{"id":6886,"date":"2016-09-03T23:11:48","date_gmt":"2016-09-03T21:11:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=6886"},"modified":"2016-09-03T23:11:48","modified_gmt":"2016-09-03T21:11:48","slug":"luigi-viggiano-lottimismo-e-un-boomerang","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=6886","title":{"rendered":"Luigi Viggiano: l&#8217;ottimismo  \u00e8 un boomerang"},"content":{"rendered":"<p><em>Dal nostro amico Luigi Viggiao riceviamo questo articolo che prontamente pubblichiamo. E di cui raccomandiamo in particolare le domande contenute nel post scriptum<\/em><\/p>\n<p><em>www.il9marzo.it<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;OTTISMISMO SEMPRE E COMUNQUE DI RENZI E\u2019 DIVENTATO UN BOOMERANG<\/p>\n<p><em>Padoan: \u00abIl Pil \u00e8 in crescita\u00bb.<\/em><em> Il premier: \u00abIl deficit continuer\u00e0 a scendere\u00bb. Intanto per\u00f2 l\u2019Europa avverte Italia e Spagna: sul risanamento dovete fare di pi\u00f9 e l\u2019Istat: dice che il nostro Pil, conferma la crescita \u00abzero\u00bb <strong>\u3000<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La politica di Renzi, di essere ottimista a prescindere, ricorda tanto la favola del pastore e il lupo perch\u00e9, come i contadini della favola, presi in giro pi\u00f9 volte dal pastore burlone alla fine, quando il lupo arriv\u00f2 per davvero, non gli credettero (e lui perse tutte le pecore), anche Renzi insiste col dire agli italiani che tutto va bene. Ma quanti ancora ci credono ?<\/p>\n<p>Un altro esempio del fatto che continua a spargere impropriamente ottimismo lo abbiamo avuto in questi giorni di fine estate quando, a fronte del tutto va bene promanato dal Premier e i suoi araldi, sono arrivati i dati dell\u2019Istat che segnalano un crescente calo di ottimismo e fiducia tra gli italiani. I dati ci dicono infatti che per il quarto mese consecutivo peggiorano: sia la situazione economica del Paese che le aspettative sulla disoccupazione con conseguente ulteriore calo della propensione ai consumi.<\/p>\n<p>Al Presidente Renzi e suoi sostenitori andrebbe ricordato quello che il grande economista Keynes, nel 1933 scriveva in una lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti, Roosevelt, circa il modo di uscire dalla crisi di allora simile se non peggiore alla nostra di oggi.<\/p>\n<p>&#8220;Caro Signor Presidente, lei si \u00e8 proposto un doppio obiettivo: la ripresa e le riforme. Per la prima sono necessari velocit\u00e0 e risultati immediati. Anche le riforme possono essere urgenti, ma la fretta rischia di essere dannosa e la saggezza di un progetto di lungo periodo pu\u00f2 essere pi\u00f9 necessaria di una realizzazione immediata. Quanto alla tecnica per promuovere la ripresa, un aumento dell\u2019attivit\u00e0 produttiva non pu\u00f2 determinarsi se non per effetto di uno di questi elementi: i cittadini devono essere indotti a spendere di pi\u00f9 e a risparmiare meno; le imprese debbono essere convinte, per effetto di una maggiore fiducia o di bassi tassi di interesse, a investire di pi\u00f9 o infine le autorit\u00e0 pubbliche debbono intervenire per creare nuovo reddito attraverso la spesa di fondi ricevuti in prestito o finanziati con nuova moneta. In periodi economici sfavorevoli \u00e8 solo dal terzo fattore che pu\u00f2 arrivare una spinta alla ripresa&#8221;.<\/p>\n<p>Ebbene Renzi, a due anni e mezzo dal suo insediamento, insiste col refrain dell&#8217;ottimismo dimostratosi quasi sempre falso o infondato; \u00e8 oramai chiaro a tutti, che il Governo non ha avuto successo nel principale impegno che aveva preso al momento del suo insediamento che era di <strong>rimettere in moto l\u2019economia italiana<\/strong>. Dopo quasi tre anni di preoccupante stasi, anche la previsione di un aumento del reddito nazionale nel 2016 dell\u20191,2%, che pure era modesta, dovr\u00e0 essere rivista al ribasso perch\u00e9 negli ultimi mesi il reddito nazionale non \u00e8 cresciuto affatto. Pi\u00f9 0,3% nel primo trimestre, 0 nel secondo. Con queste premesse, a fine anno la crescita sar\u00e0 inferiore all\u20191% il che vuol dire che l\u2019Italia rimarr\u00e0 ancora una volta nella condizione di crisi in cui si dibatte da anni. Vi \u00e8 poi il rischio concreto che un andamento del reddito nazionale cos\u00ec fiacco si ripercuota sulla finanza pubblica, peggiorando rispetto alle previsioni, l\u2019incidenza del deficit e del debito pubblico sul reddito.<\/p>\n<p>Che le parole di Renzi e tutti quelli che gli tengono bordone (Furlan compresa) parlino di politica espansiva e ripresa in atto lo sappiamo tutti; quello per\u00f2 che molti di noi non sanno \u00e8 che i fatti del Governo dicono qualcosa di molto diversa dalle parole e cio\u00e8 che <strong>IL BILANCIO PUBBLICO E\u2019 RECESSIVO E NON ESPANSIVO COME VOGLIONO FARCI CREDERE.