{"id":9526,"date":"2020-12-13T19:21:00","date_gmt":"2020-12-13T18:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=9526"},"modified":"2023-06-10T19:22:23","modified_gmt":"2023-06-10T17:22:23","slug":"perche-il-fatto-non-costituisce-reato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=9526","title":{"rendered":"\u201c\u2026 perch\u00e9 il fatto non costituisce reato\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Stai Visualizzando:<\/strong><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20210118202156\/http:\/\/www.il9marzo.it\/\">Home<\/a> \u2192 \u201c\u2026 perch\u00e9 il fatto non costituisce reato\u201d<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">\u201c\u2026 perch\u00e9 il fatto non costituisce reato\u201d<\/h1>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20210118202156\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?author=1\"><small>admin<\/small><\/a> 13 dicembre 2020 <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20210118202156\/http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=13388#respond\">0 Commenti<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>La critica sindacale, si sa, non \u00e8 roba da damerini. Anzi, una certa franchezza nel parlare, il ricorso ad un linguaggio forte, \u00e8 espressione dell\u2019importanza di ci\u00f2 di cui si parla, del fatto che si crede a ci\u00f2 che si dice. Chi ha fatto sindacato lo sa; chi non lo ha fatto, o lo ha fatto tanto tempo fa e non si ricorda pi\u00f9 come vanno queste cose, o magari non ci crede pi\u00f9,&nbsp; rischia di prendere delle cantonate<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo che Fausto Scandola fu espulso dalla Cisl (in piena estate, senza essere stato ascoltato a propria difesa e senza rispetto dei termini processuali a sua garanzia dopo il giudizio di primo grado) dal collegio dei probiviri attivato dalla segreteria confederale che lamentava, appunto, lo scarso garbo da lui usato nel rivolgersi ad una signora come il segretario generale in carica. A un iscritto che aveva sollevato, con parole schiette, il problema dell\u2019etica sindacale, il collegio dei probiviri aveva applicato la sanzione pi\u00f9 pesante per il mancato rispetto dell\u2019etichetta, del saper come ci si deve comportare fra gente di un certo livello.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ancora peggio, per certi versi, aveva fatto l\u2019allora segretario generale dell\u2019Unione interprovinciale Cisl Asse del Po Giuseppe Demaria, che aveva addirittura preso la via del tribunale per una querela contro nove sindacalisti accusandoli di aver offeso la sua reputazione con lettere di protesta ai giornali locali. Il caso era quello della Fai locale, dove la maggioranza cremonese aveva espunto la componente mantovana, agendo anche (secondo lo stile e l\u2019uso introdotti dopo il commissariamento del 2014) con l\u2019uso strumentale del potere di revoca del distacco sindacale. Cio\u00e8 licenziando il sindacalista sgradito con un atto che solo tecnicamente non \u00e8 un licenziamento ma ne ha tutte le conseguenze (e, quando non c\u2019\u00e8 una giusta causa, tutta l\u2019odiosit\u00e0 dell\u2019atto feudale di un esercizio arbitrario e padronale del potere). E tutto questo sarebbe successo, secondo la protesta dei sindacalisti querelati, con la partecipazione attiva dell\u2019Unione, cio\u00e8 di Demaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece di prendere atto della critica e rispondere nel merito, come vuole la regola del confronto democratico sia all\u2019interno che all\u2019esterno dell\u2019organizzazione, e invece di andare dai probiviri della Cisl (come a suo tempo era stato rimproverato a Fausto Scandola di non aver fatto), Demaria ha sporto querela: cio\u00e8 ha chiesto che un Tribunale della Repubblica, nel nome del popolo italiano, dichiarasse nove sindacalisti colpevoli di aver violato le leggi dello stato per aver espresso con chiarezza il proprio pensiero, e punirli di conseguenza. Una domanda improvvida, che ha avuto la risposta che si merita, nonch\u00e9 l\u2019unica possibile: la critica non costituisce reato. Lo ha detto il pubblico ministero, chiedendo l\u2019assoluzione, lo ha confermato il giudice distinguendo fra il linguaggio della polemica, che \u00e8 sempre lecito, da quello dell\u2019insulto gratuito che \u00e8 un\u2019altra cosa. Le motivazioni, che si possono leggere di seguito, sono chiarissime.