Piccioni viaggiatori e piccioni sedentari

Forse mi sbaglierò, ma mi è parso di cogliere un filo di delusione nel tentativo (fallito) di fare dell’ironia da parte di chi ha scritto un commento a questo blog sostenendo che al seminario su “Rigenerare democrazia” ci sarebbe stato solo qualche piccione di piazza della Signoria. La delusione di chi pensava che l’iniziativa sarebbe dovuta naufragare a seguito del divieto di partecipazione (implicito quanto chiaro) intimato da Via Po 21 a tutti gli stipendiati della holding Cisl che non vogliano trovarsi senza sostentamento con l’accusa di inaffidabilità politica.

Non che l’avviso ai naviganti sia rimasto senza effetto: sia dentro alla holding sia fra alcuni che sono passati ad organizzazioni con cui ufficialmente Via Po litiga ma poi ci va d’accordissimo quando c’è da alimentare il flusso delle risorse da spartirsi (perché non è vero che l’unità sindacale non c’è, sui soldi da dividersi ce n’è anche troppa).

Ma, con tutto questo, il seminario c’è stato, ed è stato qualcosa di vivo; di non scontato; idee diverse portate da chi ha condiviso il bisogno di parlare di cose importanti e non di ripetersi luoghi comuni precotti. Gente che viene dalla Cisl e che in questa storia si riconosce al di là del misero presente, e gente che viene da altre storie sindacali (compresa la parte datoriale). Chi non ci crede può controllare le registrazioni sul canale youtube Il buon lavoro.

E se vogliamo usare la metafora dei volatili, chi è venuto ha fatto il piccione viaggiatore, capace di fare viaggi lunghi perché ha un messaggio da portare, qualcosa da raccontare, idee da condividere.

Ma non tutti i piccioni sono viaggiatori; la maggior parte sta fermo all’indirizzo assegnato in piazza della Signoria ma anche in via della Piazzola o in via Po 21 e nelle sedi distaccate, e aspetta solo che qualcuno gli getti il becchime. Sedentari che a forza di beccare diventano sederoni e non riescono più a volare.

Sempre se è lecito, e non è da maleducati, paragonare ai piccioni chi non è d’accordo con te.

Ex Fai per il9marzo.it

TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi ed ha dovuto pagare le spese.

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59 Commenti - Scrivi un commento

  1. Ci sono tra i piccioni sedentari anche i gabbiani. Nella mia città i gabbiani hanno abbandonato i litorali perché hanno scoperto che per mangiare si fa meno fatica a beccare nella spazzatura come fanno proprio i piccioni sedentari. E quando non trovano niente si accontentano di ammazzare i piccioni. Chissà perché l’immagine dei resti dei piccioni sbranati dai gabbiani da un po’ di anni mi fa pensare a via Po…. Forse perché da quelle parti nessuno vola più in alto.

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  2. Ho seguito il seminario su YouTube e in particolare la sessione serale mi è parsa molto interessante e stimolante nei contenuti. A chi parla di partecipazione modesta, presumibilmente un dirigente o iscritto CISL, vorrei ricordare i recenti Flop della CISL confederale e non solo. Per esempio un sit in a favore del popolo iraniano, programmato prudentemente il 23 gennaio, a distanza di giorni dal momento più acuto della crisi, dove c’erano si e no 15 persone. Oppure le manifestazioni della carovana della pace. A livello locale presenti si e no massimo 70 persone in province con 35000 iscritti. Poi sempre meglio un seminario interessante con numero limitato di persone, piuttosto che riunioni ripetitive, con centinaia di persone precettate. Winston Churchill, grande oratore, diceva: ad un uomo o donna si può perdonare tutto tranne che un discorso noioso”. E allora a volte quello che serve è l’, originalità delle idee piuttosto che la ripetizione di mantra declinati in ogni dove nelle relazioni sindacali anche perché, a volte scritte con l’intelligenza ( deficienza) artificiale dove si ripete in continuazione la parola “patto”. Qualcuno ha detto: la mediazione arrivata prima di ogni conflitto è complicità. E allora tra patti del diavolo o altro è meglio ascoltare persone che ragionano e facciano ragionare piuttosto che chi spesso ripete frasi fatte magari mutuate dal Governo.

