{"id":6682,"date":"2016-08-10T12:07:49","date_gmt":"2016-08-10T10:07:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=6682"},"modified":"2016-08-10T12:12:02","modified_gmt":"2016-08-10T10:12:02","slug":"da-luigi-viggiano-sul-libro-di-bentivogli-e-molto-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=6682","title":{"rendered":"Da Luigi Viggiano, sul libro di Bentivogli e molto altro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><em>Dal nostro amico Luigi Viggiano della Fnp di Savona riceviamo un contributo ad ampio spettro di contenuti che volentieri proponiamo alla riflessione di tutti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>www.il9marzo.it<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&lt;&lt;ABBIAMO ROVINATO L&#8217;ITALIA?&gt;&gt;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">IO PREFERISCO LIBERARMI NEL LAVORO NON LIBERARMI DAL LAVORO<br \/>\n&lt;&lt;IL SINDACATO DEL FUTURO? SE NON TUTELA I GIOVANI E&#8217; GIA&#8217; MORTO&gt;&gt;<br \/>\n(Cos\u00ec parl\u00f2 Marco Bentivogli segretario della FIM CISL)<\/p>\n<p>Che il sindacato abbia rovinato l&#8217;Italia mi sembra esagerato e forse anche presuntuoso; diciamo che vi ha contribuito in modo non proprio marginale, con la conseguenza che oggi patisce la perdita di peso e ruolo politico come tutti i corpi intermedi e con l\u2019aggravante di aver tradito deliberatamente la fiducia di tanti iscritti ed il pensiero di quanti contribuirono alla sua fondazione e crescita che mai avrebbero immaginato un tradimento cos\u00ec sfacciato, degli ideali che li avevano ispirati. Bisogna riconoscere che per essere il segretario nazionale di una categoria di peso (quale \u00e8 stata finora la fim), a parte il solito abbaiare alla luna non \u00e8 che poi concretamente il suo operare si discosti tanto dal resto della segreteria; \u00e8 solo una questione di forma, come osa il tapino assumere iniziative autonome, ignorando che nella Cisl da un po\u2019 di anni vige il centralismo democratico al quale le categorie, fim compresa, devono soggiacere?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questi signori continuano a vivere in un mondo che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 e come gli struzzi pensano che basta ignorare l&#8217;evidenza di tutte le rivoluzioni ed evoluzioni accadute, per poter continuare, indisturbati come sempre.<br \/>\nNaturalmente questa \u00e8 la mia impressione che sar\u00e0 senz&#8217;altro smentita dalle parole ma non certo dai fatti che, in quanto tali, pesano come macigni sulla coscienza di chi ce l&#8217;ha.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Senza la presunzione di voler togliere il ruolo a nessuno mi permetto di riportare un&#8217;analisi della realt\u00e0 che andrebbe meglio approfondita e compresa per tentare di rivitalizzare il sindacato del terzo millennio. Molte informazioni le ho acquisite da letture di vari autori ed in particolare del prof. Domenico De Simone.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Ebbene \u00e8 evidente a tutti che la a produzione (in senso lato) si sta modificando in maniera talmente radicale da rendere necessario un nuovo paradigma concettuale per poterne comprendere la natura e capire in che maniera essa incide sulla nostra libert\u00e0 e capacit\u00e0 di scelta. Presto si dovr\u00e0 abbandonare il concetto di ricchezza come di una torta che si divide perch\u00e9 questa idea non \u00e8 pi\u00f9 vera da anni, anche se continua ad essere usata per la giustificazione politica delle scelte economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Oggi, in un contesto di produzione immateriale, nel quale cio\u00e8, quello che conta sono le idee e le capacit\u00e0 personali dei produttori, \u00e8 divenuta ancora pi\u00f9 falsa. Se pu\u00f2 avere apparentemente un senso impadronirsi di uno stabilimento, di immobili o terreni, l&#8217;esproprio di una societ\u00e0 che produce idee (dal software al cinema, alle consulenze, al finanziario) comporta la dissoluzione dell&#8217;azienda e del suo effettivo valore. Rappresentare i nuovi lavori e le nuove professionalit\u00e0, non \u00e8 facile perch\u00e9 sono troppe le variabili e sempre pi\u00f9 rapidi i tempi con cui interagiscono e modificano la societ\u00e0. E&#8217; riconosciuto da tutti che il contesto esterno \u00e8 diventato, per i sindacati, decisamente ostile. Eppure questi invece di accettare e studiare la realt\u00e0 adeguandovisi, ristrutturandosi e riorganizzandosi; stoicamente mantengono le posizioni e insistono nell&#8217;affrontarle trasferendo, in larga parte il core business nell&#8217;attivit\u00e0 di servizi (uffici pubblici parastatali).