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora resta un problema: chi paga il conto? Perch\u00e9 il signor Demaria ha agito, come \u00e8 riportato nella decisione, \u201cin proprio e quale Segretario Generale (all\u2019epoca) dell\u2019Unione Sindacale Territoriale C.I.S.L. Asse del Po di Cremona- Mantova\u201d: cio\u00e8 non ha lamentato solo un danno a s\u00e9, ma anche sostenuto che l\u2019esercizio della critica da parte di chi dissente \u00e8 un danno all\u2019organizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma alla fine il danno all\u2019organizzazione, probabilmente, lo ha fatto lui perch\u00e9 le spese processuali, che di solito sono a carico della parte soccombente, finiranno alla Cisl di Cremona e Mantova. E cos\u00ec i soldi degli iscritti, dopo essere stati usati per pubblicazioni di dubbio gusto (come risulta dalle motivazioni) servirano a coprire le spese di una querela che non aveva alcuna ragione di essere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014-<\/p>\n\n\n\n<p><em>Tribunale di Mantova<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sezione del Giudice per le indagini preliminari<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(omissis)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>All\u2019udienza preliminare gli imputati PALAGIANO EMANUELE, &nbsp;MAFFEZZONI SILVANO, CERESOLA GINO,MARINONI VITTORINO,POLI CURZIO, FORTUNATO ANGELO, MARCONI FRANCO chiedevano e ottenevano di essere giudicati con rito abbreviato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>All\u2019esito della discussione orale, dopo che l\u2019imputato Marinoni aveva reso brevi dichiarazioni spontanee, veniva pronunciata sentenza di assoluzione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>***<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Deve essere accolta la richiesta assolutoria avanzata anche dal P.M. I fatti possono essere ricostruiti in sintesi nei seguenti termini .Gli odierni imputati , sindacalisti o ex sindacalisti della CISL, sottoscrivevano una lettera , pubblicata sui quotidiani \u201cGazzetta di Mantova\u201d e \u201cVoce di Mantova\u201d rispettivamente il 21.02.2018 e 24.02.2018 con ii titolo \u201cSOS Sindacato. Sui licenziamenti in Fai intervengano i vertici\u201d e in cui s\u00ec affermava, fra l\u2019altro : \u201cSull\u2019ignobile licenziamento dei tre sindacalisti Fai-Cisl di Mantova e l\u2019allontanamento di una decina di storici delegati mantovani, dopo mesi di proteste, lettere e articoli di stampa, appare una lettera di condivisione entusiasta di tale operato dei capi Fai e Cisl Asse del Po , a firma di Franco Carboni. I segretari cremonesi della Fai e Cisl Zaffanelli\/De Maria sicuri ispiratori della lettera, per giustificarsi, avrebbero potuto affidarsi ad una firma meno stonata \u2013 Carboni \u00e8 noto non tanto come sindacalista, ma come autore di racconti \u201cad alto tasso erotico\u201d. Un libro \u201cM\u2019Assaggiami\u201d ed. Caosfera, senza successo. Praticamente invenduto se non per le 50 copie magnanimamente acquistate dal segretario generale Ivan Zaffanelli ,per il coordinamento donne e la formazione .Un finanziamento senz\u2019altro pagato con i contributi sindacali trattenuti dalle buste paga dei lavoratori iscritti . Il licenziamento dei tre sindacalisti e l\u2019allontanamento dei delegati comunque \u00e8 in atto. La Cisl Asse del Po non ha avuto scrupoli nel cacciare via tre operatori colpevoli di essere invisi al segretario -padrone Zaffanelli Non ci sono altre motivazioni e se lo dicono sono balle, calunnie.Zaffanella e De Maria ,previamente informato, con questi licenziamenti hanno inflitto ai tre sindacalisti sofferenze e umiliata la dignit\u00e0 loro, della Cisl e di tutto il Sindacato. Sono questi i valori e lo stile adamantino portati da questi sindacalisti cremonesi, i nuovi padroni, sposati anche da sindacalisti della Fai e della Cisl mantovana ? Se \u00e8 grave un licenziamento padronale, quello del tuo sindacato lo \u00e8 ancora di pi\u00f9\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In data 8.05.2020 Demaria Giuseppe ,in proprio e quale Segretario Generale (all\u2019epoca) dell\u2019Unione Sindacale Territoriale C.I.S.L. Asse del Po di Cremona- Mantova sporgeva denuncia-querela ne! confronti dei firmatari della lettera per diffamazione a mezzo stampa .