{"id":6334,"date":"2016-06-28T21:35:23","date_gmt":"2016-06-28T19:35:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=6334"},"modified":"2016-06-28T21:35:23","modified_gmt":"2016-06-28T19:35:23","slug":"chi-ha-rovinato-chi-il-dibattito-e-aperto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=6334","title":{"rendered":"Chi ha rovinato chi? Il dibattito \u00e8 aperto"},"content":{"rendered":"<p><em>Luigi Viggiano ci manda da Savona le sue considerazioni sulle anticipazioni del libro di Marco Bentivogli &#8220;Abbiamo rovinato l\u2019Italia? Perch\u00e9 non si pu\u00f2 fare a meno del sindacato&#8221; edito da Castelvecchi.<\/em><\/p>\n<p><em>I temi che ci segnala Luigi sono certamente interessanti, e il libro promette di essere un momento di riflessione in un contesto che non sembra amare molto questa attivit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo abbiamo deciso di aprire un dibattito al quale invitiamo altri ad intervenire, per chi lo desidera anche in forma anonima. La regola (a parte quella solita del blog: tutte le critiche sono ammesse, gli insulti no) \u00e8 che non si tratta di essere &#8220;pro&#8221; o &#8220;contro&#8221; Bentivogli (al quale quasi ci dispiace dover &#8220;fare pubblicit\u00e0&#8221;, visto che non tutti i suoi comportamenti ci hanno sempre convinto), ma di partire dalle sue riflessioni per proporne altre, consenzienti o dissenzienti che siano. Sperando che l&#8217;azione del riflettere diventi contagiosa.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>E ora, la parola a Luigi Viggiano che inaugura il dibattito<\/em><\/p>\n<p><em>www.il9marzo.it<\/em><\/p>\n<p>-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.<\/p>\n<p>Su formiche.net del 22 giugno ho letto un estratto dell&#8217;ultimo lavoro di <strong>Marco Bentivogli<\/strong> dove solleva dubbi e problemi che ritengo dovrebbero essere oggetto di: continua, ampia e seria discussione nel sindacato invece che con rassegnazione aspettarne l&#8217;autoconsunzione.<\/p>\n<p><strong><em>&#8220;Abbiamo rovinato l\u2019Italia? perch\u00e9 non si pu\u00f2 fare a meno del sindacato&#8221;<\/em><\/strong><em>(Castelvecchi)<\/em><\/p>\n<p>io, sindacalista, vi spiego in cosa sbagliano a volte i sindacati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Comincio questo mio contributo con un riconoscimento, che ritengo doveroso a Marco per aver riesumato, un metodo genuino di fare sindacato, quale \u00e8 quello di buttarsi nella mischia affrontando le difficolt\u00e0 e non scansandole o ancora peggio strumentalizzandole. Detto questo, passo a esprimere alcuni dubbi e proposte su quanto da lui scritto anticipando che lo spirito non vuole essere assolutamente polemico ma costruttivo visto che siamo mossi dallo stesso spirito e obiettivi.<\/p>\n<p>Un punto del lavoro che mi lascia, alquanto perplesso, \u00e8 il trattamento che Marco riserva ai non iscritti e l\u2019invito che rivolge loro \u201c. <strong>Chi lo vuole cambiare dovrebbe prima di tutto iscriversi e, in questo modo, portare idee nuove, diverse. Altrimenti \u00e8 troppo facile, \u00e8 la solita furbizia di chi critica, ma poi se ne approfitta<\/strong>.\u201d Voglio pensare che la sua sia una provocazione, altrimenti la cosa dovrebbe allarmarci alquanto. Chiedo a chi legge: ritenete che quando consigliato \u201cportare idee nuove e diverse\u201d da Marco sia oggi realisticamente permesso nella Cisl a qualunque livello? Personalmente ho sperimentato che, nella migliore dell&#8217;ipotesi accade nelle assemblee di base (dove, in genere vengono fuori proposte che non diventano mai realt\u00e0 perch\u00e9, mediate dai livelli confederali, finiscono per essere letteralmente travisate). Ancora pi\u00f9 grave \u00e8 quel \u201cse ne approfitta\u201d che tradotto significa: si prende i benefici del contratto senza scioperare. E dov&#8217;\u00e8 lo scandalo? Perch\u00e9 non dovrebbe farlo? Il contratto e un suo diritto a prescindere dall&#8217;adesione ad un sindacato; forse sarebbe pi\u00f9 opportuno capire perch\u00e9? Non sar\u00e0 per caso per mancanza di fiducia in chi lo usa strumentalmente, come merce di scambio per i loro lauti interessi del tipo di quelli denunciati da Fausto? E comunque, anche i non iscritti, pagano un obolo <strong>forzoso<\/strong> al sindacato quando firma un contratto nazionale (se sbaglio chiedo scusa ma di recente mi sembra di aver letto proprio cos\u00ec).<\/p>\n<p>Un altro punto che mi lascia estremamente perplesso, \u00e8 quando dice meravigliandosi \u201csecondo questi lavoratori noi abbiamo il \u201cdovere\u201d di risolvere i problemi anche per loro, anche se ci hanno sempre ignorato\u201d !!! Certo che deve essere cos\u00ec altrimenti eliminiamo la confederazione ed ogni azienda contratta con le proprie rsu stop.