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">D&#8217;altra parte per\u00f2 cambiano i luoghi del lavoro e laddove ancora resistono si scompone l&#8217;appartenenza di classe, si fraziona la prestazione lavorativa. &#8220;Non c&#8217;\u00e8 mai stato un momento peggiore di quello di oggi per un lavoratore che ha da offrire soltanto capacit\u00e0 &#8220;ordinarie&#8221; perch\u00e9 computer, robot e altre tecnologie digitali stanno acquisendo le medesime capacit\u00e0 e competenze a una velocit\u00e0 inimmaginabile&#8221;, hanno scritto Erik Brynjolfsson (professore al Mit di Boston) e Andrew McAfee (ricercatore) ne &#8220;La nuova rivoluzione delle macchine.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ecco, la tecnologia trionfante abbatte il sindacato e non solo. Le medie imprese innovative italiane che possono sviluppare questo nuovo modo di lavorare sono circa un terzo del totale. Andrebbero incoraggiate assistite ed incentivate. Purtroppo per\u00f2 il sindacato come sappiamo \u00e8 impegnato a non creare problemi al Governo e questo a non crearne all\u2019Europa, risultato di tanto servilismo \u00e8 uno scenario da disoccupazione di massa. I Generali Cisl, dovrebbero chiedersi: che cosa fanno le persone se non c&#8217;\u00e8 il lavoro? La robotizzazione progressiva ha raggiunto livelli totalizzanti in molti settori. Tanto che ormai il robot non sostituisce solo l&#8217;operaio generico ma anche l&#8217;infermiere e tante altre mansioni. Eppure chi lo ha posto portandolo a conoscenza ed in discussione tra i lavoratori? Si \u00e8 chiusa una fase storica iniziata con la catena di montaggio del fordismo se ne aperta un\u2019altra. Quella del reddito di cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0 Passare dall&#8217;operaio-manuale all&#8217;operaio-ingegnere. Lavoratori intelligenti, &#8220;il prototipo come ha scritto l&#8217;economista dell&#8217;Universit\u00e0 di Milano Giorgio Barba Navaretti del lavoratore a-sindacalizzato. Perch\u00e9 avendo loro delle competenze specialistiche hanno anche individualmente un certo tipo di potere di mercato, e quindi ritengono di non aver pi\u00f9 bisogno del sindacato&#8221;. Il sindacato se vuole avere ancora un futuro deve puntare sulla partecipazione; che per\u00f2 come sanno bene gli iscritti \u00e8 proprio quella che, da noi, \u00e8 stata eliminata con sistematicit\u00e0 certosina.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 un caso allora che nel documento unitario di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma del sistema di contrattazione l&#8217;aspetto culturalmente pi\u00f9 innovativo sta proprio nel tema della partecipazione e gli sgravi di produttivit\u00e0. Questa della produttivit\u00e0 \u00e8 la partita sulla quale i sindacati, ad oggi, hanno fallito alla grande accettando di recuperare il gap accumulato negli ultimi due decenni, sempre e solo con lo sguardo rivolto al passato, agli anni delle scorciatoie permesse, dall&#8217;inflazione e dall&#8217;autonomia monetaria: svalutazione e indicizzazione dei salari. Tradotto in termini meno sindacalesi. Aver cercato di mantenere il passo della produttivit\u00e0 a scapito dei lavoratori invece che agire sulle innovazioni tecnologiche; questo ci ha fatto sopravvivere ma retrocedendoci pesantemente rispetto ai paesi concorrenti, con il risultato che le condizioni di lavoro e le paghe sempre pi\u00f9 basse hanno spostato una grossa fetta degli occupati nella fascia dei poveri. E ciononostante si insiste col voler far pagare la crescita della produttivit\u00e0 ai lavoratori cosa ormai impossibile. La produttivit\u00e0 non pu\u00f2 aumentare solo con investimenti in nuove tecnologie ma favorendo la crescita che a sua volta aumenta solo in presenza di una domanda ovvero aumento dei consumi. Ecco dunque che si arriva alla new economy immateriale che pu\u00f2 vivere solo con un salario di cittadinanza. L\u2019immaterialit\u00e0 del digitale crea nuovi problemi a livello culturale con conseguenze anche economiche perch\u00e9 si ha difficolt\u00e0 a percepirne il valore essendo abituati a concepire lo stato patrimoniale di una azienda costituito essenzialmente dai suoi beni