{"id":5996,"date":"2016-06-02T19:40:19","date_gmt":"2016-06-02T17:40:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5996"},"modified":"2016-06-02T19:40:19","modified_gmt":"2016-06-02T17:40:19","slug":"cisl-dove-sei-una-lettura-critica-dellaccordo-cgil-cisl-uil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5996","title":{"rendered":"&#8220;Cisl, dove sei?&#8221; &#8211; Una lettura critica dell&#8217;accordo Cgil-Cisl-Uil"},"content":{"rendered":"<p><em>Questo contributo torna a riflettere sui problemi aperti dall&#8217;accordo fra le tre centrali confederali a gennaio. Che viene approvato all&#8217;unanimit\u00e0 ma poi si scopre che non piace a tutti; che a parole decentra e di fatto accentra la contrattazione; che dice no alla legge sul salario\u00a0 minimo e poi accetta il principio dell&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 39 che comporterebbe un&#8217;intrusione ben pi\u00f9 massiccia del legislatore nell&#8217;autonomia organizzativa e contrattuale dei sindacati. E altro ancora che non vi anticipiamo lasciandovi alla lettura integrale di un testo che ci piacerebbe fosse seguito da altri contributi.<\/em><\/p>\n<p><em>www.il9marzo.it<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">L\u2019ACCORDO CGIL-CISL-UIL SULLA RIFORMA DEI MODELLI<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">CONTRATTUALI: ALCUNI ELEMENTI DI CRITICITA\u2019<\/p>\n<p>In casa Cisl si \u00e8 salutato con grande entusiasmo l\u2019accordo sulla riforma dei modelli contrattuali approvato dagli esecutivi confederali di Cgil-Cisl-Uil nel gennaio scorso.<\/p>\n<p>Il segretario nazionale Petteni che ha condotto la trattativa per conto della Cisl ha parlato di svolta nelle relazioni sindacali interne, viatico fondamentale per un dialogo, a suo dire, costruttivo con le controparti datoriali a partire da Confindustria.<\/p>\n<p>Invero, qualche voce fuori dal coro c\u2019\u00e8 stata anche se non ha trovato \u201cevidenza politica\u201d, tant\u2019\u00e8 che l\u2019approvazione dell\u2019accordo da parte dei tre esecutivi \u00e8 avvenuta all\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure in casa Fim, il segretario generale Bentivogli ha sollevato pi\u00f9 di una perplessit\u00e0, che vogliamo riprendere in quanto condivisibile, anche se a Bentivogli in premessa vorremmo chiedere \u201cdell\u2019assenza politica\u201d del suo dissenso, non \u00e8 infatti la prima volta che la Fim esce dal coro del generale consenso senza che lo stesso diventi \u201catto politico\u201d riscontrabile dalla votazione dei documenti (vedasi approvazione del regolamento economico Cisl dell\u2019estate scorsa). Timori di isolamento? Forse si, a questo proposito basta ricordare la veemente e decisamente fuori luogo, sia nella forma che nei contenuti, reazione dell\u2019allora commissario (oggi segretario generale) della Fai nazionale Sbarra alle considerazioni critiche fatte dal segretario Fim di Torino (Toh! ancora la Fim!) sul rinnovo del contratto nazionale dell\u2019industria alimentare.<\/p>\n<p>Ma torniamo al merito delle questioni poste dal numero uno della categoria dei metalmeccanici della Cisl, la prima criticit\u00e0 rileva una contraddizione di non poco conto presente nel citato accordo e cio\u00e8 il voler caricare di ulteriore peso il ruolo salariale del contratto nazionale e nel contempo puntare sulla contrattazione aziendale e territoriale. Non si pu\u00f2 fare centralizzazione e decentramento nello stesso tempo, il rischio \u00e8 di fare un bel pasticcio dove nei fatti si fa prevalere un livello sull\u2019altro, come \u00e8 accaduto con il gi\u00e0 citato contratto nazionale degli alimentaristi.<\/p>\n<p>La seconda criticit\u00e0 espressa dal nostro Bentivogli riguarda il salario minimo legale che, stante il citato accordo di riforma dei modelli contrattuali, dovrebbe uniformarsi ai minimi stabiliti dai contratti nazionali di categoria. Anche in questo caso la contraddizione \u00e8 palese, prima si enuncia la contrariet\u00e0 all\u2019intervento legislativo su materie di competenza delle parti sociali e poi si pretende che l\u2019atto negoziale collettivo ma privato, diventi legge, cio\u00e8 atto pubblico!?<\/p>\n<p>Aggiungiamo noi una terza criticit\u00e0 riguardante la registrazione pubblica dei soggetti sindacali, in netto contrasto con i principi costitutivi della Cisl, fondata sul libero associazionismo e quindi sull\u2019autogoverno delle categorie di settore. Principi oggi pi\u00f9 che mai essenziali per una concreta tutela dei lavoratori e per un reale sviluppo del nostro paese. La contraddizione \u00e8 ancora evidente anche se non possiamo non osservare che purtroppo \u00e8 strettamente correlata e conseguente alle prime due criticit\u00e0.<\/p>\n<p>A questo punto ci domandiamo: Cisl dove sei? Perch\u00e9 questo annebbiamento cos\u00ec invasivo? Un dubbio ci assale: e se l\u2019attuale dirigenza Cisl, nei suoi livelli di massima espressione, in questa fase di oggettiva difficolt\u00e0, trovi comodo rifugio nell\u2019illusione di un rilancio di una nuova stagione unitaria, dimenticando i connotati di una propria ed originale identit\u00e0? Davvero sarebbe un errore, non solo strategico ma anche e soprattutto storico, la mancanza di un vivo corpo intermedio in una societ\u00e0 fluida come l\u2019attuale, capace di fare la sua parte, di rilancio di una vera contrattazione aziendale\/territoriale legata alla produttivit\u00e0 e di soggetto in grado di richiedere il \u201cgiusto\u201d alla politica ovvero che la stessa sia all\u2019altezza di svolgere il suo ruolo costruendo le condizioni nelle quali singoli cittadini, famiglie ,corpi intermedi possano esprimersi nella loro piena libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 e non l\u2019esatto opposto dato dalla richiesta di voler istituzionalizzarsi venendo meno al proprio compito associativo, certo rischioso ma libero!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo contributo torna a riflettere sui problemi aperti dall&#8217;accordo fra le tre centrali confederali a gennaio. 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