{"id":6790,"date":"2016-08-28T08:34:17","date_gmt":"2016-08-28T06:34:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=6790"},"modified":"2016-08-28T08:34:17","modified_gmt":"2016-08-28T06:34:17","slug":"lavorare-meno-lavorare-tutti-oppure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=6790","title":{"rendered":"Lavorare meno, lavorare tutti. Oppure?"},"content":{"rendered":"<p><em>Il nuovo intervento di Luigi Viggiano prende spunto da un articolo di Savino Pezzotta sulla riduzione d&#8217;orario come strumento per promuovere l&#8217;occupazione (articolo che \u00e8 stato ripreso anche dal sito www.sindacalmente.org e che trovate, con altri interventi <a href=\"http:\/\/www.sindacalmente.org\/content\/ripartire-e-ridurre-lorario-spezzotta-lavorare-tutti-%C3%A8-coesione-sociale\">a questo link<\/a>). Il tema \u00e8 di quelli che sono stati al centro di alcune battaglie sindacali negli anni passati e poi sono stati messi da parte, ma senza grandi riflessioni critiche.<\/em><\/p>\n<p><em>Luigi Viggiano dice la sua, indicando strategie alternative; e noi ospitiamo il suo intervento chiedendo ad altri se vogliono intervenire per provare ad alimentare un po&#8217; di dibattito invece di stare in silenzio ad aspettare il risultato dei conciliaboli di vertice fra governo e politica sulla solita riforma che si candida, come un po&#8217; tutte quelle degli ultimi vent&#8217;anni, a produrre molti discorsi ed a cambiare poco o nulla.<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 tutte le idee possono essere giuste o sbagliate; ma anche da un&#8217;idea sbagliata, correggendola, pu\u00f2 venire fuori qualcosa di giusto.<\/em><\/p>\n<p><em>Dal vuoto di idee, come quello che stiamo vivendo, non viene fuori nulla. N\u00e9 di giusto, n\u00e9 di sbagliato. \u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>www.il9marzo.it<\/em><\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>LAVORARE\u00a0 MENO\u00a0 LAVORARE\u00a0 TUTTI !!! SOSTIENE SAVINO PEZZOTTA NOI INVECE CHE:OGGI L\u2019UOMO E\u2019 IN CONDIZIONE DI POTER LAVORARE PER SCELTA E NON PER NECESSITA\u2019. QUESTA E&#8217; LA RIVOLUZIONE CHE DA QUALCHE TEMPO VIVIAMO SENZA AVERNE PIENA COSCIENZA PERCHE&#8217; TENUTI RIGOROSAMENTE ALL&#8217;OSCURO DAI MEZZI D&#8217;INFORMAZIONE DISCIPLINATAMENTE ASSERVITI; RIVOLUZIONE CHE CRESCERA&#8217; IN MODO ESPONENZIALE CON LE NUOVE GENERAZIONI FINO AD AFFERMARSI DEFINITIVAMENTE CAMBIANDO IN MODO RADICALE L&#8217;ATTUALE ORGANIZZAZIONE S0CIALE E MODO DI VIVERE<\/p>\n<p>Di recente ho letto sul quotidiano \u201cil Dubbio\u201d un REPORT di un articolo di Savino Pezzotta relativo al concetto di \u201clavorare meno lavorare tutti\u201d, cosa che io stesso ho pi\u00f9 volte richiamato come esempio di buon sindacalismo, propositivo e costruttivo per\u00f2 penso che la proposta, per quanto era fattibile e\u00a0 innovativa ai tempi in cui Carniti la fece, tanto \u00e8 superata oggi dagli eventi che nel frattempo si sono succeduti, in tutti i settori della societ\u00e0.<br \/>\nCon immutata stima e rispetto a Savino e al suo pensiero mi permetto di esprimere alcune osservazioni sull\u2019argomento.<br \/>\nIn premessa parto con un chiarimento di fondo che \u00e8 il seguente: \u00e8 noto ai pi\u00f9 che, il lavoro per buona parte della storia dell\u2019uomo, ha corrisposto direttamente alla sopravvivenza, dunque alla necessit\u00e0 di soddisfare i bisogni primari che si presentano tuttora a qualunque occasionale Robinson Crosue, dovesse trovarsi isolato per qualche tempo dal resto del mondo. E\u2019 stata dunque la lotta per la sopravvivenza della specie che ha spinto l\u2019uomo ad organizzarsi socialmente ed industriarsi per riuscirci al meglio. Ci\u00f2\u2019 \u00e9 tanto vero che ad ogni invenzione e scoperta ha sempre corrisposto un aumento della popolazione del pianeta che si espandeva occupando nuovi spazi. Oggi per\u00f2 la Terra \u00e8 occupata tutta, da ben 7,5 miliardi di persone e purtroppo oltre lo spazio sono in via di esaurimento anche le risorse. Possiamo dire che finora, in modo, conclamato o tacito che fosse, il lavoro non \u00e8 stato mai una scelta ma una necessit\u00e0 per sopravvivere.<br \/>\nDetto questo, quale \u00e8 a mio avviso la novit\u00e0 derimente che sta cambiando il mondo presente e futuro? E&#8217; che oggi l\u2019uomo, per la prima volta nella storia, ha visto coronato con successo la sua lotta per la vita, conseguendo la possibilit\u00e0 di soddisfare i bisogni primari dell\u2019intera umanit\u00e0; grazie alla sua evoluzione tecnologica e sociale ma anche perch\u00e9 non ci sono pi\u00f9 spazi e risorse sul pianeta che permettano una ulteriore espansione come era accaduto in passato.