materiali. Ma oggi la parte immateriale, in molti tipi di aziende ha superato quella materiale nel rapporto con gli utenti e consumatori. Praticamente sono cambiati i fondamentali della nostra economia per adeguarsi alla nuova realt\u00e0 creatasi con la forte dematerializzazione in atto. Cos\u00ec si crea una discrasia tra il conservatorismo istituzionale, politico, sindacale e la societ\u00e0 che, sottoposta a continue rivoluzioni scientifiche, tecnologiche progredisce sempre pi\u00f9 velocemente provocando cambiamenti in tutti i settori sociali ed in particolare in quello del lavoro. Secondo gli studiosi \u00e8 proprio rispetto a quest\u2019ultimo aspetto che il sindacato ha fallito preferendo rimanere ancorato al passato invece che lottare per dare alle giovani generazioni una nuova e credibile visione del futuro. E\u2019 da questa incapacit\u00e0 che origina essenzialmente il disagio sociale di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Uno studio realizzato dall\u2019istituto di ricerca Fast-Future\u00a0per conto del governo britannico ha individuato, attraverso le previsioni di illustri scienziati, le\u00a020 nuove professioni che nasceranno o si svilupperanno entro il 2030. Naturalmente, non si pu\u00f2 affermare con certezza che le cose andranno cos\u00ec ma le probabilit\u00e0, assicurano gli esperti, sono molto alte. Un motivo in pi\u00f9 per approfondire e, perch\u00e9 no, trovare ispirazione per le prossime scelte in ambito lavorativo. Ecco la lista dei lavori del futuro. La new economy \u00e8 una vera rivoluzione strutturale del sistema socioeconomico che investe il sistema produttivo-distributivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il passaggio chiave che ha portato alla new-economy si \u00e8 avuto con la traduzione digitale delle informazioni che tramite internet (mezzo di comunicazione individuale di massa che unisce: tv, tel. e pc). Internet \u00e8 il pi\u00f9 grande sistema di comunicazione creato dall&#8217;uomo e la new-economy non \u00e8 parte dell&#8217;economia ma l&#8217;intera economia. Con essa si passa dalle imprese a castello gerarchizzate e lavoro parcellizzato a imprese rete insieme di tecnici e programmi connessi e facilmente modificabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il lavoratore non \u00e8 pi\u00f9 operaio\/massa ma un soggetto imprenditore di se stesso che dispone di conoscenze per interagire con altri per raggiungere determinati risultati. IL LAVORATORE DELLA CONOSCENZA fa del sapere e della tecnica il suo Habitat che con l&#8217;impresa-rete Opera\/relazionandosi. In quest&#8217;ottica, il destino dell&#8217;economia sta nella sua dematerializzazione. La maggior parte dei prodotti della new-economy sono gi\u00e0 beni immateriali, non tangibili e pertanto di difficile misurazione. Siamo ormai nell&#8217;era della conoscenza dove il fattore principale non \u00e8 il fare ma il sapere (quello che si sa conta pi\u00f9 di quello che si ha). Proprio rispetto a quest\u2019ultimo aspetto il sindacato ha fallito rimanendo ancorato al passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il sapere scientifico avanzato produce innovazione di processi e di prodotti. Siamo cos\u00ec arrivati all&#8217;era dell&#8217;accesso. Con internet la propriet\u00e0 privata e il mercato sono superati dal diritto di accesso cos\u00ec dall&#8217;economia dei mercati si \u00e8 passato a quella delle reti. Cambia l&#8217;essenza del sistema capitalistico spostando il baricentro dalla produzione industriale a quella culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Secondo Rifkin (economista americano) una maggiore conoscenza potrebbe comportare per un verso, maggiore democrazia e benessere, con l\u2019affrancamento dal lavoro e dall\u2019alienazione, ma anche il pericolo dello strapotere delle multinazionali dei media che posseggono le reti elettroniche, i maggiori provider internazionali che gestiscono l&#8217;accesso ad ogni attivit\u00e0 e controllano la vita di ognuno. Dalla divisione di ricchi e poveri si passerebbe a tra chi \u00e8 connesso e chi non lo \u00e8 tra chi vive nel cibern-spazio e chi ne \u00e8 fuori. Solo qualche decennio fa non erano immaginabili molti profili professionali che oggi occupano milioni di persone nel mondo; n\u00e9 si possono prevedere quali saranno le nuove professioni che emergeranno nei prossimi anni. Con l&#8217;industrializzazione gli uomini si divisero