{"id":5648,"date":"2016-05-03T11:39:58","date_gmt":"2016-05-03T09:39:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5648"},"modified":"2016-05-03T11:39:58","modified_gmt":"2016-05-03T09:39:58","slug":"la-notte-del-sindacato-servono-ancora-le-confederazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5648","title":{"rendered":"La notte del sindacato: servono ancora le confederazioni?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"http:\/\/www.faicisl.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_2710.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"900\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Pubblichiamo un intervento del nostro amico Luigi Viggiano, che, all&#8217;indomani di un Primo maggio privo di sostanza, avanza una critica e preannuncia una proposta. <\/em><\/p>\n<p><em>La critica \u00e8 rivolta ad un sindacato confederale che ormai appare, ci permettiamo di riassumere cos\u00ec il suo pensiero sperando di non tradirlo, fatto non pi\u00f9 da\u00a0rappresentanti sul posto di lavoro e da loro rappresentanti ai livelli superiori, ma da professionisti dell&#8217;orizzontalit\u00e0 generica, talora in carriera da trent&#8217;anni; professionisti che che, ci pemettiamo di aggiungere, costano pi\u00f9 di quel che apportano ma che poi, invece di fare autocritica per questo, spostano il baricentro dell&#8217;azione sindacale dalla rappresentanza ai servizi, con i quali si alimentano meglio le risorse necessarie alla struttura che dirigono.<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto alla proposta, Luigi la formuler\u00e0 nel suo prossimo contributo.<\/em><\/p>\n<p><em>Con questo intervento ci piacerebbe che si aprisse un dibattito sui tema, aperto dall&#8217;articolo di padre Occhetta &#8220;La notte del sindacato&#8221;, di cui potete leggere <a href=\"http:\/\/www.vita.it\/it\/article\/2016\/03\/25\/la-notte-del-sindacato\/138788\/\">un&#8217;ampia sintesi a questo link<\/a>. Luigi Viggiano, toccando molti dei temi sollevati sulla Civilt\u00e0 Cattolica, di fatto ha dato il via; ora aspettiamo gli altri. Possibilmente con nome e cognome, almeno per chi non debba temere le rappresaglie di Via Po 21. <\/em><\/p>\n<p><em>Potete inviare i vostri contributi all&#8217;indirizzo info@il9marzo.it, possibilmente indicando nell&#8217;oggetto &#8220;La notte del sindacato&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>www.il9marzo.it<\/em><\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">CHE TRISTEZZA VEDERE IL 1\u00b0MAGGIO<br \/>\nTRASFORMATO DA FESTA A FUNERALE DEL LAVORO<\/p>\n<p>Oggi la crisi di rappresentanza del sindacato interessa la funzione e il ruolo della sua missione sociale perch\u00e9 il rapido cambiamento dell\u2019attivit\u00e0 produttiva rispetto a parametri fissi come: continuit\u00e0 del posto, carriera, certezza dell\u2019orario di lavoro ecc. ci hanno ridotti ad inseguire nuovi modi di tutela non essendo capaci di anticiparli. Intanto il perdurare della crisi (la cui durata \u00e8 prossima a toccare il decennio) ha prodotto una riduzione di circa 700.000 posti di lavoro a tempo indeterminato e circa 15 milioni di persone hanno sub\u00ecto riduzioni di stipendi, di orario di lavoro, oppure un cambiamento nella natura del loro contratto, che da indeterminato \u00e8 passato a tempo determinato.<\/p>\n<p>Oggi la gran parte dei lavoratori precari non \u00e8 costituita da dipendenti, ma da lavoratori autonomi. Si tratta di una moltitudine di lavoratori senza tutele n\u00e9 garanzie e in genere anche poveri e senza prospettive previdenziali.<\/p>\n<p>Rispetto a tutto questo il pensiero di Renzi lo conosciamo, \u00e8 \u201cAscoltiamo le parti sociali ma decidiamo noi. Avremo i sindacati contro? Ce ne faremo una ragione\u201d. E&#8217; con questi presupposti che, a livello politico, Renzi ha \u00abarchiviato\u00bb definitivamente la pratica della concertazione voluta da Ciampi agli inizi degli anni novanta, quando le decisioni economiche particolarmente importanti venivano prese dal Governo insieme ai sindacati.