{"id":9218,"date":"2022-11-19T08:55:20","date_gmt":"2022-11-19T07:55:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=9218"},"modified":"2022-11-19T08:55:21","modified_gmt":"2022-11-19T07:55:21","slug":"la-casa-di-vetro-il-grande-bluff-terza-puntata-2016-e-un-salto-al-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=9218","title":{"rendered":"La casa di vetro, il grande bluff. Terza puntata (2016 e un salto al 2020)"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><em>Al prologo e agli antefatti, Comma 22 ha fatto seguire nella puntata precedente la ricostruzione di come Fausto Scandola abbia subito l&#8217;espulsione dalla Cisl per aver rivelato che i compensi ai vertici della Cisl erano superiori alle indicazioni regolamentari, un fatto per il quale ebbe solidariet\u00e0 anche da Pierre Carniti. Oggi si sofferma su un aspetto pi\u00f9 preciso, relativo in particolare alla differenza dei redditi di Anna Maria Furlan se visti dal punto di vista fiscale o da quello previdenziale. Una differenza che ha motivi tecnici e motivi legati alla &#8220;gestione informale&#8221; che veniva allegramente fatta a Via Po 21 per i redditi della segreteria generale, come conferma la confessione di un importante testimone diretto che ne ha indicato anche gli autori. <\/em><\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><em>Buona lettura<\/em><\/h6>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><em>il9marzo.it<\/em><\/h6>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Terza puntata <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>Il mistero dei redditi di Anna Maria Furlan.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fausto Scandola nell\u2019esaminare la documentazione in suo possesso aveva notato <a href=\"https:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Biancaneve.jpg\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.il9marzo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Biancaneve.jpg\">l\u2019anomalia tra i redditi previdenziali e fiscali negli anni 2011-2012-2013 di Anna Maria Furlan per una differenza di circa 30.000,00 euro\/anno<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio: nell\u2019anno 2012 tra il reddito previdenziale 175.001,00 (147.388,00 Cisl e 27.613,00 Poste Italiane) e il reddito fiscale 129.473,00 vi era una <em>differenza di circa 28.000.00<\/em> euro, poich\u00e8 considerata l\u2019aliquota media del 10% per i contributi previdenziali a carico del lavoratore 175.001,00 \u2013 17.500,00 il reddito fiscale doveva essere pari a circa 157.500,00 e non ai 129.473,00 dichiarati.<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente non vi poteva essere evasione fiscale sui quei 28.0000,00 euro e il mistero finalmente fu svelato quando il documento di <a href=\"https:\/\/www.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/relazione-trattamento-economico-furlan.pdf\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.cisl.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/relazione-trattamento-economico-furlan.pdf\">certificazione dei redditi della Furlan da parte dott. Danilo Battista<\/a> chiar\u00ec che i redditi per gli anni 2011 -2013 erano stati <em>maggiorati del 18% in applicazione della normativa (legge177\/1976 &#8211; dpr 1092\/1973) inerente ai trattamenti pensionistici dei dipendenti statali ed affini<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Era chiaro ed evidente, perlomeno per ogni sindacalista esperto di previdenza, che la norma aveva valore per il reddito della Furlan di Poste Italiane, <em>non certamente per l\u2019indennit\u00e0 versata dalla Cisl di 147.388,00 euro<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tentativo \u2026 alquanto maldestro, tant\u2019\u00e8 che come riportato sempre nella certificazione del dott. Battista per cercare una via d\u2019uscita dopo la denuncia di Scandola si pu\u00f2 rilevare che<em> \u201ci contributi versati su imponibili non riconosciuti ai fini previdenziali vanno rimborsati ai singoli e alla Cisl\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo Fausto Scandola aveva concluso la sua battaglia il 19 marzo 2016, ma aveva compreso bene!<\/p>\n\n\n\n<p>E venne il giorno della verit\u00e0: <em>la confessione dell\u2019ex segretario generale Raffaele Bonanni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.rai.it\/programmi\/report\/inchieste\/Cisl-gli-insindacabili-3c7757f5-879a-4303-875e-605f7ef37953.html\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.rai.it\/programmi\/report\/inchieste\/Cisl-gli-insindacabili-3c7757f5-879a-4303-875e-605f7ef37953.html\">Nella trasmissione \u201cReport\u201d della Rai del 14 dicembre 2020<\/a> Raffaele Bonanni spiega tra l\u2019altro <em>\u201cci sono cose che non venivano regolamentate, c\u2019era questa gestione informale\u201d<\/em>. In pratica <em>i tetti regolamentari non venivano rispettati \u201c\u00e8 cos\u00ec evidente, non \u00e8 che sto affermando una verit\u00e0 rivelata\u201d<\/em> e la famosa indennit\u00e0 alloggio da 1000,00 euro non era altro che <em>\u201cun\u2019aggiunta sotto mentite spoglie\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E alla domanda su chi gestisse gli aumenti di stipendio, risponde <em>\u201cBonfanti e Ragazzini\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente con l\u2019intervista si poteva capire il <em>vero senso del riferimento alla cosiddetta delibera nella prima segreteria Bonanni del 3 maggio 2006<\/em> (articolo 7 del regolamento economico vigente: rimborsi per trasferimento), <em>citata nella certificazione dello studio Battista<\/em> del reddito della Furlan.<\/p>\n\n\n\n<p>La casa di vetro trasparente in frantumi. Rimaneva in piedi la casa dei ricatti.<\/p>\n\n\n\n<p>COMMA 22<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"> (fine della terza puntata)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al prologo e agli antefatti, Comma 22 ha fatto seguire nella puntata precedente la ricostruzione di come Fausto Scandola abbia subito l&#8217;espulsione dalla Cisl per aver rivelato che i compensi ai vertici della Cisl erano superiori alle indicazioni regolamentari, un fatto per il quale ebbe solidariet\u00e0 anche da Pierre Carniti. 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