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  3. RISCOSSA FILTA
    Il consiglio generale della Femca Nazionale ha eletto Sebastiano #Tripoli Segretario generale aggiunto: “Proseguiamo il percorso avviato in continuità e coesione, per restare riferimento di confronto e dialogo con i nostri delegati e con le lavoratrici e i lavoratori e presidio attento dei nostri settori”.
    Al prossimo raduno di Lauria, verrà, vedrete, anche Rizzuto…

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  4. capisco poco di femca ma una cosa era chiara i chiaccheroni veneti sono rimasti ancora una volta con il cerino in mano,naturalmente tutti si smarcheranno adesso ma in molti cercavano di farcela….a proposito di veneti….Amico Rota,sei stato il segretario della mia categoria,ma che ci torni a fare in veneto,mi dicono essere governato da chi ti umiliera a ogni piè sospinto sono tutti una spanna sotto di uno come te….auguri

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    1. Nell’umiliare le persone e’ stato uno specialista il signor Rota (o dottore) procedendo con cattiveria inaudita! Le persone comunque vanno rispettate e lui ha rispettato solo disonesti spalleggiati che ancora sono in Federazione e ben remunerati.La provvida sventura sarà purificatrice se saprà fare un esame di coscienza

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  5. la confederazione ha messo quelli dell’ufficio ispettivo dentro la femca (coesione) nazionale. Che differenza c’è con un commissariamento ?

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  6. Piccioni viaggiatori e piccioni sedentari:
    D’altronde, è una consolidata e poca consolazione: la parte pulita resta spesso fuori dalla Confederazione.
    All’interno circolano i cosiddetti franchi tiratori e alcuni finti sindacalisti, mossi da interessi diversi da quelli della grande famiglia della CISL.

    Secondo alcune testimonianze, lo scorso anno in una città del Piemonte ci sarebbe stato un episodio di molestia. In una categoria del Piemonte sembrerebbe la Filca.
    Non risulterebbero interventi visibili dai vertici locali e regionali della Filca e della Confederazione, né tanto meno dalla UST, dal USR e dalla Filca nazionale.
    Mi limito a riportare quanto raccontato, senza entrare nel merito delle responsabilità.
    Auspicando chiarimenti, sarebbe curioso sapere i risvolti della Casa di Vetro.

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    1. Perdonaci, ma se scrivi al condizionale (ci sarebbe stato…) vuol dire che non puoi dire con sicurezza che il fatto è successo. E quindi la mancata reazione dei soggetti che citi può essere un’omissione grave (se il fatto è successo) o un comportamento normale (se il fatto non è successo).

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      1. Mi firmo con nome e cognome. Tanto ormai credo di aver raggiunto il massimo possibile di violenza subita (magari mi sbaglio per ottimismo).
        Sono molti mesi che si parla, ovunque, non solo in Filca, dei fatti di Cuneo.
        Sono decine, forse un centinaio le persone a conoscenza di quanto avvenuto. Certo, non ci sono giudizi passati in giudicato, forse nemmeno denunce (c’è la componente dell’isolamento, della fragilità, della paura, nessuna è una “vittima perfetta”).
        Ma che cos’è un sindacato, confederale o di categoria, se non sa isolare le mele marce, se non difende e valorizza i dirigenti che sanno dire non ci sto?
        Che cos’è un sindacato che organizza ennesimi incontri sulla violenza di genere e magari sull’educazione emotiva e poi chiude gli occhi, nel migliore dei casi?
        Chi sono quelle sindacaliste e quei sindacalisti che partecipano a possibili macchine del fango (o, se va bene, all’assordante silenzio) nei confronti delle vittime e di chi ha avuto l’etica e il coraggio di difenderle?
        Come fanno a vestire al mattino i loro bambini, ad entrare in Chiesa la domenica, a guardarsi allo specchio?
        Come fanno? Come fanno?
        Spengono la luce della coscienza e della moralità.
        Vanno avanti per quieto vivere, frantumando persone e perdendo ogni rimasuglio delle loro anime.
        Questa, almeno per me, è la risposta.
        Ma prima o poi una giustizia, umana o divina, arriverà.