<\/p>\n<p>La stoccata pi\u00f9 devastante del Governo Renzi \u00e8 stata la scelta politica di destrutturare la fase di intermediazione (ritornando alla primazia della legge sul contratto).<\/p>\n<p>Quelli di una certa et\u00e0 ricorderanno per quanti anni si \u00e8 detto che \u00abil successo di un sindacato non si misura sulla mobilitazione, ma sulla capacit\u00e0 di incidere politicamente sulle scelte di governo\u00bb e\u00a0che l&#8217;ambiente naturale dove il sindacato viveva e si sviluppava \u00e8 l&#8217;ambiente di lavoro. In questi ultimi anni per\u00f2 abbiamo assistito ad un cambiamento profondo dei concetti espressi. I sindacati hanno pensato di sopperire alla crisi del lavoro e dunque degli iscritti investendo nel dare servizi sul territorio e negli sportelli di consulenza giuridica. Non tenendo conto del fatto che una simile trasformazione avrebbe posto un problema di non poco conto sulla natura stessa del sindacato ovvero che esso nasce e vive sul luogo di lavoro. Se condividiamo e consideriamo ancora valida questa missione allora rimane tuttora vivo e vegeto quello di categoria.<\/p>\n<p>Diverso \u00e8 invece il discorso delle confederazioni ai vari livelli la cui esistenza anche se con qualche forzatura aveva ragione di essere fino a quando la societ\u00e0 si articolava in diverse ideologie politiche rappresentate in parlamento dai partiti. Ma oggi tutto questo \u00e8 scomparso basta leggere quanti parlamentari transfughi ci sono stati finora, in questa legislatura, per capire che un mondo \u00e8 stato archiviato col millennio passato e nel nuovo la confederazione non ha ragione di essere perch\u00e9 se le parole hanno ancora un senso col \u201cdestrutturare\u201d Renzi a mio avviso \u00e8 proprio questo che intendeva.<\/p>\n<p>Del resto quante e quante volte abbiamo sentito dire da Bonanni e dalla Furlan che \u201cnoi non facciamo politica ma solo sindacato\u201d; troppo giusto ma il sindacato, come si sa, si fa sul posto di lavoro; cosa centrano questi personaggi che in molti casi il posto di lavoro non l\u2019hanno mai visto o solo di sfuggita? Una buona parte di essi li ho trovati con incarichi e distacchi oltre trent\u2019anni fa e sono ancora li. Domanda ma quando hanno lavorato questi paladini dei lavoratori?\u00a0 Da notizie di stampa abbiamo appreso che la carriera sindacale della Furlan \u00e8 cominciata a 23 anni e non si \u00e8 pi\u00f9 interrotta. Uno potrebbe pensare si va bene ma lei \u00e8 una eccezione di bravura; no non \u00e8 per niente una eccezione bens\u00ec la regola.<\/p>\n<p>Questi fantozziani galattici cervelli, come farebbero pensare gli stipendi denunciati da Fausto, non hanno avuto neanche lontanamente la percezione del fatto che il mondo del lavoro stava cambiando profondamente e che la classe operaia era destinata se non a scomparire a ridursi enormemente cedendo il primato all&#8217;uomo consumatore. Se fossero stati all&#8217;altezza degli stipendi che si elargiscono non si sarebbero lasciati sfuggire l&#8217;occasione per adeguarsi alla nuova situazione. E adesso come la giri e come la volti la realt\u00e0 e sempre la stessa. In una societ\u00e0 liquida come \u00e8 diventata quella di oggi le confederazione non hanno spazio perch\u00e9 rallentano le decisioni e intralciano la democrazia. L&#8217;evoluzione della comunicazione e dei mass media e gli scandali hanno poi fatto il resto rendendoli residuali. Lo so che a molti non piacer\u00e0 la realt\u00e0 che ho descritto ma penso che prima ne prendiamo tutti coscienza e meglio sar\u00e0. Fare gli struzzi o peggio ancora gli gnorri non migliora di certo la situazione.<\/p>\n<p>Non volendo per\u00f2 passare per quello che sa solo demolire al prossimo intervento esporr\u00f2 una mia proposta.<\/p>\n<p>S a v o n a,\u00a0 3 M a g g i o\u00a0\u00a0 2 0 16<br \/>\nL u i g i\u00a0\u00a0\u00a0 Vi g g i a n o<br \/>\nF N P\u00a0 S A V O N A<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Pubblichiamo un intervento del nostro amico Luigi Viggiano, che, all&#8217;indomani di un Primo maggio privo di sostanza, avanza una critica e preannuncia una proposta. 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