in: contadini, operai e soldati guidati da una ristretta \u00e9lite. La new economy ha creato migliaia di attivit\u00e0 totalmente scoordinate tra loro da rendere difficile se non impossibile accorparle o al massimo con una qualifica molto generica come per esempio lavoratori dei servizi. Questo aspetto ha un rilievo storico enorme perch\u00e9 per la prima volta \u00e8 impossibile identificare le classi sociali, oltre che per il censo anche dalle attivit\u00e0 che svolgono in modo prevalente. Questo fa venir meno una forma tipica dell&#8217;esercizio del potere: quale \u00e8 la gerarchia ovvero la collocazione in un gruppo funzionale agli interessi del potere, della produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cosa accadr\u00e0 nel futuro se i governi non troveranno soluzioni? Come \u00e8 possibile indirizzare\u00a0educazione e cultura\u00a0per creare nuovo lavoro? E come possono gli affari diventare pi\u00f9 etici? Questi sono alcuni degli interrogativi che piacerebbe vedere all&#8217;ordine del giorno di un sindacato al passo coi tempi ma che per il momento se li \u00e8 posti, cercando di dare una risposta, Il Millenium project un network con base a Washington composto da 52 nodi nel mondo\u00a0nello studio\u00a02050 responsabile Work\/Tech Alternative Scenarios.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oltre\u00a0450 esperti\u00a0delle dinamiche di tecnologia e lavoro hanno definito tre\u00a0potenziali scenari\u00a0per i prossimi anni, in cui si alternano:\u00a0un\u2019umanit\u00e0 disperata\u00a0nel disordine politico ed economico, un mondo multipolare\u00a0di\u00a0mega-corporazioni e governi con capacit\u00e0 strategica e adozione della tecnologia altalenanti e un\u2019economia dell\u2019autorealizzazione dell\u2019essere umano, con strategie a lungo termine condivise a livello internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma se queste sono le alternative che ci attendono, quali decisioni \u00e8 possibile prendere oggi in Italia per creare un\u00a0futuro migliore?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Suddivisi in quattro sottogruppi tematici su:\u00a0educazione\/cultura, governo, scienza\/tecnologia, affari\/lavoro, alternati a sessioni plenarie, secondo il metodoCharrette, i partecipanti al workshop, organizzato da Millennium Project\u00a0Italia\u00a0e SingularityU Milan, presso la sede di Ars&amp;Inventio, hanno cercato di definire strategie e azioni a breve, medio e lungo termine per indirizzare il nostro futuro. Una\u00a0campagna di sensibilizzazione per diffondere il messaggio di cambiamento che sar\u00e0 necessario negli anni a venire. Necessit\u00e0 di strategie di promozione dell\u2019imprenditorialit\u00e0, attraverso modelli di scuola alternativi, sistemi di\u00a0mutual coaching\u00a0tra senior e giovani e riduzione degli orari scolastici tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A medio termine scambio formativo intergenerazionale\u00a0e di come portare gli\u00a0over 60 nelle\u00a0startup. La\u00a0scuola\u00a0\u00e8 ancora in ridefinizione, con ulteriore riduzione degli orari, nuovi utilizzi dello spazio e con il potenziamento dell\u2019educazione civica\u00a0e della liberalizzazione degli\u00a0open data. L\u2019idea \u00e8 che non ci sar\u00e0 pi\u00f9\u00a0separazione\u00a0tra educazione e vita normale, ma sar\u00e0 un continuum.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A lungo termine, offuscamento dei\u00a0confini tra pubblico e privato\u00a0e tra macchine e umani, con l\u2019etica\u00a0che diventer\u00e0 il tema culturale in assoluto pi\u00f9 importante per l\u2019umanit\u00e0. Il gruppo\u00a0governo\u00a0ha focalizzato l\u2019attenzione su una strategia per il reperimento delle risorse, per attuare azioni e strategie proprie e degli altri gruppi. La prima azione si concentra sulla demonetizzazione completa: eliminare il contante permette l\u2019emersione dell\u2019economia sommersa, che libera risorse da investire in infrastrutture e ampliare, cos\u00ec, l\u2019accesso alla tecnologia. A questi investimenti pubblici devono essere integrati investimenti privati, da attrarre con incentivi fiscali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel lungo periodo, grazie alla tecnologia, sar\u00e0 possibile ridurre i costi dello Stato e\u00a0liberare risorse\u00a0da continuare a\u00a0investire nell\u2019innovazione. Risulta necessario anche minimizzare