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  7. Guccini scriveva e cantava, in un suo noto brano “..trionfi la giustizia proletaria..”
    Era curioso e simpatico vederlo cantare a squarciagola ai suoi concerti “tanti borghesi”, come è simpatico qui vedere tanti scrivere di presunta cattiveria, di un passato Cisl scevro di situazioni di sopprusi, carrierismo, poltronismo, servilismo e comando sconsiderato.
    È vera purtroppo una degenerazione di parte della classe dirigente che è anche la degenerazione dell’attuale società, con la differenza che una volta gran parte delle situazioni non erano documentabili né massificate con gli strumenti informatici e tecnologici che vengono utilizzati negli ultimi 10-15 anni.
    Domando perciò a tutti coloro che scrivono in questo blog ( anonimi e non ): c’è qualcuno che si salva attualmente? E chi, ammesso ci sia, si salvi ( escluso i nostalgici di una certa età) cosa dovrebbe/potrebbe fare per e attualizzare e rimodernare questo Sindacato, mantenendone i valori ( patrimonio oggettivo gestito da sempre in maniera soggettiva spesso di comodo ) ?

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    1. Basterebbe avere contezza del post che si commenta.
      Ma probabilmente non usa più.
      Comunque la risposta è no.
      Degli attuali dirigenti nazionali Cisl non si salva nessuno.
      La ragione è semplice: la complicità è totale, assoluta.
      Nessuno, proprio nessuno dice o pensa che in passato o in altri sindacati ci sia stato o ci sia il paradiso (a Firenze, tra i relatori c’erano due epurati Cgil), ma in Cisl il salto di qualità è stato compiuto.
      Detto ciò chi vuole idee, proposte, prospettive basta che visiti il canale Youtube il Buon Lavoro (anzi si iscriva proprio al canale per gli aggiornamenti futuri) e ascolti gli interventi al seminario, a partire da quello, davvero bello, di Savino Pezzotta.
      https://www.youtube.com/@IlBuonLavoro

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      1. Io mi chiedo: ma veramente vi riferite ancora a Savino Pezzotta? E’ stato l’unico Segretario Generale che è stato dimenticato per l’assenza totale di coerenza politica.
        E che non ha mai fatto alcunchè ci si possa ricordare.
        Occorre terminare l’opera di moralizzatori e dare suggerimenti concreti.
        Mi sembra il tipico vizio degli italiani. Non va nulla bene e prima si stava meglio.
        Da mussolini in avanti è sempre stato cosi. Sinistra, destra, centro…… ognuno all’opposizione pontifica.
        Però non mi risulta che lei, quando era formatore (e non parlo degli ultimi mesi) abbia mai lamentato alcunchè….
        Anzi.
        E seppure è comprensibile che gli epurati siano incazzati, non è coerente che sputino nel piatto in cui hanno mangiato per anni, decantando i valori della Cisl.
        Se non vi erano le condizioni (e da quanto scrive, ciò accadeva da tantissimi anni) perchè non si dimetteva?
        Per coerenza.
        Non basta la cultura.

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        1. Se Pezzotta si vuol difendere lo può fare da solo, ma se vogliamo aprire una discussione sulla coerenza politica di tutti i segretari generali della Cisl ci sarebbe da dire che sei tu che evidentemente ti sei scordato di molte incoerenze. Durante e dopo il mandato.