<\/strong> Il deficit di bilancio ovvero la differenza tra le spese e le entrate non servir\u00e0 per nuovi investimenti pubblici, per creare occupazione (come si affannano a ripeterci) ma per pagare la maggior parte degli interessi sul debito pubblico accumulato. <strong>LA VERITA\u2019 E\u2019 CHE FACCIAMO NUOVO DEBITO PER PAGARE GLI INTERESSI DOVUTI PER IL DEBITO GIA\u2019 ESISTENTE. DUNQUE LE ULTERIORI RISORSE DEL DEFICIT CHE SI AGGIUNGONO ALL\u2019ENTRATE DELLE TASSE NON ANDRANNO HA STIMOLARE LA CRESCITA. MA A PAGARE GLI INTERESSI<\/strong>. \u00c8 allora evidente che l\u2019impatto \u00e8 recessivo altro che espansivo.<\/p>\n<p>Nel def di aprile scorso le spese previste per interessi sono pari al 4% del debito pubblico e il deficit 2,3% del Pil, mentre <strong>IL SALDO PRIMARIO OVVERO LA DIFFERENZA TRA LE ENTRATE E LE SPESE PUBBLICHE ESCLUSO QUELLE PER GLI INTERESSI DEL DEBITO E&#8217; DEL 1,7% DEL PIL<\/strong>. Questo vuol dire che 1,7% dell\u2019entrate come tasse servir\u00e0 a pagare gli interessi sul debito al quale si aggiunger\u00e0 il 2,3% di deficit del Pil per pagare tutti gli interessi. Per stabilizzare il rapporto debito pil servirebbe una crescita reale+ inflazione (che non c&#8217;\u00e8) pari al deficit e questo deficit dunque si andr\u00e0 a sommare al debito dell\u2019anno precedente circa 133% del Pil cos\u00ec se la crescita non sar\u00e0 almeno pari al deficit del 2,3% il rapporto debito\/Pil peggiorer\u00e0; e questo nonostante l\u2019onere degli interessi stia diminuendo grazie al quantitative easing della BCE (abbiamo accumulato 2000 miliardi di euro di debito pubblico). Pensate che<strong> l<\/strong>\u2019Italia spende annualmente per gli interessi almeno il doppio ma molti sostengono addirittura il triplo di quelli che destina agli investimenti. Cos\u00ec ci stiamo dissanguando da almeno 20 anni per pagare gli speculatori di tutto il mondo; basta pensare che nel ventennio 93-13 abbiamo pagato 1650 miliardi euro d\u2019interessi rispetto ad un Pil che nel 2013 era di 1.365 miliardi. E poi ci si domanda perch\u00e9 l\u2019economia non cresce?<\/p>\n<p>In pratica, facciamo nuovo debito pubblico per pagare la maggior parte degli interessi che gravano sul debito contratto in precedenza. Col deficit non si chiedono al mercato finanziario risorse ulteriori, che si aggiungono a quelle derivanti dalle tasse, per stimolare la crescita, ma <strong>si prendono somme a prestito per pagare gli interessi sul debito contratto in precedenza.<\/strong> Se, quindi, neppure la totalit\u00e0 delle tasse ritorna indietro all\u2019economia ed il deficit serve a pagare gli interessi sul debito, \u00e8 evidente che l\u2019unico dato che cresce \u00e8 quello del debito pubblico che come gli esperti insegnano ha il difetto di esercitare un impatto recessivo e non espansivo come invece, ossessivamente ci ripetono.<\/p>\n<p>Savona, 3 settembre 2016<\/p>\n<p><strong><em>L u i g i V i g g i a n o<\/em><\/strong><\/p>\n<p>F N P S A V O N A<\/p>\n<p>P.S<\/p>\n<p>. Quando si dice il caso. Ieri pomeriggio avevo da poco finito questo mio scritto quando mi hanno segnalato un intervento della Furlan sullo stesso argomento ma di taglio decisamente prevedibile e pieno di ovviet\u00e0 (come sempre). Non l&#8217;avrei preso in considerazione, neanche parzialmente, dato che si tratta del solito elenco della spesa (fatto a posteriore). Se lo faccio \u00e8 solo perch\u00e9 la signora parla anche di &#8220;manovra espansiva sostenuta da un grande &#8220;patto&#8221; tra il Governo e le forze sociali, le stesse forze sociali che hanno contribuito a ridurre l&#8217;Italia nelle condizioni che sappiamo!!! La domanda, molto semplice che vorrei fare alla FURLAN \u00e8 la seguente: se tutto quello che \u00e8 stato fatto in passato specie dalla Cisl era la cosa giusta perch\u00e9 oggi i lavoratori sono in larga parte dei border line della povert\u00e0? <strong>Sar\u00e0 stata giusta per lei e le sue tasche e il suo staff ma di certo non per i suoi rappresentati<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal nostro amico Luigi Viggiao riceviamo questo articolo che prontamente pubblichiamo. E di cui raccomandiamo in particolare le domande contenute nel post scriptum www.il9marzo.it L&#8217;OTTISMISMO SEMPRE E COMUNQUE DI RENZI E\u2019 DIVENTATO UN BOOMERANG Padoan: \u00abIl Pil \u00e8 in crescita\u00bb. Il premier: \u00abIl deficit continuer\u00e0 a scendere\u00bb. 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