’è chi dice di far pulizia mentre sta solo nascondendo la sporcizia sotto il tappeto del nuovo regolamento miracoloso.

In questo caso la sua sarebbe una bugia interessata. Perché a chi, se non al segretario amministrativo, andrebbe fatta la domanda “ma tu dov’eri?”.

Era assieme agli altri, nella stessa posizione degli altri. Quindi, come altri, ora ha interesse a raccontare bugie.

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3 Commenti - Scrivi un commento

  1. La questione delle bugie mi intriga molto perché penso che si stia imboccando la strada giusta per capire cosa accade. Certo si dovrà lavorare un po’ di fantasia ma alla fine potremmo giungere a conclusioni inaspettate. Per favore prima di darmi del visionario leggete fino alla fine.
    Penso che il duo Bonanni-Furlan (frutti dello stesso albero) siano stati per lungo tempo 2 pupi in mano a uno o più pupari. Col tempo la coppia si è emancipata trasformandosi in apprendisti stregoni e così hanno osato sfidare i pupari.
    Ahi! Arriva il primo messaggio (anonimo per noi) a Bonanni, addolcito (con una mela avvelenata per la Furlan) Per te c’è una uscita decorosa se lasci la socia. Così il duetto si rompe e i due da amici diventano nemici. La Furlan capisce di essere stata giocata, silura Bonanni e punta tutto sul futuro che per lei sta diventando sempre più a rischio; l’intelligentona ha capito che in gioco è il suo scranno al quale aspirano due o tre pupari. Allora chiama a raccolta i suoi e decide di vendere cara la pelle. A noi non resta che goderci l’avvilente spettacolo. Povera Cisl come sei caduta in basso (che sia chiaro, si tratta solo di un brutto sogno la verità la conoscono gli interessati)
    Il Visionario

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  2. Mai perdere la fiducia !
    Le bugie hanno le gambe corte.

    Quello che molti conoscono,ma che fanno finta di non conoscere per timore e paura di perdere qualcosa…..non certo la dignità. Quella è già persa.
    Purtroppo la codardia diffusa nella società è penetrata anche nelle organizzazioni sociali quali il sindacato, in questo caso nella Cisl , nella Fai e altri….
    Ma…” 9 marzo ” non perdere la fiducia,alla base della piramide ci sono ancora risorse sane che ancora non hanno trovato modalità e forza per esprimersi.
    Non certi i signori segretari e i loro probiviri: con quelli è tempo perso.

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  3. Vero le bugie hanno le gambe corte,se la cisl vuole avere la credibilità degli iscritti devono dimettersi tutti e riformare la nuova cisl.

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