Gli aggettivi mancanti


Nel messaggio di fine anno, pieno di ottimismo e con una punta di autocompiacimento, la segretaria generale ha parlato della Cisl come di “un sindacato riformista, pragmatico, contrattualista, partecipativo”, e poi “un sindacato della concretezza, un sindacato popolare e antipopulista”.

L’impressione è che nel parlare di sé di questa organizzazione, per bocca di chi la rappresenta al massimo livello, prevalga il “come” sul “cosa”, la descrizione sulla definizione. Come se l’essere concreti, partecipativi, contrattualisti e pragmatici non avesse bisogno di contenuti politici. Cioè di un’idea di dove si vuole andare, e dove si vorrebbe che il paese andasse.

Un vuoto della politica che emerge dalla dimenticanza di due aggettivi che avevano sempre rappresentanto la Cisl come sindacato “libero” alla sua nascita e “democratico” nel suo sviluppo.

Non si è mai trattato di parole generiche: ad esempio, c’è stato un tempo in cui, nelle circostanze di quel periodo e non come dato immutabile, l’aggettivo “democratico” indicava una delimitazione a sinistra che escludeva i comunisti, ma al tempo stesso evitava di far confluire la Cisl nel mare indistinto dell’anticomunismo in cui ci sarebbe dovuto essere spazio anche per ogni tipo di reazionari.  

E allora il paragone con l’oggi, quando si usano tanti aggettivi tranne i due che sono necessari a dire cosa si è e cosa non si è, lo può fare chiunque.

Giovanni M. per il9marzo.it

TRASPARENZA – Questo blog è stato finanziato con eur. 32.700 dalla Cisl che ha perso la causa per diffamazione intentata contro di noi ed ha dovuto pagare le spese.

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35 Commenti - Scrivi un commento

  1. Mi sembra una riflessione ineccepibile.
    Al di là de disgusto personale che ho provato ad ascoltarlo (non l’ho cercato mi è apparso in automatico su YouTube, evidentemente nel social l’algoritmo non è aggiornato) ho pensato più o meno le stesse cose.
    Al netto della piu totale ed estrema ipocrisia la mancanza della Politica con la P maiuscola è quanto manca in assoluto più di altre alla gestione Fumarola.
    Appiattimento sul presente, gestione da megapatronato (i servizi individuali sono importanti per carità) e da erogatore indiretto e senza controllo e consapevolezza, anche attraverso i contratti collettivi di welfare di vario livello e contenuto.
    Un sindacato privo di anima, propaggine del potere istituzionale (oggi di destra, domani di chiunque lo detenga) immerso nel vuoto delle idee.
    Un sindacato dove chiunque apra gli occhi diventa un nemico che deve essere accecato, sterilizzato, isolato, infangato, colpito.
    Com’,era la storiella della persona al centro?
    Ah. Al centro del mirino.
    Ok.

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  2. A fine anno l’unico discorso di spessore è quello del Presidente della Repubblica. In passato c’erano discorsi di spessore anche nella CISL.
    Ma sinceramente quello della nostra segreteria lo lascio ai like del gruppo dirigente…

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    1. La pescivendola cita ogni 3 parole Mattarella pensando che allo staff del Quirinale non arrivino scandali e scandalini di tutte le ultime gestioni Cisl. Pagano il lobbista Comin (amico di Bisignani) per difendere l’ibdifendibile. Ma ormai tutti sanno tutto. Per cui per altri 3 anni preparatevi a litanie su: partecipazione patto mattarella responsabilità, mattarella partecipazione patto responsabilità. Altro non sa dire come quelle bambole dozzinali anni 80 che ripetevano 2-3 frasi.

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      1. Precisiamo che “pescivendola” è il nome di un mestiere, quindi non lo abbiamo considerato un insulto e lo abbiamo pubblicato.

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  3. un messaggio di fine anno per le tv minori pugliesi. Bisogna cambiare al più presto chi la consiglia e chi le scrive le cose da dire. Vanno bene al massimo per club “tiziano ferro”

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  4. premesso che non ho ascoltato il suo messaggio,(ascolto solo il presidente della repubblica ormai….) non mi sorprende che abbia detto le stesse litanie di sempre,del resto lo spessore politico è meno di un qualsiasi operatore sindacale che davvero faccia assemblee e contrattazione,l’articolo è ineccepibile solo al pensare appunto che non bastano i titoli per riempire di contenuti,del resto questa è la cisl di oggi ne libera ne democratica….

