{"id":6189,"date":"2016-06-13T00:03:44","date_gmt":"2016-06-12T22:03:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=6189"},"modified":"2016-06-13T00:03:44","modified_gmt":"2016-06-12T22:03:44","slug":"cisl-dove-sei-il-dibattito-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=6189","title":{"rendered":"&#8220;Cisl, dove sei?&#8221;, il dibattito continua"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\"><em>Con questo intervento di Luigi Viggiano, prosegue il dibattito aperto il 2 giugno, inizialmente sull&#8217;ultimo accordo Cgil-Cisl-Uil, ma poi esteso ad altre questioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\"><em>www.il9marzo.it<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"CENTER\">Inizio questo intervento riprendendo il comportamento, alquanto incoerente dal punto di vista politico, dimostrato in diverse occasioni dal segretario della fim e l\u2019altrettanto emblematico esempio, del nuovo che avanza, espresso dal neosegretario della Fai \u2026<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5996\"><em>&#8220;Eppure in casa Fim, il segretario generale <b>Bentivogli<\/b> ha sollevato pi\u00f9 di una <b>perplessit\u00e0, che vogliamo riprendere in quanto condivisibile, anche se a Bentivogli in premessa vorremmo chiedere &#8220;dell\u2019assenza politica&#8221; del suo dissenso<\/b>, <b>non \u00e8 infatti la prima volta che la Fim esce dal coro del generale consenso senza che lo stesso diventi &#8220;atto politico&#8221; <\/b>Timori di isolamento? Forse si, a questo proposito basta ricordare la veemente e decisamente fuori luogo, sia nella forma che nei contenuti, reazione dell\u2019allora commissario (oggi segretario generale) della Fai nazionale <b>Sbarra<\/b> alle considerazioni critiche fatte dal segretario Fim di Torino <b>(Toh! ancora la Fim!)<\/b> sul rinnovo del contratto nazionale dell\u2019industria alimentare.<\/em><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"> Ebbene, in proposito, penso che questi comportamenti esprimano, in modo diverso un eguale atto di asservimento e sottomissione, (quello di Bentivogli ha per\u00f2 l\u2019aggravante che, pur consapevole di cosa dovrebbe fare vi rinuncia volontariamente, l\u2019altro invece usa il disprezzo tipico di chi non sa che pesci pigliare; ricorda tanto la famosa espressione &#8220;E CON QUESTO HO DETTO TUTTO&#8221; OVVERO NIENTE dell\u2019indimenticabile TOTO\u2019); esattamente quello che, un buon sindacalista non dovrebbe mai fare perch\u00e9 \u00e8 risaputo che senza il confronto delle idee e la collegialit\u00e0 delle decisioni la democrazia muore in quanto privata della propria ragion d\u2019essere; molto meglio allora un Cincinnato di turno che, se non altro costerebbe molto meno ai cittadini consumatori; ho detto volutamente consumatori per indicare allo stesso tempo disoccupati e lavoratori anche se quest\u2019ultimi, sono ormai una specie a rischio estinzione; cosa di cui non se tiene conto a sufficienza e che mi sollecita una domanda: come si giustifica la granitica stabilit\u00e0 organica della dirigenza sindacale nonostante gli anni d\u2019oro del mondo del lavoro e degli iscritti siano diventati solo, un lontano ricordo? <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">E qui entriamo nel <\/span><span style=\"color: #333333; font-size: large;\"><span style=\"color: #333333; font-size: large;\">merito delle questioni, che dovrebbero attenere ad un sindacato di lavoratori e disoccupati. Non sorprenda questa mia sottolineatura, ribadisco DEI LAVORATORI, DISOCCUPATI E AGGIUNGO DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, perch\u00e9 \u00e8 questo il mare in cui un vero sindacato dovrebbe navigare. Ho sentito il bisogno della premessa perch\u00e9 ritengo che la Cisl dell\u2019era Bonanni\/Furlan sia una brutta, anzi bruttissima copia della CISL che fu, perch\u00e9 trasformata in qualcosa di completamente diverso da quello che il cittadino comune pensa. Intendiamoci \u00e8 sempre un sindacato ma non pi\u00f9 al servizio dei lavoratori\/consumatori unitamente al mondo delle piccole e medie imprese italiane, ma di quello che Ricolfi, gi\u00e0 qualche anno fa individuava come il vero nemico del ceto medio e dei lavoratori. Ovvero: i grandi trust, le multinazionali, gli oligopoli bancari e finanziari, le assicurazioni ecc. che, non traggono profitto dal percorso investimento, produzione e commercializzazione di beni e servizi che restituiscono l\u2019investimento pi\u00f9 un guadagno. Questo \u00e8 il ciclo delle piccole e medie aziende ma oggi con un mondo finanziarizzato a dismisura i guadagni si fanno con un percorso che salta la produzione; s\u2019investe denaro nella speculazione pura per ottenere direttamente denaro che poi servir\u00e0 per comprare a prezzi fallimentari le aziende statali e private.