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        2. Ora basta: chiunque continuerà a parlare della Cisl come del “piatto” dove chi lavora avrebbe “mangiato” verrà censurato. Se non altro, per rispetto alla storia della Cisl.

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        3. Penso sia utile informarsi, prima di scrivere stupidaggini e contribuire alla solita macchina del fango.
          Chi viole può informarsi leggendo sul mio blog la mia storia professionale (prodotta al fine dell’impugnazione di un licenziamento ritorsivo, gravatorio e discriminatorio)
          Sono vere allora entrambe le cose: durante il congresso confederale di luglio (luglio 2025!) la Cisl metteva in home page del sui sito le mie interviste (apparse sulla rivista della Fondazione Tarantelli da me rifondata e diretta, con la testata storica de “il Progetto”) a personalità presenti e passate della confederazione e delle relazioni industriali italiane. Compresa Daniela Fumarola (controllate pure…)
          Delle due l’una: o io sono lo psicopatico approfittatore che viene descritto e diffamato in ogni luogo in queste settimane, o ero persona di riferimento e coordinamento, fio a pochi mesi fa, per gli approfondimenti culturali e i progetti internazionali della Cisl e della Fondazione Ezio Tarantelli.
          Aggiungerei, ma davvero pensate che la gente beva il fatto che io fossi un “allineato”? Con tutti i miei limiti, ho pagato tantissimi prezzi, ma rivestendo un ruolo tecnico (pur elevato) non pretendevo, così come non ho mai preteso nemmeno più recentemente, di condizionare la linea politica anche quando non la condividevo.
          Così, infatti, si sta in un’organizzazione di tendenza politica o sindacale, in particolare da lavoratori subordinati, ancorchè con la qualifica di quadri dirigenti.
          Di fronte però ad aspetti inaccettabili dal punto di vista morale non c’è ruolo che tenga.
          Non si è eroi, si è semplicemente persone normali ed umane.
          Persone che vogliono bene alla Cisl e che, fino all’ultimo, hanno provato (invano per carità) a preservarla.
          Io questo in coscienza ho fatto, ben sapendo che avrei rischiato uno stipendio importante per me e, soprattutto, per la mia famiglia.
          E non ci sono solo io, siamo in tanti ad aver creduto così tanto nella Cisl da aver pagato i prezzi più alti ed esiziali, oltre che, ovviamente, ingiusti, illegittimi e illegali. Come verrà dimostrato nelle sedi proprie.

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            1. Questo blog è aperto a tutti i commenti, i tuoi come quelli di Francesco Lauria.
              Se poi fai lo sforzo di portare rispetto agli altri commentatori è meglio

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            2. Comodo attaccare un forma anonima e pretendere pure che uno non ci risponda. Io, con tutta evidenza, non sono un dirigente nazionale della CISL e quindi vi rispondo e vi risponderò. Anche sulle cose più assurde che affermate.

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        4. si considera l’impegno sindacale come una mangiatoia per questo si utilizza sempre l’idea del “piatto” dello “sputare”.

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      2. “Basterebbe avere contezza dei post che si commentano”
        Premessa che si commenta da sola..
        Comunque Lauria, ovviamente non mi riferivo ai tuoi commenti che sono molto argomentati, benchè “unidirezionali”.
        Eppoi il mondo Cisl, fortunatamente, non è fatto solo di segretari confederali nazionali.
        Il confizionamento è vero è tanto, come tanti sono gli yes e clap men; però se si guarda bene sotto e non di lato, ancora qualche spetanza, a mio modo di vedere, ci può essere.

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          1. Nei territori abbiamo un concetto di “bocca buona” molto più realistico e genuino, nonostante non siamo immuni da “contaminazioni”.
            Il pane e salame, in molti casi, batte il caviale: anzi, forse non si riesce a capire il senso nè dell’adeguamento allo standard di mensa aziendale, ma neanche l’ostentazione alla proposta del caviale.