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  5. Sin da ragazza ha imparato ad assecondare i suoi capi. Ora ci deve mettere del suo. I testi di Tiziano ferro e “cuorare” i delegati e i burocrati non bastano. Ascoltare i trogloditi che ha attorno che le dicono “brava tieni le palle” per adesso la caricano ma la faranno sbattere. Uno staff e una segreteria di sempliciotti peggiora la situazione.

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  6. Non so se il video è integrale. Se lo è manca qualsiasi riferimento alle guerre, al massacro dei Palestinesi, alle centinaia di migliaia di morti in Ucraina ma anche in altre parti di un mondo squassato dai conflitti. Alla povertà crescente, alla prepotenza dei potenti del mondo che ormai fanno della forza militare il loro unico riferimento. Sembra un augurio generico, senza contenuti e con saluti di circostanza a tutti, conditi di “captatio benevolentiae”. Sono auguri che gli emuli regionali ripetono senza originalità in periferia.
    Si magnificano iniziative molto modeste perché tutte interne senza aperture alla società, si farnetica su assemblee dove si sarebbe parlato dei problemi, in realtà mai organizzate. Insomma uno di quegli auguri vuoti ai quali si risponde ” anche a te e famiglia”.

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  7. Andrà a sbattere si,se continua cosi se lo merita,se capirà tutti gli avvertimenti che le arrivano da fuori palazzo forse riuscirà a invertire la rotta….personalmente dubito,è cocciuta e malfidente ,avendola conosciuta,apprezza i signorsi al posto di gente che davvero le farebbe bene ascoltare anche quando pensano diversamente da lei….ardua impresa,guardiamo uno a uno chi ha in segreteria,da toccarsi per non averci a che fare,guardiamo molti segretari regionali,roba da brividi,arrivisti che avranno fatto 5 assemblee e che ripetono a memoria la storia della partecipazione,questo quando va bene perchè normalmente oltre a non sapere lavorare e gestire fanno pure buchi finanziari e debiti,vogliamo parlare del capo dei pensionati,quello che fin che ce ne sono foraggia a destra e sinistra,noto “so tutto io” ovvero “io sono io e voi non siete un…….”quello che parla male degli altri e poi prende a pugni le persone se non fanno quello che lui vuole,quello che paga fior di soldi a chi era gia fuori e non piu iscritta,quello che paga decine di migliaia di euro a chi se ne va spintaneamente”….infine mettiamoci quei ridicili dell’apparato tecnico che pur di dire sempre si scrivono stupidaggini orripilanti,gente che non conosce ne regole ne statuto e che come dicono molti non sono nemmeno iscritti e in un modo o nell’altro prendono stipendi che neanche un chirurgo di fama ci arriva….che dire,di piu non si puo,fin che dura….a proposito qualcuno della femca che ci ragguaglia se ci sono ancora iscritti e se sono di piu dei macchinoni che ancora girano specie nelle sedi principali…? buon anno cisl avresti davvero bisogno di un miracolo

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  8. la fiera dell’ipocrisia,buona ultima la fummarola dopo 400 giorni e passa parla del cooperante incarcerato in venezuela,probabilmente dopo l’attacco americano ha avuto il via libera dalla meloni per fare dichiarazioni di questo tipo

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  9. Admin mi hai fatto sorridere.
    Concordo che pescivendola è una professione, dignitosissima come tutte le professioni non illegali.
    Permetti dopo che l’offesa, se si vuol chiamare cosí, emerge dal denigrare ció che uno rappresenta o svolge con qualcosa che non “c’azzecca niente”; se a un intelettuale, professore, giornalista o laureato dovessi dare del pulitore dei cessi, sarà anche una professione o lavoro dignitoso, ma l’intento è sempre quello offensivo.
    Probabilmente verrebbe censurato.

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    1. Finora “pulitore di cessi” non l’ha scritto nessuno. Di per sé non è un insulto neanche quello. Comunque se lo fosse per un laureato, lo sarebbe anche per un non laureato.
      Così almeno ragioniamo qui.

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    1. Pur avendo stima sotto il profilo culturale, non ritengo che chi ha ricevuto tanto dalla
      cisl (sicuramente molto di più di ciò che ha dato) possa così gravemente screditare il proprio precedente datore di lavoro, pubblicizzandosi personalmente ed ergendosi a salvatore della patria. L’umiltà è la
      Dote più importante di ogni persona e la
      Gratitudine viene immediatamente dopo

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      1. Risposta fuori luogo, che attacca una persona per quello che non ha fatto quando non lo poteva fare (se uno è formatore e un dipendente non ha diritto a fare proposte politiche negli organi interni) e lo fa quando lo può fare (ora che non è più dipendente è libero di organizzare un’iniziativa che non riguarda solo la Cisl ma coinvolge esponenti della Cgil e della Cub).
        Per questo il dibattito su chiude qui, e non ammetteremo risposte neanche a Francesco. Chi vuole polemizzare personalmente con lui vada sui social.

