{"id":9304,"date":"2017-02-14T14:46:00","date_gmt":"2017-02-14T13:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=9304"},"modified":"2022-12-31T14:49:02","modified_gmt":"2022-12-31T13:49:02","slug":"2-la-scelta-di-pinuccio-contare-fino-a-uno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=9304","title":{"rendered":"2\/La scelta di Pinuccio (contare fino a uno)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>2\/La scelta di Pinuccio (contare fino a uno)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Redazione &#8211; <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?author=1\">admin<\/a> 14 febbraio 2017 <a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=8695#comments\">6 Commenti<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pier Luigi Trivelli<\/strong>, uno che interviene col nome e col cognome e di questo lo ringraziamo pur capendo chi preferisce&nbsp; non farlo, ha espresso alcuni dubbi sul nostro post \u201c<a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=8617\">La scelta di Pinuccio<\/a>\u201c. Altri gli hanno risposto in forma anonima, ma ci \u00e8 sembrato giusto fargli avere una risposta con nome e cognome.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripubblichiamo quindi il commento di Pier Luigi Trivelli e la risposta che abbiamo affidato al signor <strong>Giovanni Graziani<\/strong>, amico di lunga data di Pinuccio Rustioni.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><em>Sinceramente non conosco la FAI, ma conosco abbastanza bene la FP. Detto questo sono sconcertato che un cos\u00ec bravo sindacalista dal cuore generoso come Pinuccio sia cos\u00ec attaccato alla trasparenza da lasciare la CISL per la UIL. Di mercenari senza cuore e anima \u00e8 pieno il mondo, ma quando ci\u00f2 avviene non \u00e8 certo da ammirare. Ho avuto anch\u2019io questa tentazione per un gesto di rivalsa nei confronti dei miei \u201csuperiori\u201d, gli onnipotenti della FP, ma ho trovato intorno a me amici che mi hanno richiamato al dovere verso chi mi aveva accompagnato in un percorso sindacale proficuo e molto bello. Ho riflettuto, e dopo l\u2019amarezza dei primi giorni, ho raccolto l\u2019invito e sono rimasto per combattere la mia e la nostra battaglia all\u2019interno della FP. Ho rinunciato a partecipare ai congressi, ma ho lavorato e lavorer\u00f2 per garantire una sana ricostruzione della FP. Se non ci riuscir\u00f2 pazienza, ma avr\u00f2 la coscienza a posto e potr\u00f2 essere orgoglioso di non essere diventato un capitano di ventura venduto al concorrente, e che concorrente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pier Luigi Trivelli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Caro Pier Luigi, questa non \u00e8 una risposta ma una testimonianza. Perch\u00e9 quest\u2019anno sono trent\u2019anni che conosco Pinuccio (corso contrattualisti Fisba 1987-1988; c\u2019era anche Maurizio Ori, quello epurato per rappresaglia due anni fa. E c\u2019erano altri) e, anche se non ho parlato con lui della sua ultima scelta, mi sembra di aver capito quale sia la coerenza che lo ha portato a questo passo che, qualche anno fa, sarebbe stato fuori dell\u2019immaginabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole per spiegarlo non le devo cercare, perch\u00e9 sono le stesse che hai usato tu per spiegare la scelta di restare nella Fp: il \u201cdovere verso chi mi aveva accompagnato in un percorso sindacale proficuo e molto bello\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual era il dovere di Pinuccio nel momento in cui la prospettiva nella Fai era quella di essere costretto a lasciare quel che aveva costruito in tanti anni di lavoro? E lasciarlo non perch\u00e9 era venuto il momento di passare la mano a qualcuno che pu\u00f2 continuare il tuo&nbsp; lavoro, ma solo perch\u00e9 giudicato non affidabile dal nuovo corso politico imposto col commissariamento della Federazione, e che ora sta per essere definitivamente sigillato col congresso?<\/p>\n\n\n\n<p>Come tu non conosci la Fai, io non conosco la Fp; ma so che nel vostro settore conta la media fra il dato elettorale ed il dato associativo. Cio\u00e8 contano i numeri. Pinuccio invece ha cominciato a lavorare ed \u00e8 tornato a lavorare alla fine della carriera con i dipendenti delle aziende agricole in provincia di Milano. Dove l\u2019unico numero che conta \u00e8 il numero uno.<\/p>\n\n\n\n<p>Se vuoi un iscritto, devi convincere quell\u2019iscritto. E basta. Non ci sono elezioni, perch\u00e9 i dipendenti fissi per azienda sono troppo pochi. Non ci sono capi del personale, come nell\u2019industria, con i quali puoi metterti d\u2019accordo, da solo o assieme agli altri sindacati, e poi magari tutti i lavoratori dell\u2019azienda risultano iscritti equamente divisi fra le tre organizzazioni (una volta mi hanno raccontato, ma spero fosse una barzelletta, di un\u2019azienda dove c\u2019erano cento dipendenti e risultavano cento iscritti alla Cgil, cento alla Cisl e cento alla Uil. Tre tessere pagate per ogni lavoratore, non necessariamente dal lavoratore stesso).