{"id":8382,"date":"2021-08-28T13:22:41","date_gmt":"2021-08-28T11:22:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=8382"},"modified":"2021-08-28T13:22:42","modified_gmt":"2021-08-28T11:22:42","slug":"il-problema-da-risolvere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=8382","title":{"rendered":"&#8220;Il problema da risolvere&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Il signor Giovanni Graziani interviene con un contributo che rilancia i motivi a sostegno di una legge per il salario minimo, cosa che la Cisl aveva sostenuto negli anni Sessanta e che in Germania \u00e8 stata realizzata da cinque anni con risultati pienamente soddisfacenti. A smentita delle posizioni contrarie della Cisl di oggi, ed a conferma ulteriore della pochezza di chi la guida un po&#8217; a tutti i livelli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Sole 24 Ore del 27 agosto scrive che \u201cfra industria alimentare e agricoltura, in Italia mancano all\u2019appello 64 mila lavoratori\u201d. E il problema non \u00e8 solo di questi settori , n\u00e9 solo italiano, visto che sul Manifesto dello stesso giorno si racconta di un\u2019Inghilterra dove, fra Brexit e Covid, le merci non arrivano sugli scaffali dei supermercati perch\u00e9 manca chi le trasporta e poi manca chi le scarica.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, il lavoro come fatica, come atti concreti che costano sudore, \u00e8 ancora necessario dell\u2019epoca delle app e delle start up. Solo che manca chi lo fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019espressione \u201cmercato del lavoro\u201d non fosse una finzione, la soluzione sarebbe semplicissima: in presenza di una domanda insoddisfatta di lavoro nelle imprese e di forza lavoro non occupata alle condizioni date, basterebbe aumentare la retribuzione offerta per aumentare la propensione dei non occupati ad accettare lavori che non richiedono, nella maggior parte dei casi, una particolare qualificazione (l\u2019articolo del Sole fa l\u2019esempio dei carrellisti, per i quali bastano \u201cpochi giorni e un patentino\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se le cose non vanno cos\u00ec, se mancano i lavoratori eppure le retribuzioni non vengono aumentate, vuol dire la legge della domanda e dell\u2019offerta qui non vale, che il famoso mercato del lavoro non esiste ma \u00e8 una formula bugiarda per indicare qualcos\u2019altro. E che i salari seguono un\u2019altra logica.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019altra logica \u00e8 quella che, non solo in Italia, \u00e8 diventata moneta corrente dalla fine degli anni Settanta in poi, e cio\u00e8 il pensiero unico che prende il nome ora di moderazione salariale, ora di sostegno all\u2019offerta, ora di politica deflazionistica, ora di impegno per la competitivit\u00e0, ora di aiuto alle esportazioni e simili. Tutte formule che indicano un modo di pensare e di agire secondo cui bisogna aiutare le imprese comprimendo il costo del lavoro perch\u00e9 in questo modo si fanno automaticamente anche gli interessi della classe lavoratrice in termini di garanzia dell\u2019occupazione e della retribuzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono decenni che i sindacati hanno accettato questo modo di pensare come se fosse una verit\u00e0 definitiva e totale, tanto che non sono pi\u00f9 capaci neanche di capire il problema. Con il risultato che l\u2019occupazione \u00e8 garantita fino ad un certo punto (cio\u00e8 per tutti coloro che non la perdono) che le retribuzioni sono ferme soprattutto per le fasce basse di reddito (lo ricordava Fausto Scandola nel sottolineare che nella Cisl le retribuzioni dei rappresentanti avevano avuto un andamento crescente opposto a quello dei rappresentati, e la cosa non andava bene) e che i lavori meno retribuiti non sono ragionevolmente accettabili se non da chi, come gli immigrati, si trova in condizioni particolari di bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la situazione tragica del momento attuale. Da una parte, la strategia della svalutazione del lavoro (integrata da politiche di sostegno ai redditi insufficienti che mettono a carico della collettivit\u00e0 costi di cui si sgravano le imprese) non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile quando i livelli retributivi sono tali da costituire un disincentivo all\u2019occupazione. D\u2019altra parte i sindacati non sono pi\u00f9 capaci di imporre una politica salariale di rivalutazione del lavoro perch\u00e9 non ne hanno la forza organizzativa (gli iscritti fatti con i servizi non danno forza contrattuale) e perch\u00e9 non hanno pi\u00f9 neanche l\u2019idea di cosa voglia dire essere autorit\u00e0 salariale (fra l\u2019altro i contratti collettivi sono pieni di materie che sono oggetto di scambio con le controparti nell\u2019interesse dei rappresentanti pi\u00f9 che dei rappresentati. E dopo che si ottiene qualcosa per s\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 difficile rivendicare qualcosa per gli altri anche se sono quelli che dovresti rappresentare).<\/p>\n\n\n\n<p>In altri paesi, e anche dove i sindacati hanno una maggior capacit\u00e0 di sostenere l\u2019eventuale conflitto, la questione delle retribuzioni non \u00e8 rimasta una materia interna ai rapporti privati collettivi: l\u2019esempio della Germania, che ha fissato per legge il salario minimo (o Mindestlohn) \u00e8 il pi\u00f9 chiaro. Dopo che negli anni di Schroeder era stata seguita una linea di sostegno all\u2019offerta a vantaggio delle imprese ed a carico delle casse pubbliche, cio\u00e8 permettere l\u2019esistenza di rapporti di lavoro con retribuzioni inferiori alla soglia di povert\u00e0 ma che davano accesso alle integrazioni di sostegno al reddito, si \u00e8 passati al sostegno alle retribuzioni fissando una paga oraria al di sotto della quale non si pu\u00f2 scendere (con poche eccezioni esplicitamente previste).<\/p>\n\n\n\n<p>A chi prevedeva ogni genere di disastro a seguito dell\u2019intervento dello stato nella materia retributiva (disoccupazione, inflazione, perdita di competivit\u00e0 e crollo delle esportazioni, distruzione dell\u2019autonomia contrattuale collettiva) \u00e8 facile rispondere oggi che nulla di tutto questo si \u00e8 verificato, e che il valore del lavoro \u00e8 stato almeno parzialmente ripristinato, permettendo a molte persone di poterne vivere senza bisogno di dover passare da integrazioni e sussidi statali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ai sindacati italiani che rifiutano questo ragionamento perch\u00e9 temono la concorrenza del salario minimo rispetto al salario contrattuale \u00e8 facile obiettare che i contratti collettivi che non reggono il minimo hanno un problema nel motore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la verit\u00e0 \u00e8 che, per dare valore al lavoro, oggi le confederazioni storiche, e la Cisl pi\u00f9 delle altre, non sono una soluzione, ma sono una parte del problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzi, sono il problema che, prima o poi , dovr\u00e0 essere risolto, E non certo da chi si immagina di dare attuazione all&#8217;articolo 39, che servirebbe solo a cementarne erga omnes quel potere rappresentativo che da anni non sono pi\u00f9 interessate a svolgere, o comunque non ne sono capaci, nell&#8217;interesse di chi vive del lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il signor Giovanni Graziani interviene con un contributo che rilancia i motivi a sostegno di una legge per il salario minimo, cosa che la Cisl aveva sostenuto negli anni Sessanta e che in Germania \u00e8 stata realizzata da cinque anni con risultati pienamente soddisfacenti. A smentita delle posizioni contrarie della Cisl di oggi, ed a&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-8382","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria","no-post-thumbnail","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8382"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8382\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}