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      2. Di chi è il piatto
        questa storia dello “sputare nel piatto dove si è mangiato”. Vale per chi ha mangiato e continua a “mangiare” con i soldi di pensionati e lavoratori. Chi fa parte di un’organizzazione democratica chiama diversamente il diritto di critica. Sputa nel piatto dove mangia chi non rispetta lo Statuto, il regolamento, il codice etico. Neanche nelle versioni light come recentemente modificati.

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      3. L’umiltà potrebbe anche starci…. ma tirare in ballo la gratitudine mi ricorda un po’ i principi cui si basa la piaga del caporalato

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    2. Tenero Francesco, capisco il tuo spirito idealista e pieno di buone intenzioni, ma su questo blog siamo sempre i soliti 7 o 8 a scrivere commenti a ripetizione

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  10. il nemico dentro
    Da colui che le ha suggerito il “messaggio di fine anno” dovrebbe proteggersi.
    L’avrà presa in giro con gli “amici” e a lei ha detto che è stata bravissima.

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  11. Buonasera. Comprendo che il blog sia gestito da voi. E che nella totale discrezionalità scegliate i messaggi da mantenere. E quelli da eliminare. Tuttavia le mie non erano offese (ed i toni lo dimostrano) ne contenevano accuse o termini sconvenienti. Semplicemente ritengo che chi voglia fare pubblicità di se stesso debba farlo sul
    Suo profilo personale e non scegliere una platea comunque vasta quale quella del 9 marzo. Se poi, invece, tale opportunità venga concessa per ragioni personali, ovviamente dal mio punto di vista è una valutazione erronea e discriminatoria

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    1. Non ci siamo capiti: non si tratta di insulti, nel qual caso non avremmo pubblicato nulla, ma di non trasformare il 9 marzo in un ring fra amici e nemici di Francesco Lauria. Il quale, peraltro, non ha fatto pubblicità a sé stesso ma ad un’iniziativa di due associazioni, una delle quali, Prendere parola, è quella alla quale aderiamo anche noi.
      https://www.il9marzo.it/?p=10882
      Qualcosa da ridire anche su questo?

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  12. Non accetto nulla, nemmeno le accuse di mancata umiltà.
    Il mio commento iniziava, infatti, con: “niente di risolutivo per carità”.
    Niente di risolutivo per una semplice ragione:
    in troppi, tanti mangiano ancora troppo, nel piatto della Cisl. Hanno paura di esporsi, di perdere privilegi, posizioni di micro potere, comodità e benefit. Non si sono smossi nemmeno di fronte a casi ben più gravi del mio. Nulla, anzi.
    Devo dire che tutto questo non solo mi porta dolore. Mi fa proprio paura.
    Un po’ di digiuno, dalle comodità, un po’ di ascolto della coscienza, farebbe comodo in Cisl, ad ogni livello.
    Il sindacato sta in strada, deve “puzzare” di lavoro, ve lo dice uno che, al di là di quello che si racconta, fin da quando era minorenne, ha frequentato sia i campi che le fabbriche (da operaio semplice), ogni estate. Metalmeccaniche, chimiche e agroalimentari. A Parma e a Reggio Emilia. Pronto a fornire l’elenco in dettaglio.
    Tanto per essere chiari.

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  13. Trovo irritante e stucchevole la difesa d’ufficio che parte, automatica, appena qualcuno – che, come me, magari ha apprezzato e ancora apprezza questo blog – si azzarda a criticare l’ex formatore parmense. Peraltro con argomenti incoerenti: se “il caso era politico” significa che Lauria era in grado benissimo di esprimere nel suo lavoro quotidiano di docente, in anni e anni di corsi, le sue critiche. Comenpoi ha fatto, andando ben oltre il vincolo di lealtà che lo legava al datore di lavoro. In ogni caso non gli fate onore, e onestamente lo umiliate un po’, a trattarlo da pupone. Fategli usare le sue parole. Non ha bisogno di tutori. O sì?

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    1. Noi abbiamo detto, e ripetiamo, che chi era dipendente non può essere accusato di non aver fatto politica dentro alla Cisl e quindi di non doverla fare oggi fuori dalla Cisl.
      Ricordiamo poi (se ci segui da tempo dovresti sapere di cosa parliamo) che Giampiero Bianchi fu licenziato da Sbarra proprio con l’accusa di aver fatto politica nonostante fosse un dipendente; ma non ricordiamo che chi oggi accusa Lauria del contrario allora abbia difeso Giampiero. Anche perché non lo difese nessuno, tranne noi.
      Ad ogni modo, quale che sia l’accusa, noi difendiamo sempre i dipendenti licenziati dai padroni arroganti. Anche a costo di sembrare stucchevoli a chi dimostra antipatia verso qualcun altro.

