{"id":5406,"date":"2016-04-19T23:23:19","date_gmt":"2016-04-19T21:23:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5406"},"modified":"2016-04-19T23:23:19","modified_gmt":"2016-04-19T21:23:19","slug":"liberta-di-parola-perche-i-giovani-italiani-se-ne-vanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.il9marzo.it\/?p=5406","title":{"rendered":"Libert\u00e0 di parola: perch\u00e9 i giovani italiani se ne vanno?"},"content":{"rendered":"<p><em>Il nostro amico Luigi Viggiano ci manda da Savona un&#8217;altra delle sue sollecitazioni a non adagiarsi in ingiustificate autocelebrazioni, come quella andata in scena per due giorni a Pomezia, ed a saper riflettere ed affrontare le urgenze che abbiamo di fronte. Come quella di un paese che vede ritornare gli emigranti dall&#8217;Italia. E la Cisl non sembra aver niente da dire.<\/em><\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Il dato lo abbiamo appreso dal dossier sull\u2019Immigrazione 2015 del Centro Studi Idos: dove \u00e8 riportato che nel 2014 per la prima volta dagli anni \u201990 gli italiani emigrati all\u2019estero hanno superato gli immigrati stranieri arrivati (non clandestini) in Italia. Risulta infatti che 155.000 nostri connazionali si sono trasferiti all\u2019estero contro i 92.000 stranieri regolari che si sono insediati da noi. Secondo il rapporto, nessun straniero si \u00e8 trasferito in Italia utilizzando i flussi per motivi di lavoro, ma poco meno di due terzi (60.000) sono arrivati per ricongiungersi ai familiari. Nello stesso anno per\u00f2 89.000 italiani si sono cancellati definitivamente dai ruoli dell\u2019anagrafe.<br \/>\nE\u2019 cominciata cos\u00ec una seconda grande ondata di emigranti italiani composta dal 56% di uomini e da 44% di donne; diversa dalla prima che era composta quasi esclusivamente da uomini, con un et\u00e0 piuttosto avanzata. La fascia dei 20-40 anni trasferitisi all\u2019estero nel 2014 \u00e8 infatti solo 1\/3 circa del totale (45.000), mentre il 52% sono over 40. Gli ultra 65enni residenti all\u2019estero sono il 19,9% del totale, dato che rende mediamente pi\u00f9 giovane la popolazione emigrata, visto che in Italia la percentuale di ultrasessantacinquenni \u00e8 del 21,7%. Un dato preoccupante \u00e8 il numero di 20\/30enni che rispetto al 2013 \u00e8 aumentato del 28,4%, quindi molti giovani stanno abbandonando il nostro Paese, in larga parte per sfiducia nelle possibilit\u00e0 lavorative.<br \/>\nQuesto andamento dell\u2019emigrazione \u00e8 confermato anche dal rapporto della Fondazione Migrantes dove si legge che \u00e8 cresciuta in 10 anni del 49,3% e negli ultimi anni ha visto espatriare una prevalenza di cittadini del Nord e del Centro Italia rispetto a quelli del Sud: nel 2014 ben 18.425 provenivano dalla Lombardia e, se 8.765 venivano dalla Sicilia, un numero pressoch\u00e9 uguale (8.720) erano invece veneti. Ma il vero boom \u00e8 stato quello del Lazio, il quale ha visto emigrare 7.981 persone.<br \/>\nUna novit\u00e0 di questa nuova emigrazione \u00e8 rappresentata dal il livello di istruzione che \u00e8 generalmente buono, a differenza della prima emigrazione composta per la stragrande maggioranza da analfabeti; i laureati sono oltre il 24%, mentre i diplomati superano il 30%. A questo proposito l\u2019OCSE ha calcolato che dal 2008 al 2014 la perdita di investimento effettuato nella formazione di \u201ccapitale umano\u201d, che emigrando porta le sue competenze all\u2019estero, \u00e8 stata per l\u2019Italia di almeno 23 miliardi di euro.