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  8. il vero problema è che anche i ventenni che arrivano sono educati e formati a lecchinare. i lavoratori stanno alla larga tranne quelli che vogliono smettere di lavorare.

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  9. Parlare di piccioni viaggiatori e piccioni sedentari.
    Una distinzione utile quando non si vuole distinguere davvero.
    In realtà piccioni non se ne sono visti.Solo colombi.
    Grandi e piccoli. Stessa specie.
    Columba livia.
    Con una sola differenza:
    alcuni volano e tornano,
    altri non volano più ma continuano a contare le piume degli altri.
    Il cielo resta lì.
    Il posatoio pure.

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  10. fatevi una vita
    Da come la Cisl si occupa strutturalmente degli “ex” si potrebbe dire che passa il tempo a contare le piume degli altri.

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  11. La coerenza non è più una virtù. L’attacco alla concertazione da parte di chi ha firmato il patto per l’Italia non si può sentire. Noi c’eravamo, Lauria no

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    1. Quindi, secondo te, l’aver constatato che quell’accordo non ha dato i risultati promessi e l’analisi dei motivi per cui non li ha dati sono una forma di incoerenza? E il mondo si dovrebbe fermare al 2002?

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      1. in effetti anche voi che vi fermate solo a mancato accorpamento
        paté non così centrale nella storia della cisl. visto quello che è successo dopo che ha portato a far saltare tutti gli accorpamenti e al più grande degrado morale della
        storia cisl

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    2. C’ero anch’io a fare le assemblee separate sul patto per l’Italia. Un buon accordo non rispettato dalle controparti parzialmente. Se non hai capito che quel patto ha salvato l’articolo 18 non hai capito nulla. Invece la deriva sindacale di sinistra nella piazza a che ha portato? Anni dopo al Job act nel silenzio assordante di tutti i sindacati.
      Se c’eri mi domando dov’eri…

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  12. A parte il fatto che nel 2002, non in CISL, io c”ero, quindi cosa significa? Sulla concertazione (parliamo di 1992 e 1993) non solo la Fim CISL di Tibonii era contraria (e ormai in uscita) ma era molto scettica, per ragioni semplici da comprendere se non si è degli analfabeti sindacali, anche la Fiaba CISL.
    Tu magari c’eri e non capivii allora come non vuoi capire oggi, altri erano più defilati e capivano allora come capiscono oggi.
    La differenza è questa.

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    1. “Fiaba” probabilmente sta per “Fisba” (comunque è un bel lapsus!), per la quale possiamo citare quel che disse un delegato di Firenze all’assemblea di Montesilvano nel 1991 (i delegati a volte sono più liberi di esprimersi dei segretari generali): “Il problema è che qui anche noi ci stiamo convincendo che il problema in Italia sarebbe che i lavoratori guadagnano troppo!”. E la storia, in effetti, è andata in quella direzione; trent’anni fa, forse, non lo si poteva sapere, oggi qualche riflessione critica e autocritica non guasta.

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  13. In merito al commento trito e ritrito degli ex parroci che intervengono nelle loro ex parrocchie, che sarebbe stato tirato fuori da Carniti. Potrei obiettare che lo stesso grande sindacalista intervenne già nei confronti di D’Antoni, quindi pochi anni dopo la sua uscita. Poi posso ricordare un episodio vissuto vada poco. In un recente congresso regionale, nel quale ero delegato, il segretario in carica e candidato a essere rieletto, dà la presidenza del congresso al suo predecessore, suo grande sponsor appena cessato dalla carica. Esordisce con una frase latina:” semel Abbas semper abbas”. Una volta ordinato sacerdote si rimane sacerdoti tutta la vita. Il problema non è quello di essere ex parroci o invece semper abbas. Il problema è quello che si dice e che a volte dà fastidio. Pezzotta, secondo me, fa bene ad esprimersi e mi è piaciuta una sua frase: “prima c’è il conflitto e poi la mediazione. Se la mediazione viene prima del conflitto è complicità”. Se guardiamo al Patto per l’Italia fu preceduto da scioperi, poi trattative e poi un accordo. Dopo qualche mese, nonostante la rottura con la CGIL, di nuovo sciopero unitario. Oggi invece non ci sono trattative e si parla genericamente di Patto, mentre lo sciopero è considerato un retaggio del 900. “Rimanere iscritti come pietre di inciampo “ dice Pezzotta e lo si dovrebbe ascoltare perché i migliori amici non sono quelli che ti danno ragione, a prescindere, ma quelli chei ti fanno ragionare.