l\u2019impatto sociale della disoccupazione: nei primi 15 anni, si ipotizza che la rete sociale della famiglia italiana assorbir\u00e0 la crisi sociale; dal quindicesimo anno, con le innovazione di processi e i proventi dall\u2019evasione fiscale e dalla riduzione dei costi che la tecnologia permetter\u00e0, sar\u00e0 possibile avere le risorse per erogare un reddito di base universale: ci\u00f2 permetter\u00e0 alle persone di gestire la propria vita e decidere in quale settore specializzarsi in base alle proprie\u00a0reali aspirazioni. Bisogna iniziare da subito dei percorsi di separazione dell\u2019economia reale\u00a0dalla\u00a0pura finanza\u00a0e dell\u2019identit\u00e0 professionale e personale da quella aziendale focalizzandosi sull\u2019individuo come centro del progetto professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dopo qualche decennio si dovr\u00e0 pensare ad investire le risorse dei costi del personale, liberate da un\u2019automazione aziendale almeno al 40%, in tematiche di benessere e\u00a0work balance. Sar\u00e0 molto importante, per questo,\u00a0gestire le aziende\u00a0come dei network professionali e pensare a riforme giuridiche\u00a0intelligenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cos\u00ec si arriverebbe al 2050, con le aziende quasi totalmente automatizzate e le risorse potranno essere dedicate alle persone rendendo\u00a0il benessere sempre pi\u00f9 sganciato dal reddito\u00a0cosa che permetter\u00e0 il libero arbitrio professionale,\u00a0cio\u00e8\u00a0la libert\u00e0 di scegliere il nostro destino: potr\u00e0 essere di fare tutto o niente, ma sar\u00e0 una scelta libera e individuale. Le associazioni di categoria, in un 2050 in cui il trattamento pensionistico sar\u00e0 sostituito da un modello di\u00a0reddito di base, potranno a tal fine essere focalizzate sui bisogni individuali e del territorio, inteso come ecosistema, e sul mantenimento di tutto quello che \u00e8 la salute e l\u2019equilibrio biologico del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo workshop sar\u00e0 replicato in diversi Paesi dalle varie sezioni del Millennium Project, forse di nuovo anche in Italia, e le strategie in discussione possono essere considerate un\u00a0work in progress\u00a0per discutere insieme sulle conseguenze delle nostre decisioni di oggi\u2026 perch\u00e9\u00a0il futuro \u00e8 adesso!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ho riportato, quasi integralmente quest&#8217;ultimo pezzo che in larga parte, rispecchia il mio pensiero per dimostrare con un esempio concreto, quello che un sindacato all&#8217;altezza del compito avrebbe dovuto e dovrebbe fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Concludo rispondendo a Bentivogli che scrive \u201cIO PREFERISCO LIBERARMI NEL LAVORO NON LIBERARMI DAL LAVORO\u201d.<\/p>\n<p>Ebbene Marco deve sapere che fino a quando il fine principale dell\u2019attivit\u00e0 economica \u00e8 di far crescere il capitale dell&#8217;attivit\u00e0 stessa, il capitale verr\u00e0 sempre spostato sulle attivit\u00e0 che rendono di pi\u00f9 prescindendo dal fatto che siano pi\u00f9 o meno utili per l\u2019uomo. Questa \u00e8 la vera portata dell\u2019efficienza che libera l&#8217;uomo nel lavoro a cui pensa? E ancora ha considerato Marco che le banche centrali prestando i soldi allo Stato innescano un debito permanente e dunque inarrestabile? Oggi viviamo in un economia basata sul debito che prima o poi diventer\u00e0 insostenibile perch\u00e9 pu\u00f2 solo crescere; ma se la moneta \u00e8 fondata sul debito, l\u2019uomo \u00e8 costretto a lavorare per restituirlo dunque \u00e8 schiavo del debito ma allora il lavoro non \u00e8 una scelta, espressione della propria creativit\u00e0 (come lo diventer\u00e0 col reddito di cittadinanza); deve lavorare per vivere. (il debito oggi\u00a0 per l&#8217;uomo e gli Stati ha preso il posto delle catene usate dai negrieri qualche secolo fa).<br \/>\nSavona, 8 agosto 2016<\/p>\n<p>L u i g i\u00a0\u00a0\u00a0 V i g g i a n o<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal nostro amico Luigi Viggiano della Fnp di Savona riceviamo un contributo ad ampio spettro di contenuti che volentieri proponiamo alla riflessione di tutti. www.il9marzo.it &lt;&lt;ABBIAMO ROVINATO L&#8217;ITALIA?&gt;&gt; IO PREFERISCO LIBERARMI NEL LAVORO NON LIBERARMI DAL LAVORO &lt;&lt;IL SINDACATO DEL FUTURO? 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