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-size: large;\"><span style=\"color: #333333; font-size: large;\"> Le classi dirigenti di tutto il mondo ignorano e scherniscono le richieste del ceto medio, impoverito dalla crisi, e cos\u00ec facendo picconano la democrazia preparandoci a sviluppi autoritari che mirano allo scardinamento del sistema. L\u2019elites: economiche, politiche sindacali, giornalistiche ecc., conniventi o incapaci di capire che la strada intrapresa corre verso una deriva reazionaria preferiscono cullarsi sul passato e nei loro assurdi ed immorali privilegi (finch\u00e9 dura). Si affannano a parlare di crescita e riforme ma intanto se ne fregano dei segnali di <b>sofferenza e insofferenza<\/b> crescente anche tra la borghesia medio bassa che, giorno dopo giorno si sente risucchiata verso il fondo della scala sociale, dal vortice dei provvedimenti che sistematicamente gli vengono presi contro, dal governo di turno, con una sola certezza che: i governi passano e i provvedimenti restano. Nel frattempo cresce il numero di chi non riesce a mantenere i figli agli studi ne permettersi le cure della persona con una sanit\u00e0 che diventa sempre pi\u00f9 costosa e meno pubblica ed efficiente. A poco servono gli spot, del tutto va bene, se poi gli stipendi e pensioni, gi\u00e0 in larga parte modesti, continuano ad essere falcidiati ingrossando le file degli indigenti in modo preoccupante. Un significativo e chiaro segnale circa il fatto che <b>la frattura si sta trasformando in rottura<\/b> <b>del ceto medio-basso<\/b> \u00e8 stato letto, dagli analisti del voto delle recenti elezioni amministrative che, in linea con quanto accade in altri paesi europei e con le primarie degli Usa, ha abbandonato i riferimenti politici storici ritenendosi tradito e votando per protesta o astenendosi. Il segnale che \u00e8 stato forte non va trascurato perch\u00e9 tutti sappiamo dove portano queste avventure, se non assorbite e guidate con giuste concessioni sociali. <\/span><\/span><span style=\"font-size: large;\">Che la situazione sia tale lo confermano anche i dati relativi all&#8217;evoluzione della distribuzione della ricchezza prodotta in Italia dal 1970 al 2014, quando evidenziano che la classe sociale pi\u00f9 penalizzata \u00e8 stata il ceto medio passato dal 61% al 43% seguita dalla classe pi\u00f9 povera scesa dal 10 al 9%; il tutto a vantaggio del ceto pi\u00f9 ricco salito dal 29 al 48%.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">E\u2019 una realt\u00e0 questa, appena descritta, riconosciuta perfino dalla Banca Mondiale quando dice che i pi\u00f9 danneggiati dalla globalizzazione sono stati il 5% dei poveri dell&#8217;Africa e la classe media USA e UE e che<\/span> <span style=\"font-size: large;\">la globalizzazione ha ridotto il divario di reddito tra regioni ricche (USA-EU) e povere (ASIA) ma ha aumentato il divario all&#8217;interno di ciascun paese (arricchito i miliardari ed impoverito la borghesia).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-size: large;\"><span style=\"color: #333333; font-size: large;\"><strong> Se questa \u00e8 la realt\u00e0 che anche la CISL &#8220;con senso di responsabilit\u00e0&#8221; ha contribuito a costruire penso che la prima cosa da fare sia chiarire al nostro interno cosa vogliamo fare e chi vogliamo essere nel futuro che incombe<\/strong>. Per prima cosa dovremmo prendere atto che le nostre controparti sono due; una che agisce e gestisce il mondo globalizzato ed un\u2019altra pi\u00f9 vicina alla vita quotidiana fatta, sempre di meno lavoro\/lavoratori e di tanti, tantissimi disoccupati. Mi pare ovvio che in una logica di tutela del lavoro questo possa avvenire solo nell\u2019aziende (anch\u2019esse in continuo calo) e dunque le competenze non possono che essere della categoria. Il problema si pone per la confederazione che, in teoria ha poco da contrattare con un governo che non governa, ma esegue gli ordini della commissione europea, e non pu\u00f2 che essere cos\u00ec visto che, con la rinuncia alla sovranit\u00e0 monetaria, hanno confezionato e regalato ad altri la corda per impiccarci quando e come vogliono. Per\u00f2 se loro