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  14. Lauria pensa di essere Tiboni (dopo essersi spacciato per Carniti), che è proprio colui che la concertazione non l’aveva capita. Un problema suo, perché sappiamo tutti che gli accordi 1992 e 1993 hanno salvato l’Italia. Conosco benissimo il patto per l’Italia e so che era un buon accordo. A Savino dico che non è coerente che da parte sua attaccare la concertazione dopo essere stato co-autore di quell’accordo … Mi sorge il dubbio che molti non abbiano ascoltato i quindici amici presenti a Firenze lo scorso sabato. Pur soffrendo io l’ho fatto

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    1. Secondo noi, se gli accordi del 1992 e del 1993 hanno salvato l’Italia, il non averci rimesso le mani quando era il momento di farlo ha prodotto il risultato che negli ultimi trent’anni i salari in Italia sono andati indietro in termini reali. Poi se per te la coerenza significa stare fermi alle scelte di trent’anni fa, fai pure

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    2. Erano i fascisti o funzionari solerti di qualche polizia a più che dimezzare i partecipanti agli eventi. Che se poi conti anche i collegati i partecipanti a Firenze hanno superato il centinaio. È chiaro che scrivi su mandato altrui. Io non mi sono mai spacciato per Carniti, ma è altrettanto noto che Carniti mi stimasse molto, altrimenti non mi avrebbe affidato la sua ultima lettera ai giovani cinque giorni prima di morire (vai sul canale YouTube del Centro studi di Firenze, trovi ancora tutto ..).
      Non è vero che Tiboni non avesse capito la concertazione semplicemente non l’ha condivisa. C’è una bella differenza.
      E no, io non ho certamente la sua indiscutibile capacità di leadership.
      Tu ti spacci per la versione femminile di un cantante mediocre e dimenticato.
      Se devi scrivere cose del genere forse è meglio per te soprassedere e ritornare nell’ oblio, non trovi?

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  15. il “codice non scritto”
    Sembrano le frasi che usava Benaglia da spendere agli analfabeti: “c’è un codice “non scritto” (forse perché se lo era inventato lui) che dice che gli ex segretari generali quando lasciano, non parlano più di lavoro e sindacato”. Carniti, Antoniazzi fino a poche settimane dalla morte hanno dimostrato di scrivere quello che pensavano. Benaglia in pensione per arrivare a stipendio pieno é sotto
    ricollocato alla fondazione Carniti (che ha avuto il piacere di conoscere solo dopo la morte).

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      1. Cristoforo Colombo detto Mario · Edit