<br \/>\nI paesi preferiti dei nostri connazionali sono i soliti, ovvero la Germania, che attira in particolare i giovani fino ai 30 anni, l\u2019Inghilterra, che \u00e8 diventata la prima destinazione in assoluto con circa 13.000 nuovi arrivi ogni anno ed una popolazione di italiani residenti arrivata ormai a circa 250.000 unit\u00e0, a seguire Svizzera, Francia ed Argentina, ma con un incremento di altre destinazioni, come Irlanda, Cina ed Emirati Arabi, in larga parte per le competenze tecniche richieste da questi Paesi.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da dire che questa emigrazione, oltre al danno economico, dovuto allo spreco di formazione non utilizzato in Italia, provoca anche un altro danno ancora pi\u00f9 grave perch\u00e9, trattandosi di migrazione giovanile ne consegue una diminuzione delle famiglie formate in Italia e soprattutto delle nascite. Nel 2014 il saldo fra morti (598.000) e nati (503.000) nel nostro Paese \u00e8 crollato al punto che per trovarne uno simile bisogna andare al 1917\/1918 quando la \u201cgrande guerra\u201d aveva decimato la migliore giovent\u00f9. Non dimentichiamo poi che il saldo, comunque negativo \u00e8 di molto attenuato grazie alle nascite degli immigrati (circa 1\/6 del totale).<br \/>\nSi osserva pure che, il fenomeno in atto, anche se provocato dalla mancanza di lavoro come in passato, presenta l\u2019aggravante che a differenza di quelle passate questa non arricchisce il nostro Paese anzi lo impoverisce.\u00a0 Mentre infatti gli immigrati di inizio e met\u00e0 del XX secolo arricchirono le zone depresse d\u2019Italia con le loro rimesse e con il know how industriale che riportavano, facendo crescere il tessuto produttivo nazionale, ed anche direttamente lo Stato al quale i paesi d\u2019immigrazione corrispondevano una certa quantit\u00e0 di carbone per ogni lavoratore italiano che lavorava da loro. Questi nuovi emigranti portano in altri Paesi competenze e capacit\u00e0 apprese in Italia (e molto ricercate all\u2019estero) e impoveriscono le nostre universit\u00e0 ed aziende. Non ritenete tutto ci\u00f2 un motivo sufficiente per mobilitare i lavoratori ed obbligare la politica ad intervenire e combattere la crisi senza aspettare gli aggiustamenti di lungo periodo: nel lungo periodo infatti, non solo saremo tutti morti, ma l\u2019Italia sar\u00e0 diventata un Paese di serie b capace di lavorare solo manualmente e per le multinazionali estere. Vi \u00e8 chiaro adesso cosa vuol dire privatizzare (VENDERE A PREZZI STRACCIATI LE NOSTRE MIGLIORI IMPRESE, BANCHE E SERVIZI) salvo poi riacquistarle quando sono sull\u2019orlo del fallimento (proprio in questi giorni Renzi e Padoan lo hanno fatto con le banche) cos\u00ec la storia si ripete i politici di turno indifferentemente dal partito di provenienza eseguono gli ordini del padrone socializzando le perdite e privatizzando i guadagni. In chiusura di questa lettura vi suggerisco (alla Marzullo) di farvi 2 domande: ognuno si chieda a) cosa ha trovato arrivando su questa terra e cosa lascia; b) che ruolo aveva l\u2019Italia nel panorama internazionale allora e oggi. ?<br \/>\nOggi abbiamo una sola certezza, vale a dire che, in assenza di novit\u00e0 significative il futuro dei nostri figli (che saranno rimasti in Italia) non sar\u00e0 invidiato da nessuno; un&#8217;altra prospettiva che non \u00e8 ancora certezza ma lo sta diventando velocemente \u00e8 che molto probabilmente gli italiani doc scompariranno nell&#8217;arco di poche generazioni; d&#8217;altra parte i primi segnali si avvertono gi\u00e0 oggi, basta pensare al: saldo negativo tra morti e nati, saldo negativo tra emigranti e immigrati, disoccupazione in costante aumento, peggioramento della sanit\u00e0 e delle condizioni di vita in generale, mancanza di certezza di un reddito se pur minimo\u00a0 e cos\u00ec via. E\u2019 evidente che senza un piano di lungo RESPIRO che interessi tanto i profili culturali quanto quelli economici, alla base di questa regressione. Riservando una particolare attenzione Costituzionale alla famiglia con particolare riferimento al numero dei figli ed altre misure che ne attenzionino e favoriscono la costituzione in modo da mettere un freno al paventato rschio d&#8217;estinzione che diversamente potrebbe diventare presto realt\u00e0.