{"id":5716,"date":"2016-05-07T22:19:10","date_gmt":"2016-05-07T20:19:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5716"},"modified":"2016-05-07T22:19:48","modified_gmt":"2016-05-07T20:19:48","slug":"il-canovaccio-una-proposta-da-luigi-viggiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5716","title":{"rendered":"Il canovaccio (una proposta da Luigi Viggiano)"},"content":{"rendered":"<p><em>Luigi Viggiano ci manda da Savona una proposta, o come dice lui &#8220;un canovaccio di proposta&#8221;, per rivitalizzare il sindacato, imperniata sulla rivendicazione di un &#8220;reddito di sopravvivenza&#8221;; del quale si sente la necessit\u00e0 e per il quale ci sarebbero le possibilit\u00e0.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>Lo ringraziamo di questo e dei suoi numerosi cotributi e speriamo di ricevere altre proposte ed altre idee, da lui e da altri.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche perch\u00e9 la mancanza di idee e di discussione \u00e8 uno dei sintomi certi della &#8220;notte del sindacato&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>www.il9marzo.it<\/em><\/p>\n<p>&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..&#8211;..<\/p>\n<p>CANOVACCIO DI PROPOSTA VOLTA A RIVITALIZZARE IL SINDACATO<\/p>\n<p>Comincio con l\u2019osservare che, per adesso l\u2019Italia \u00e8 ancora \u201cuna Repubblica fondata sul lavoro\u201d (art. 1\u00b0 della Costituzione). E qui gi\u00e0 mi viene spontanea una prima provocazione: come sindacato forse dovremmo batterci per cambiare questo articolo perch\u00e9 superato dalla realt\u00e0 dei fatti; oggi l\u2019Italia, come del resto, buona parte del mondo, non \u00e8 fondata pi\u00f9 sul lavoro ma sul consumo perch\u00e9 il primo si \u00e8 ridotto al punto che gli esperti stimano in 3\/400 milioni i lavoratori necessari per produrre, con la tecnologia e le macchine attuali, la ricchezza necessaria ai bisogni dell\u2019intera umanit\u00e0 mentre contemporaneamente il consumo \u00e8 cresciuto in modo esponenziale. Dove per consumo non si intende solo quello inerente i beni materiali ma anche quelli in larga parte invisibili come: sicurezza, salute, divertimento, cultura, welfare, ecc. A questo secondo tipo molto pi\u00f9 che ai primi, la rivoluzione informatica ed internet hanno impresso una accelerazione supersonica, cosa che accorcia continuamente la durata dei piani di produzione di una azienda e dunque dell\u2019utilizzo di determinate figure; se poi si considera che i beni materiali sono oramai, quasi interamente prodotti dalle macchine (in Corea si producono auto con catene di montaggio interamente robotizzate, al punto che i locali non hanno bisogno di essere illuminati), si arriva facilmente alla conclusione che continuare ad immaginare una persona che inizia e finisce la sua carriera lavorativa con la stessa azienda \u00e8 pura utopia perch\u00e9, come anzidetto, comporter\u00e0 necessariamente periodi pi\u00f9 o meno lunghi di non lavoro in attesa di una ricollocazione. Cosa che, allo stato attuale, provoca dei buchi di mancato reddito, nella vita di una persona e ancor pi\u00f9 di una famiglia, dagli effetti devastanti perch\u00e9 fa da, freno a mano tirato, anche per quelle coppie che vorrebbero mettere su una famiglia ed avere dei figli.\u00a0 Non si pu\u00f2 continuare ad ignorare che il progetto di una famiglia dura una vita e quello delle aziende come visto molto meno e continua a ridursi con lo scorrere del tempo.