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    2. Mi dispiace.
      C’è un prima e un dopo.
      C’è una trattativa, preso atto reciproco della situazione, avviata su mia richiesta.
      Ci sono minime e sacrosante condizioni poste per le dimissioni.
      C’è un voltafaccia totale e un’inizio di vera e propria persecuzione.
      Ma lo sapete, pur da anonimi di cosa parlate?
      Le avete per caso lette, se ve ne intendete un po’ di sindacato e di vertenze, le contestazioni disciplinari?
      Ma pensate che certi nomi altisonanti si siano mossi solo per me?
      No, si sono mossi perchè hanno letto l’obrobrio del diritto operato dalla Cisl (e poi difeso con tracotanza per me incredibile e, sempre per me, al di fuori di ogni regola statutaria dai probiviri). Inoltre io sono un formatore (pluricertificato), ricercatore (con due lauree e un dottorato) e un projecr manager (con un mega cv). Non sono ex se non ex dipendente e, molto recentemente, ex iscritto Cisl. Queste caro anonimo sono le mie parole, le mie ragioni, cose che una persona in buona fede comprenderebbe non al volo, all’istante. Ma per essere in buona fede, caro anonimo, bisogna essere in buonafede. Credo di essermi spiegato. Ah, per uno della città di Parma si dice parmigiano, per uno della provincia si dice parmense. Studia!

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  14. dal computo dei “laureati” toglierei quelli che l’hanno presa tramite le convenzioni Cisl. Esami semplificati e nessun obbligo di frequenza. Roba da telematiche di serie b

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    1. Finché c’è il valore legale del titolpo di studio, le lauree ridicole hanno lo stesso valore di quelle vere. Quindi dobbiamo respingere la proposta.

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  15. Io sono laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Trieste (110 su 110).
    Laureato in educazione degli adulti presso l’Università pubblica di Lille (Francia). Massima votazione, conseguita in lingua inglese.
    Ho un Master in Politiche Europee, conseguito in lingua inglese rilasciato in consorzio dall’Università degli Studi di Bologna, dalla Luiss di Roma e dall’Università Statale di Milano oltre che dal Collegio Europeo di Parma (votazione massima).
    Ho un dottorato di ricerca in Relazioni di Lavoro conseguito presso l’Università di Modena e di Reggio Emilia (votazione massima).
    Considero la gran parte delle Università telematiche, opinione personale e criticabile per carità, come la Giustino Fortunato, presieduta dal rettore Giuseppe Acocella, poco più che spazzatura.

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  16. Ecco bisogna creare una nuova organizzazione di vecchi cislini con iscritti, Congressi e dirigenti e scendere in campo, dove tutti si onorano di aver militato ma non conoscono le trincee. Buon Anno a tutti.

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  17. Leggo certi commenti e provo un disagio profondo di fronte alla leggerezza con cui alcuni si permettono di giudicare.
    Se si conoscesse davvero, fino in fondo, ciò che accade a chi osa pensare diversamente dalla cosiddetta regina di Cuori, e dagli nomignoli che gestiscono “no governano” le strutture forse si parlerebbe con maggiore cautela.
    La realtà che attraversa la CISL è ben più complessa e dolorosa di quanto molti fingano di sapere.
    Per questo, il silenzio per chi pensa di fare il sornione di turno
    sarebbe non solo opportuno, ma doveroso.
    Ed è la risposta più rispettosa che si possa dare in questo spazio.

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  18. A proposito di piatto dove si mangia. Facevo il sindacalista in azienda ed una collega mi criticò “sputi nel piatto dove ti danno da mangiare”. Le risposi” da mangiare si dà al cane o al gatto. I lavoratori si conquistano il loro salario con impegno e sacrificio, compresi i sindacalisti”. Scrivo questo per dire che mi sono impegnato per tanti anni nella CISL, ricevendo tanto ma anche dando tanto. E soprattutto sempre usando il senso critico. Capisco però un dipendente che ovviamente vive di quello stipendio e con datori di lavoro come quelli che ci sono in CISL, c’è poco da scherzare. Quelli che non capisco sono quelli che sono eletti dai veri congressi e i pensionati che non dovrebbero avere paura di esprimere le loro idee con lealtà e coraggio. Ma fors non lo fanno perché si accontentano di una carezza del potente.

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