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E\u2019 pacifico che la lettera facesse riferimento alla revoca dell\u2019aspettativa sindacale nei confronti di tre soggetti (cfr. lettera di revoca del 29.07.2017 inviata da Zaffanelli Ivan a Maffezzoni Andrea ,prodotta dall\u2019Avv. Finocchiaro all\u2019udienza del&nbsp; 14.01.2020),definita \u201clicenziamento\u201d e all\u2019allontanamento di una decina di RSU da parte della Segreteria Fai e Cisl Asse del Po.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Secondo consolidata giurisprudenza, a proposito della critica politica ,che ricomprende, in senso ampio, anche quella sindacale, \u201cSussiste l\u2019esimente dell\u2019esercizio del diritto&nbsp; di critica politica qualora l\u2019espressione usata consiste in un dissenso motivato, anche estremo, rispetto alle idee ed ai comportamenti altrui, nel cui ambito possono trovare spazio anche valutazioni non obiettive, purch\u00e9 non trasmodi in un attacco personale lesivo della dignit\u00e0 morale ed intellettuale dell\u2019avversario\u201c (ex multis Cass. sez. V n. 46132 del 13.06.2014); per quanto concerne specificamente la critica sindacale la S.C. ha stabilito (sez. V n. 46424 del 25.09.2013) che \u201cin tema di diffamazione, l\u2019espressione del diritto di critica ad una condotta tenuta nell\u2019ambito di attivit\u00e0 sindacali \u00e8 consentita anche mediante l\u2019uso di un linguaggio pi\u00f9 libero ed incisivo caratterizzato anche da espressioni forti e pungenti\u201d . (Nella fattispecie, la Corte di Cassazione ha ritenuto che l\u2019espressione \u2018mascalzone\u201d, una volta contestualizzata nell\u2019ambito di una polemica sindacale, avesse perso l\u2019oggettivo impatto diffamatorio); nella motivazione di quest\u2019ultima pronuncia la Corte ha puntualizzato che \u201cnell\u2019esercizio del diritto di critica, il requisito della continenza \u00e8 superato solo in presenza di espressioni che, in quanto gravemente infamanti e inutilmente umilianti, trasmodino in una mera aggressione verbale del soggetto criticato\u201d ) . Nel nostro caso gli imputati, pur avendo utilizzato toni fortemente accesi e polemici nei confronti (anche) di De Maria per le decisioni adottate (o comunque da questi avallate; al riguardo cfr. comunicato del 25.07.2017 a firma Demaria ,prodotto dall\u2019Avv. Finocchiaro all\u2019udienza del 14.01.2020) , non lo hanno attaccato sul piano personale e nella sua sfera morale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La definizione di \u201cpadrone\u201d e l\u2019utilizzo improprio del termine \u201clicenziamento\u201d definito \u201cignobile\u201d, con riferimento alla revoca , ritenuta arbitraria, dell\u2019aspettativa sindacale nei confronti di tre soggetti, sono giustificati dall\u2019asprezza e vivacit\u00e0 della polemica, che comunque non \u00e8 trasmodata in aggressione gratuita, non pertinente rispetto al tema in discussione e strumentalmente estesa ad ambiti estranei alla specifica contesa. Quanto al riferimento all\u2019acquisto di copie del libro \u201cM\u2019Assaggiami\u201d , non si tratta di condotta attribuita al querelante Demaria, bens\u00ec a Zaffanelli Ivan, cos\u00ec come emerge chiaramente dalla lettura della lettera pubblicata sui quotidiani .<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quanto all\u2019UST CISL Asse del Po, non si vedono ragioni per ritenere che tale polemica , estremamente aspra ma pur sempre fisiologica nell\u2019ambito sindacale , possa aver comportato un danno alla reputazione dell\u2019ente sindacale rilevante penalmente ex art. 595 c.p..<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In conclusione . risultando la condotta degli imputati scriminata ex art. 51 c.p., costoro devono essere assolti dal reato loro ascritto ai sensi degli artt. 442,530 c.p.p. perch\u00e9 il fatto non costituisce reato. \u2014<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>P.Q.M.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>visti gli artt. 442, 530 C.p.p. assolve PALAGIANO EMANUELE, MAFFEZZONI SILVANO, CERESOLA GINO,MARINONI VITTORINO, POLI CURZIO, FORTUNATO ANGELO, MARCONI FRANCO dal reato loro ascritto perch\u00e9 il fatto non costituisce reato. &nbsp;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stai Visualizzando:Home \u2192 \u201c\u2026 perch\u00e9 il fatto non costituisce reato\u201d \u201c\u2026 perch\u00e9 il fatto non costituisce reato\u201d admin 13 dicembre 2020 0 Commenti La critica sindacale, si sa, non \u00e8 roba da damerini. 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