<br \/>\nUn altro aspetto che penso vada riconsiderato \u00e8 che, la rivoluzione industriale conseguente all\u2019uso della macchina a vapore, concentr\u00f2 i luoghi di produzione richiamando dalle campagne la manodopera necessaria (in Inghilterra i telai-tessili casalinghi, furono concentrati nella fabbrica dove venivano azionati tutti con l\u2019energia di una sola macchina motrice); ma oggi con l\u2019irrompere dell\u2019elettronica e di internet si \u00e8 modificato ogni aspetto della nostra vita, sia per quando riguarda la domanda dei prodotti che nei modi di produrli. Come gi\u00e0 detto, pi\u00f9 della met\u00e0 di quello che si produce e consuma sono beni invisibili per i quali l\u2019attivit\u00e0 si concentra nell\u2019ideazione, messa a punto e controllo lasciando all&#8217;utilizzatore finale l\u2019attivazione autonoma della prestazione che gli interessa. Pertanto sempre di pi\u00f9 al lavoratore sar\u00e0 richiesta creativit\u00e0, autonomia e capacit\u00e0 di svolgere il lavoro, a distanza, con collegamenti elettronici che rendono il lavoro discontinuo; aspetto quest\u2019ultimo che infonde e alimenta una sensazione di precariet\u00e0 che come detto ostacola fortemente il progetto di vita di tutti ma in particolare delle giovani coppie.<br \/>\nDi fatto dunque, sempre di pi\u00f9, il futuro del lavoro non sar\u00e0 quello finora conosciuto, delle grandi fabbriche, bens\u00ec quello essenziale di una societ\u00e0 informatizzata dove, le reti di sicurezza conquistate con le lotte sindacali saranno sempre meno efficaci, perch\u00e9 i computer ed internet hanno riportato il lavoro a casa come ai tempi dei telai prima della rivoluzione industriale. Ecco perch\u00e9 a mio avviso il sindacato deve rinnovarsi, <strong>battendosi non tanto per il posto di lavoro o contratto nazionale<\/strong> (che sarebbe molto limitativo) ma per un <strong>salario di sopravvivenza<\/strong> che dia continuit\u00e0, anche se ridotta, al piano di vita di tutti i lavoratori che, come visto \u00e8 molto pi\u00f9 lungo di quello della singola azienda. Questa rete di sicurezza dovrebbe implicare una diversa distribuzione del reddito tra le classi sociali e tra le generazioni.<br \/>\nImmaginando la ovvia e ricorrente obiezione che, in questi casi viene mossa ad una simile proposta, ovvero la mancanza dei soldi, dico subito a scansi d\u2019equivoci, che come gi\u00e0 scritto di recente, una direttiva europea sulla questione esiste dal 1992 e a tutt\u2019oggi dei 28 paesi europei, pensate un po\u2019 chi l\u2019ha finora ignorata? Italia e Grecia. Una domanda molto semplice a chi pone la questione dei soldi: come mai per una norma di salvaguardia non rispettata subito scattano le sanzioni ed in questo caso dopo 24 anni non \u00e8 successo niente? Io una risposta me la sono data ma non voglio influenzare il lettore. (E COMUNQUE I SOLDI CI SONO BASTA VOLERLO. MI RIPROMETTO E PROMETTO DI SPIEGARLO COL PROSSIMO LAVORO).<br \/>\nDa tenere molto presente \u00e8 anche<strong> l\u2019inconsistenza del sindacato odierno<\/strong>, certificata non dal fatto che il Governo ha deciso di asfaltarlo ma dalla sua incapacit\u00e0 o volont\u00e0 di formulare credibili e adeguate proposte al nuovo mondo, del terzo millennio. Si continua con ipocriti e stantii riti, triti e ritriti, in cui nessuno crede pi\u00f9, perch\u00e9 lontani anni luce dal paese reale, dalle classi lavoratrici e disoccupati in particolare. Pi\u00f9 volte abbiamo letto e detto che il sindacato, da fucina di idee anticipatrici del futuro si \u00e8 ridotto ad inseguire con affanno il nuovo che avanza; ma questo per\u00f2 scusate, non \u00e8 la prova provata del suo totale fallimento? E non sto pensando alle categorie, ma alla dirigenza confederale che, con l&#8217;avvento di una donna alla massima carica, aveva aperto le porte a tantissime aspettative e speranze, andate letteralmente in fumo nel volgere di pochi mesi.