<br \/>\nAi pi\u00f9 giovani vorrei ricordare che la confederazione sindacale era nata per, affrontare questi temi ed altri simili d\u2019interesse generale, distinguendosi essenzialmente in tre correnti ideologiche che trovavano rappresentanza in Parlamento con i Partiti di riferimento. Nulla aveva da fare ne gli era permesso all&#8217;interno delle categorie che svolgevano in completa autonomia il loro compito sui posti di lavoro. Come si vede i due ruoli erano chiari e distinti. Con la implosione della Democrazia Cristiana prima e il successivo arrivo di Bonanni poi, si pens\u00f2 di riciclarsi riesumando l&#8217;autonomia cosa che ancora di recente ha ribadito il povero (d\u2019idee) Bernava; ma mi chiedo: i neo riformatori confederali lo hanno capito o no che proprio questo li rende perfettamente inutili e dunque da abolire. Il sindacato sul posto di lavoro non ha nessun bisogno delle confederazioni e per il resto rinnegando la politica in quanto divenuta una massa informe, senza nessuna differenza ideologica, e ridotta a mera esecutrice di ordini che arrivano dall&#8217;Europa. Se poi, a tutto questo aggiungiamo il ruolo marginale, precario e frantumato in cui \u00e8 ridotto il mondo del lavoro italiano e i cattivissimi esempi di malgoverno interno che quotidianamente gli iscritti vivono il risultato viene da se. Potrei continuare su questa strada, con tanti altri esempi ma mi manca la voglia perch\u00e9 mi accorgo che pi\u00f9 proseguo e pi\u00f9 cresce in me la convinzione che il popolo italiano (quello che ho conosciuto da giovane) si \u00e8 gi\u00e0 estinto da tempo e quello di oggi non si pu\u00f2 pi\u00f9 definire tale ma solo una sommatoria d\u2019individui che hanno letteralmente fuso la societ\u00e0 da compatta e solidale qual&#8217;era dopo la seconda guerra, in liquida ed egoista. Praticamente lo Stato moderno che abbiamo conosciuto costituito, da un: popolo, territorio, sovranit\u00e0 non esiste pi\u00f9 perch\u00e9 la sovranit\u00e0 l&#8217;abbiamo ceduta all&#8217;Europa, il popolo \u00e8 in via d&#8217;estinzione rimane il territorio che di certo ci sopravviver\u00e0 magari abitato da una nuova gen\u00eca.<br \/>\nS a v o n a,\u00a0 1 6\u00a0 A p r i l e\u00a0 2 0 1 6\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L u i g i\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 V i g g i\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 F n p\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S a v o n a<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro amico Luigi Viggiano ci manda da Savona un&#8217;altra delle sue sollecitazioni a non adagiarsi in ingiustificate autocelebrazioni, come quella andata in scena per due giorni a Pomezia, ed a saper riflettere ed affrontare le urgenze che abbiamo di fronte. Come quella di un paese che vede ritornare gli emigranti dall&#8217;Italia. E la Cisl&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-5406","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria","no-post-thumbnail","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5406","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5406"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5406\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5406"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5406"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.il9marzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}