        Si, effettivamente ci sono molte anomalie in questa Fondazione.
        In primis il fatto che sia stata politicamente e culturalmente di fatto: “ripudiata” dalla Cisl (andatevi a sentire la Fumarola al congresso di luglio che cita le Fondazioni della Cisl: Pastore (che in realtà non sarebbe solo della Cisl… ma negli ultimi anni Aldo Carera ha fatto in modo che lo fosse; ben più autonoma era stata la Presidenza Colasanto); Tarantelli (e si potrebbero dire molte cose, a partire dalla funzione fondamentale di “cimitero degli elefanti” nonostante gli sforzi di Emmanuele Massagli…) e “Ghost” Franco Marini.
        Nessuna menzione della fondazione Carniti il cui Presidente Benaglia era stato invitato al congresso con un pass temporaneo di poche ore, valido solo per la prima giornata dei lavori…
        Da allora Benaglia fa di tutto per non disturbare il conducente, innocui webinar a invito (di solito di Raffaele Morese… mai domo, sempre pronto a inchinarsi al segretario/a generale Cisl di turno), comunque in punta di piedi e senza rivendicare mai davvero una reale matrice carnitiana.
        Pare poi che il Premio Carniti (ideato e finanziato da Carniti stesso) arranchi pur sopravvivendo, mentre il sito http://www.pierrecarniti.it è fermo da molti anni (fortunatamente non ci sono più le pubblicità dell’agriturismo del figlio che si trova in provincia di Grosseto).
        Nessuna notizia, ad ora, dell’archivio di Carniti per la sistemazione del quale stretti familiari di un segretario generale aggiunto della Cisl passato in politica (NON si tratta di Giorgio Santini) hanno ricevuto un significativo e non estemporaneo “accompagnamento” alla pensione ai tempi in cui era in auge in Cisl e poi in Fnp Piero Ragazzini…
        Mala tempora currunt.

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        1. Giovanni Graziani · Edit

          Per aver avuto un piccolo ruolo nella Fondazione Pastore (ma neanche piccolissimo: c’è un numero degli Annali di cui sono autore di un quarto del volume; più di un terzo se si considerano i soli contributi firmati; più della metà se si considerano solo quelli originali) fino alla rottura avvenuta in occasione degli auguri di Natale del 2015, mi corre l’obbligo di precisare che la fondazione non è affatto “della” Cisl, neanche in parte.
          La fondazione è nata nel 1971 (lo stesso anno dei “giuseppini”) per volontà della famiglia Pastore che ne affida la guida a Mario Romani quando era il riferimento dell’opposizione a Storti e alla linea dell’unità. La Cisl ha contribuito alla sua nascita assieme alle Acli e alla Dc, le tre organizzazioni di rappresentanza nelle quali Pastore aveva agito, ma nessuna delle tre aveva alcun potere di controllo, che restava in mano alla famiglia. Per questo la sinistra Cisl non è riuscita a piazzare i suoi uomini alla presidenza anche quando comandava a via Po. E la stessa cosa accade quando Bonanni lascia (nei modi che oggi sappiamo) la segreteria generale, vuole la presidenza della fondazione ma gli viene detto semplicemente di no (e allora ripiega sul centro studi, dove dura poco).
          Quanto agli anni recenti, a me che ero (relativamente) giovane e mordevo il freno, la gestione Colasanto sembrava fin troppo indulgente verso la Cisl e la sua linea, ad esempio sul diritto del lavoro.
          Il mio amico Aldo, diventato presidente, poteva chiudere per l’avvenuto raggiungimento dello scopo (come Lorenzo Ornaghi consigliava di fare fin dai primi anni Novanta; ricordo un colloquio serale a Bardolino con lui e Giampiero Bianchi al quale ho assistito in occasione di un seminario della Fisba delle regioni del nord) o sopravvivere. Due decisioni entrambe dolorose (ed entrambe sbagliate, l’una per un verso l’altra per un altro, praticamente una tragica aporia), fra le quali ha scelto la seconda, comportandosi in modo conseguente. E portandone la conseguente responsabilità.
          Questo mi risulta, ma in effetti da più di dieci anni. non ho più notizie dall’interno della fondazione né dall’Associazione amici della Fgp, che avevo contribuito a fondare ai tempi della presidenza Colasanto, e che aprì la strada alla presidenza Carera. Associazione dalla quale devo quindi presumere di essere stato escluso, anche se non ne ho ricevuto alcuna comunicazione in tal senso, con un comportamento che vorrei definire mancanza di educazione se non sapessi che è, più probabilmente, mancanza di coraggio.
          Poco male, ormai penso che quando don Abbondio diceva che il coraggio chi non ce l’ha, non se lo può dare da solo, aveva le sue ragioni.
          Un po’ diverso sarebbe il discorso sull’educazione.