<\/p>\n<p>Il movimento donne la cui maggioranza \u00e8, a quanto dicono, particolarmente infastidita da una simile rappresentazione della propria componente non ha niente da recriminare? Per loro va bene cos\u00ec?<br \/>\nMi permetto di ricordare che il nostro centro studi di Firenze, per decenni \u00e8 stato una autentica fucina d\u2019idee, di uomini e di proposte, non tanto e non solo a livello categoriale ma quanto confederale. L&#8217;esempio che racchiude ed esprime al meglio il mio pensiero \u00e8 Pierre Carniti quando, nel 1978 venne fuori con la proposta rivoluzionaria (per quei tempi) della riduzione dell&#8217;orario di lavoro; allora si che facevamo da battistrada altro che inseguire. E questo, nonostante la politica contasse e come; oggi invece che \u00e8 diventata del tutto inconsistente, lasciando un ampio spazio di manovra, noi cosa facciamo? Ci adeguiamo passivamente invece che incalzarla o addirittura sostituirla nel ricoprirne i vuoti sociali che si creano a profusione come, molto immodestamente ho cercato di evidenziare con alcuni recenti interventi. Il terreno, da questo punto di vista lo ritengo pronto a ricevere proposte che incontrano le esigenze sociali che la politica ha di fatto archiviato.<br \/>\nFino a prova contraria siamo rappresentanti di una buona parte della societ\u00e0. Perch\u00e9 ci siamo ridotti a seguire la linea del governo pedissequamente, rinunciando ad avanzare proposte ripeto, sto parlando non di proposte categoriali ma d\u2019interesse nazionale. Certo i rapporti di forza, se guardiamo solo al mondo del lavoro, non sono quelli degli anni settanta; ma noi, come ho gi\u00e0 detto, non dobbiamo rivolgerci pi\u00f9 al lavoratore ma al cittadino prescindendo dalla sua attivit\u00e0. I partiti saranno pure spariti ma le classi sociali no e noi abbiamo il dovere, in questa difficile fase storica, per la salvaguardia della democrazia e del Paese, di colmare il vuoto lasciato dai partiti. L\u2019occasione di essere protagonisti non va sprecata e per questo faccio un semplice ragionamento. Per millenni l\u2019uomo ha lottato contro la natura, per sopravvivere, oggi \u00e8 arrivato a produrre pi\u00f9 del necessario eppure nel mondo si muore ancora di fame e di stenti. Sua Santit\u00e0 Papa Francesco direbbe \u201dquesto non va bene\u201d.\u00a0 E non va bene no!!\u00a0 Se \u00e8 vero che oggi si sono raggiunte le condizioni per assicurare un reddito di sopravvivenza a tutti <strong>perch\u00e9 allora non contrattare a livello politico questa garanzia minima in cambio del riconoscimento della teoria capitalistica secondo la quale chi sa fare pi\u00f9 soldi legalmente senza danneggiare gli altri \u00e8 giusto che li faccia<\/strong>. Pensate che con un reddito di sopravvivenza in ogni paese commisurato al tenore di vita medio dello stesso vivremmo lo stesso il fenomeno dell\u2019immigrazione di massa di oggi?<\/p>\n<p>Non volendo tediare oltre il lettore mi fermo anche se avrei tante altre cose da dire ma lo spirito di questo pezzo non \u00e8 quello di fare un pistolotto ma di presentare come recita il titolo un \u201ccanovaccio\u201d a cui ognuno pu\u00f2 se vuole aggiungere o togliere pezzi.<\/p>\n<p>S a v o n a, 7\u00a0 M a g g i o\u00a0\u00a0 2 0 1 6<br \/>\nL u i g i\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 V i g g i a n o<br \/>\nF N P\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S A V O N A<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luigi Viggiano ci manda da Savona una proposta, o come dice lui &#8220;un canovaccio di proposta&#8221;, per rivitalizzare il sindacato, imperniata sulla rivendicazione di un &#8220;reddito di sopravvivenza&#8221;; del quale si sente la necessit\u00e0 e per il quale ci sarebbero le possibilit\u00e0. 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