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le criticit\u00e0, indicate e non, le ritengo sintetizzabili in: una degenerazione del sindacato, da portatore e sostenitore delle istanze dei lavoratori, a, difensore delle istanze del potere (che non \u00e8 il padrone della piccola o media azienda che vive la stessa crisi dei lavoratori).<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 la metamorfosi del sindacato in una societ\u00e0 di servizi parastatale le cui entrate rendono marginali quelle delle iscrizioni e cosa pi\u00f9 importante hanno permesso e permettono di assumere persone pagate e \u201clegate \u2026\u2026 col posto di lavoro\u201d condizione questa, utilizzata all&#8217;occorrenza per gestire a proprio piacimento la democrazia interna, nel condizionare candidature ed elezioni della dirigenza (questo a dire il vero \u00e8 un sogno che mi \u00e8 stato raccontato da un vecchio cislino che purtroppo \u00e8 passato a miglior vita, ma io ci credo perch\u00e9 spiega come alcuni chiacchieratissimi personaggi, autentici deus ex machina delle partecipate Cisl sopravvivano a tutte le tempeste). Concordo, quando dice che il sindacato persevera nell&#8217;essere \u201ccustode della conservazione\u201d per\u00f2 a Marco chiedo: ma tu dove sei stato e dove sei, tra loro o sulla luna? Senz\u2019altro condivisibile (meglio tardi che mai) \u00e9 l\u2019atto di morte della classe operaia legata al fordismo ma il nuovo qual \u00e8? Cos\u2019\u00e8? Il sindacato lo ha studiato? Quali sono le proposte? Nada de nada, notte fonda.<\/p>\n<p>Quando poi richiama i nobili insegnamenti dei nostri predecessori degli anni 50 omettendo per\u00f2 (sicuramente per dimenticanza) il pi\u00f9 importante ovvero che a differenza dei dirigenti di oggi che <strong>predicano<\/strong> i comportamenti del buon sindacalista quelli di allora li <strong>praticavano<\/strong> cosa alquanto diversa o sbaglio?<\/p>\n<p>Di sicuro l\u2019avvento della new economy ha letteralmente stravolto il modo di lavorare dunque \u00e8 corretto parlare di fine del Ford\/taylorismo ma non basta bisogna capire e conoscere la portata del nuovo che \u00e8 sicuramente epocale perch\u00e9 come scrive Marco \u201cl\u2019identit\u00e0 individuale delle persone \u00e8 caratterizzata sempre meno da mutue similarit\u00e0 e sempre pi\u00f9 da mutue differenze\u201d. Questo grazie a diverse e significative innovazioni ed in particolare nelle comunicazioni, nella robotica e nella scolarizzazione di massa. Partendo con la robotica che \u00e8 la pi\u00f9 semplice da capire si pu\u00f2 dire che ormai ha sostituito per un 60\/70% il lavoro su cui si basava la old economy (Fordismo) che il taylorismo aveva adattata a una massa di lavoratori analfabeti, in larga parte ex contadini, ai quali si chiedeva un alienante sforzo fisico\/psicologico. Ecco, oggi questo accade ancora ma in misura estremamente ridotta perch\u00e9 gli operai sono stati sostituiti dai robot molto pi\u00f9 efficienti dei limiti umani e pertanto con un enorme aumento della produttivit\u00e0 (che in larghissima parte non \u00e8 andata ai lavoratori) lasciando a casa una moltitudine di disoccupati. Disoccupati, discendenti degli operai del fordismo che hanno una alfabetizzazione di base media, con molte punte d\u2019eccellenza. Ecco una componente fondamentale della new economy sono queste generazioni, acculturate e figlie di un mondo nuovo dove il lavoratore non deve muoversi per andare a lavorare perch\u00e9 il lavoro gli pu\u00f2 arrivare a casa da qualsiasi parte del mondo purch\u00e9 interconnesso con internet.<\/p>\n<p>A questo punto richiamo Marco la dove scrive: \u201cil sindacato tradizionale ha sempre avuto un rapporto difficile con la meritocrazia e la professionalit\u00e0, che invece devono essere alla base della promozione e della tutela del lavoro\u201d e ancora \u201cNon c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 ingiusto di fare parti eguali tra diseguali\u201d; \u201cun sindacato che vuole essere credibile con i lavoratori, che si rifiuti di ingannarli deve saper distinguere tra chi lavora bene e chi non lavora o fa il \u201cfurbetto \u201c Tutte cose sacrosante che si addicono perfettamente ai lavoratori della new economy che ricordo non sono i contadini analfabeti arrivate dalle campagne e dal sud ma gente che per arrivare ad avere un lavoro seppur dotato di un eccellente curricula ha dovuto supera una infinit\u00e0 di difficolt\u00e0 per lo pi\u00f9 individuali dunque su questa strada non c\u2019\u00e8 trippa per i gatti; nel senso che un sindacato tradizionale anche se riveduto e corretto farebbe pochissima strada con queste nuove figure.