{"id":8377,"date":"2021-08-27T23:33:03","date_gmt":"2021-08-27T21:33:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=8377"},"modified":"2021-08-27T23:33:05","modified_gmt":"2021-08-27T21:33:05","slug":"ricordiamoci-dei-piccoli-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=8377","title":{"rendered":"&#8220;Ricordiamoci dei piccoli comuni&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Augusto Cianfoni  chiede ospitalit\u00e0 per un suo intervento con cui rilancia uno dei temi che erano stati al centro dell&#8217;azione della Fisba e poi della Fai, quello delle zone di montagna e dei piccoli comuni, che hanno poco peso elettorale e per questo vengono facilmente dimenticati, Dalla politica e non solo. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi permetto di intervenire su codesto Blog per segnalare due circostanze che dovrebbero interessare la dirigenza della FAI perch\u00e8 gli argomenti di cui sto per dire ne hanno caratterizzato la riflessione e l&#8217;azione almeno dai primi anni &#8217;90 del secolo scorso fino al 2014. Senza dimenticare il patrimonio politico che veniva dalla Fisba.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi riferisco alla omelia pronunciata dal Vescovo di Rieti mons.Pompili il 24 agosto scorso a Amatrice e le iniziative importanti e penetranti di mons Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento il quale, dopo l&#8217;esordio del 2019 con la &#8220;lettera agli Amministratori&#8221;, riunir\u00e0 il 30 e 31agosto al Centro La Pace di Benevento pi\u00f9 di venti Vescovi provenienti da molte parti d&#8217;Italia dove il problema \u00e8 pi\u00f9 grave.<\/p>\n\n\n\n<p>Il destino dei piccoli Comuni e il responsabile abbandono di quella politica della prevenzione contro il dissesto idrogeologico che riguarda non solo tutta l&#8217;Italia da sud a nord ma l&#8217;intera Europa dove negli ultimi 50 anni si \u00e8 andata affermando l&#8217;utopia della miracolistica industrializzazione prima e del cosiddetto terziario avanzato con l&#8217;abbandono della agricoltura di montagna e della forestazione, credute spesso attivit\u00e0 senza alcun valore economico salvo che per gli attori degli appalti pubblici dopo i disastri.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli effetti sono evidenti a tutti, ma come sempre se ne parla soltanto dopo terremoti, alluvioni e incendi boschivi e nei convegni intorno al tema dello spopolamento delle terre alte.<\/p>\n\n\n\n<p>Una politica distratta e superficiale annuncia sempre in queste occasioni impegno a frenarvi l&#8217;esodo quando esso \u00e8 iniziato gi\u00e0 da sessant&#8217;anni e oggi occorrerebbe una lungimirante politica per riportarvi la gente creando condizioni di vita attrattive mediante progetti che diano lavoro, vantaggi fiscali e servizi la cui mancanza \u00e8 la causa prima di una diseguaglianza che non riconosce alle popolazioni della montagna povera il diritto di essere riconosciute creditrici verso le ricche pianure e le citt\u00e0 dove cresce sempre pi\u00f9 l&#8217;inurbamento con tutti gli effetti negativi sulla qualit\u00e0 di vita e sulla perdita di identit\u00e0 culturale, insidiata dal multiculturalismo e dal relativismo imperanti. Valgano come esempi di questo fallimento della politica la neutraluzzazione della legge 97\/94 sulla montagna e le frustrazioni seguite alla buona legge Realacci del 28 settembre 2017.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella Fai queste sensibilit\u00e0 non credo siano dimenticate. Ricordo bene quanto esse appartenessero ad alcuni che oggi la guidano a cominciare dal Segretario Generale Rota. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo quante settimane della montagna dedicammo a questi temi. Ricordo il Convegno di Genova del 2011 dopo quella disastrosa alluvione. Ricordo gli aiuti concreti che demmo alla popolazione de L&#8217;Aquila in occasione del terremoto del 2009. E in tante altre che vivemmo in ogni parte d&#8217;Italia con concrete azioni di solidariet\u00e0. : dalla Valtellina alla Calabria e alla Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<p>Che oggi la Chiesa, ancora una volta profetica, solleciti i responsabili delle istituzioni a riscoprire il valore delle terre interne e a realizzarvi azioni di lungo periodo per la loro emancipazione dall&#8217;abbandono e dalla miseria \u00e8 troppo importante perch\u00e8 il Sindacato non vi aderisca rinnovando quei nobili appelli degli anni &#8217;90 e primi 2000 della Fisba e della Fai ai politici nelle occasioni delle competizioni elettorali. Che la politica si scontri su temi come il reddito di cittadinanza o sui fenomeni migratori appartiene al non senso istituzionale di cui \u00e8 malato il Paese. Per il Sindacato parlare del lavoro che manca e di quanto se ne potrebbe creare curando le ferite del Territorio credo sia oggi come nel passato dovere che attiene alla sua missione originaria di vertenzialit\u00e0 e negoziazione territoriale ancorate ad una solida formazione dei Dirigenti regionali e territoriali ma ancor pi\u00f9 basate non su posizioni ideologiche ma sui problemi reali della gente stanando le Regioni in troppi casi latitanti e spesso contraddittorie nei loro comportamenti con la cultura della sussidiariet\u00e0 e del federalismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo dove c&#8217;\u00e8 lavoro c&#8217;\u00e8 Sindacato. Ma il lavoro deve essere dignitoso, vale a dire deve promuovere l&#8217;uomo anche nel rispetto della sua identit\u00e0 culturale la quale solo se solida pu\u00f2 essere accogliente verso chi, venendo dal bisogno e dal pericolo, \u00e8 portatore di cultura e tradizioni diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>Augusto Cianfoni&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Augusto Cianfoni chiede ospitalit\u00e0 per un suo intervento con cui rilancia uno dei temi che erano stati al centro dell&#8217;azione della Fisba e poi della Fai, quello delle zone di montagna e dei piccoli comuni, che hanno poco peso elettorale e per questo vengono facilmente dimenticati, Dalla politica e non solo. 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