{"id":9659,"date":"2018-05-07T10:49:00","date_gmt":"2018-05-07T08:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=9659"},"modified":"2023-10-17T10:51:47","modified_gmt":"2023-10-17T08:51:47","slug":"in-morte-di-ermanno-olmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=9659","title":{"rendered":"In morte di Ermanno Olmi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180512073031\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=11282\">In morte di Ermanno Olmi<\/a><\/h2>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180512073031\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?author=1\"><small>admin<\/small><\/a> 7 maggio 2018 <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20180512073031\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=11282#comments\">18 Commenti<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dal signor Giovanni Graziani arriva questo contributo relativo alla morte di Ermanno Olmi ed al significato che l\u2019opera di questo regista ha avuto anche per molti nel sindacato<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Avevamo fra i quindici e i vent\u2019anni, e fummo in tanti ad essere fulminati da un film lungo lungo, con dialoghi in bergamasco stretto accompagnati dai sottotitoli in italiano, ambientato quasi per intero nello spazio di una cascina alla fine dell\u2019Ottocento, e con un organo che accompagnava questa fissit\u00e0 con musica sacra. Un film che aveva tutto ci\u00f2 che un film non dovrebbe avere per colpire dei giovani, se essere giovani volessere dire corrispondere allo steretipo costruito dalla societ\u00e0 dei consumi, come dicevamo allora.<\/p>\n\n\n\n<p>Se c\u2019\u00e8 una dimostrazione che col cinema si pu\u00f2 fare la rivoluzione, questa fu data in quel 1978 da Ermanno Olmi con <em>L\u2019albero degli zoccoli<\/em>. Anche perch\u00e9 il messaggio di quel film era s\u00ec rivoluzionario, perch\u00e9 parlava del conflitto fra la propriet\u00e0 privata e l\u2019emancipazione sociale, ma prima del messaggio era rivoluzionario il modo in cui quel messaggio ci arrivava, raccontandoci un passato lontano in anni in cui per molti fare la rivoluzione voleva dire sparare, distruggere il mondo vecchio per costruirne uno totalmente nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>La civilt\u00e0 contadina, questo mondo rimasto immobile per secoli e raffigurato da Olmi in un punto della storia in cui si percepiva il confine fra l\u2019immobilit\u00e0 secolare e l\u2019inizio di un\u2019altra storia, era l\u2019oggetto di quel film. E della civilt\u00e0 contadina fummo in tanti ad essere affascinati. Ma non in termini letterari o romantici, come se fosse da idealizzare o peggio da assumere come programma politico per il presente; affascinati perch\u00e9 percepimmo di avere delle radici, sentimmo la profondit\u00e0 della nostra storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una storia anche nazionale, perch\u00e9 <em>l\u2019Albero degli zoccoli<\/em> \u00e8 un film tanto bergamasco quanto nazionale, allo stesso modo in cui <em>il Gattopardo<\/em> parla della Sicilia o <em>i Promessi Sposi<\/em> parlano della Lombardia sotto il dominio spagnolo eppure ci parlano dell\u2019Italia di ieri e di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>E una storia non solo italiana, perch\u00e9 quel mondo non conosceva la sacralit\u00e0 dei confini per i quali, non molto tempo dopo, quei contadini bergamaschi assieme ad altri dal sud e da ogni parte d\u2019Italia sarebbero stati mandati a morire e ad ammazzare altri contadini nelle trincee della guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando poi anni dopo le circostanze della vita mi hanno portato alla Fisba, <em>q<\/em>uel film mi \u00e8 tornato tante volte in mente. E non solo perch\u00e9 alcune persone che ho conosciuto sembravano uscite direttamente da quel mondo. Ma anche perch\u00e9 il sindacato agricolo della Cisl, meno famoso di quello industriale e con una fama di \u201cdestra\u201d che non lo rendeva la prima scelta per un giovane in quegli anni, nel frequentarlo mi apparve un po\u2019 come la prosecuzione di quella storia.<\/p>\n\n\n\n<p>La famiglia che alla fine del film viene mandata via dalla cascina con quattro cose sul carrettino, accompagnata solo dalla recita del rosario dei vicini, cacciata \u201cper giusta causa\u201d avendo violato il padre la propriet\u00e0 privata allo scopo di permettere al figlio di andare a scuola, ora viveva un\u2019altra storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora i ragazzi andavano a scuola, le case erano quelle della legge Zanibelli, le guerre mondiali erano lontane, e nessuna giusta causa bastava pi\u00f9 a giustificare l\u2019ingiustizia. E tutto questo era successo anche perch\u00e9 c\u2019era stato e c\u2019era un sindacato come la Fisba. Che magari avr\u00e0 avuto una fama di \u201cdestra\u201d per la sua opposizione all\u2019unit\u00e0 sindacale ma che aveva fatto tanto per l\u2019emancipazione di chi lavorava nei campi. E tramandava questa storia anche con alcuni libri, dovuti in gran parte alla passione di Aldo Carera, e con la formazione affidata al professor Costantini.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019emancipazione \u00e8 un programma ancora attuale. E aspetta solo sindacalisti capaci di prenderlo sul serio, senza scimmiottare le pulsioni rivoluzionarie di altri, e senza accettare gli accomodamenti post-rivoluzionari tipici del cinismo sopravvenuto nel rivoluzionario disilluso. Perch\u00e9 la rivoluzione si pu\u00f2 fare, come la fece Olmi con un film che legava in unit\u00e0 di senso un racconto del passato con lo sguardo sul presente di noi che avevamo allora fra quindici e vent\u2019anni e volevamo cambiare il mondo. Noi che poi, avvicinandoci ai trenta, abbiamo dato il nostro impegno ed un po\u2019 di residuo entusiasmo giovanile per cambiare il mondo attraverso un sindacato che percepivamo come la prosecuzione di quella storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una prosecuzione che oggi, forse a causa dell\u2019et\u00e0, si fa fatica a riconoscere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In morte di Ermanno Olmi admin 7 maggio 2018 18 Commenti Dal signor Giovanni Graziani arriva questo contributo relativo alla morte di Ermanno Olmi ed al significato che l\u2019opera di questo regista ha avuto anche per molti nel sindacato Avevamo fra i quindici e i vent\u2019anni, e fummo in tanti ad essere fulminati da un&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-9659","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria","no-post-thumbnail","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9659"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9659\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}