<\/p>\n<p>La prima cosa da fare a mio avviso \u00e8 prendere coscienza che queste generazioni sono di un livello culturale e professionale sicuramente medio alto, vista l&#8217;estrema selettivit\u00e0 che devono sobbarcarsi; pertanto credo che l&#8217;ultimo di loro valga molto ma molto di pi\u00f9 del miglior vecchio sindacalista esistente a cominciare dal sottoscritto. Se questo \u00e8 vero allora bisogna incontrarli su un&#8217;altra strada che \u00e8 quella del merito per\u00f2 noi dobbiamo salvaguardare anche i pi\u00f9 deboli e allora sembrerebbe di essere finiti in un vicolo cieco ma non \u00e8 cos\u00ec, purch\u00e9 si abbia il coraggio di proporre e sostenere l&#8217;obiettivo che la storia sta indicandoci e che noi fingendo di non capirlo o per tirare a campare fin che si pu\u00f2 scientemente continuiamo ad ignorare. Marco ha giustamente parlato di guerra tra poveri es. L.104. Come pure di merito per le nuove generazione sempre pi\u00f9 acculturate. Mi pare ovvio che nella situazione data non c&#8217;\u00e8 spazio per il sindacato odierno, al massimo se ne potr\u00e0 prolungare l&#8217;agonia ma la sorte \u00e8 segnata perch\u00e9 la strada intrapresa, dalla storia, porta al reddito di cittadinanza per tutti per il semplice motivo che, a differenza del passato oggi l&#8217;economia materiale \u00e8 stata monopolizzata dai robot; cosa che ridurr\u00e0 fino ad azzerare la presenza dell&#8217;Homo Faber e di conseguenza i margini di sindacalizzazione tradizionale; pertanto dovremmo cominciare a pensare come intercettare i nuovi lavoratori della new economy detti della conoscenza (Homo Sapiens) che in larga parte saranno autonomi o gruppi ristretti a secondo delle specializzazioni ai quali va giustamente riconosciuto il merito.<\/p>\n<p>Il ragionamento su cui invito a riflettere \u00e8 il seguente: costa di pi\u00f9 mantenere un welfare frantumato in mille rivoli regolamentato da migliaia di norme di cui i furbi ne abusano e i veri aventi diritto non ne usufruiscono, gli scandali e i falsi scoperti sono tanti, la casistica delle truffe supera abbondantemente la realt\u00e0, senza contare le infiltrazioni di vere e proprie organizzazioni malavitose; d&#8217;altra parte, lungi da me volerli giustificare, ma si tratta pur sempre di una guerra tra poveri, tra l&#8217;altro destinata a crescere in modo esponenziale visto il perpetuarsi della crisi divenuta ormai cronica.<\/p>\n<p>Ebbene, allora mi domando, <strong>perch\u00e9 non introdurre un reddito di cittadinanza per tutti<\/strong>, azzerando tutti gli altri interventi sociali meno per: la maternit\u00e0, i ciechi e gli emodializzati? Ribadisco a tutti, anche a quelli che un lavoro ce l&#8217;hanno. La mia proposta di nuovo sindacato prevede di assegnargli due ruoli uno composto da una confederazione nazionale di poche persone elette dalle categorie di lavoro e dalla media e piccola impresa con il compito di gestire il reddito di cittadinanza mentre il ruolo pi\u00f9 strettamente categoriale deve essere svolto dalle rsu liberamente elette tra tutti i lavoratori in azienda. Questa idea che pu\u00f2 sembrare folle \u00e8 gi\u00e0 praticata con successo e col passare del tempo si affermer\u00e0 in tutto il mondo perch\u00e9 \u00e8 nell&#8217;ordine dell&#8217;evoluzione storica dell&#8217;uomo e il tempo e la storia glielo imporr\u00e0 anche contro la sua volont\u00e0. Sta a noi decidere se essere protagonisti del cambiamento o passare la mano ad altri.<\/p>\n<p>In questo modo si assicurerebbe il necessario per vivere a tutti e allo stesso tempo si incentiverebbe l\u2019imprenditore che sa investire e guadagnare di pi\u00f9 e le nuove figure professionali figlie della conoscenza. Cos\u00ec, il bacino della conoscenza al servizio dell\u2019umanit\u00e0, supportato da quel grande sistema di comunicazione che \u00e8 internet acquisisce potenzialit\u00e0 inimmaginabili accelerando i tempi delle innovazioni in modo esponenziale. Ma su questo lo affronteremo in altra occasione.<\/p>\n<p>S a v o n a, 26 Giugno 2016\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong><em>L u i g i\u00a0\u00a0 V i g g i a n o<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 F N P\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S a v o n a<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luigi Viggiano ci manda da Savona le sue considerazioni sulle anticipazioni del libro di Marco Bentivogli &#8220;Abbiamo rovinato l\u2019Italia? 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