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo concetto me lo spiegarono proprio durante il corso contrattualisti della Fisba di trent\u2019anni fa, dove io, studente della borghesia cittadina con confusi interessi verso il sindacato, ero stato invitato a partecipare come uditore su invito del professor Mario Grandi: un metalmeccanico fa un\u2019assemblea e parla a cento persone, nella Fisba per parlare a cento persone devi esser pronto a fare cento colloqui. Uno per uno. Questo era il metodo Fisba che ci veniva insegnato nei corsi e che qualcuno, Pinuccio fra questi, ha applicato nel suo territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Contando sempre fino a uno, ma tante volte al giorno tutti i giorni nei paesi del suo territorio, Pinuccio ha costruito una rete di tante persone che si fidavano della Fai perch\u00e9 si fidavano di chi rappresentava la Fai ai loro occhi. Ha fatto associazione sindacale, mentre altri ne parlavano nei discorsi e poi facevano e fanno il contrario a casa loro. Quello che tu chiami nel tuo caso il \u201cdovere verso chi mi aveva accompagnato in un percorso sindacale proficuo e molto bello\u201d per lui valeva a cominciare da quelle persone, da quelli che lui aveva iscritto uno per uno. Persone che lui accompagnava e che accompagnavano lui, che quando parlava nelle riunioni della Fisba e poi della Fai non diceva quel che gli frullava in testa in quel momento o quel che piaceva sentir dire al segretario generale di turno, ma poneva questioni che nascevano dall\u2019esigenza di dare risposte concrete a quelle persone reali. Non ai numeri, non all\u2019assurdit\u00e0 (non ce l\u2019ho con te, ma ripeto qui quel che insegnavo nei corsi della Fai sulla rappresentanza) di fare la media fra dato elettorale e dato associativo, in modo da avere un numero che non vuol dire niente, n\u00e9 il consenso politico espresso dai voti, n\u00e9 tanto meno l\u2019adesione di una persona alla sua organizzazione,<\/p>\n\n\n\n<p>Forse cos\u00ec si capiscono meglio i termini del dilemma di fronte al quale Pinuccio, per quel che mi risulta, si \u00e8 trovato: accetto di essere messo da parte dalla Fai, dove chi comanda mi reputa inaffidabile, e quindi lascio queste persone, interrompo questo rapporto di fiducia e di rappresentanza uno per uno, ma rimango coerente con la bandiera? O continuo a mantenere viva questa esperienza di rapporti personali, di rappresentanza sindacale, dove mi \u00e8 possibile farlo? Accetto passivamente di vedere la fine del sindacato come l\u2019ho vissuto, o accetto la possibilit\u00e0 che mi viene offerta di farlo vivere e crescere in un altro contesto?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma si pu\u00f2 dire anche in un\u2019altra maniera: meglio stare a parlare di sindacato associazione in una Fai dove del sindacato associazione sono rimasti solo vuoti discorsi, o meglio fare associazione dentro alla Uila? Una Uila che una volta raccoglieva soprattutto gli scarti della Fai ma che dopo il commissariamento, le epurazioni, i licenziamenti e le espulsioni, ora pu\u00f2 perfino scegliere, dire qualche s\u00ec e un bel po\u2019 di no?<\/p>\n\n\n\n<p>A te, caro Pier Luigi, questo aspetto non deve essere presente, perch\u00e9 vedo che ti domandi come si fa a lasciare la Cisl per la Uil col motivo della \u201ctrasparenza\u201d. Ma nel caso di Pinuccio non c\u2019entra niente la trasparenza, n\u00e9 Scandola n\u00e9 nient\u2019altro. C\u2019entra che ormai della Fai c\u2019\u00e8 rimasto un nome usato come piedistallo per l\u2019ego di chi comanda. E allora chi vuol associare, rappresentare e tutelare i lavoratori dell\u2019agricoltura in provincia di Milano \u2013 perch\u00e9 di questo si tratta, non di un problema politico generale fra Cisl e Uil \u2013 ha dovuto scegliere fra l\u2019apparire coerente senza esserlo o l\u2019essere coerente. Fra fare il proprio dovere verso le persone che rappresenti e fare in modo da poter continuare a rappresentarle, se cos\u00ec vorr\u00e0 ciascuno di loro passando alla Uila o restando nella Fai \u201cdepinuccizzata\u201d per scelta politica della Fai, oppure pensare alla propria immagine. Che ora sar\u00e0 oggetto di ogni illazione ed ogni accusa, per inverosimile che sia.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 questo \u00e8 il metodo Sbarra: chi \u00e8 con me \u00e8 onesto, chi non \u00e8 con me \u00e8 un ladro. E tutti annuiscono.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo che annuisci oggi, annuisci domani, poi succedono le cose che succedono. E cos\u00ec, per usare un\u2019espressione che sta prendendo piede, \u201cla Uila ringrazia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Graziani \u2013 cio\u00e8 uno che ha fatto scelte diverse sia da te che da Pinuccio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2\/La scelta di Pinuccio (contare fino a uno) Redazione &#8211; admin 14 febbraio 2017 6 Commenti Pier Luigi Trivelli, uno che interviene col nome e col cognome e di questo lo ringraziamo pur capendo chi preferisce&nbsp; non farlo, ha espresso alcuni dubbi sul nostro post \u201cLa scelta di Pinuccio\u201c. 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