<br \/>\nLa cosa pi\u00f9 strabiliante dell\u2019avventura umana sulla terra per\u00f2 \u00e8 che la produzione dei beni necessari alla sopravvivenza oggi \u00e8 possibile produrli, nella loro quasi totalit\u00e0, con i robot (non \u00e8 una frottola perch\u00e9 ci sono fior di studiosi che lo sostengono, argomentano e dimostrano con i loro scritti). Tutti concordano sul fatto che gi\u00e0 oggi e ancora di pi\u00f9 nel futuro il benessere sar\u00e0 sganciato dal reddito, cosa che permetter\u00e0 il libero arbitrio professionale, cio\u00e8 la libert\u00e0 di scegliere il nostro destino che potr\u00e0 essere di fare tutto o niente, ma la scelta sar\u00e0 libera ed individuale.<br \/>\nPer non essere prolisso pi\u00f9 del necessario penso che il sindacato dovrebbe battersi non per la riduzione dell\u2019orario di lavoro che comunque non risolverebbe il problema perch\u00e9 la disoccupazione \u00e8 oramai diventata sistemica ed inarrestabile specie nelle attivit\u00e0 esecutive e poco concettuali.<br \/>\nIl mio pensiero \u00e8 quindi che il sindacato non debba lasciarsi sfuggire l\u2019occasione di guidare la transizione dall\u2019uomo operaio all\u2019uomo consumatore, perch\u00e9 di fatto questo \u00e8 quello che sta accadendo; \u00e8 inutile voler negare la realt\u00e0, meglio prenderne atto e partecipare alla guida del cambiamento. Oggi, in malafede si sostiene che \u00e8 la scarsa produttivit\u00e0 alla base della crisi ma non \u00e8 cos\u00ec, non \u00e8 la manodopera a buon mercato che scarseggia ma il lavoro che sempre di pi\u00f9 viene svolto dai robot che cos\u00ec rendono superfluo e antieconomico ricorrere agli uomini; questo dimostra che l&#8217;uomo non \u00e8 pi\u00f9 necessario alla societ\u00e0 come operaio ma come consumatore perch\u00e9 le aziende producono se c&#8217;\u00e8 domanda ovvero consumo ma per essere consumatore l&#8217;uomo deve avere i soldi. Aspetto del problema su cui concordano tutti; la divisione si ha sul come darli. Semplificando al massimo possiamo immaginare due correnti di pensiero una che propende per il reddito di cittadinanza, lo stesso Savino ha citato Paesi e istituzioni che lo hanno adottato o preso in considerazione; cosa che del resto non avrebbe n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno lo stesso impatto sociale che, come anche lui ricorda, ebbe \u201cla riduzione d\u2019orario giornaliero e settimanale che segu\u00ec alla prima rivoluzione industriale e che il sindacato us\u00f2 per far godere anche i lavoratori di parte dei vantaggi che l&#8217;innovazione produsse\u201d Non penso e non credo che riducendo i diritti e gli orari dei lavoratori si risolver\u00e0 il problema ma piuttosto se ne prolungher\u00e0 l&#8217;agonia rendendo le condizioni di vita talmente misere da essere poveri anche con un lavoro (come del resto gi\u00e0 accade sempre pi\u00f9 di frequente). Ribadisco dunque che l&#8217;obiettivo del sindacato dovrebbe si essere, come dice Savino, quello \u201cdi valorizzare le nuove e diverse forme di lavoro e in particolare quelle che sono orientate al beneficio della comunit\u00e0, a migliorare le relazioni sociali e l\u2019ambiente\u201d, ma solo come libera scelta ed in aggiunta al reddito di cittadinanza. Savino invece esclude questa possibilit\u00e0 scrivendo che \u201cPer realizzare un simile progetto, in primo luogo ci sono delle difficolt\u00e0 oggettive che non possono essere sottovalutate come per esempio il costo o come conciliarlo col welfare\u201d. Per quanto riguarda il costo mi permetto di osservare che col reddito di cittadinanza, accreditato a tutti direttamente sul conto corrente, si darebbe luogo ad un nuovo stato sociale non pi\u00f9 assistenziale ma come riconoscimento di un diritto fondamentale che tutela la dignit\u00e0 e libert\u00e0 dell&#8217;uomo. In questo modo si cancellerebbe tutto l\u2019apparato burocratico necessario a gestire l\u2019assistenzialismo selettivo, disintegrando cos\u00ec un enorme mangia mangia di risorse che il pi\u00f9 delle volte supera abbondantemente quelle che arrivano agli aventi diritto senza dimenticare le innumerevoli truffe ordite da intermediari parassiti, e poi domando: perch\u00e9 lo stesso problema nessuno se lo \u00e8 posto e se lo pone per quanto ci costa salvare e mantenere le banche e foraggiare