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          1. In merito alla perdita di autonomia della Fondazione Pastore rispetto alla Cisl va rilevato che essa si è sviluppata non tanto attraverso la figura del Presidente, fossilizzata su Aldo Carera, ma su quella del segretario generale.
            Si è andati da Gustavo De Santis, poi allontanato in malo modo, per poi passare, dopo alcune comparse, all’incredibile nomina di Marcello Balzola che buttò fuori il da poco nominato Marco Amadori che era stato un paio di mesi prima presentato in pompa magna al Cda.
            Viste le ripetute brutte figure si è poi deciso di eliminarla proprio la figura del segretario generale, lasciando Aldo come “one man show” caratterizzato da un’oggettiva grande abilità nel passare da una stagione cislina all’altra.

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  16. Oggi il conflitto sociale non può
    esistere perché i vertici (e il demiurgo ionico che bivacca nei dintorni di palazzo Chigi) sono immersi coi piedi nella melassa…
    come le mosche prigioniere nella carta moschicida, quella che si metteva nelle stalle a beneficio delle vacche. A Taranto mica hanno dimenticato i sussurri collusi tra la signorina e i vertici Ilva…e fa ancora tanta tristezza e rabbia ricordare gli abbracci del Formichiere con la Meloni, polizza a garanzia di una carriera senza eguali nella Storia della Cisl perché per accedere nel paradiso dei dannati bisogna sapersi coprire non di peccati, ma soltanto di ridicolo.

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  17. Comunque, poi mi taccio, almeno per oggi, rimanendo nel topic di questo post,
    consiglio di ascoltare, commentare (si può anche, argomentando, dissentire!) il bellissimo intervento di Mattia Scolari, segretario generale Cub Milano a Firenze, sabato 31 gennaio.
    Scolari è uno che la vera lezione sindacale di Carniti, quello degli anni ruggenti, peraltro milanesi, l’ha imparata molto bene.
    https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/02/mattia-scolari-cub-milano-diritto-al.html

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  18. certo, impariamo lezioni dal sindacalismo di base. Gli stessi sotto inchiesta da diverse Procure della Repubblica per avere chiesto e ricevuto utilità dalle imprese …..

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    1. Tre osservazioni:
      a) nessuna lezione a nessuno da nessuno; ma rispetto per tutte le esperienze che siano genuinamente sindacali, siano esse confederali, autonome o di base; chi esclude qualcuno a priori dall’elenco per la sua collocazione politico-sindacale sbaglia
      b) dire che i sindacati di base sono sotto inchiesta senza dire quali (Cub, Usb, Cobas ecc. ecc.) e chi (la responsabilità penale è personale) è qualunquismo, come dire “i partiti rubano” o “i sindacati rappresentano solo i pensionati” (anche se magari qualcosa di vero c’è…)
      c) qualche processo penale ha riguardato anche i sindacati confederali o assimilati. E non parliamo solo del Siulp.

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  19. Certo che vedere l’ex enfant prodige pontificare su giornali e social sia su come risolvere il caso Stellantis che nel contempo come risolvere lo sfruttamento dei rider ci dà l’idea di come il delirio di onnipotenza costituisce la principale malattia di chi pensa di essere stato un buon sindacalista

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    1. Va bene tutto, e noi pubblichiamo tutte le critiche a chuinque formulate in maniera non offensiva. Però se c’è chi parla senza fare più il mestiere forse è anche colpa dell’incapacità di dire qualcosa degli “anzian prodige” che sono venuto dopo di lui.

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