minacciano, agitando il citato cappio, noi possiamo fare altrettanto minacciando e se necessario attivando la mobilitazione sociale che: una disoccupazione inarrestabile e tutti gli altri effetti negativi della recessione giustificherebbero ampiamente. Per\u00f2, ritengo utile e necessario fare un salto di rappresentativit\u00e0; la protesta deve interessare non solo i lavoratori ma tutti i cittadini del ceto medio basso. Perch\u00e9 <\/span><\/span><span style=\"color: #3b3b3d; font-size: large;\"><span style=\"color: #3b3b3d; font-size: large;\">la disperazione di questa consistente ed importante parte di societ\u00e0, che da anni vive una inarrestabile recessione ed in assenza di una alternativa democratica, ci espone ad un concreto rischio di evoluzione autoritaria. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3b3b3d; font-size: large;\"><span style=\"color: #3b3b3d; font-size: large;\"> In discussione sono state messe tre criticit\u00e0: a) maggiore peso alla contrattazione nazionale, e decentrata; b) salario minimo legale;<\/span><\/span><span style=\"color: #333333; font-size: large;\"><span style=\"color: #333333; font-size: large;\"> c) registrazione pubblica dei soggetti sindacali, in netto contrasto con i principi costitutivi della Cisl, fondata sul libero associazionismo e quindi sull\u2019autogoverno delle categorie di settore.<\/span><\/span><\/p>\n<p>La proposta, ovviamente aperta, che avanzo \u00e8 la seguente: il futuro sindacato dovrebbe essere strutturato in categorie e vivere sui posti di lavoro; le categorie degli attivi, a livello nazionale si uniscono nei modi e tempi da definire per costituire unitamente a i corrispettivi rappresentanti delle piccole e medie imprese una confederazione mista col mandato di rappresentare gli interessi del ceto medio nella definizione, applicazione e rivalutazione del salario di cittadinanza a tutti.<\/p>\n<p>Che i tempi siano maturi per questo passaggio lo dimostrano le tanti applicazioni in atto per il mondo; recentemente perfino la Svizzera, Stato capitalista per eccellenza, \u00e8 arrivata ad un referendum sull&#8217;argomento e 26 paesi dei 28 dell&#8217;Europa Unita l&#8217;hanno gi\u00e0 vigente anche se con modalit\u00e0 diverse. E&#8217; facile immaginare le risposte a quanto detto: &#8220;gli svizzeri l&#8217;hanno bocciato con un sonoro 75%&#8221; perch\u00e9 costerebbe troppo per le finanze pubbliche e scoraggerebbe i giovani dal cercare lavoro; anticipando la contro-risposta dico che trattasi di due falsit\u00e0 grosse quanto un grattacielo perch\u00e9 di soldi ce ne sono anche troppi il guaio \u00e8 che vengono usati direttamente per fare altri soldi e non per fare, si altri soldi ma passando per la produzione e commercializzazione di beni e servizi. Il problema sta nell&#8217;equivoco, scientemente diffuso, secondo il quale per investire bisogna risparmiare ma questa \u00e8 una menzogna bella e buona perch\u00e9 chiunque conosce anche solo i rudimenti dell&#8217;economia a sistema capitalista sa che in essa si producono beni solo se c&#8217;\u00e8 una domanda (consumo) ma per consumare ci vogliono i soldi se poi a questo si aggiunge che la percentuale di reddito che va ai consumi \u00e8 pi\u00f9 alta per i redditi bassi ecco che il reddito di cittadinanza potrebbe svolgere un ruolo doppiamente positivo favorendo la ripresa dei consumi e dunque la produzione e di conseguenza anche l&#8217;occupazione.<\/p>\n<p><span style=\"color: #333333; font-size: large;\"><span style=\"color: #333333; font-size: large;\"> Gli imbonitori di massa per\u00f2 ci fanno credere che per spendere bisogna prima risparmiare cosa praticamente impossibile per un paese indebitato come il nostro ma non \u00e8 vero; cos\u00ec \u00e8 stato fino a quando la moneta era convertibile (1971) ma d&#8217;allora \u00e8 tutto cambiato nel senso che ho detto per\u00f2 a noi hanno continuato a farci credere che nulla era cambiato. Si dir\u00e0 ma questa \u00e8 politica e per quella ci sono i partiti; altro errore, perch\u00e8 i partiti degni di tale nome, sono finiti con l\u2019assassinio di Moro che segn\u00f2 la fine di una fase storica irripetibile della democrazia popolare e l\u2019inizio della riscossa dei neo-con sfociata nell\u2019annullamento dei partiti ideologici unificati dalla sottomissione forzata alla volont\u00e0 di chi ha in mano le leve della finanza speculativa; cosa che pu\u00f2 mettere alle corde qualunque Stato. Su questo aspetto invito tutti a non dimenticare mai le parole