le rendite speculative? Perch\u00e9 non si introduce la moneta elettronica che farebbe fuori tutto il denaro illegale non tracciabile evitando o quanto meno riducendo evasione, elusione ed esportazione illecita di capitali? Per quanto riguarda poi, il rischio di apartheid paventato nell\u2019articolo tra chi ha un reddito da lavoro e chi vivrebbe di un reddito di base erogato dal pubblico lo ritengo un falso problema perch\u00e9 il lavoro non essendo vissuto come una imposizione ma liberamente scelto diventerebbe meno ostico e verrebbe scelto dall&#8217;interessato in funzione dei suoi desiderata e delle sue inclinazioni cosa che l&#8217;appagherebbe appieno migliorandone il rendimento. Nulla questio su formazione e qualificazione permanente per chi cerca maggiore conoscenza, aggiornamento e specializzazione nel suo campo.<br \/>\nLa verit\u00e0, che nessuno dice, \u00e8 che il reddito di cittadinanza farebbe tabula rasa di una consistente parte della societ\u00e0 italiana che vive di privilegi ed in modo parassitario, sulla restante parte produttiva formata dalle aziende, lavoratori e pensionati. Cerco di spiegarmi traendo spunto dalla trasmissione \u201cPiazzapulita\u201d del 16 agosto scorso che verteva sui furbi italiani e come lo Stato tollera, anzi incoraggia i furbetti che vivono alle spalle degli altri in modo che possano continuare, tra l\u2019altro vantando il loro furto come un diritto: \u201cLo stato dovrebbe darmi di pi\u00f9\u201d, diceva nella trasmissione un falso cieco che correva a una maratona.\u00a0 Le cifre in gioco sono tali che, se risparmiate e riscosse come imposte evase, risolverebbero i problemi di sicurezza, sanit\u00e0, pensioni, etc. Ma questi furbetti che pure tanto danno arrecano alla societ\u00e0 sono una goccia rispetto all\u2019oceano parassitario delle tangenti, pizzi, e consimili con cui le diverse oligarchie, cominciando da quella politica, dissanguano l\u2019Italia e gli italiani approfittando di EMERGENZE come: terrorismo, guerre, terremoti, immigrazione ecc. o CREANDO AD ARTE UNO STATO EMERGENZIALE. In conclusione, i veri motivi che ostacolano il reddito di cittadinanza non sono la mancanza di fondi e ancora meno il mondo delle imprese che in pi\u00f9 occasioni hanno mandato segnali di non disdegnare la proposta, lo stesso mondo finanziario ha allo studio il cosiddetto elicopter money che potrebbe essere un modo per cominciare a sperimentare una forma di reddito di cittadinanza seppure temporaneo. Ma allora chi \u00e8 che si mette di traverso all&#8217;iniziativa?<br \/>\nSono quelle forze che con esso vedrebbero svanire tutto il potere d&#8217;interdizione, condizionamento e ricatto che, in nome di una ipocrita e falsa forma di democrazia, ha permesso loro di creare una rete di affari che proliferano ai margini ed in combutta con la politica e molto spesso nell\u2019illegalit\u00e0, come quasi giornalmente ci ricorda la cronaca giudiziaria. Una prova, invece lampante dell&#8217;utilit\u00e0 del reddito di cittadinanza lo abbiamo dalla decrescita dovuta, non alla scarsa produttivit\u00e0 ma scarsa propensione ai consumi. Almeno due sono i motivi che dimostrano la non risolvibilit\u00e0 del problema con elemosine parziali e occasionali come hanno fatto e continuano a voler fare i governanti: il primo perch\u00e9 a differenza del passato anche una crescita non \u00e8 detto che favorirebbe la ripresa dei consumi visto che i benefici andrebbero all&#8217;impresa super automatizzata e non a quel poco di occupazione che per resistere deve contentarsi di salari sempre pi\u00f9 da fame; il secondo motivo \u00e8 che questa crisi non \u00e8 congiunturale come in altre occasioni quando bastava una spinta temporanea per farla ripartire oggi la crisi \u00e8 sistemica perch\u00e9 le macchine non cesseranno di produrre anzi miglioreranno sempre di pi\u00f9 aumentando la produttivit\u00e0 ma anche la disoccupazione e dunque la caduta dei consumi.<\/p>\n<p>S A V O N A, 26 Agosto 2016<\/p>\n<p>L u i g i\u00a0\u00a0 V i g g i a n o<br \/>\nF n p\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S a v o n a<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo intervento di Luigi Viggiano prende spunto da un articolo di Savino Pezzotta sulla riduzione d&#8217;orario come strumento per promuovere l&#8217;occupazione (articolo che \u00e8 stato ripreso anche dal sito www.sindacalmente.org e che trovate, con altri interventi a questo link). 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