di <\/span><\/span><span style=\"color: #3b3b3d; font-size: large;\"><span style=\"color: #3b3b3d; font-size: large;\">Papa Francesco: &#8220;quest\u2019economia uccide e non c\u2019\u00e8 alcuna ragione perch\u00e9 noi continuiamo a sacrificarci&#8221;. Della stessa idea \u00e8 l<\/span><\/span><span style=\"color: #4c5c66; font-size: large;\"><span style=\"color: #4c5c66; font-size: large;\">\u2019economista premio nobel Michael Spence, quando presuppone la necessit\u00e0 di &#8220;reinventare l\u2019economia moderna e il ruolo occupato dal lavoro in essa dovr\u00e0 essere ripensato&#8221;. Oppure <\/span><\/span><span style=\"color: #3b3b3d; font-size: large;\"><span style=\"color: #3b3b3d; font-size: large;\">il saggista\u3000<\/span><\/span><b><span style=\"color: #333333; font-size: large;\"><span style=\"color: #333333; font-size: large;\">Andy Stern<\/span><\/span><\/b><span style=\"color: #3b3b3d; font-size: large;\"><span style=\"color: #3b3b3d; font-size: large;\">\u3000 quando sostiene che &#8221; il prossimo Presidente degli Stati Uniti dovr\u00e0 riconoscere che le attuali politiche del governo hanno \u00abcostruito un\u2019infrastruttura sociale basata sul concetto di lavoro, ma questo concetto non funziona pi\u00f9\u00bb. Se, in una forma o nell\u2019altra, i redditi vanno ai robot e non pi\u00f9 agli esseri umani, la nostra cultura cambier\u00e0 e la politica dovr\u00e0 adattarsi a questi cambiamenti. Che fare allora dei disoccupati e di coloro che potranno al massimo aspirare a posti di lavoro di basso livello e super precari? Per la maggior parte di loro la riqualificazione professionale non servirebbe comunque a niente, e quindi come faranno ad avere il denaro necessario alla sopravvivenza? Non resta che dare loro un \u00abreddito base universale\u00bb.&#8221; <\/span><\/span><\/p>\n<p>Avrei tante cose d&#8217;aggiungere ma mi rendo conto che annoierei i potenziali lettori propinandogli troppe novit\u00e0 in una sola volta. Sintetizzando al massimo propongo che la cisl lanci l&#8217;idea di una confederazione mista con i rappresentanti delle piccole e medie imprese con il compito di rapportarsi al governo esclusivamente per ci\u00f2 che attiene il reddito &lt;&lt; di base universale&gt;&gt; e questo potrebbe essere anche materia di legge; per il resto invece la contrattazione di categoria deve avvenire esclusivamente a livello d&#8217;azienda tra rsu e direzione stop.<\/p>\n<p>Sarei molto contento di questo lavoro se chi legge giungesse chiaro il messaggio che se i soldi per far funzionare l&#8217;economia reale sono X quelli invece che girano nell&#8217;economia virtuale sono qualche miliardo di volte in pi\u00f9 in realt\u00e0 non sono neanche soldi ma semplici bit nella memoria di un computer che per\u00f2 diventano soldi veri quando chi li possiede li usa per acquistare beni reali; che siano solo numeri lo si capisce quando ha volte si sente la notizia che in borsa \u00e8 andata male e si sono bruciati qualche centinaio di miliardi di dollari e ciononostante la vita di continua allo stesso modo del giorno prima perch\u00e8 quei miliardi non sono ricchezza vera allora perch\u00e8 alla speculazione deve essere permesso di avere i soldi che non valgono niente e poi trasformarli in ricchezza reale e ai cittadini no perch\u00e8 i soldi per spenderli bisogna prima risparmiarli?<\/p>\n<p><b>S A V O N A, 12 Giugno 2 0 1 6<\/b><\/p>\n<p><b><i> L u i g i V i g g i a n o<\/i><\/b><\/p>\n<p><i> <\/i>F N P S A V O N A<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo intervento di Luigi Viggiano, prosegue il dibattito aperto il 2 giugno, inizialmente sull&#8217;ultimo accordo Cgil-Cisl-Uil, ma poi esteso ad altre questioni. www.il9marzo.it Inizio questo intervento riprendendo il comportamento, alquanto incoerente dal punto di vista politico, dimostrato in diverse occasioni dal segretario della fim e l\u2019altrettanto emblematico esempio, del nuovo che avanza, espresso dal&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-6189","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria","no-post-thumbnail","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6189","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6189"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6189\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6189"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6189"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6189"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}